Processi della tecnologia alimentare con elementi di packaging
Definizioni e classificazione dei processi
complesso di operazioni e processi volti alla
La TECNOLOGIA ALIMENTARE è un
conservazione o alla trasformazione di materie prime alimentari prodotte dall'agricoltura,
dall'allevamento e dalla pesca.
Gli OBIETTIVI ORIGINARI DELLA TECNOLOGIA ALIMENTARE sono:
Aumentare la conservabilità delle materie prime commestibili per consentire il trasferimento
• dai luoghi di produzione a quelli di consumo e per estenderne la disponibilità nel tempo;
Produrre ingredienti e, da questi, prodotti finiti partendo da materie prime che come tali non
• sono commestibili o addirittura contengono fattori tossici. Esempio: i chicchi di grano sono
edibili ma non sono piacevoli da mangiare, perciò sono trasformati in farine, amidi, attraverso la
tecnologia alimentare. conservare trasformare: con la massima
In sintesi gli obiettivi originari sono quelli di e
efficienza, con il minimo danno termico ottimizzando la qualità.
e
ALTRE FUNZIONI della tecnologia alimentare attuali sono:
Garantire sicurezza igienico-sanitaria (il prodotto non deve costituire un pericolo per il
• e qualità costante
consumatore) (standardizzazione);
Fornire convenience, cioè prodotti già pronti o che necessitano di poche operazioni di
• preparazione. Esempio: le mono-porzioni sono prodotti di convenience poiché si minimizzano
gli sprechi e si conserva il prodotto in modo migliore;
Promuovere lo stato di salute, functional food.
anche attraverso I functional food sono
• alimenti arricchiti in sostanze naturali (es. antiossidanti).
“Ieri” si producevano gli alimenti in quantità, in sicurezza e in qualità, mentre attualmente si
progettano gli alimenti della gestione della qualità
dal punto di vista: (progettare processi e
della gestione della sicurezza e della
alimenti con caratteristiche costanti e desiderate),
gestione della qualità di filiera from farm to fork).
(fiducia del consumatore passaggio
L’industria alimentare si è evoluta in termini di valore aggiunto ai prodotti e di
dall’ingegneria di processo all’ingegneria di
(alta portata, basso costo, conservazione)
prodotto (sicurezza e qualità degli alimenti, salute e benessere). Tale transizione ha richiesto una
modifica dei concetti e delle tecniche impiegate nella tecnologia alimentare.
La tecnologia alimentare deve affrontare caratteri critici delle materie prime e dei prodotti
alimentari:
Vulnerabilità, la finalità dell’intervento tecnologico è di difesa dalle avversità climatiche e dagli
• attacchi di altri organismi. Le strategie che si applicano sono la difesa in campo e la difesa post
difesa in campo
raccolta. La consiste in trattamenti chimici, interventi fisici, colture protette. La
difesa post raccolta consiste in disidratazione, refrigerazione, atmosfere controllate,
trattamenti chimici;
Commestibilità condizionata da parti non eduli o da frazioni che necessitano di riscaldamento,
• la finalità dell’intervento tecnologico è il conferimento di valore nutrizionale. Le strategie che si
rimozione di parti estranee,
applicano sono la tramite processi di separazione e l’isolamento
delle parti eduli, tramite processi di separazione;
Presenza di fattori di rischio, la finalità dell’intervento tecnologico è il risanamento. Le
• distruzione dei fattori di rischio,
strategie che si applicano sono la tramite scambi di calore, la
rimozione dei fattori di rischio, riduzione dei fattori di rischio,
tramite separazione e la
tramite alleggerimento;
Alterabilità, la finalità dell’intervento tecnologico è la stabilizzazione. Le strategie applicate sono
• la distruzione delle cause, la rimozione delle cause, la neutralizzazione delle cause e la
distruzione delle cause
trasformazione delle cause. La (es. risanamento microbico) avviene
rimozione delle cause
tramite scambi di calore combinati al confezionamento. La (es.
filtrazione sterile, estrazione di frazioni o singoli componenti) avviene tramite separazione
neutralizzazione delle cause
combinata al confezionamento. La (es. ambiente sfavorevole)
avviene tramite la disidratazione, la sottrazione di calore o l’uso di conservanti combinati al
trasformazione delle materie prime o dei formulati
confezionamento. La avviene tramite
fermentazione, cottura, cottura-estrusione, formulazione, frazionamento e ricombinazione o
scambi di materie, combinati al confezionamento;
1
Esigenze di preparazione, trasporto, porzionatura, ecc., la finalità dell’intervento tecnologico
• è il conferimento di comodità d’uso e convenienza. Le strategie applicate sono
l’industrializzazione delle pratiche domestiche e la facilità di impiego, l’attribuzione di un
contenuto di servizio, la riduzione dei costi di produzione, il contenimento dei prezzi.
delle pratiche domestiche
L’industrializzazione avviene tramite la preparazione, la precottura
di un contenuto di servizio
e l’istantaneizzazione. L’attribuzione avviene tramite il
riduzione dei costi di produzione
confezionamento e la miniaturizzazione. La avviene tramite
contenimento dei prezzi
economie di scala e le nuove tecnologie. Il avviene tramite la
distribuzione;
Rispondenza nutrizionale, denaturazione,
le strategie che si applicano sono la tramite scambi
• correzione compositiva,
di calore, la tramite fortificazione, alleggerimento e sostituzione, e il
bilanciamento, tramite la formulazione. L’alimento comunque deve svolgere la sua funzione di
base cioè fornire macro-nutrienti e micronutrienti;
Qualità, prevenzione,
le strategie che si applicano sono la tramite l’analisi dei rischi e il
• controllo dei punti critici, tramite il controllo di processo e di prodotto.
l’insieme di operazioni, materiali, attività, controlli
Il PROCESSO della tecnologia alimentare è
che vengono messi in atto per conservare o trasformare le materie prime in prodotti finiti. Il
processo della tecnologia alimentare è ciò che trasforma le materie prime in prodotti alimentari.
Quindi un processo non è banalmente un insieme di operazioni unitarie in una sequenza ben
definita, poiché comprende anche altre attività collaterali come i controlli.
Gli OBIETTIVI DI UN PROCESSO della tecnologia alimentare sono:
Aumentare la conservabilità delle materie prime per consentirne il trasporto ed aumentarne
• la shelf-life (non è necessario quindi trasformare le materie prima, basta anche aumentarne la
conservabilità);
Produrre ingredienti alimentari;
• Produrre alimenti, dalla combinazione e trasformazione di materie prime e ingredienti.
• materiali che entrano nel processo aziendale e che provengono da:
Le MATERIE PRIME sono
Settori tradizionali di produzione primaria (agricoltura, allevamento, pesca);
• Industrie di prima trasformazione (semilavorati);
• Industrie produttrici di additivi, coadiuvanti, nutrienti, materiali di confezionamento.
• tutte le fasi della produzione,
La PRODUZIONE PRIMARIA è definita dal Reg. 178/2002 come
dell'allevamento o della coltivazione dei prodotti primari, compresi il raccolto, la mungitura
e la produzione zootecnica precedente la macellazione e comprese la caccia e la pesca e la
raccolta di prodotti selvatici. Non esiste una legge che definisce le materie prime poiché è un
argomento troppo vasto. i prodotti della produzione
I PRODOTTI PRIMARI sono definiti dal Reg. CE 852/2004 come
primaria compresi i prodotti della terra, dell'allevamento, della caccia e della pesca.
tutti i prodotti derivanti da manipolazioni e
I PRODOTTI INTERMEDI O SEMILAVORATI sono
trasformazioni delle materie prime, ma non ancora diventati prodotti finiti, che sono oggetto
di commercio.
La CLASSIFICAZIONE DELLE MATERIE PRIME è stata fatta da Peri nel 1990, che le divide in
animale, vegetale minerale
base all’origine in: e (acqua e sale). Successivamente le divide in
sottogruppi e poi ne specifica la specie, la razza e la varietà (Tabella 1 - Classificazione delle materie
.
prime) i prodotti destinati al consumo alimentare ottenuti dalla
I PRODOTTI ALIMENTARI sono
conservazione o trasformazione delle materie prime. I prodotti alimentari possono essere
consumati come tali (es. yogurt, insalata di IV gamma, ecc.) oppure richiedono trattamenti come
Codex Alimentarius
la cottura (es. pesce, carne, uova). Il (CA), una raccolta di norme creata dalla
un substrato
FAO e dall’organizzazione mondiale della sanità, definisce i prodotti alimentari come
che può essere processato, semi-processato o crudo, inteso per il consumo umano e
comprende le bevande, le cicche o ogni sostanza che è stata utilizzata nella fabbricazione,
preparazione o trattamento di un prodotto alimentare. Nella definizione del CA sono comprese
anche le materie prime e gli ingredienti. prodotti alimentari
I PRODOTTI NON TRASFORMATI sono definiti dal Reg. CE 852/2004 come
non sottoposti a trattamento, compresi prodotti che siano stati divisi, separati, sezionati,
affettati, disossati, tritati, scuoiati, frantumati, tagliati, puliti, rifilati, decorticati, macinati,
refrigerati, congelati, surgelati o scongelati. I prodotti non trasformati sono prodotti sottoposti
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a trattamenti di conservazione ma non di trasformazione (le caratteristiche fisiche e chimiche
devono essere invariate). prodotti alimentari
I PRODOTTI TRASFORMATI sono definiti dal Reg. CE 852/2004 come
ottenuti dalla trasformazione di prodotti non trasformati. Tali prodotti possono contenere
ingredienti necessari alla loro lavorazione o per conferire loro caratteristiche specifiche.
Esempio: il latte UHT, anche se composto da un solo ingrediente, non può essere considerato un
prodotto non trasformato poiché la sterilizzazione non è compresa nei trattamenti che possono
subire tali prodotti. costituito da una sequenza ordinata di operazioni unitarie
Un PROCESSO TECNOLOGICO è
applicate in determinate condizioni operative ad una o più materie prime. Il prodotto finito è
il risultato di tutti i fenomeni che hanno luogo durante l’intero processo.
la fase elementare di un processo tecnologico basata su
Un’OPERAZIONE UNITARIA è
principi unitari e descrivibile mediante opportune equazioni di bilancio e cinetiche. I principi
che regolano l’andamento di una data operazione unitaria non dipendono dalla specifica
applicazione e dal materiale trattato, ma possono essere definiti in maniera indifferenziata
(unitaria) quale che sia il settore e il materiale di applicazione dell’operazione.
Le operazioni unitarie si possono suddividere: in operazioni unitarie fondamentali e operazioni
unitarie complementari. Le OPERAZIONI UNITARIE FONDAMENTALI svolgono un ruolo primario
in un processo di conservazione o trasformazione, definiscono il processo. Le OPERAZIONI
UNITARIE COMPLEMENTARI non hanno né finalità conservative né finalità di trasformazione,
generalmente servono per preparare il prodotto all’operazione fondamentale del processo o per
preparare il prodotto alla fase conservativa. (Tabella 2 - operazioni unitarie fondamentali) (Tabella 3 -
Operazioni unitarie complementari) scopo di prolungare la vita commerciale di un
Le TECNOLOGIE DI CONSERVAZIONE hanno lo
alimento alterando nella minor misura possibile le caratteristiche geometriche, strutturali,
meccaniche, fisiche, chimiche, microbiologiche e dunque sensoriali e nutrizionali delle
materie prime o dei semilavorati o dei prodotti finiti, in vista della loro utilizzazione o del
loro consumo finale. scopo di modificare le caratteristiche
Le TECNOLOGIE DI TRASFORMAZIONE hanno lo
geometriche, strutturali, meccaniche, fisiche, chimiche e microbiologiche delle materie
prime e dei semilavorati al fine di ottenere prodotti con adeguate proprietà sensoriali,
nutrizionali, di lavorabilità, di convenience e di conservabilità.
Tabella 1 - Classificazione delle materie prime
3
Tabella 2 - Operazioni unitarie fondamentali
Tabella 3 - Operazioni unitarie complementari
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Danni tecnologici
Uno scopo della tecnologia alimentare è di conservare e trasformare il prodotto con il minimo
danno termico. Il DANNO TECNOLOGICO è tutto ciò che in un processo della tecnologia
alimentare può far scadere le proprietà sensoriali o nutrizionali del prodotto che si sta trattando.
Esistono diverse categorie di danni tecnologici:
è dovuto ad un’azione di pressione o di shear-stress oltre i limiti di
DANNO MECCANICO,
• resistenza dei prodotti. Si manifesta con una serie di inconvenienti: rotture, fessurazioni,
perdite di succhi, formazione di fini, ecc.;
è dovuto agli effetti del calore sui componenti degli alimenti.
DANNO TERMICO, Si
• manifesta con perdita di vitamine, diminuzione di digeribilità di alcuni nutrienti, formazione di
Il danno termico può provocare o favorire il danno meccanico
off-flavor, off-color. rendendo
i tessuti più fragili e le pareti cellulari meno elastiche, e facendo aumentare la pressione interna
Può anche favorire il danno chimico
del prodotto. per l’ovvio effetto di accelerazione
esercitato dall’aumento della temperatura su tutte le reazioni. L’entità di questo danno dipende
dalla combinazione temperatura-tempo di esposizione;
è dovuto a reazioni chimiche ed in particolare all’ossidazione, ma può
DANNO CHIMICO,
• comprendere anche altre reazioni indesiderabili - eventualmente catalizzate da enzimi - di
proteolisi o lipolisi, isomerizzazione, foto-degradazione, ecc. L’entità di questo danno dipende
dalla concentrazione delle sostanze reagenti e dalle condizioni al contorno che favoriscono o
inibiscono le reazioni. Esempio: le basse temperature possono aumentare la possibilità che non
si verifichi danno chimico; è dovuto all’inquinamento dei prodotti alimentari da parte di
DANNO DA CONTAMINAZIONI,
• sostanze chimiche o agenti biologici presenti negli ambienti o nei materiali che vengono a
contatto con gli alimenti. L’intensità di questo danno dipende dalla concentrazione degli agenti
contaminanti.
Qualità alimentare
Un altro scopo della tecnologia
alimentare è quello di ottimizzare la
qualità del prodotto. La qualità finale
del prodotto è il punto di riferimento
nella progettazione del processo e dei
controlli durante esso. La qualità del
prodotto si definisce sempre in
relazione tra il prodotto e il soggetto
che lo sta valutando.
Tipologie di processi
I processi della tecnologia alimentare possono essere:
coinvolgono trasformazioni continue di massa, energia e quantità di
PROCESSI CONTINUI,
• moto su flussi continui di materiale. ottenere un
Nel funzionamento a regime, l’obiettivo è
prodotto di qualità uniforme nel tempo, a prescindere dalla durata del periodo in cui il
processo è rimasto attivo; produzione di quantità finite di prodotto finale ottenute
PROCESSI DISCONTINUI (batch),
• da quantità finite di materie prime, processate secondo un insieme ordinato di attività e in un
caratteristiche
periodo di tempo finito. Le di un processo discontinuo sono:
Prodotti lavorati in quantità di dimensioni non fissate a priori (lotti), ma scalabili;
• Non è fissata la quantità di prodotto finale, ma solo la sequenza di lavorazione;
• Il processo è interrotto dopo la lavorazione di un lotto e ripreso con quello successivo;
• 5
PROCESSI SEMI-CONTINUI, hanno caratteristiche in comune sia con i processi continui sia
• Tipici di processi che
con quelli a lotti. Sono dedicati ad applicazioni specifiche e ripetitive.
separano componenti in un flusso continuo. Il componente separato si accumula in un’unità
di processo fino a riempimento (processo di tipo continuo) e poi, a riempimento completato, il
processo viene interrotto per svuotare e ripulire i serbatoi. Quindi il processo viene riavviato
(eventi di separazione). Rappresentazioni grafiche dei processi
diagramma di tipo qualitativo che indica
Il FLOW-SHEET O DIAGRAMMA DI FLUSSO è un
tutto ciò che entra nel processo produttivo, sotto forma di materie prime principali e
secondarie, tutte le operazioni di trasformazione o le macchine impiegate, tutto ciò che
esce sotto forma di prodotti, sottoprodotti, scarti, ecc. specificando i punti nei quali si
verificano tali entrate ed uscite. Possono essere evidenziati gli eventuali ricicli o recuperi di
sottoprodotti e di scarti. Per percorsi alternativi sono presentati diagrammi paralleli che hanno in
comune il materiale di partenza ed il prodotto finale (estrazione olio, può avvenire tramite
raffinazione chimica e raffinazione fisica).
Esempio: flow-sheet di produzione della pasta secca. Nel diagramma di flusso sono
rappresentate la semola e l’acqua come due
materie prime, che devono essere dosate e
mescolate in vasche. Susseguono le fasi di
impastamento, di estrusione (cioè di
formatura del prodotto), di essiccamento
(per stabilizzare il prodotto) e di
confezionamento. Nel diagramma di flusso
possono essere inseriti anche i recuperi, in
questo caso può essere recuperato
l’impasto nella fase di impastamento se non
presenta le caratteristiche adeguate per il
passaggio successivo; nella fase di
confezionamento la pasta può essere rotta e
non più vendibile, viene quindi rimacinata e
in parte recuperata nella formazione di
impasto iniziale come farina. comprende, per ciascuna operazione
Il FLOW-SHEET può essere QUANTITATIVO, cioè
unitaria, i bilanci materiali, riporta le condizioni operative di ciascuna operazione unitaria. È
possibile evidenziare anche i cir
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Processi della tecnologia alimentare
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Processi della tecnologia alimentare
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Processi della tecnologia alimentare
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Processi della tecnologia alimentare - parte 1