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Il concetto di didattica metacognitiva

Il concetto di didattica metacognitiva (Ianes, 1996) si concentra su un approccio educativo in cui l’attenzione dell’insegnante non è tanto rivolta alla elaborazione di materiali o metodi nuovi per "insegnare come fare a", quanto al formare quelle abilità mentali superiori che vanno al di là dei processi cognitivi primari (leggere, calcolare, ricordare…).

Ciò significa sviluppare nel soggetto la consapevolezza di: ciò che sta facendo, del perché lo fa, di quando è opportuno farlo, e in quali condizioni. L’approccio metacognitivo tende anche a formare le capacità di essere "gestori diretti dei propri processi cognitivi".

Applicato con risultati positivi:

  • Come metodologia didattica rivolta alla generalità degli alunni.
  • Negli interventi di recupero e sostegno di quelli con difficoltà di apprendimento.
  • Nell’educazione specializzata per gli alunni con deficit più gravi.

Utilizza un comune riferimento metodologico (conoscenze metacognitive e strategie cognitive), collegamenti operativi tra insegnamento normale e specializzato, e collegamenti tra gli alunni stessi, sfruttando proprio i dislivelli di competenza ed abilità.

I livelli di azione della didattica metacognitiva

Secondo Ianes (1991, 1996), l’insegnante che opera in modo metacognitivo interviene a 4 livelli diversi: altrettante dimensioni distinte della didattica metacognitiva.

1° livello: conoscenze sul funzionamento cognitivo generale

Le conoscenze, le notizie e i dati su come funziona la mente umana, allo stato attuale. L’insegnante fornisce all’alunno una sorta di "teoria della mente" sui vari processi cognitivi, sui meccanismi che li rendono possibili, i limiti che condizionano le nostre prestazioni e sui fenomeni tipici più frequenti.

Memoria: l’alunno può essere messo a conoscenza di alcuni dati di base, su strategie di elaborazione e immagazzinamento delle informazioni, l’esistenza dei vari tipi di memoria e dei "trucchi" di cui l’essere umano dispone per migliorare le sue prestazioni mnestiche, ecc.

Lo stesso per altri aspetti del funzionamento mentale: percezione, attenzione, emozioni, vari tipi di apprendimenti, abilità logiche, ecc.

3 aspetti principali, applicabili a qualsiasi processo della vita psichica

  1. Il funzionamento in generale, la tipicità.
  2. I limiti del processo stesso, con le caratteristiche della variabilità interindividuale.
  3. La possibilità di influenzare attivamente lo svolgimento del processo cognitivo con strategie di autoregolazione e di aumento dell’efficacia del processo stesso.

Esempi: i due programmi C. Cornoldi e B. Caponi (1991), per la memoria e da R. De Beni e F. Pazzagli.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

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