Apprendere gli schemi del movimento: non sempre è facile come sembra
Le fasi dell'apprendimento delle abilità motorie
Nell'apprendimento delle abilità motorie si possono distinguere tre fasi:
- La fase cognitiva: durante la quale l'allievo mette a fuoco l'obiettivo e prende le decisioni che permettono le prime esecuzioni del movimento.
- La fase associativa: nella quale, attraverso le varie ripetizioni, l'allievo perviene alla costruzione del programma motorio.
- La fase di automatizzazione: caratterizza la situazione in cui il movimento può essere eseguito senza prevedere un controllo attentivo.
Il concetto di schema motorio
Lo schema motorio si caratterizza:
- Per una serie di variabili che possono essere completate in modo diverso a seconda delle esigenze.
- Per la sua relazione organica e gerarchica con altri schemi.
- Per la sua generalità, ossia applicabilità in diverse situazioni.
- Per il fatto di rappresentare dei principi generali di azione.
La teoria dello schema motorio si basa su quattro tipi di informazioni motorie che il soggetto immagazzina durante l'esecuzione di movimenti:
- I parametri specifici che sono intervenuti nell'esecuzione del movimento (durata, forza, direzione, ecc.).
- Il risultato che si è ottenuto a seguito del movimento.
- Le conseguenze sensoriali determinate dal movimento.
- Le condizioni di partenza come, ad esempio, la posizione del corpo rispetto all'oggetto che si deve impiegare e all'ambiente dove ci si muove.
La forza delle relazioni tra i vari elementi che compongono il movimento aumenta ad ogni ripetizione del movimento stesso o di un movimento simile. In questo modo si sviluppa via via lo schema che sarà tanto più completo e articolato quanto maggiore sarà stata la variabilità nella fase di formazione.
Processi implicati nell'effettuazione di attività motorie
L'elaborazione del programma motorio
Sulla base di alcuni stimoli ambientali l'allievo può decidere di intraprendere determinate attività motorie, la cui effettuazione è dipendente dall'elaborazione di uno specifico programma motorio. Tale programmazione è subordinata a due processi:
- All'analisi degli stimoli ambientali attraverso l'attenzione e la memoria di lavoro.
- Alla selezione di uno schema idoneo dalla memoria a lungo termine e all'adattamento di tale schema alle esigenze della situazione.
Attenzione e memoria di lavoro
L'attenzione rappresenta la vera e propria "porta d'accesso" ai processi cognitivi superiori. La stimolazione su cui l'allievo ha orientato la propria attenzione viene conservata nella memoria di lavoro, che è un sistema di memoria in grado di mantenere solo poche informazioni per un breve periodo di tempo. Attraverso la focalizzazione dell'attenzione e la memoria di lavoro, l'allievo è in grado di interpretare gli stimoli ambientali e individuare gli schemi motori che potrebbero essere idonei ad affrontare la situazione.
Oltre ai processi che avvengono sotto il controllo dell'attenzione, chiamati controllati, esistono altri processi detti automatici che non richiedono attenzione. Questi processi avvengono al di fuori della memoria di lavoro. Il fatto che i processi cognitivi possano svolgersi in maniera sia automatica che controllata riveste una grande importanza nel corso dell'apprendimento. Infatti, soltanto ciò che è stato elaborato nella memoria di lavoro può poi passare alla memoria a lungo termine e perciò diventare acquisizione permanente.
Selezione e adattamento degli schemi motori
Per rispondere a livello motorio alle richieste provenienti dall'ambiente e adeguatamente elaborate, l'allievo deve recuperare dalla memoria a lungo termine un esempio di schema tramite un meccanismo di scelta degli schemi. Lo schema selezionato, però, non è sempre idoneo a rispondere compiutamente alle richieste dell'ambiente, può avvenire dunque un adattamento dello schema o una combinazione di più schemi.
Gli adattamenti agli schemi motori si strutturano sulla base dell'interazione di tre ordini di processi:
- Neurologici.
- Psicologici.
- Psicomotori.
In una situazione problematica tutti questi processi attuano un attivo interscambio dei rispettivi valori e, influenzandosi a vicenda, portano all'elaborazione del programma motorio.
L'esecuzione motoria
Il fulcro dell'attività motoria è rappresentato dal sistema nervoso centrale, dove sono contenuti i modelli neuromotori, i quali possono venire considerati come formule motorie cui è affidato il compito di realizzare ogni attività motoria umana, dalla più semplice alla più complessa. Per far sì che i modelli neuromotori si traducano in movimenti del corpo nello spazio e nel tempo sono necessari una serie di processi: deve avvenire una interazione neuromuscolare al livello del sistema nervoso periferico, in modo che gli stimoli centrali arrivino all'apparato muscolare modulandone opportunamente le contrazioni toniche e fasiche e attivando di adeguati adattamenti, i quali strutturano i modelli posturali e cinetici dell'attività motoria.
Ogni esecuzione motoria è quindi possibile solo mediante una incessante concomitanza di momenti posturali e cinetici armonicamente integrati. In stretta correlazione a quanto descritto è necessaria un'altra serie di processi deputati a fornire l'energia indispensabile a creare e mantenere le adeguate contrazioni: le funzioni metaboliche e i processi biochimici.
Il controllo motorio
Il controllo dei movimenti e la correzione da apportare quando gli stessi non si sviluppano secondo linee programmate può avvenire secondo due modalità:
- Il modello a circuito chiuso: utilizzato per movimenti lenti.
- Il modello a circuito aperto: adatto per movimenti rapidi.
Il controllo motorio a circuito chiuso
Il principio fondamentale sul quale si basa la teoria del controllo motorio a circuito chiuso è quella del feedback. Gli input vincolati al sistema nervoso centrale attraverso un sistema di fibre afferenti possono essere:
- Di natura esterocettiva: si tratta di informazioni sensoriali ottenute tramite gli organi di senso di cui l'individuo dispone.
- Di natura propriocettiva: si tratta dell'informazione relativa al movimento che sorge da recettori differenti da quelli sensoriali:
- Recettori di tensione.
- Recettori di pressione.
- Recettori dell'orecchio interno.
- Recettori delle articolazioni.
- Recettori dei fusi neuromuscolari.
La funzione del feedback, quindi, è quella di correggere il movimento durante l'esecuzione, ne deriva che questo tipo di controllo può essere utile soltanto per quelle attività motorie che richiedono un tempo di esecuzione relativamente lungo. Oltre che per il controllo dei movimenti lenti, il sistema a circuito chiuso viene utilizzato per i mantenimenti di stato, come ad esempio per il controllo della postura o il mantenimento dell'equilibrio.
Il controllo motorio a circuito aperto
Il controllo del movimento a circuito aperto prevede che l'attività motoria venga effettuata senza l'intervento di alcun feedback. I movimenti rapidi sono totalmente programmati a livello centrale e sono in grado di arrivare a compimento senza correzioni in itinere. Il modello di controllo a circuito aperto si pone in alternativa all'ipotesi del feedback per quanto riguarda i processi che avvengono durante l'esecuzione del movimento, ma l'importanza dei feedback non viene messa in discussione relativamente alla modifica e alla correzione del movimento dopo la sua esecuzione.
Le difficoltà di apprendimento motorio nell'allievo in situazione di handicap mentale
L'opportuna analisi degli stimoli ambientali è resa spesso difficoltosa nell'allievo in situazione di handicap mentale da deficit a livello attentivo. Tali problematiche possono riguardare sia la focalizzazione che la stabilità dell'attenzione. Gli allievi con ritardo mentale incontrano grandi difficoltà nella fase di adattamento degli schemi motori alle esigenze della situazione. Questo è dovuto a fattori che riguardano sia la carenza di schemi memorizzati a cui fare riferimento, che le problematiche di richiamo e caricamento di tali schemi dalla memoria a lungo termine.
Per quello che riguarda l'esecuzione del movimento possono manifestarsi difficoltà a causa di alcune limitazioni strutturali a volte associate alle varie sindromi. L'allievo in situazione di handicap mentale risulta molto più dipendente dell'allievo normodotato da input esterocettivi, proprio per la difficoltà di interpretare i feedback.
Le componenti psicomotorie del movimento umano: i prerequisiti funzionali
Lo schema corporeo
Nel bambino corpo e mondo vivono indistinti finché questo non opera la distinzione con il concetto di oggetto. Solo a questo punto si ha una differenziazione fra esperienza interna ed esterna e sfruttando i dati sensoriali, cinestetici e motori diventa possibile la rappresentazione di spazio-tempo, della causalità e si sviluppa la nozione di invarianza delle caratteristiche degli oggetti. La conoscenza dello schema corporeo poggia sull'organizzazione del sistema emozionale nelle relazioni con l'altro. La distinzione dell'altro dal sé implica sentimenti di simpatia, dominio, sottomissione, ecc. Anche lo stadio dello specchio costituisce un momento importante nel trasferimento dell'immagine frammentaria del corpo alla conoscenza dell'
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