Cap.10 Rapporti partecipativi tra banca e impresa
In questo caso si vanno ad analizzare i rapporti di partecipazione tra banca e impresa, quindi quei casi che vedono la banca detenere nel proprio patrimonio tra gli asset delle partecipazioni in imprese (Partecipazioni a valle), e quei casi che vedono le imprese detenere partecipazioni al capitale sociale della banca (Partecipazioni a monte).
Partecipazione a valle
Una impresa detiene partecipazioni nel capitale sociale della banca.
Partecipazione a monte
La banca detiene partecipazioni di imprese tra i suoi asset.
Ognuna di queste situazioni è disciplinata dalla legge. Vediamo quelli che sono i vincoli legati alle due situazioni e le motivazioni ad esse connesse.
Partecipazioni a monte
Le partecipazioni a monte si hanno quando delle imprese detengono partecipazioni e quindi azioni del capitale sociale della banca.
Problematiche delle partecipazioni a monte
Che problematiche possono derivare da questa situazione?
- Le problematiche che possono derivare da questa situazione sono legate al fatto che l'impresa si troverebbe ad essere per la banca allo stesso tempo sia un azionista che un debitore qualora quella stessa impresa avesse ottenuto un finanziamento dalla banca. Per questo motivo si possono generare dei conflitti di interesse che possono andare ad influire sulle alterazioni ai processi di valutazione del merito creditizio dell'impresa.
- La banca, infatti, potrebbe alterare il merito creditizio di quella impresa, attribuendo ad essa una classe di rating più vantaggiosa per l'impresa rispetto a quella congrua con la sua situazione finanziaria ed economica.
- Successivamente, poi, la banca in relazione alla valutazione dei rischi dovrà determinare quelle che sono le perdite attese (accantonamento a Conto Economico) e le perdite inattese (con accantonamento a capitale). Una volta fatto questo determinerà il tasso di interesse che risentirà dell'alterazione del merito creditizio e quindi sarà più basso, generando vantaggi per l'impresa. Oppure magari provvederà a richiedere meno garanzie del necessario.
Dal punto di vista della banca, invece, questa situazione di conflitto di interessi genererebbe un'inefficienza allocativa delle risorse che ha ottenuto dai depositanti, perché si adotterebbero principi economici non corretti che andrebbero a danno dei depositanti, poiché le risorse da loro depositate non verrebbero collocate nel modo più efficiente.
Problematiche della partecipazione a monte
Impresa → Banca → "Conflitto di interessi" (alterazione merito creditizio) → Inefficienza allocativa (danno ai depositanti).
Quindi questa è la problematica che può derivare dalla partecipazione di un'impresa in una banca.
Fino agli anni '80 queste situazioni non rappresentavano un problema tanto che non c'era stata una disciplina specifica. Questo era determinato dal fatto che:
- Le imprese possedevano partecipazioni minoritarie nelle banche.
- Le banche erano prevalentemente ancora a controllo pubblico, per cui era la Banca d'Italia che in caso di problemi di una banca interveniva cercando di proteggere il sistema bancario.
- Inoltre, le imprese non avevano grandi disponibilità finanziarie per poter investire in una banca.
Dal momento in cui le banche diventano private nel 1994 con l'entrata in vigore del TUB, si avverte per le stesse banche la necessità di aprirsi maggiormente alle imprese che non fanno parte del settore finanziario e si accende quindi un dibattito per capire quali sono i rischi connessi.
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