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suddivisione del testo in due o più colonne parallele che si dispongono verticalmente nello spazio di scrittura

2. la giustapposizione di più testi, fra loro gerarchicamente legati in modo fisso, nel medesimo campo di scrittura

3. è la situazione più libera, benché riconducibile a tre sole possibilità: immagine all’interno del testo (sopra,

1. sotto,centralmente), all’esterno (margini) o su un altro spazio in modo autonomo. Nelle monete invece i rapporti

tra testo e figura sono particolari, nella loro forma rotonda di uso occidentale, la legenda è di solito disposta

anch’essa circolarmente intorno all’immagine che occupa il campo centrale (sia sul recto sia sul verso); così

come avviene nei sigilli, la cui forma può essere rotonda o meno.

La disposizione del testo su due o più colonne ha origini antiche e viene usata per la prima volta nei libri in

2. papiro in forma di rotolo orizzontale, in Egitto ed in Grecia e poi anche in territorio romano, dove però la

lunghezza del rigo corrispondeva a quella dell’esametro. Nel XII secolo in campo universitario­scolastico nasce

il libro didattico e scientifico prodotto e adoperato in ambito prevalentemente laico. Ciò segnò un’ampia

diffusione della disposizione bi colonnare, per la velocità di lettura, per una maggiore visibilità, per la facilità di

consultazione. Fra XIII e XV secolo, il modello bi colonnare si estese in tutta Europa; e soltanto la reazione

umanistica di fine 300­ inizio 400 riuscì ad imporre l’altro modello, quello di disposizione del testo a piena

pagina su superfici non grandi e con ampi spazi. Questo fu il modello che venne poi adottato con l’avvento della

stampa. Dunque il modello bicolonnare fu relegato a libri (o parti di libro) strumentali, come repertori, opere

didattiche, dizionari, opere di consultazione e indici.

Il collegamento tra più testi nello stesso campo è legato ad ambienti scolastici e didattici, dove un testo era

3. solitamente accompagnato da un commento. Anch’esso subì i limiti della reazione umanistica, che divise testo

e note dislocando queste ultime in alto o in basso nella pagina se non addirittura in altre zone del volume.

Capitolo 2, Scrivere o no

Si possono individuare nel passato più lontano, ma anche in un passato più recente, così come in epoche contemporanee,

sei categorie distinte di alfabetizzati, sulla base delle loro capacità di scrittura e di lettura. Essi sono: i colti, gli alfabeti

professionali, gli alfabeti dell’uso, i semialfabeti funzionali, i semialfabeti grafici, gli analfabeti.

I colti sono quegli individui che senza difficoltà producono e fanno uso di testi, adoperano tutte le tipologie grafiche

1. presenti nella società in cui vivono, sanno scrivere in una o più lingue diverse dalla loro, e quindi hanno ricevuto una

istruzione di livello superiore.

Gli alfabeti professionali sono coloro che usano, senza difficoltà, testi, ma per lo più a fini professionali; le loro capacità di

2. lettura sono assai inferiori a quelle di lettura; il loro grado di istruzione è medio­basso.

Gli alfabeti dell’uso hanno competenze di lettura e di scrittura medio­alte, che esercitano a seconda delle loro

3. esigenze,lavorative o sociali(corrispondenza); il loro grado di istruzione è medio­alto e la loro attività di lettura è costante

e selezionata.

I semialfabeti funzionali hanno limitate competenze grafiche, scrivono saltuariamente e nella sola lingua madre, leggono

4. raramente pur essendo in grado di farlo la maggior parte della popolazione alfabetizzata oggi, si identifica in questo

modello

I semialfabeti grafici hanno capacità scrittoria ridotta, scrivono quindi soltanto testi molto brevi, non leggono o lo fanno

5. solo se costretti spesso non comprendendo quello che leggono; la loro istruzione è elementare e scarsa.

Gli analfabeti sono coloro che tecnicamente non sono in grado né di leggere né di scrivere poiché il loro grado di

6. istruzione è rudimentale; la loro cultura è sostanzialmente orale e visuale

Questa classificazione può essere applicata a qualunque società in qualunque periodo storico.

delega di scrittura

Il fenomeno della è antico ed è caratteristico di società solo parzialmente alfabetizzate ma nelle quali

vi è una forte burocrazia. Spesso coloro che ricevevano la delega erano persone prossime al delegante. Tra la fine del

600 e il 700 a costoro si sostituirono scrivani e copisti di professione, contabili, notai, ecclesiastici, segretari, etc. Nel

frattempo, nel XVIII secolo, mutò anche la condizione dei deleganti, i quali era sì analfabeti ma in una società nella quale

il livello di alfabetizzazione era cresciuto di molto.

Oggi un ruolo molto importante lo ricoprono coloro che sono i creatori di veri e propri nuovi linguaggi scrittori, ovvero i

professionisti della scrittura.

Nell’antico Egitto e nelle società mesopotamiche, il prestigio e la funzione sociale e culturale degli scribi erano

universalmente riconosciuti.

Per quanto riguarda il mondo classico, non si ha oggi memoria dei nomi dei creatori dei nuovi modelli grafici, poiché era

all’epoca diffusa la concezione dello scrivere come “opus servile”.

Ai primi del 500 fiorirono molti calligrafi e maestri di scrittura, quando la stampa era già affermata in tutta Europa e la

scrittura manuale era utilizzata solo per la pratica quotidiana, privata e amministrativa e nell’esposizione pubblica. Essi,

benché non avessero una precisa figura professionale, seppero ben comprendere che la stampa permetteva loro di

trasformare in modelli alla portata di tutti le loro pratiche didattiche e i loro modelli grafici. Così, negli anni 20 del 500,

crearono un genere nuovo di libro didattico: il manuale di scrittura, redatto in volgare (e non più in latino) e con

illustrazioni esplicative. Questo ebbe molto rilievo nel processo di alfabetizzazione di estese masse di popolazione

urbana in Europa.

La distribuzione sociale delle capacità di leggere e scrivere è sempre avvenuta con irregolarità: ci sono aree di grande

sviluppo accanto ad aree di profondo sottosviluppo.

Capitolo 3, potere vs. libertà

L’Indice dei Libri Proibiti venne emanato da papa Pio IV nel 1564, basato sui principi del Concilio di Trento.

Fra 600 e 700, la censura ecclesiastica si fece meno invadente e aggressiva. I singoli Stati europei, cattolici e

protestanti, si munirono loro stessi di organismi di repressione e controllo della produzione e della circolazione di libri, al

fine di eliminare ogni opera ed autore (in specie se contemporanei) che apparissero pericolosi per la stabilità del potere

assoluto.

Nel 1789, durante la Rivoluzione Francese, nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, un paragrafo era

dedicato alla libertà di scrittura e di stampa.

Capitolo 4, tipologie e funzioni

La grafologia indaga non tanto e non solo la scrittura dei singoli individui(di cui la qualità della scrittura non rivela le

attitudini caratteriali, ma soprattutto il grado di educazione e di cultura) ma studia le prassi scrittorie e le culture scritte di

un dato aggregato umano, in un dato momento storico.

Oggi, nel mondo, gli uomini adoperano svariati sistemi di scrittura, anche molto diversi fra loro, e ciò è spesso causa di

difficoltà di comunicazione e di comprensione. I sistemi grafici oggi in uno non sono tanti quanti sono quelli linguistici,

poiché vi sono scritture (come la latina e quella araba) che vengono utilizzate per registrare più lingue; ma nonostante

ciò essi sono parecchi e ognuno di loro rappresenta una tradizione ideologico­religiosa, un patrimonio scritto e

comunque un elemento identificativo importante per coloro che lo scrivono o leggono quotidianamente. Le più importanti

scritture oggi in uso appartengono a più gruppi ognuno dei quali deriva da una precisa ed antica lingua madre, dalla

quale sono derivate nel tempo le altre scritture.

Le lingue non alfabetiche dell’Estremo Oriente, il cinese ed il giapponese, rappresentano due grandi e complesse

tradizioni linguistiche e culturali.

Altre scritture derivano tutte dall’alfabeto aramaico, benché si presentino con molte e notevoli differenze. Le più

importanti fra queste sono la ebraica e quella araba, caratterizzate dall’andamento da dx verso sx e dall’assenza della

segnalazione delle vocali; e quelle indiane e asiatiche.

Una scrittura a sé è quella sillabica etiopica, un tempo scrittura della chiesa copta e oggi scrittura ufficiale dello Stato

etiopico.

Le scritture proprie dell’Europa si originano essenzialmente dall’alfabeto greco e dai sui derivati, fra i quali il cirillico e il

latino; quest’ultimo formatosi nel Lazio fra VII e VI secolo a.c., tramite l’intermediazione etrusca e oggi adoperato in

maggior parte del pianeta.

Ogni sistema grafico ha alle spalle una lunga storia, fatta di modificazioni, adattamenti o magari vere e proprie rivoluzioni

grafiche. Questi fenomeni sono tutti conseguenze di profondi cambiamenti sociali, economici e culturali e sono

manifestazione di nuovi modelli espressivi, tendenze stilistiche, etc.

Il più antico sistema grafico è quello cuneiforme, creato in Mesopotamia (forse dai Sumeri) verso la fine del IV millennio

a.c. e composto di ca. 2000 segni di natura sia ideografica sia fonetica. Era adoperata per fini amministrativi e contabili,

scritta su tavolette di argilla di piccole dimensioni; fu adottata per scrivere molte lingue, anche diverse fra loro. Subì due

modificazioni di grande rilievo: la prima fu dovuta alla tecnica esecutiva, basata sull’uso di un calamo vegetale appuntito

a forma di cuneo, che ridusse i segni a complessi tratti lineari verticali e orizzontali e di piccoli triangoli; la seconda (dopo

metà III millennio a.c.) modificò l’orientamento della scrittura, da verticale a orizzontale.

La scrittura latina subì una profonda metamorfosi tra II e III secolo d.c. sia per quanto riguarda i modelli scolastici sia

nell’uso quotidiano. Si formò un nuovo tipo di scrittura minuscola comune, diverso rispetto alla maiuscola utilizzata sino a

quel momento. Ciò cambiò il modo di leggere e di scrivere per tutti i secoli successivi sino ad oggi. Questo mutamento fu

di natura tecnica, ovvero la spinta a semplificare i tratteggi delle singole lettere.

L’introduzione e la diffusione della stampa a caratteri mobili nell’Europa occidentale dalla metà del XV secolo in poi,

causò altri mutamenti e adattamenti.

In Italia nel tardo 400 vi è una netta differenziazione fra greco e latino, entrambi sistemi grafici di stampo umanistico. Il

latino continuò la sua evoluzione verso forme minuscole tondeggianti e separate tra loro. Il greco venne utilizzato nella

stampa a Venezia per opera dell’editore e umanista Aldo Manuzio, nella sua forma corsiva, quella in uso fra i dotti e gli

scribi greci che si erano rifugiati in Italia dopo la caduta di Costantinopoli in mano ai Turchi nel 1453.

Fra 700 ed 800 la stampa fu causa della trasformazione dell’alfabeto latino, nacquero quindi forme neoclassiche che si

imposero in tutta Europa, poiché funzionali ad un gusto culturale e artistico generalizzato, tanto che finirono

coll’influenzare anche la segnaletica stradale.


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Lennyx

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali archivistici e librari
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2019-2020

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lennyx di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Paleografia latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Olivieri Antonio.

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