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Riassunto esame Paleografia latina, prof. Pani, libro consigliato Paleografia latina: L'avventura grafica del mondo occidentale, Cherubini

Riassunto per l'esame di Paleografia latina della professoressa Pani sulla parte relativa alla scrittura gotica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente L'avventura grafica del mondo occidentale, Cherubini. Gli argomenti trattati sono i seguenti: gli aspetti della scrittura gotica, gli ordini conventuali, i nuovi sistemi di produzione e di impaginazione del... Vedi di più

Esame di Paleografia latina docente Prof. L. Pani

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all’interno di questi parametri, possiamo individuare alcuni punti fondamentali riguardo

la distinzione degli usi delle scritture:

La littera textualis formata per la calligrafia, per codici liturgici e di lusso;

⇒ La littera textualis semplice per i codici ordinari di buona fattura;

⇒ La littera textualis currens per i piccoli manuali d’uso personale e per la

⇒ glossa.

Un caso diverso è la cursiva, una tipologia di scrittura legata soprattutto alla scrittura

documentaria e amministrativa. Dall’inizio del XIV, questa si trova impiegata anche nella

copia dei libri, caratterizzata dalla presenza di forme cancelleresche come:

Code allungate al di sotto del rigo di scrittura;

v Riccioli che ornano le aste;

v Forme semplici di a, g, s finale;

v

questa prese in nome di LITTERA CURSIVA TEXTUALIS. Si assiste ad un fenomeno di

ibridazione, che creò una sorta di scrittura nuova, che venne poi definita LITTERA

BASTARDA.

Questo tipo di schematizzazione ha come principale difetto quello di aver voluto

raggruppare in un’unica categoria tutte le manifestazioni scrittorie medievali senza

affrontare veramente il problema delle corsive e senza riconoscere l’individualità di

scritture che nascono da caroline dell’uso quotidiano e dell’insegnamento primario.

Le tecniche che vengono usate dai maestri calligrafi per distinguere le varianti di litterae

textus si basano sulla diversa maniera di spezzare e costruire i tratti verticali. In ordine

troviamo:

Litterae fractus o textus quadratus: i piccoli archi di attacco e stacco sono

• eseguiti come due piccoli quadrati, sia in alto dove si innestano con uno spigolo

sull’asta, sia in basso dove poggiano, sempre con uno spigolo, sul rigo. Si

manifesta in Inghilterra nel corso del XII secolo ma si sviluppa poi

gradualmente nel XIV secolo.

Textus rotundus o scriptura/littera rotunda: viene usata in modo particolare in

• Italia, essendo il modo più semplice di eseguire le spezzature. Si ricollega

direttamente alla tecnica della carolina inglese del periodo normanno, ossia

la parte iniziale e terminale dell’asta è eseguita mediante semplici uncini di

attacco e di stacco.

Textus praescisus o sine pedibus: la spezzatura interessa soltanto la parte

• superiore dei tratti verticali che in basso terminano diritti sul rigo, tranne l r t che

possono avere un piccolo piede alla base. Fu usato in Inghilterra, Germania e

Boemia.

Textus semiquadratus: fu praticato in Italia e impiegato dall’ultimo terzo del XIII

• secolo per i codici universitari, in particolare di diritto e a partire dal secolo XV

circa nei libri liturgici.

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LE ABBREVIAZIONI IN ETÀ SCOLASTICA

Il grande aumento della produzione libraria per soddisfare le richieste provenienti dalle

Università, venne accompagnato da uno sviluppo del sistema abbreviativo, che andò

complicandosi rispetto alle pratiche altomedievali. È bene ricordare che già la scrittura

carolina aveva dato il suo contributo per ricostruire una sorta di famiglia abbreviativa, in

cui poterono rientrare anche segni di origine insulare.

Nei centri come Tour si elaborarono regole valide per tutti gli scribi della scuola e

si formarono quei meccanismi che diedero vita ai primi dizionari di abbreviazione

di età medievale.

È proprio in età Scolastica che lo sviluppo della pratica abbreviativa ebbe vera e propria

divulgazione e si pensa che questo sia avvenuto, principalmente perché esisteva la

necessità di concetrare le frasi e disporre di segni universali conosciuti negli ambienti

legati soprattutto in culture specializzate come:

Diritto;

• Filosofia;

• Teologia;

• Medicina.

Nel corso del XIV secolo si arrivò a produrre dei manoscritti in cui ogni singola parola è

compendiata attraverso la CONTRAZIONE; pur essendo tutto sottoposta ad essa, il testo

non smette di mantenere la sua comprensibilità grammaticale e sintattica attraverso il

persistere di una porzione di parola che ne indica la flessione. L’ampliamento delle

abbreviazioni presenta tre aspetti che sono fondamentali per comprendere le motivazioni

che hanno spinto a ricorrere a queste tecniche:

È chiaro che cominciando ad usare questo sistema abbreviativo e si sostituisce

⇒ una parola con un compendio, si vanno a modificare le abitudini ortografiche degli

scriventi;

Il ricorso all’uso di letterine soprascritte e l’adozione di un principio base secondo

⇒ cui in esponente vengono poste sempre le lettere o la lettera finale di parola, che

garantiscono al lettore l’individuazione della flessione. Non avviene nei

troncamenti.

La riduzione della parte letterale diventa sempre più accentuata fino a raggiungere

⇒ forme estremamente sincopate.

POULLE, che ha elaborato questa sintesi riconosce le cause di questo nuovo modo di

scrivere nella possibilità che offriva nel risparmio di pergamena e nella riduzione dei

tempi di copia. Ma più che motivazioni di carattere economico, subentravano motivazioni

più profonde, perché questa sorta di linguaggio per iniziati, metteva gli scribi in stretto

legame con il lettore, giacché il sistema funzionava solo nella misura in cui il lettore

conosceva almeno in generale ciò che si apprestava a leggere. Naturalmente, il sistema

non mancava di presentare ambiguità, visto che parole simili erano abbreviate simili o

uguali a compendi già esistenti. Questo era superato facilmente se il lettore conosceva

già anticipatamente ciò che sarebbe andato a leggere.

l’ambito in cui sarebbe andata formandosi questa pratica, sarebbe stato quello

dell’attività degli scribi e le cause sarebbero da ricercare nel bisogno di risolvere

problemi economici e di organizzazione del testo nella pagina. Ragionando in

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questo senso, però, non ci permette di focalizzare la vera angolazione di

osservazione del problema: per farlo sarebbe opportuno riflettere sullo svolgimento

di una normale lezione universitaria.

(Tra il XIII e il XIV secolo) all’interno di un aula il magister spiegava ad un gruppo

o di studenti un testo, che ciascuno di essi poteva seguire sulla copia personale

precedentemente acquistata;

gli studenti erano in grado di leggere ma non per questo in grado di scrivere

o velocemente e in maniera corretta. Non era concesso loro prendere appunti,

compito che invece era assegnato ad un assistente del maestro.

Il punto di partenza era, dunque, la lettura del maestro, che riproponeva qualcosa

di simile alla antica praelectio del professore quintilianeo. Lo studente, seguendo la

voce del maestro, poteva mettere a fuoco i compendi che incontrava nella pagina,

che non necessariamente potevano coincidere nella copia personale, spingendo lo

studente ad un continuo allenamento mentale.

Per concludere, il sistema abbreviativo formatosi nelle aule universitarie divenne presto

patrimonio comune a una vasta cerchia di copisti, soprattutto quelli che lavoravano per

gli stationarii. Per il lettore moderno non è molto semplice andare a decifrare quelle

abbreviazioni, proprio a causa della loro quantità e possibilità di soluzione; spesso la

soluzione si trova solo in copie del medesimo testo che non sono state compendiate. Ci

sono dei punti da tenere presenti:

“ogni compendio è essenzialmente costituito da due parti: la scrittura alfabetica di

una parte del vocabolo abbreviato(elemento semantico del compendio) e l’artificio

destinato a segnalare il carattere compendiario della scrittura ( elemento simbolico

del compendio)” e che la contrazione può essere pura “allorchè l’elemento semantico

è costituito dalle prime e dalle ultime lettere dei vocaboli abbreviati”, può essere

impura o mista “allorchè l’elemento semantico è costituito, oltre che da quelle,

anche da una o più lettere del corpo della parola, scelte in genere tra le più

caratteristiche. SCRITTURA E LETTURA IN ETÀ SCOLASTICA

Durante il XII secolo i centri scrittori dell’Europa settentrionale consolidano la pratica di

separare le parole, ossia di lasciare uno spazio vuoto tra una parola e l’altra.

Parallelamente, si assiste ad un’altra novità nella tecnica di produzione libraria, che

possiamo riepilogare in alcuni punti:

si delega al copista la responsabilità di preparare il testo per la lettura;

§ si creano degli schemi e degli ausili per contenere un paratesto di sussidio e

§ per reperire le informazioni utili alla comprensione del testo;

si diffonde l’uso privato della lettura per scopi personali, che assume delle

§ finalità più profane.

Sulla pagina del libro compaiono sempre più spesso anche il colore e il disegno, non solo

con scopo ornativo, ma anche come aiuto alla lettura. Ugo di San Vittore suggeriva ai

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Paleografia latina della professoressa Pani sulla parte relativa alla scrittura gotica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente L'avventura grafica del mondo occidentale, Cherubini. Gli argomenti trattati sono i seguenti: gli aspetti della scrittura gotica, gli ordini conventuali, i nuovi sistemi di produzione e di impaginazione del libro, i testi in lingua romanza.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze dell'antichità: archeologia, storia, letterature
SSD:
Docente: Pani Laura
Università: Udine - Uniud
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessicabortuzzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Paleografia latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Udine - Uniud o del prof Pani Laura.

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