Purgatorio - Canto I: Riassunto
Dopo il rimprovero di Catone alle anime che avevano interrotto la loro ascesa al Purgatorio attirate dal canto di Casella, Dante e Virgilio si allontanano velocemente. Quando, sotto il sole del mattino, il maestro prende a camminare senza "la fretta, che l'onestade ad ogn'atto dismaga" (vv. 10-11), Dante, alzando lo sguardo verso la montagna, vede soltanto la sua ombra sul terreno e si volta spaventato, credendo che la sua guida sia scomparsa.
Virgilio lo rimprovera perché egli continua a dubitare e spiega che i trapassati, sebbene possano soffrire pene e tormenti fisici, hanno corpi aeriformi, impalpabili, diafani, che non riescono a intercettare la diffusione dei raggi del sole e farne così da schermo. Come ciò avvenga è un mistero e quindi, ammonisce il maestro, tutti gli uomini, saggi e non saggi, filosofi e non filosofi, devono accontentarsi di sapere che le cose esistono e non presumere di voler indagare con l'ausilio dell'intelletto la loro essenza e il loro perché. Se, infatti, avessero potuto vedere tutto, non sarebbe stata necessaria la venuta di Cristo e la sua Rivelazione.
Giunti ai piedi del monte, i due poeti si rendono conto che in quel punto la parete è così ripida che è impossibile salire. Mentre Virgilio, ignaro del luogo, riflette sul da farsi, Dante scruta l'alta montagna e scorge un gruppo di anime che avanzano lentissime. Su consiglio del poeta, il maestro decide di andare loro incontro per chiedere dove sia l'accesso al monte, ma esse, accortesi che Dante è vivo, indietreggiano sbigottite, stringendosi le une alle altre, simili a delle timide pecorelle che al mattino escono dal recinto senza sapere dove andare.
Note storiche e biografiche
- È Marco Porcio Catone l'Uticense, acerrimo avversario di Catilina e di Cesare, uccisosi a Utica nel 46 a.C. per non sopravvivere alla caduta della Repubblica, da lui difesa strenuamente per tutta la vita. Catone è posto nel canto I come custode del Purgatorio, nonostante pagano e suicida, poiché egli si tolse la vita non per non volere sottostare al tiranno, ma per dare un esempio di amore alla libertà. Sulla figura di Catone e le sue vicende storiche si veda G. Cecconi: "La città e l'impero. Una storia del mondo romano dalle origini a Carocci" (Roma, 2009, ristampa 2013).
- Teodosio il Grande, amico di gioventù di Dante, da lui incontrato nel canto II fra le anime degli scomunicati. Di lui non si hanno certe notizie biografiche: si sa che era un musico fiorentino più o meno contemporaneo al poeta e che morì nella primavera del 1300, cioè prima del viaggio dantesco. Sulla figura di Casella e gli studi condotti a riguardo si veda L. P.
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Appunti sul III Canto Purgatorio di Dante
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Purgatorio, canto XIII
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Purgatorio - Letteratura Italiana Medievale