Estratto del documento

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA

“SAPIENZA”

CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN GEOLOGIA APPLICATA

ALL’INGEGNERIA, AL TERRITORIO

ED AI RISCHI

Corso di idrogeologia applicata

“Relazione idrogeologica per la realizzazione

di un pozzo destinato ad uso potabile

sito in Stimigliano (Rieti), Loc. S.Leonardo

di proprietà del Comune di Stimigliano”

Studente:

Antonini Francesco

A.A. 2010/2011

INDICE

Premessa………………………….…………………….3

Inquadramento geografico dell’area…………………....4

Geologia, geomerfologia e idrogeologia..……………...6

Caratteristiche tecniche del pozzo……………………...9

Capitolato d’appalto……………………………………20

Bibliografia…………………………………………….22 2

PREMESSA

A seguito della richiesta da parte dell’Amministrazione Comunale di Stimigliano è stata

redatta una relazione idrogeologica finalizzata alla realizzazione di un pozzo, sito in Loc.

S. Leonardo, Stimigliano (Rieti), di proprietà comune di Stimigliano.

Il pozzo è individuato nel Catasto Terreni del Comune di Stimigliano nel F.2, Particella 37

estesa su una superficie di 4.860 mq. (Fig.3) e sarà utilizzato per l’emungimento di acqua

necessaria al fabbisogno idrico del territorio comunale di Stimigliano.

Al fine di fornire il maggior numero di informazioni possibili di natura sia geologica che

idrogeologica la serie di indagini ha avuto come oggetto la ricerca bibliografica di studi e

lavori già effettuati nell’area in esame ed un rilevamento geologico ed idrogeologico di

dettaglio, considerando anche pozzi e sorgenti eventuali già presenti in prossimità del sito

in esame. 3

INQUADRAMENTO GEOGRAFICO DELL’AREA

L’area in cui è ubicato il pozzo dista 1.33 km in direzione NE dal centro storico

residenziale di Stimigliano, ed è collocata ad una quota di circa 115 m s.l.m. (Fig.1).

– “Palombara Sabina” (Tavoletta IV NW – “Stimigliano”)

Essa è descritta nel F.144

della cartografia ufficiale topografica e geologica I.G.M. e nella sezione 356110 della

Carta Tecnica Regionale (C.T.R.) edita dalla Regione Lazio (Fig.2).

Dal punto di vista morfologico il sito si colloca in una zona sub-pianeggiante, posta al

margine della piana alluvionale del torrente “L’Aia”, il cui alveo dista circa 0.32 km

in direzione NNW, con un dislivello topografico di circa 30 m tale che si possa

considerare trascurabile la probabilità di esondazioni pericolose.

Il drenaggio superficiale è rivolto verso i quadranti settentrionali.

– dell’area. (Fonte Google Earth 2010)

Fig. 1 Ubicazione 4

Fig. 2: Ubicazione dell’area. Carta Tecnica Regionale (C.T.R.)

Pozzo da realizzare

Fig. 3: Planimetria Catastale ubicativa (Foglio n°2, particella n°37) 5

GEOLOGIA, GEOMORFOLOGIA E IDROGEOLOGIA

Geologia generale dell’area

Cercando di ripercorrere la successione di eventi che hanno strutturato il territorio della

Sabina ove sorge il Comune di Stimigliano, può essere utile riferirsi inizialmente alla

strutturazione della catena sabina, avvenuta tra la fine del Miocene ed il Pliocene inferiore

(5.3-3.5 Ma). Tale fenomeno avvenne essenzialmente attraverso il piegamento e la

sovrapposizione di vecchie unità marine, spinte all’emersione e poi a quote simili alle

dall’attuale centro del Mar Tirreno ed orientate

attuali da spinte geodinamiche provenienti

in direzione perpendicolare all’attuale catena appenninica. Al termine di questa fase

compressiva (che peraltro in tempi diversi interessò l’intera dorsale appenninica), tutto il

dei rilievi appena edificatisi fu interessato da un’intensa fase

margine occidentale

distensiva, accompagnata da uno sprofondamento differenziale di alcuni settori già emersi.

Tale fase estesionale post-collisionale causò una forte subsidenza di tutto il settore

occidentale della penisola italica, con conseguente apertura del Bacino Tirrenico di

retroarco, a causa del roll back dello slab verso E della placca Adriatica e del relativo

arretramento dello slab in subduzione.

In particolare, queste aree ribassate cominciarono ad ospitare un regime di sedimentazione

piuttosto variabile, costituito da sedimenti prevalentemente marini ma con frequenti

episodi di transizione (deltizi, salmastri) e continentali (fluvio-lacustri), litologicamente

rappresentati da tutti i termini clastici compresi tra le argille e le ghiaie.

Le morfologie collinari debolmente ondulate tipiche di buona parte della Sabina ed in

particolare del territorio di Stimigliano sono ascrivibili a questo contesto sedimentario,

prevalentemente clastico.

La stessa tettonica distensiva responsabile di questa potente sedimentazione post-orogena,

determinò un fenomeno di assottigliamento crostale che, riducendo lo spessore della

litosfera, favorì la risalita durante il Pleistocene medio (tra 600.000 e 150.000 anni fa)

delle ingenti quantità di magma a cui si devono gli apparati vulcanici della costa laziale

del Mar Tirreno. Ad essi, ed in particolare agli episodi effusivi terminali del distretto

6

Sabatino, si devono le placche discontinue di materiali tufitici ormai pedogenizzati

riscontrabili anche nell’area di Stimigliano.

Nel corso dell’ultimo milione di anni il Mar Tirreno ha conosciuto numerose fasi di

ingressione e regressione, che hanno portato da una parte alla modellazione delle coste e

dall’altra alla sovrapposizione dei terreni alluvionali del Tevere,

del delta tiberino attuali, – –

in forme terrazzate, sulle sequenze argilloso sabbioso conglomerati che del Pliocene e

del Pleistocene inferiore e medio. Va comunque segnalato come la posizione dell’attuale

corso del Tevere sia la conseguenza delle fasi effusive del vulcano sabatino che hanno

progressivamente fatto migrare il fiume in direzione orientale, a partire da un’epoca

precedente durante la quale l’alveo era ubicato ad occidente della dorsale del M.Soratte.

L’impostazione dell’imponente sistema tiberino ha inoltre determinato la comparsa di un

reticolo fluviale secondario, subordinato al Tevere, del quale il T. L’Aia costituisce, per

quest’area geografica, uno dei termini più importanti e maturi dal punto di vista

geomorfologico, con apporti sedimentari provenienti da nord e nord-est ed un bacino

imbrifero di cui il comune di Stimigliano occupa il tratto medio-terminale.

La valle dell’Aia è stata incisa via via che i sedimenti della campagna sabina emergevano:

l’erosione arrivò a scendere, durante l’ultima glaciazione (circa 18.000 anni fa), di

parecchie decine di metri rispetto allo zero attuale. Poi, con la risalita post-glaciale del

livello marino, la valle è stata in gran parte colmata da alluvioni ghiaiose e sabbiose che

hanno ricostituito una pianura a quote mediame

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 23
Relazione idrogeologica per la realizzazione di un pozzo Pag. 1 Relazione idrogeologica per la realizzazione di un pozzo Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Relazione idrogeologica per la realizzazione di un pozzo Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Relazione idrogeologica per la realizzazione di un pozzo Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Relazione idrogeologica per la realizzazione di un pozzo Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Relazione idrogeologica per la realizzazione di un pozzo Pag. 21
1 su 23
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze della terra GEO/05 Geologia applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cicciofra85 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Idrogeologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Petitta Marco.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community