Introduzione alle religioni orientali
Refilao mod. 2: introduzione alle religioni orientali dal punto di vista della storia delle religioni e antropologia. Rendersi conto di quando una certa idea ripetuta sul buddhismo e confucianesimo è di tipo orientalista. I fenomeni religiosi sono molto complessi. Moltissimi discorsi religiosi entrano di prepotenza in tantissimi dibattiti all'interno o esterno degli stati, nella nostra vita personale… le religioni sono quindi forze sociali e politiche di prima grandezza, sono delle forze molto importanti. Tanti fenomeni culturali non possono essere capiti se li prendiamo solo da una prospettiva geografica limitata.
Analisi delle religioni in Cina
Testo di Chau → Vedere come le religioni in Cina operano, lavorano all'interno del territorio. Come i cinesi praticano religioni.
- 3 capitoli del libro di Nado: percorsi religiosi nel corso dei secoli.
- Mario Poceschi → parla del buddhismo giapponese antico e moderno.
Religioni in Cina (Adam Chau)
Si propone di cambiare il modo in cui di solito pensiamo all'idea di religione. Che domande possiamo porci sulle religioni cinesi: la domanda è una specie di strada che ci porta in una direzione. Quando facciamo la domanda abbiamo già l'aspettativa di una risposta. Già pensiamo in qualche modo che la risposta si debba dare in una certa maniera. A seconda della domanda la nostra risposta cambia molto. Quali sono le domande giuste da fare per capire qualcosa in più sulle religioni cinesi?
Una domanda che secondo Chau è molto ripetuta → “quante religioni ci sono in Cina?” / “qual è la religione più diffusa in Cina?”. È un modo di porre le cose che ha già dei presupposti all'interno della domanda → capire quali sono, se li capiamo possiamo cercare di avere una apertura mentale maggiore rispetto ai presupposti stessi. Si presuppone che una religione abbia dei confini netti, che sia solo quello, esclusività.
Tutti i meccanismi legati alla fede → esclusività. Presupposto che noi abbiamo nella nostra concezione di religione, ma che invece in Cina molto, e in Giappone in modo diverso anche, è molto più problematico. Si tratta di domande semplici e di solito aiutano poco. Si tratta di fenomeni complicati, non arriviamo a capire tutto quello che ci sta dietro.
Chau mette in evidenza altre possibili domande. Che sono potenzialmente pertinenti, riescono a cogliere dei punti importanti, entrano già in sintonia col modo con cui si sviluppano e si vivono le religioni in Cina. → “i cinesi come praticano la religione?”. Domanda che funziona molto bene. Applicabile anche al Giappone. Oppure “in quali occasioni i cinesi partecipano a dei riti religiosi?” “come si collegano le religioni giapponesi/cinesi alla società?”.
Le prime domande sono quantitative, le altre non sono quantitative, sono domande di tipo qualitativo. Sono domande che fanno riferimento ad una qualità. Noi cerchiamo delle identità definite. Quando noi ci domandiamo il come abbiamo un approccio diverso, il come è un percorso che non dà per scontato che una cosa esista.
Come si vive la religione → significa non dare per scontato che questa cosa ci sia o che ci sia secondo determinate caratteristiche → approccio processuale, non è oggettivo. Se noi abbiamo delle religioni un’idea monolitica, senza dio non c’è religione, non c’è morale… presuppone che la religione e la morale vadano a braccetto.
Interpretazioni della religione
- Pensare alle religioni come oggetti discreti, senza religioni con gli altri. Si presuppone per il cristianesimo un’omogeneità che non c’era.
- Vedere queste religioni come delle filosofie di vita, delle idee. Questi approcci hanno un’origine storica legata a meccanismi molto complessi di sviluppo.
Per esempio com’è che noi pensiamo che il cristianesimo sia un blocco unico? → idea astratta nella mente dei teologi che non nella pratica della storia delle religioni. I teologi sono gli ideologi del cristianesimo, però non è successo così storicamente. In realtà il cristianesimo è entrato molto in contatto con le religioni locali.
Sono approcci che dicono cose non sui cinesi e giapponesi, ma su di noi, su cosa noi vogliamo o pensiamo di essere. Chau si sofferma su come i cinesi praticano la religione. E dal suo punto di vista per capire come le religioni in Cina si muovono lui dice: bisogna che ci concentriamo sull’idea di relazionalità. Rapporti di relazione. Guanxi relazioni sociali.
Questa idea di relazione in Cina ha un apparato di pensiero attorno a cui ruotano queste cose molto importante. Quest’idea di relazione bisogna applicarla anche alla dimensione non umana sovrannaturale → gli spiriti. Ci sono delle relazioni fra esseri umani, relazioni simili anche con gli spiriti. Con le entità sovrannaturali o con i luoghi religiosi, compagni di religione, maestri di cerimonie religiose, relazioni tra maestro e discepolo, stato-gruppi religiosi. Qualitativamente non sono diverse tra una relazione tra un essere umano ed un altro. Ci sono diversi tipi di relazione.
Le relazioni sono il punto centrale del modo con cui i cinesi vivono e praticano le religioni. Proprio il contrario di un certo modo di vivere la religione. Cosa intende Chau per religione → qualsiasi forma di interazione con dio, divinità, antenati o spiriti maligni. La parola religione deriva dal latino Religio → idea di legare, tenere insieme. Tenere insieme = creare un rapporto → è questa l’idea. Qui può essere anche una comunità politica ma non è limitata ad essa. Ci sono tante possibili relazioni.
Quest’idea di religione va contro a tanti modi con cui è stata intesa la religione da molti studiosi. C’è un’idea di religione che si è imposta sopra le altre. Modo di contrapposizione rispetto alla superstizione. Ci sono coloro che dicono che la vera religione si contrappone alla superstizione e alla magia. Questa è una concezione chiaramente di origine protestante che ha avuto un influsso enorme negli studi religiosi.
Chau parla di questa idea e la definisce come un pregiudizio trionfalista (idea dell’essere i veri uomini religiosi che hanno superato un livello di religione come pura superstizione). In realtà è un intero atteggiamento mentale/spirituale che ha determinato un certo approccio alla storia delle religioni in generale. Quando noi troviamo per esempio non solo in Europa, degli aggettivi usati tipo decadente, degenerato, questi aggettivi sono estremamente interessanti perché sono dei giudizi di valore, ci dicono quello che l’autore pensava delle religioni di cui sta parlando. Idea di partenza → noi protestanti siamo moralmente superiori a quelli che considerano la religione in un modo diverso.
Religioni in Oriente e Occidente
Lutero → la religione ha a che fare con la fede sincera che io devo esprimere attraverso una vita seriamente religiosa. L’atteggiamento di Lutero inizialmente era quello che avevano avuto prima di lui un sacco di movimenti giudicati eretici dalla chiesa, perché la chiesa si stava ingrassando mentre la gente moriva di fame. I riti non sono importanti, ma è lo spirito e la fede che ci salva, dice Lutero. La gerarchia, la tradizione sono soltanto modalità attraverso cui la chiesa mantiene il controllo sulla popolazione. Lutero → diretto accesso alla bibbia.
L’idea di una religione basata sulla interiorità che si contrappone su di una religione basata sull’esteriorità è un’idea fortemente luterana. Ha determinato la formazione di una specie di contrapposizione, da una parte c’è la religione vera che deve essere spirituale, interiore, espressiva. Al contrario la religione falsa è magica, strumentale, esteriore. Contrapposizione fra un’idea di religione vera e una falsa. Presupposto fortemente ideologico. Vuol dire che c’è un modo corretto e un modo scorretto di pensare alla religione. Se c’è un modo corretto di pensare vuol dire che c’è qualcosa o qualcuno per dirci che quella cosa è corretta o scorretta. Ci deve essere un’ortodossia.
A differenza della religione cattolica, dove c’è una linea, si cerca di pensare ad unica linea di discendenza e trasmissione della tradizione, invece nell’ambito della chiesa luterana si è aperti alle interpretazioni. Comunque rimane un’idea molto forte alla base. Contrapposizione tra vera e falsa religione → idea che funziona in quel contesto lì, ma non possiamo esportarla in Cina o in Giappone. Giudizio di merito, di valore.
Studio delle religioni
Religione falsa / religione vera. Studiare → considerare religioni solo le religioni di un certo tipo. Quelle rivelate o quelle adamiste. In Italia → studio delle religioni precristiane. Quando entriamo in un contesto delle culture dell'Asia, a livello di accademia italiana sono pochi i studi religiosi che fanno riferimento a queste aree culturali. In Italia abbiamo una situazione che tendenzialmente vede le religioni in qualche modo legate al mondo delle religioni rivelate. C’è una differenza di fondo fra gli studi delle religioni che sono le religioni rivelate, e gli studi delle altre religioni che sono studi di area, nel caso delle religioni dell’India o dell'Asia orientale, o addirittura di antropologia nei casi degli studi delle religioni dell'Africa o che non appartengono ai “grandi stati”.
Rientriamo in una categorizzazione abbastanza comune. → c’è comunque una tendenza a vedere certe religioni come avanzate, nobili, elevate e ad altre come meno avanzate, superstiziose. Quindi questo modo di intendere la religione per quanto sia abbastanza sotterraneo. Trattamento differente per le religioni. Chau → pregiudizio. Cestari → un vero e proprio paradigma, pensiero sistematico, che gira, circola attorno a questo tipo di classificazione, legato ad un determinato modo di vedere il mondo. C’è un primo mondo e poi tutto il resto, che può essere il secondo mondo e poi terzo mondo. Non è soltanto una differenza di tipo economico, è una differenza che vediamo anche negli studi. Poi possiamo entrare nel merito della definizione che da Chau della religione. L’interazione con gli spiriti funziona bene solo in certe fasce della popolazione, ma non necessariamente in tutte le situazioni. Per esempio ci sono delle fasce, che non hanno a che vedere con la religione specifica.
Se noi parliamo di religione come una inter relazione con il mondo degli spiriti, ma allora esistono gli spiriti? Il punto è molto diverso, a seconda che per esempio quello che risponde sia un ateo, un cristiano o una persona di altri credi. Il punto di Chau non è questo. In questo libro si fa riferimento ad un atteggiamento tipico dell’antropologia. Non si tratta di chiedersi è vero o è falso quello, ma piuttosto si tratta di cercare di comprendere come determinate popolazioni intendono un determinato rapporto.
Punto di vista interno ed esterno
La distinzione che si dovrebbe fare in questo caso: distinzione che nasce dal linguista Kenneth Pike che parla di Phonemics e Phonetics.
- Emico: punto di vista di coloro che sono oggetto dello studio, indipendentemente dal fatto che noi che riportiamo ci crediamo o meno. Rapporti e legami all’interno di quel gruppo sociale. Emico = dall’interno.
- Etico: non nel senso di morale, la posizione etica è la posizione invece dall’esterno, quella dello studioso.
Quindi noi abbiamo la posizione emica del nativo, dall’interno del sistema dei valori osservato. La descrizione emica ha un senso per l’attore sociale, culturale, per chi si trova all’interno e pratica quella determinata cosa. La descrizione etica ha a che vedere con l’osservatore. Quindi la necessità di essere culturalmente neutrale, di limitare determinati pregiudizi rispetto ad una certa cosa. Tutto ciò che ha a vedere con l’osservatore.
Quando Chau parla di religione come forma di interazione con gli spiriti, non sta dicendo se esistono o no gli spiriti. Gli abitanti del villaggio si comportano come se credessero a queste cose. Il punto di vista degli studiosi è ricostruire questi rapporti. All’interno di determinati contesti, come quelle di certe pratiche svolte nei villaggi, non è detto che partecipare ad un rituale significhi contemporaneamente credere o aderire ai significati di quel rituale, non è sempre così.
In alcune culture in India il rituale ha una forza indipendentemente dalla fede di chi la pratica → potenza oggettiva. Attraverso il rituale modifico le cose. Il sacrificio è così forte che ha una valenza oggettiva che è indipendente dalla credenza che ci sta dietro. Certi rituali si tendono a non fare più perché c’è il rischio di sbagliare. Anche in Cina non è mica detto che quelli che partecipano a certi rituali abbiamo alle spalle un credo in quello a cui partecipano.
L’idea di fede centra con un atto di volontà e di credenza, quindi se noi pensiamo che le religioni, la religione sia legata ad un atto di volontà e un atto intellettuale, un contenuto di fede, questo può essere un problema quando ci avviciniamo ad altre esperienze religiose che non pensano in questo modo. Perché per esempio nel contesto delle religioni popolari cinesi non è così → possono anche essere molto scettici sul fatto che ci siano gli spiriti, ma quello non è importante, ma è importante partecipare ad una funzione, svolgere quel rito, il fare la religione.
Varietà culturale in Cina
La Cina ha una grande varietà di popolazioni, ci sono 56 nazionalità diverse, ma ci sono anche delle diversità notevoli fra altri aspetti del territorio cinese. Per esempio ci sono molte differenze tra la Cina vicino al mare e la Cina dell’interno. Molte differenze tra città e campagna. Ci sono molte differenza tra zone con più problemi politici e meno problemi politici. A differenza di quello che si pensava una volta, non è vero che i cinesi non hanno un rapporto con la religione. Possiamo dire che abbiamo delle statistiche precise?
Influenza del posizionamento personale
Il nostro posizionamento su questo tema influenza inevitabilmente anche quello che studiamo. I dati statistici non sempre sono adeguati perché dipendono da chi li raccoglie, dipendono dalle domande. Se io faccio una domanda di un certo tipo ad una persona da cui attendo una risposta e ne faccio una diversa sullo stesso argomento probabilmente ottengo 2 domande diverse.
Nel caso degli studi religiosi in Cina, ci sono una serie di interessi dietro a questo tema molto interessanti: governo cinese che vuole mantenere la popolazione all’interno di una certa serie di strutture = controllo. In Cina essere cristiani = dover far parte della chiesa patriottica, che è però legate ad autorità ecclesiastiche legate alla Cina e non all'Europa. Per la Cina il papa è una potenza straniera. Spinta politica al controllo.
Non si dice mai, in Cina oltre a quelle denominazioni come buddhismo e confucianesimo, ci sono anche zone a maggioranza islamica. Il controllo su queste religioni è determinante per il governo cinese perché spesso le religioni sono collegate con una forte contrapposizione rispetto alla struttura politica dominante. Azione di governo per controllare meglio. Le statistiche in Cina sono collegate a modelli confessionali di affiliazione.
In Cina abbiamo un problema ulteriore, non possiamo applicare il modello confessionale o di affiliazione. Non si può applicare ai cinesi un’affiliazione ad una determinata religione = quando parliamo di religioni in Cina non dobbiamo sovrapporre questa idea alla loro. Facciamo attenzione ai dati, per la Cina danno risultati opposti. Il nostro posizionamento personale: qual è la nostra posizione rispetto a quelle tematiche.
È un tema molto importante, nel libro Chau fa tutta la storia di quello che lui ha vissuto nel corso degli anni dal punto di vista religioso. Prima nasce nel pieno della rivoluzione culturale, quando le religioni erano considerate l’oppio dei popoli. Poi cambia territorio, va a Hong Kong e lì trova una religiosità molto diversa, all’epoca c’erano gli inglesi. Nel passaggio da Pechino a Hong Kong ci sono differenze molto grandi.
Prospettiva personale dei suoi studi. Un po’ questo è qualcosa che dobbiamo considerare per ciascuno di noi. Il background culturale influisce sulle modalità con cui recepiamo queste cose. Si innesta in percorsi molto più ampi. Lo studio delle religioni viene fatto da molte discipline, che partono da percorsi molto diversi fra di loro.
Discipline di studio religiose
- Studi religiosi
- Storia delle religioni
- Sociologia delle religioni
- Scienze politiche
- Antropologia
È interessante osservare che a seconda del posizionamento degli autori anche da questo punto di vista le cose cambiano parecchio. Ci sono pro e contro in tutti questi approcci, però alcuni di questi approcci hanno più contro che pro per certi versi. Queste discipline non sono universi chiusi, in realtà si tratta di discipline che molto spesso si incrociano, si fecondano a vicenda.
Per esempio la sociologia delle religioni ha il compito di capire le relazioni tra le strutture religiose e la società → grandi tematiche di impatto sociale. Tema classico della secolarizzazione: arrivo della modernità → abbandono delle credenze non legate alla scienza, tecnica e burocrazia. La razionalità avrebbe tolto il tappeto sotto ai piedi ai discorsi non razionali. Si pensava che sarebbe arrivata prima o poi la fine delle religioni o un fortissimo ridimensionamento delle religioni in termini quantitativi e qualitativi.
Altri sociologi sono interessati a definire come le diverse religioni utilizzino dei meccanismi di fidelizzazione dei credenti legate in qualche...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti lezioni completi Religioni e filosofia dell'Asia Orientale
-
Appunti sulle lezioni di Religioni e filosofia dell'Asia orientale
-
Religioni e filosofia dell'Asia orientale
-
Religioni e Filosofie dell'Asia Orientale -Appunti su Giappone