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I pionieri degli studi acquisizionali

Charles C. Fries

Teaching English as a Foreign Language, 1945: esigenza di realizzare materiale didattico basato sulle nuove conoscenze scientifiche in ambito linguistico e psicologico. L'obiettivo primario era lo sviluppo delle abilità orali, strettamente connesse alla costruzione di “abitudini linguistiche”.

Era necessaria la creazione di materiale didattico appropriato, basato su una descrizione scientifica della lingua da apprendere, accuratamente comparata con una descrizione parallela della lingua nativa dell’apprendente. Dunque, Fries ha voluto interpretare, in modo pratico e finalizzato all’insegnamento, i principi e i risultati della ricerca linguistica moderna, evidenziando l'influenza dello strutturalismo e della psicologia neocomportamentista.

Intuizioni più importanti secondo Selinker (1992)

  • Creazione di materiale didattico specifico per apprendenti aventi una determinata L1.
  • Distinzione fra abilità di percezione e abilità di produzione che, in quanto aspetti distinti, anche se complementari, vanno considerati separatamente.
  • Distinzione fra produzione cosciente e produzione automatica… preannuncia il Monitor Krasheniano?
  • Importanza delle competenze culturale e pragmatica: anche le differenze culturali devono far parte delle conoscenze dell’apprendente; matrice strutturalista: “patterns of living”.

Robert Lado

Linguistics across cultures, 1957: Allievo e collega di Fries, sottolinea l’importanza della comparazione sistematica di due lingue/culture. Solo nel confronto sistematico fra L1 e L2 sta il segreto di un buon insegnamento/apprendimento.

Era necessaria la fornitura all'insegnante di LS degli strumenti che gli permettano tale comparazione, al fine di prevedere e quindi prevenire difficoltà ed errori. Pertanto, la progressione nelle tecniche di insegnamento sta nella comparazione dei due sistemi linguistici. Lado fornisce un percorso approfondito ed una serie di indicazioni, evidenziando la centralità del concetto di transfer.

Uriel Weinreich

Languages in contact, 1953: Nel 1953 espone dettagliatamente il tema del contatto fra lingue diverse, dagli punti di vista delle interferenze linguistiche e delle caratteristiche dell’individuo bilingue. Fu un “pioniere” perché introduce alcuni concetti che avranno una certa fortuna nella letteratura acquisizionale.

  • Permeabilità e trasferibilità.
  • Fossilizzazione soprattutto, identificazioni interlinguistiche: similitudini formali o funzionali nelle due lingue in contatto determinano equivalenze interlinguistiche.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

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