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Nella realtà egli riuscì solo a cogliere alcune particolarità di natura codicologica.

Possiamo infatti osservare alcune differenze:

Nel formato, più oblungo a Oxford;

Nel colore dell’inchiostro, più brillante nei manoscritti inglesi;

Nella composizione dei fascicoli;

Nella rigatura e nella presenza di fori preparatori;

Nella indicazione delle pecie;

Nella nota di correzione cor.

La littera Parisiensis è abbastanza riconoscibile per alcune caratteristiche generali, che

concordano con un formato medio del libro:

a. La scrittura è di modulo mediamente piccolo;

b. Spesso male allineata sul rigo;

c. Mostra rapidità di tracciato e un rispetto poco rigido per le regole tipiche

della textualis.

A Parigi durante il secolo XIII fu usata una textualis di modulo decisamente piccolo. A

differenza di quella precedentemente descritta essa appare:

1. Abbastanza ordinata, nonostante l’uso della penna a taglio obliquo;

Individuabile con certezza è la Bononiensis. Siamo informati su questa scrittura solo

dalla seconda metà del secolo XIII, dopo l’inizio della serie dei Memoriali del Comune che

inizia dal 1265. Tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV secolo fiorì una scuola

scrittoria per la quale i documenti attestano la dicitura di SCOLA SCRIBENDI. Le fasi

precedenti di questa scrittura si possono sicuramente rintracciare attraverso le scritture

notarili, che a Bologna esercitarono un ruolo determinante nella tipizzazione

universitaria. Essa fu usata non soltanto a Bologna, ma anche in tutta l’area emiliana,

esercitando un forte influsso anche a Padova.

DIFFUSIONE DELLA GOTICA

Albert Derolez ha provato a tratteggiare un quadro della scrittura medievale basato su

descrizioni morfologiche che misurino le lettere e descrivano determinati fenomeni.

Questo lavoro si è rivelato però non troppo risolutivo, perché trova il suo maggiore limite

nel presupposto che un manoscritto possa fornire indicazioni significative per l’area

geografica alla quale si riferisce: ma il tardo medioevo è un’età che vede un continuo

spostarsi di gente e di codici per cui è possibile che un copista nato ed educato in

una regione si trovi a svolgere la sua attività in un luogo completamente diverso.

Le forme della gotica vanno riunite in due grandi categorie:

1. Textualis dell’Europa centro-settentrionale: quelle più formali appaiono più

strette e slanciate, con tratti verticali grossi e quelli obliqui sempre sottili.

Hanno un certo rilievo le tecniche con cui viene eseguito l’attacco delle aste:

Inizialmente con l’aggiunta di un esile filetto in alto a sinistra;

Talora la biforcazione all’apice può assumere l’aspetto di un vero e proprio

sperone.

La presenza di filetti ornamentali diventa gradualmente sempre più massiccia e

comprende ogni possibile trattino di attacco o stacco. Nei secoli XIV e XV diventano più

frequenti elementi decorativi formati da filetti, ormai eseguiti in tutte le direzioni con la

tecnica della penna rovesciata. Gli elementi di maggiore interesse in quest’area sono:

A: Oeser ha contato 7 varianti di questa lettera. In linea di massima possiamo dire

o che nel XIII secolo l’apice della lettera si curva a sinistra e che a partire dal XIV

secolo tende a chiudere l’elemento superiore con la pancia.

D: delle due varianti viene usata quasi esclusivamente quella con asta inclinata;

o ciò avviene quando la d è doppia e la seconda dovrebbe di regola essere diritta,

questo per influsso dell’umanistica italiana.

G: le varianti di questa lettera sono molte e si distinguono per il numero dei tratti

o e per una diversa tendenza alla spigolosità e alla rotondità, ma in realtà possiamo

benissimo ricondurle soltanto a due modelli.

Dei segni abbreviativi: la nota tironiana per et è tagliata da una lineetta

o orizzontale, ma tagliata da due nel modello inglese.

2. Textualis dell’Europa meridionale e mediterranea: in quest’area dominano la

rotunda e il textus praescissus.

La scrittura appare più addolcita e distesa e la compressione verticale è sostituita da una

ampiezza delle forme, presentando tratti arrotondati nelle lettere:

B

o C

o D

o E

o H

o O

o P

o Q

o S di tipo maiuscolo.

o

È tipica del textus praescissus la tecnica di ritoccare la base dei tratti verticali in

modo che poggino sul rigo orizzontalmente, invece che in obliquo:

Le aste di f ed s diritta;

o Il primo elemento di h;

o Le prime due gambe di m e la prima di n;

o L’asta di r diritta;

o Il tratto verticale della nota tironiana et.

o


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze dell'antichità: archeologia, storia, letterature
SSD:
Docente: Pani Laura
Università: Udine - Uniud
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessicabortuzzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Paleografia latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Udine - Uniud o del prof Pani Laura.

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