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LA GUERRA INEGUALE – COLOMBO sofferenze per ottenere altri obiettivi. Come osserva Schelling, mentre la forza bruta è

L’ECCEZIONE E LA NORMA. IL TERRORE E I LIMITI DELLA diretta contro la forza degli altri e richiede, per avere successo, di essere usata, il potere

GUERRA. di procurare sofferenza si propone di modificare le loro intenzioni ed è tanto più

Una pratica immemorabile. L’uso del terrore tra pace e guerra. efficace quanto più è tenuta in riserva. Ciò che conta non è la sofferenza inflitta, bensì

Il terrore in battaglia quella latente, la minaccia del danno. L’uso coercitivo della violenza appare a più riprese

Al terrore la guerra riserva uno spazio e un tempo predestinati, il teatro della battaglia, nella storia della guerra (Erodoto, Senofonte, Gengis Khan), ma la minaccia e l’uso del

in un’esperienza collettiva di terrore. Il campo di battaglia è un luogo dove ciascuno si terrore non sono un’esclusiva dello scontro tra civiltà e culture diverse, come sottolinea

sforza di ispirare terrore all’altro. Il Vom Kriege di Clausewitz rese popolare l’idea della Tucidide, trattando la guerra tra greci.

centralità dei fattori morali in guerra, non solo intesi come volontà dell’esercito, ma Modernità e terrore. Le eredità del Novecento.

anche come punto di massima vulnerabilità (paura). Oltre a costituire lo sfondo della Ben prima di essere riscoperto dai gruppi terroristici il terrore è stato impiegato e

battaglia, il terrore ne è anche la soluzione. Come scrive Ardant du Picq “l’uomo è teorizzato dagli stati contro individui e gruppi non statuali da disciplinare la proprio

capace di resistere di fronte ad una certa quantità di terrore, oltre la quale fugge dalla interno e combattere al proprio esterno. In una riflessione sulla storia dell’ultimo secolo,

battaglia”. È il punto che Clausewitz definisce la “decisione” della grande battaglia, in Todorov riassume la congiunzione tra plasmabilità e terrore, ovvero la fiducia nella

cui il terrore non è più comune ai due contendenti, ma si concentra solo su uno. Il possibilità di modificare radicalmente la realtà, orientando nella direzione desiderata il

risultato, scrive Bouthoul è una disgregazione rapida dei legami sociali, uno mezzo del terrore. Sotto la guida di una “élite degli esseri intelligenti” nessuno scrupolo

sconvolgimento totale. potrà più trattenere il perseguimento degli obiettivi sociali. In questa impresa l’essere in

Il tempo fuori della battaglia. La diplomazia della violenza. possesso della scienza metterebbe un terrore illimitato al servizio della verità.

Se il terrore è lo strumento per combattere e vincere una battaglia, questo è pur sempre Il terrore praticato. Dalle guerre coloniali a Hiroshima.

terrore selettivo, limitato a coloro che combattono. Ma la minaccia e l’uso del terrore Schelling tratta prima di tutto il tipo di guerra che in modo più sistematico e

possono superare tali limiti e coinvolgere chi non può essere coinvolto e chi non vuole storicamente continuo ha visto il ricorso da parte degli stati alla minaccia e all’uso del

esserlo. Nel primo caso il terrore invade lo spazio della serenità, della neutralità e quasi terrore: le guerre contro le popolazioni senza stato e in particolare non occidentali,

sempre dell’innocenza; nell’altro colpisce le retrovie, le risorse della battaglia. Si tratta di nell’ambito delle conquiste coloniali. Tali guerre hanno sempre avuto a che fare più con

ciò che Thomas Schelling definisce “arte della coercizione”, ammettendo che è nella spedizioni punitive che con genuini scontri militari, come l’aviazione britannica contro

natura della violenza poter essere impiegata tanto per indebolire o sconfiggere il nemico le tribù ribelli dell’Iraq, quella francese contro le insurrezioni arabe in Siria, Marocco e

in battaglia, quanto per intimidirlo al di fuori di essa. Questa violenza intesa a Algeria, quella italiana in Libia ed Etiopia e le guerre indiane degli Stati Uniti tra il 1860

costringere il nemico, invece che indebolirlo militarmente è ciò che, sempre Schelling, e il 1890. Ma se la minaccia e l’uso del terrore erano stati progressivamente banditi dalle

definisce, come forma caratteristica di guerra, “terrorismo”, termine cui accosta la guerre interstatali della seconda metà del Seicento fino alla Prima Guerra Mondiale,

parola “diplomazia”, ricavando il concetto di “diplomazia della violenza”. A differenza anche tra gli stati stessi ricomparvero stabilmente nelle guerre successive fino a

della violenza bruta, la cui efficacia si misura da quanto riesce a sopraffare la volontà del diventare uno degli strumenti più comuni. Le origini di questo duplice sconfinamento

nemico, il successo del terrorismo dipende da quanto riesce a modificare i suoi interessi del terrore sono fatte comunemente risalire alla marcia del generale Sherman attraverso

e il suo comportamento. Grazie a questo rapporto paradossale con la diplomazia, la la Georgia, nel pieno della Guerra di Secessione americana. Sospinto da una parte dalla

minaccia e l’uso del terrore si collocano egualmente al di fuori della guerra ordinaria e convinzione ideologica che fosse meglio violare le vecchie regole della guerra piuttosto

della violenza bruta. Da un lato sovvertono il rapporto tra l’azione e il suo scopo: che lasciare prevalere i principi degli uomini di stato confederati, e dall’altra dal calcolo

nell’esperienza tradizionale, la guerra come scrive Clausewitz, è un duello nel quale strategico che l’unico modo di porre fine alla guerra fosse renderla terribile al di là di

ciascuno dei lottatori “vuole, a mezzo della propria forza fisica, costringere l’avversario ogni sopportazione, Sherman si rivolse in modo sistematico contro la volontà di

a piegarsi alla propria volontà; con lo scopo immediato di abbatterlo”; nella logica resistenza del popolo nemico distruggendo tutti gli impianti industriali, i mulini, i

terroristica al contrario, lo scopo immediato delle azioni e della guerra sono rivolti a magazzini, le stazioni, le strade ferrate e le abitazioni private. L’equilibrio tra il

soggetti diversi: per superare la resistenza dell’avversario non sono colpite direttamente combattimento in battaglia e la diplomazia della violenza era già definitivamente

le sue forze, bensì la sua capacità di promettere e assicurare sicurezza, ordine e spostato, e tuttavia perché la minaccia e l’uso del terrore al di fuori del campo di

benessere ai cittadini, non è colpita la sua capacità di fare la guerra, ma quella di battaglia si trasformassero in normalità, fu necessario attendere la Seconda Guerra

procurare la pace. Dall’altro lato, a differenza della forza bruta, la minaccia e l’uso del Mondiale. In alcuni casi, come nella politica di sterminio tedesca, tali strumenti non

terrore non hanno come obiettivo quello di infliggere sofferenze, ma si servono delle perseguirono altri obiettivi se non quello immediato della distruzione. Ma in tutti gli 2

altri, i rastrellamenti, le rappresaglie e soprattutto i bombardamenti a tappeto contro le mano della Germania di Hitler, egli invocò quella che definì “Suprema

città furono concepiti e praticati come un mezzo per indebolire o modificare la volontà Emergenza” per anticipare e giustificare il ricorso a strumenti normalmente

del nemico. Inoltre i tempi della distruzione subirono una continua contrazione. Ma fu illegittimi nella conduzione della guerra. Walzer ammette esplicitamente questa

solo con lo sganciamento delle prime bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki che il nozione di Suprema Emergenza quale clausola sospensiva dei codici legali e

metodo terroristico cessò di richiedere una successione di atti di distruzione per morali della guerra (in tema di guerra giusta). Tale clausola, scrive, è definita da

completarsi in un unico atto. In questo senso i bombardamenti di Hiroshima e due criteri, che corrispondo ai due livelli ai quali opera il concetto di necessità:

Nagasaki possono essere considerati i più perfetti atti terroristici della storia. il primo ha a che fare con l’imminenza del pericolo e l’altro con la sua natura.

Anche gli attori non statuali ricorsero con sempre maggior frequenza alla minaccia e Di fronte all’impossibilità di sottrarsi in altri modi a un pericolo inusuale e

all’uso del terrore contro i non combattenti. Nella seconda metà dell’ottocento quando orrendo quando la vittoria di una parte sarebbe un disastro umano per l’altra,

il fenomeno cominciò a diffondersi, a ricorrere al metodo terroristico furono in nessun limite di carattere etico e giuridico può più essere rispettato. Tuttavia, la

prevalenza piccoli gruppi anarchici o nichilisti, con strumenti ancora rudimentali e nozione di Suprema Emergenza tende irresistibilmente a sfumarsi, corrodendo

obiettivi limitati. Tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, la minaccia e la norma stessa di cui dovrebbe costituire l’eccezione. Non potendo confinare

l’uso del terrore diventarono una prerogativa dei nazionalisti di tutte le specie e culture la Suprema Emergenza a un unico caso storico, dato che la minaccia di

che, potendo contare su mezzi già più sofisticati, li impiegarono per lottare per asservimento o sterminio piò riguardare una sola nazione o un solo popolo,

l’indipendenza o per intimidire e cacciare membri di etnie diverse. Tuttavia, le anche quel popolo avrebbe diritto a ricorrere a mezzi estremi per salvarsi.

differenze tra questi attori e gli stati sono meno delle somiglianze, come riassume Walzer quindi si limita a trattare il Male assoluto nazista, usando l’espressione

Michael Walzer “i tiranni hanno insegnato il metodo ai soldati e i soldati ai rivoluzionari Nazi-like regimes. Per non parlare poi del nodo politico più ovvio in merito allo

moderni”. stato di emergenza: chi decide sull’esistenza di una tale condizione?

Il terrore legittimato. L’efficienza, la virtù e la suprema emergenza. Il terrore teorizzato. Il Moral bombing e le teorie del potere aereo

La minaccia e l’uso del terrore hanno potuto fare la propria ricomparsa nella società C’è un ultimo argomento che Walzer impiega per giustificare i bombardamenti

internazionale, dove non sono stati semplicemente impiegati come espedienti indiscriminati sulle città tedesche tra il 1940 e il 1942: il Bomber Command, scrive, era

temporanei ed estremi, ma sistematicamente analizzati, soppesati rispetto alle strategie l’unica arma offensiva disponibile e fu impiegato perché c’era. Già prima dello scoppio

alternative e legittimati. Esistono almeno tre correnti di giustificazione più persistenti: della seconda guerra mondiale, la possibilità di minacciare e usare il terrore fuori dal

1. La prima è apparentemente la più estrema. Portando fino alle ultime campo di battaglia era stata presa in considerazione dagli stati maggiori e dai governi di

conseguenze la mancanza di fondamenti della politica moderna, essa non si tutti i principali paesi europei. La contaminazione tra capo di battaglia e retrovie fu

preoccupa di subordinare il terrore a qualche progetto o valore particolare, ma individuata come la più probabile raison d’etre della nuova risorsa di potenza. Già alla

lo concepisce come una tecnica al servizio di qualunque scopo. Non esistono vigilia della conclusione della prima guerra mondiale, il rovesciamento di importanza tra

ragioni decisive per non farlo, l’unico criterio che sopravvive è l’adeguatezza battaglia e retrovie fu l'argomento centrale del memorandum Smuts che avrebbe

allo scopo. In questo senso il terrore è la manifestazione estrema dell’estrema condotto di li a poco alla creazione della prima aviazione indipendente, la Royal Air

immanenza della politica e della guerra moderne. Force. Fu su questa premessa che le neonate teorie del potere aereo basarono le proprie

2. La seconda corrente di giustificazione è quella denunciata da Todorov, Hannah idee guida: la rivendicazione dell'indipendenza dell'arma aerea rispetto alle due armi

Arendt e da tutti i critici del totalitarismo. Questa non rinuncia alla distinzione tradizionali; la distinzione tra armi tattiche e armi strategiche; la possibilità dell'uso

tra un Bene e un Male, anzi ne fa un elemento centrale della propria terroristico dell'aviazione contro le infrastrutture e la popolazione civile del nemico.

rappresentazione del mondo. Il terrore si giustifica come uno strumento per la Sebbene con accenti molto diversi tra loro, l'opportunità di colpire al di fuori del campo

realizzazione del sommo bene (Robespierre). Per tutto il Novecento sarà la di battaglia fu affermata da tutti i principali teorici del potere aereo, anche se con una

giustificazione addotta da milioni di uomini e centinaia di intellettuali persuasi differenza significativa tra i polsi l'accento direttamente sul bombardamento contro i

che la promozione del proprio gruppo o il progresso sociale dell’umanità civili e chi sull'economia nemica. Tra tutti i teorici del potere aereo Giulio Douhet a

dovessero essere promossi ad ogni costo nel nome di ideologie secolari meritarsi la fama di massimo interprete della dottrina del bombardamento strategico.

portatrici di un progetto di padronanza totale sull’universo. Nella sua opera del 1921, il dominio dell'aria, egli si dichiarò convinto che l'efficacia

3. La terza giustificazione concepisce il terrore come uno strumento per evitare il dell'aviazione dipendesse dalla condizione che essa non fosse impiegata a supporto delle

Sommo Male. Non è un caso che la sua formulazione archetipica si stata armi tradizionali e sul loro terreno, il campo di battaglia, bensì in modo indipendente e

attribuita a Churchill: posto di fronte al rischio imminente di una sconfitta per al di fuori di questo spazio. Come Clausewitz, egli concepisce la guerra come una ricerca

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incessante della decisione, nella quale vede il momento in cui una delle due parti sente psicologiche. In secondo luogo e si introducono una seconda sproporzione tra

cedere i propri fattori morali e, con essi, la propria coesione sociale. Ma a differenza di i costi dell'attacco e i costi della difesa: l'attacco terroristico costa poco e,

Clausewitz questi fattori Dohuet li cerca nello spezzarsi delle resistenze morali dei comunque, meno di ciò che costa cercare di prevenirlo o di pararlo, senza poter

popoli. Dietro questo rovesciamento della geografia della guerra non c'è un sapere dove e contro chi o che cosa sarà rivolto. Infine, l'economicità del

ampliamento dell'ostilità politica, ma un puro e semplice calcolo. La popolazione civile metodo terroristico consente di compensare la sproporzione tra forti e deboli.

nemica non avrebbe dovuto essere colpita perché ritenuta colpevole ma solo per minare Questo è ciò che riconoscerebbero sia Schelling che Douhet, il primo

il suo sostegno alla volontà del governo fino alla cessazione della lotta. La popolazione sottolineando come, a differenza che nella guerra ordinaria, la volontà, la

civile avrebbe dovuto diventare uno strumento nelle mani dell'attaccante, il cui obiettivo credibilità e la capacità di procurare sofferenze non siano ridotte dalla volontà,

avrebbe dovuto diventare quello di trasformare la guerra in una catastrofe allo scopo di dalla credibilità e dalla capacità del nemico di fare altrettanto; mentre l'altro

spingere le sue vittime a cercare scampo nella pace. Proprio da questa idea la Royal Air indicando direttamente nello sviluppo dell'arma aerea un modo di compensare

Force ricavò la dottrina del Moral Bombing, il bombardamento morale. Quindi ben l'inferiorità dell'Italia rispetto alle altre principali potenze. Ma questo è,

prima di poter essere legittimato in nome dell'emergenza suprema, il bombardamento soprattutto, l'obiettivo che accomuna l'offensiva aerea britannica (1940), la

strategico era già saldamente inscritto nella routine della strategia della pianificazione. dottrina nucleare francese della dissuasione minima e la ricerca attualmente in

Il terrorismo come tecnica corso da parte di tutti i principali competitori degli Stati Uniti di strumenti in

Una violenza impersonale, parsimoniosa e disponibile grado di aggirare, senza rincorrerla, la superiorità convenzionale del più forte.

Il terrore è un calcolo rivolto contro chi è ritenuto meno risoluto nella determinazione 3. La casualità o l'indeterminatezza. Perché possa raggiungere lo scopo di

di continuare la guerra; non mira direttamente a colpire il nemico principale, bensì a diffondere la paura è intensificata nel tempo, il metodo terroristico non può

isolarlo e indebolirlo. Proprio per questa ragione, il metodo terroristico ha molto di più concentrarsi su categorie di individui o di luoghi specifici, identificabili in

che ignorare le distinzioni tra militari e civili, militanti e neutrali, responsabili politici e anticipo con un regime, un partito o una politica. Il metodo terroristico, tende

popolazione civile: il terrorismo sceglie. Esso si indirizza contro coloro che di costi non indiscriminato, non in quanto espressione di furia cieca ma, in quanto

ne vogliono pagare o ne vogliono pagare il meno possibile. Il suo obiettivo è il manifestazione di una logica indifferente o superiore all'odio personale. Proprio

bourgeois di Hegel, l'uomo che non vorrebbe abbandonare mai la sfera del privato. Il questa logica fu riconosciuta da Raymond Aron come uno dei grandi tratti

terrorismo è legato più alla tecnica che al fanatismo e più alla sfera della ratio che a comuni della politica e della guerra novecentesche. La mancanza di

quella della passio. Questo non significa che per compiere azioni terroristiche non siano discriminazione contribuisce a diffondere la paura perché, se nessuno è preso

necessari fanatici, ma ciò non è proprio del terrorismo, bensì di qualunque forma di di mira, nessuno è al riparo. Mentre, sempre la stessa logica fu avvertita da Carl

violenza. Schmitt

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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara.chialant di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Barbara Pisciotta.
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