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Religioni e filosofie dell'Asia orientale

Premesse: differenza tra religione e spiritualità, sacralizzazione e laicità

Il termine religione in giapponese viene tradotto con “宗教” shūkyō, composto dagli ideogrammi di “centro, principio” e “insegnamento, istruzione”. La religione è differente dalla spiritualità, tradotto in “スピリチュ” : la religione è una serie di credenze e rituali mirati a mettere la persona in un giusto rapporto con アリティ Dio, mentre la spiritualità è una focalizzazione sulle cose spirituali e sul mondo spirituale invece che sulle cose fisiche e mondane.

Dal XIX secolo nel mondo cristiano il termine religione incominciò ad essere usato per esprimere fenomeni estranei al cristianesimo. Molte persone si chiedevano se l'islamismo, il giudaismo o il confucianesimo fossero religioni a tutti gli effetti o solamente il frutto di sistemi sociali. Nonostante la modernizzazione si recuperò l'aspetto religioso e sacro. Si iniziò a concepire un nuovo termine denominato “sacralizzazione”, che veniva visto sotto vari aspetti fra cui l'idea di uno stile di vita condotto da un qualcosa di trascendentale e l'introduzione della religione e della spiritualità nel proprio stile di vita da parte di persone dedite all'istruzione e alla medicina.

Il concetto di “religione” che si è sviluppato in Europa e poi in America può essere applicato a vari fenomeni nel mondo seppure con delle differenze: il “sacro” è un qualcosa di trascendentale, il sacro sono le esperienze che non possono essere confermate dai cinque sensi, il sacro è un qualcosa che si può sentire attraverso le esperienze mistiche e che influenza le persone, il sacro è riscontrabile anche nelle opere cartacee ed anche mediante l'oralità attraverso cui fuoriescono vari tipi di riti magici. Ciò che contiene al suo interno qualcosa di sacro è definito religione.

La spiritualità, al contrario, è 霊性 un termine impiegato per comprendere la religione: il termine giapponese medievale “reisei” (natura divina, spiritualità) è considerato più vicino alla spiritualità perché traduce la spiritualità come un qualcosa che si trova all'interno degli individui o che può essere utilizzata attraverso quest'ultimi. È più facile che la spiritualità possa esistere indipendentemente dalla religione che quest'ultima senza la spiritualità.

Accanto alla religione c'è l'elemento della laicità: dal XIX secolo in poi, quando si formarono gli stati moderni, essa divenne una tendenza per un mondo a passo coi tempi e l'insistenza della scienza mediante gli alieni e il personaggio di Frankenstein divenne molto forte.

In Giappone, infatti, vengono professate molte religioni che vanno da quelle tradizionali come il buddhismo 仏教 [“ ” , bukkyō, composto dal carattere “Buddha” e “insegnamento”], lo shintoismo [“ ” , shintō, composto dal carattere “Dio” e “strada”] sino ad arrivare a religioni nuove sorte a partire dal 1800 che 新宗教 prendono il nome di “ ” shinshūkyō, ossia nuove religioni.

È possibile spiegare il concetto di spiritualità nell'Asia orientale attraverso determinati articoli e saggi, fra cui quello del professore giapponese Shimazono Susumu. Nel mondo contemporaneo, infatti, c'è una visione laica contro la religione. Egli individua 3 aspetti: 1. il ritorno alle religioni tradizionali, 2. l'emergere della spiritualità, 3. l'incremento della religiosità all'interno delle istituzioni moderne.

Egli si concentra sul secondo aspetto, soprattutto nei confronti dei paesi globalizzati ed economicamente avanzati. Questo fenomeno è relativo ad una forma di scetticismo che la popolazione avrebbe nei confronti della nozione di “salvezza”, nozione che annoveriamo nei paesi cattolici. Egli vede nei paesi globalizzati una sorta di transizione dal focus della salvezza al focus della spiritualità. Secondo lui c'è una continuità tra la nuova spiritualità, che si sviluppa fuori dalle religioni tradizionali (tutti i nuovi movimenti religiosi nati soprattutto in Giappone e in Taiwan e che hanno acquisito molta importanza), e l'enfasi sulla spiritualità che, invece, si sviluppa all'interno delle religioni tradizionali (nel mondo asiatico ne fanno parte il taoismo, shintoismo e buddhismo).

Secondo lui la nuova spiritualità che sta emergendo e la religione sono complementari; questo binomio è caratteristico della storia religiosa secondo una prospettiva dell'Asia orientale, soprattutto giapponese.

Tra gli anni '50-'60, invece, si fecero studi sociologici che portarono ad una laicizzazione a livello mondiale: infatti, già in Cina, Mao Tse-Tung (1893-1976), era andato contro le istituzioni religiose mediante le sue politiche che riuscirono addirittura a convertire i templi in luoghi istituzionalmente utili per la società. La laicizzazione avveniva soprattutto in paesi globalizzati in cui sotto una luce di modernizzazione e di razionalizzazione la religione doveva decadere. Negli anni '80-'90 queste teorie di modernità si indebolirono.

Su un diverso livello, ci sono argomenti non religiosi come l'aborto e l'eutanasia che fanno entrare il mondo religioso in una sfera politica. Sebbene i movimenti religiosi debbano promuovere la pace nel mondo, spesso hanno esercitato un'influenza negativa promuovendo determinati conflitti: le religioni possono dunque svolgere sia una funzione positiva che negativa.

Buddhismo: origini

La storia del buddhismo inizia nel VI secolo a.C., con la nascita nel 563 a.C. e la predicazione del Buddha Siddhartha Gautama. Nel lungo periodo della sua esistenza, la religione si è evoluta adattandosi ai vari paesi, epoche e culture che ha attraversato, aggiungendo alla sua originale impronta indiana determinati elementi culturali.

Letteralmente, nella lingua sanscrita, il termine Buddha significa “colui che si è risvegliato o che ha raggiunto l'illuminazione”. Mahamaya sognò che un elefante bianco le penetrò nel corpo senza alcun dolore e ricevette nel grembo, "senza alcuna impurità", Siddharta che fu partorito nel bosco di Lumbini, in Nepal. Apparteneva al Clan Sakya e mostrò una precoce tendenza contemplativa, mentre il padre l'avrebbe voluto guerriero e sovrano anziché monaco. Ma dopo una giovinezza spesa nel lusso sotto la tutela del padre Suddhodana, entrò in contatto con la realtà del mondo e concluse che la vita reale fosse fatta di sofferenza; incontrando un vecchio, un malato e un morto, comprese improvvisamente che la sofferenza accomuna tutta l'umanità e che le ricchezze e tutto ciò che gli avevano insegnato a corte non erano altro che valori effimeri della vita terrena.

La tradizione vuole che egli abbia intrapreso la ricerca dell'illuminazione a 29 anni, nel 536 a.C. Prima dell'illuminazione egli era accompagnato dai cinque asceti di origine brahminica; tra di essi vi erano alcuni che sostenevano sin dalla nascita che sarebbe diventato un Buddha. All'età di 35 anni, nel 530 a.C., dopo sette settimane di profondo raccoglimento ininterrotto, seduto sotto un albero di fico a Bodh Gaya, a lui si spalancò l'illuminazione meditando una notte intera fino a raggiungere il nirvana, il fine ultimo in cui si ottiene la liberazione dal dolore. Egli fondò la prima sangha, cioè assemblea monastica, quando accolse come discepoli i primi cinque uomini che accettarono i suoi insegnamenti pronunciati in un parco presso Varanasi.

Secondo la tradizione, Siddharta Gautama morì in India a ottant'anni, nel 483 a.C. circondato dai suoi discepoli. Accanto alla storia di Siddharta, possiamo accennare ad alcune figure storiche quali Wonhyo, che nacque anch'egli mediante preghiere recitate dalla madre e sotto un albero di castagno; poi infine a Juan Manuel che scrisse nel 1300 il “libro de los estados”, che prende ispirazione dalla cristianizzazione della storia del Buddha: il protagonista Johas incontra direttamente la morte anziché un vecchio, un malato e un morto proprio come fa Siddharta. L'opera termina con la conversione al cristianesimo del principe e di suo padre di origini pagane.

Nobili verità e ottuplice sentiero

Al momento del risveglio, egli afferrò la conoscenza delle quattro nobili verità (satya) e dell'ottuplice sentiero. Le verità possono rendere gli uomini sfuggenti dal samsara, i 6 regni del ciclo di rinascita. Le 4 nobili verità sono:

  • Verità del dolore (in giapponese “kutai”).
  • Verità dell'origine del dolore (in giapponese “jūtai”).
  • Verità della cessazione del dolore (in giapponese “mettai”).
  • Sentiero che porta alla cessazione del dolore (in giapponese “dōtai”) = ottuplice sentiero che permette di arrivare alla liberazione e quindi al nirvana.

Una volta rivelate le quattro nobiltà ai suoi discepoli, egli mise in moto il dharmacakra, la ruota degli insegnamenti di origine buddhista, utilizzata per colpire gli ostacoli che impediscono all'uomo di raggiungere il nirvana. Tale ruota è costituita da otto raggi che rappresentano il nobile ottuplice sentiero (hasshōdō), ultima delle quattro verità.

Assieme alle nobili verità, l'ottuplice sentiero rappresenta il primo sermone scritto dal Buddha Shakyamuni, tenuto al parco delle gazzelle di Sarnath. Con tale sentiero, egli voleva offrire ai suoi discepoli il percorso di liberazione dalla sofferenza, che una volta raggiunta permetteva agli uomini di chiamarsi arhat (degno di venerazione, santo). I precetti per obbedire all'ottuplice sentiero sono cinque: non uccidere, non dire il falso, non ingerire sostanze inebrianti, non rubare e non avere una vita sessualmente scorretta (cioè toccare l'amante altrui). Questi sono seguiti da tre tipi di saggezza, che sono le basi del buddhismo: ascolto, pratica spirituale e riflessione.

Samsara e ruota dell'esistenza: cosmologia buddhista

Il termine samsara indica la dottrina inerente al ciclo di vita, morte e rinascita. Infatti, accumulando karma (azioni per rinascere in una vita migliore) negativo, gli esseri si condannano ad una nuova rinascita di sofferenze in un livello inferiore di esistenza; la promessa per l'aver svolto in una buona maniera le nostre azioni è quella di una rinascita beata futura. Il samsara è talora raffigurato come una ruota, precisamente chiamata “ruota dell'esistenza”, una rappresentazione iconografica.

I principi esposti sono quelli dei 12 elementi della coproduzione condizionata, dottrina che spiega il prodursi di fenomeni legati all'esistenza secondo una logica di causa-effetto, dei 6 mondi e dei 3 veleni, raffigurati da tre animali.

In alto a sinistra troviamo Satva, una figura ideale del buddhismo himalayano, che rappresenta il futuro Buddha e il collegamento tra i sei mondi rappresentati nella ruota e un mondo che li trascende, una realtà ultima. In alto a destra troviamo Buddha, come a dimostrare che in ognuno di noi vi è il seme della buddhità, che ci permette di avere tutti gli strumenti per arrivare al nirvana. In alto al centro c’è un essere mostruoso con una corona fatta di teschi che gestisce la ruota. Esso è simbolo della natura effimera e non permanente delle cose terrene. Il bordo esterno della ruota è diviso in dodici segmenti, ognuno dei quali mostra la vita degli uomini e le cause e gli effetti dell’interdipendenza. Buddha si presenta in questo mondo con la ciotola dell’alme (ciotola per l’elemosina) per aiutare gli uomini. Partendo dal primo in alto a destra, i dodici anelli e le loro immagini simboliche sono i seguenti:

  • Una persona vecchia e cieca = ignoranza.
  • Un ceramista che fabbrica vasi = azioni karmike dell’uomo (pensare, parlare, agire, ecc.).
  • Una scimmia che salta da un ramo all’altro = insoddisfazione dell’uomo nel passare da un desiderio all’altro.
  • Un uomo che rema su una barca = nome e forma, le distinzioni, le due energie che funzionano in combinazione.
  • Una casa vuota con cinque finestre = le sei sorgenti, ossia i cinque sensi in combinazione con il sesto: la mente.
  • Un uomo e una donna abbracciati = contatto, unioni sensuali.
  • Un uomo colpito a un occhio da una freccia = emozioni accecanti che provocano ignoranza.
  • Una donna che offre alcool da bere ad un uomo = bramosia, desiderio che le cose della vita siano durature, sete per la vita, provocati da Krishna.
  • Una scimmia che afferra un frutto = attaccamento alla vita.
  • Una sposa che presto sarà incinta = esistenza o divenire, creazione di una nuova vita.
  • Un bambino che nasce = nascita di una nuova vita.
  • Un uomo che trasporta un cadavere o dei portantini che trasportano un cadavere in posizione fetale = invecchiamento e morte, fine della vita terrena e preparazione ad una nuova vita.

Nella metà superiore più interna della ruota vengono raffigurati i tre reami superiori dell’esistenza ciclica, così definiti perché rispetto ai tre reami inferiori comportano una sofferenza meno evidente, nonostante vi si sperimentino grandi delusioni e insoddisfazione. Alla sommità e alla destra vi sono i reami degli dèi (in sanscrito Deva) e dei semidèi (in sanscrito Asura), tra loro collegati e a volte raffigurati insieme; sono dei luoghi momentanei e il Buddha si presenta nel primo con un liuto e nel secondo con una spada fiammeggiante (khadga) con lo scopo di combattere l'ignoranza; è quindi simbolo di illuminazione.

Avendo compiuto in precedenza sufficienti azioni positive, gli esseri del reame dei semídèi godono di un ambiente estremamente gradevole, della compagnia di attraenti compagni e di grandi piaceri sensoriali. Tuttavia questi asura sono a tal punto divorati dall’invidia nei confronti dei superiori deva che, invece di rallegrarsi di ciò che possiedono, si impegnano in una continua guerra con i deva a loro superiori. Per quanto riguarda i deva, mentre alcuni sono impegnati a difendersi dagli attacchi degli inferiori asura, altri vivono una vita fatta di continui piaceri sensoriali. Altri ancora, a livelli superiori, trascorrono la loro lunghissima vita in un assorbimento meditativo simile al sonno, non provando né piacere né dolore, immersi in un totale black-out mentale. Queste divinità scambiano facilmente le loro esperienze per la vera liberazione dalla sofferenza. Tuttavia, non avendo eliminato dalla loro mente la fondamentale illusione dell’ignoranza, non sono realmente liberi e alla fine, come avviene per tutti gli esseri, le cause che consentono di vivere in questi paradisi, lunghi ma temporanei, si esauriscono e, dal momento che hanno dimenticato che la vita è sofferenza, rinascono in uno stadio inferiore a quello che avevano raggiunto.

Nella metà inferiore, invece, abbiamo i regni infernali e il regno degli animali. Al centro troviamo il reame degli inferni caldi e freddi, caratterizzato da una terribile sofferenza. Lo presidia Yama, il sovrano della morte, che regge nella mano destra un bastone che utilizza come indicatore e nella sinistra uno specchio. Davanti a lui vi è inginocchiata una persona da poco deceduta, da interpretarsi come la persona stessa che osserva il dipinto, e le varie azioni positive o negative della sua vita appena terminata vengono riflesse nello specchio di Yama e pesate sulla bilancia del demonio che gli è accanto. Se le attività negative superano quelle positive, lo sfortunato essere viene condotto a subire l’estrema calura, il gelo, la prigionia, il dolore lancinante e gli altri terribili tormenti di questo angoscioso stato di esistenza. Qui Buddha viene raffigurato con in mano una fiamma perché è portatore di luce anche nei regni delle più atroci sofferenze.

Alla sinistra del reame infernale viene raffigurato il reame degli spiriti famelici (in sanscrito Preta). Essi soffrono in particolare una fame e una sete insaziabili. Hanno colli sottili, spesso pieni di nodi, uno stomaco grande e cavernoso, e incontrano inoltre numerosi ostacoli nella loro ricerca di cibo e bevande. Anche quando riescono a trovare qualcosa da mangiare spesso terribili demoni, proiezione mentale delle loro negatività, impediscono loro di avvicinarsi al cibo. E anche quando riescono a far passare del cibo attraverso il loro sottile collo, facendolo arrivare nello stomaco, questo si trasforma in acido procurando loro unicamente un grande dolore. Qui il Buddha appare con un'anfora di nettare ambrosia per gestire la loro fame e la loro sete.

Alla destra dei reami infernali si trova il reame degli animali, che soffrono a causa della loro scarsa intelligenza. Vengono cacciati e mangiati da altri animali, sono braccati e utilizzati per il lavoro pesante dagli esseri umani, devono subire il caldo e il freddo privi di alcun riparo e sono costantemente afflitti dalla fame e dalla sete.

Nel cerchio più interno possiamo osservare tre animali simbolici che rappresentano i tre fondamentali difetti mentali o illusioni, cause di ogni sofferenza e insoddisfazione, che permettono alla ruota di girare. Questi sono un maiale, che rappresenta l’ignoranza, un gallo, che rappresenta l’avidità ed un serpente, che rappresenta la rabbia e l’odio. I tre animali vengono raffigurati in cerchio, per indicare l’interdipendenza di questi tre fondamentali difetti mentali; si tratta dei tre veleni. Buddha discende in questo regno con un libro per civilizzarli e per far sì che essi non siano più servili e vittima dei soprusi umani.

All'esterno, invece, vi è rappresentata una bipartizione del sentiero che l’uomo può scegliere di percorrere nel corso della sua vita: un sentiero oscuro e un sentiero luminoso. I dannati, rappresentati nudi perché indicano la disperazione e l’assenza di speranza, sono attir...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/20 Archeologia, storia dell'arte e filosofie dell'asia orientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kumaneko93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Religioni e filosofie dell'asia orientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi L'Orientale di Napoli o del prof Ghidini Chiara.
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