Estratto del documento

Storia della paleografia

Paleo = antico, grafia = scrittura.

Seicento

Nel 1600 nasce la paleografia a sussidio degli studi di diplomatica con lo scopo di definire e datare i tipi di scrittura, verificare l’autenticità dei documenti manoscritti.

Atto di nascita si considera il De re diplomatica di Jean Mabillon, monaco benedettino della congregazione di san Mauro, che tenta per la prima volta una classificazione e datazione sistematica dei generi di scrittura.

Settecento

Nel 1700 Bernard de Montfaucon, monaco benedettino, pubblica Paleographia greca, opera che dà il nome alla scienza dando inizio allo studio sulle scritture greche.

Ottocento

Nel 1800 la paleografia conquista una più approfondita coscienza critica e le ricerche si orientano verso una localizzazione e una individuazione più precisa della scritture.

Francia: l’Ecole de Chartres nasce a Parigi, il cui maggior esponente è Leopold Delisle che studiò i caratteri del centro scrittorio di Tours.

L’Ecole pratique des Hautes Etudes nasce a Parigi, il cui maggior esponente è Emile Chatelain.

Novecento

Germania: Wattenbach trattò per primo scientificamente i caratteri esterni dei manoscritti.

Traube, fondatore della scuola di Monaco, mise in luce l’importanza della paleografia come componente della ricerca filologica.

Italia: i maggiori studiosi di paleografia sono Schiaparelli, Federici, Battelli e Cencetti.

Dopo la 2 guerra mondiale alcuni studi di Francia, Marichal e Mallon, hanno riproposto con un nuovo orientamento metodologia e la nomenclatura delle scritture e oggi la paleografia è considerata una scienza autonoma.

Definizione e scopi della paleografia

La paleografia è la disciplina che studia criticamente:

  • L’evoluzione delle scritture antiche manoscritte.
  • Le materie scrittorie e le tecniche adoperate per scrivere.
  • Scritture epigrafiche, epi = sovrapposta, come le iscrizioni su lapidi.
  • I papiri.
  • I codici.
  • I documenti pubblici e privati.
  • Le scritture private come i conti e le lettere.
  • Il processo di produzione delle testimonianze scritte nel loro svolgimento formale che prescinde dal contenuto, che è invece oggetto d’interesse di alcune scienze particolari come la diplomatica che studia formule e tipi di documenti.

Lo scopo della paleografia consiste nell’interpretare, capire:

1. Cosa c’è scritto attraverso una lettura critica-interpretativa del testo della testimonianza per mezzo di nozioni specifiche, come la conoscenza dei sistemi abbreviativi.

Si utilizzarono le abbreviazioni per:

Età romana

  • Le epigrafi, nelle quali era necessario usare le abbreviazioni visto che i caratteri erano di grandi dimensioni e creavano problemi di spazio. Le abbreviazioni erano utilizzate per i pronomi personali, le indicazioni di cariche, le formule sacrali e giuridiche, per mezzo del sistema del troncamento, l’indicazione delle prime lettere dei vocaboli come imp = imperatore; sigla, l’indicazione della prima lettera.
  • Tavolette cerate: anche sulle tavolette cerate sussistevano problemi di spazio, per sigla si utilizzavano abbreviazioni.
  • Papiro: i problemi di spazio erano minori e le abbreviazioni diminuiscono. Viene utilizzata una particolare estensione del troncamento effettuata scrivendo dopo la prima lettera della parola anche la prima sillaba seguente, come pp = perpetuo.
  • I libri manoscritti: conoscevano poche abbreviazioni, si utilizzava il troncamento e la sigla.

In età romana si venne elaborando una speciale scrittura tachigrafica, segni convenzionali, chiamata note tironiane, un sistema stenografico con un proprio alfabeto: l’insegnamento delle note faceva parte dell’insegnamento scolastico e il loro uso era diffuso nell’amministrazione.

Nacque anche un altro principio abbreviativo, quello della contrazione delle parole: si scriveva il principio e la fine.

Fra 2-5 sec d.C., nell’ambiente giuridico del mondo romano fu elaborato un sistema chiamato Notae Iuris, basato sul troncamento, sigle, notae tironiane, letterine soprascritte, contrazioni, abbreviazioni. Veniva utilizzato per i libri tecnici di giurisprudenza e scientifici.

Con le prime traduzioni greche dell’antico testamento dall’ebraico e con la traduzione dei Vangeli entra nell’uso abbreviare per contrazione il nome di Dio, Nomina Sacra, come Ds = Deus.

Il medioevo ereditò dall’età romana i sistemi abbreviativi di cui utilizzò soprattutto i 2 principi del troncamento e della contrazione; adoperò un differente sistema tachigrafico basato sulla corrispondenza di una determinata serie di segni alle sillabe, la tachigrafia sillabica.

Nel periodo del particolarismo grafico, alto Medioevo, il sistema abbreviativo fu adoperato con variazioni locali.

Il segno che indica la presenza di un’abbreviazione nei codici è una lineetta orizzontale soprascritta; nei documenti è un trattino ondulato obliquo o verticale.

Caratteri specifici ebbero soprattutto le abbreviazioni nei paesi nei quali si formarono scritture nazionali librarie canonizzate, come le abbreviazioni della scrittura insulare, dove alla base del processo di svolgimento grafico stanno espressioni librarie: le abbreviazioni utilizzate erano tratte dalle notae tironiane e dalle notae iuris.

Svilupparono estendendolo il sistema abbreviativo per contrazione e diffusero questo sistema nel continente.

In epoca carolingia il sistema abbreviativo si uniformò in tutto il territorio europeo.

Nel periodo gotico vennero utilizzate le notae tironiane e iuris-giuridiche, utilizzate soprattutto con la nascita delle università che portò a un forte aumento della produzione libraria.

Nell’Umanesimo il ritorno ai testi letterari di età carolina compiuto dagli umanisti fiorentini segnò un ritorno alla sobrietà abbreviativa: nei codici letterari in littera antiqua i compendi sono rari, mentre continuarono a essere usate nelle opere tecniche e col trionfo del carattere romano tondo nella stampa e delle scritture umanistiche nei manoscritti le abbreviazioni scomparvero quasi del tutto.

Battelli elaborò uno schema distinguendo le abbreviazioni a seconda dei segni alfabetici adoperati per indicarne la presenza:

  • Punto.
  • Lineetta soprascritta.
  • Lineetta ondulata spezzata obliqua.
  • Apostrofo.
  • Punto e virgola.
  • Segno soprascritto in forma di 2.
  • In forma di 3.
  • Letterina soprascritta.
  • Segno a forma di 7.
  • A forma di 9.

2. Datare: capire quando è stata scritta la testimonianza, il problema della datazione.

3. Localizzare: capire il luogo dove è stata scritta la testimonianza, il problema della localizzazione.

La conoscenza delle materie, degli strumenti e delle tecniche scrittorie sono importanti elementi critici perché permettono di comprendere la datazione e la localizzazione delle testimonianze, che sono informazioni importanti per lo studio della tradizione manoscritta di un testo perché attraverso esse si possono avere elementi per la ricostruzione dello stemma codicum, l’albero genealogico di un codice.

Sono solitamente presenti nelle iscrizioni e nei documenti, raramente sono indicate nei codici.

4. Capire come è stata scritta la testimonianza, cioè la tecnica di esecuzione.

5. Capire chi ha scritto la testimonianza: per capire chi ha scritto la testimonianza bisogna comprendere chi sapeva scrivere e come si sapeva scrivere dal punto di vista della tipologia della scrittura e del livello di abilità grafica.

6. Il motivo per cui è stata scritta una testimonianza: perché stabilire i fini e le funzioni che la scrittura aveva nella società.

Il rapporto tra forme grafiche e società è determinato da 2 fattori:

  • La diffusione sociale della scrittura intesa come capacità di scrivere.
  • La funzione che la scrittura assolve nella società.

Tutti questi elementi servono a ricavare dagli antichi manoscritti l’evoluzione dei segni alfabetici.

La scrittura

Alla base dello studio paleografico c’è la scrittura, che è un mezzo di comunicazione utilizzato dall’uomo per:

  • Registrare un pensiero.
  • Fissare il linguaggio.
  • Trasmettere un messaggio.

Mediante segni convenzionali che possono essere:

  • Simboli, come gli ideogrammi.
  • Segni figurati, come le scritture alfabetiche.
  • Interpretativi dei suoni.

Il termine scrittura in paleografia è adoperato anche per indicare tipi particolari di scritture all’interno del termine generale di scrittura latina, come la scrittura gotica.

Esistono tante paleografie quanti sono i tipi di scrittura, ma interessano il mondo occidentale la paleografia greca e latina.

La paleografia latina studia la storia della scrittura latina dalle origini nel 7 sec a.C.

Origini della scrittura latina

La Roma tra la monarchia e la repubblica, 7-6 sec a.C., era un ambiente culturale aperto al contatto con 2 grandi civiltà, etrusca e greca, in possesso di progredite scritture alfabetiche.

L’alfabeto latino non fu preso dai Greci ma dai vicini settentrionali dei latini, gli Etruschi.

La scrittura etrusca, legata ad un uso religioso e fissata in forme epigrafiche, ha influenzato la nascente scrittura latina costituendo la base di una scrittura usuale destinata all’epigrafia monumentale come all’uso corrente.

L’alfabeto etrusco viene adattato alla fonetica latina e assestato graficamente.

Nel corso del 7 sec a.C., infatti, i più antichi esempi di scrittura latina risalgono a questo periodo:

  • La lamina bronzea di Lavinio, che reca una dedica a Castore e Polluce, la cui scrittura è disposta da destra verso sinistra, come nella scrittura etrusca, in senso sinistrorso orientato a sinistra.

All’origine dell’invenzione di un sistema di scrittura vi sono 2 motivazioni:

  • La motivazione sacrale: scrittura nate per fissare testi di carattere sacrale di sussidio alle pratiche di culto.
  • La motivazione amministrativa: scritture nate per ovviare alla necessità di organizzare l’amministrazione di beni e per tramandare cognizioni tecniche utili.

A Roma si erano costituite 2 categorie sociali di utenti della scrittura:

  • La classe sacerdotale.
  • La classe gentilizia.

L’uso della scrittura era di diffusione sociale limitata e aveva una finalizzazione a scopo sacrale, ufficiale e celebrativo.

All’inizio del ‘500, periodo nel quale si diffonde la stampa a caratteri mobili in Europa occidentale.

Per scrittura latina s’intende la scrittura alfabetica basata sull’alfabeto latino indipendentemente dalla lingua di cui essa è stata espressione grafica.

Tipi di scrittura latina

La scrittura latina fu adoperata per la produzione di scritti di carattere documentario pubblico o privato.

La scrittura documentaria-cancelleresca è letta da specialisti: una scrittura di lettura più difficile perché non necessita di una forma canonizzata; infatti, al fine di imprimere al documento speciali caratteri di autenticità, rendendole più artificiose, creandogli uffici modificano le forme normali delle specifiche scritture cancelleresche destinate agli atti di una amministrazione.

La scrittura libraria-letteraria è impiegata nei codici per la diffusione del sapere che richiedono, quando si tratta di scrivere libri specie se destinati al commercio, una scrittura canonizzata per soddisfare il gusto estetico del pubblico.

Le forme normali non sono abbastanza chiare ed eleganti; le varie officine scrittorie cercano di regolarizzare, abbellire, calligrafizzare i modelli normali uniformandoli, creando una scrittura libraria canonizzata adoperata per libri destinati al commercio, alla scuola, sulle varie materie scrittorie: pietra, papiro, pergamena, carta.

Classificazione della scrittura latina

La scrittura latina viene tradizionalmente classificata nello studio paleografico in:

Scrittura maiuscola: scrittura il cui alfabeto è compreso in un sistema bilineare formato da 2 linee orizzontali parallele senza aste che le oltrepassino.

Scrittura minuscola: scrittura il cui alfabeto è compreso in un sistema quadrilineare.

Il sistema bilineare comprende solo il corpo delle lettere; occorrono altre 2 linee parallele per comprendere le aste, in modo tale che le linee interne comprendono il corpo della lettera, le linee esterne le aste discendenti e ascendenti delle lettere.

Secondo il Cencetti, la scrittura normale è la scrittura che rappresenta il modello ideale dei segni alfabetici che gli scriventi si fanno attraverso l’educazione scolastica e influenze culturali e estetiche.

La scrittura usuale è scrittura adoperata dagli scriventi quotidianamente; tende alla rapidità dell’esecuzione e alla semplificazione dei tratti.

La scrittura elementare di base è scrittura insegnata nella scuola elementare, è la scrittura tipica dei semialfabeti.

Il processo grafico è il risultato della costanza di elementi comuni delle scritture individuali.

La scrittura usuale è sempre aperta alle influenze delle tendenze grafiche, a quei fattori dovuti a motivi estetici e a ragioni materiali, come l’uso di un determinato strumento o materiale scrittorio; quando queste tendenze diventano comuni a tutti gli scriventi divengono tipiche, alterano il modello normale-ideale delle lettere e portano alla modificazione dei caratteri della scrittura usuale.

Questa evoluzione della scrittura costituisce lo svolgimento storico della scrittura, il processo grafico che rappresenta una continua mediazione tra forme usuali in perpetuo svolgimento e i modelli normali.

Se le scritture elaborate sia in campo documentario che librario soddisfano le esigenze dalle cui forme e le regole scrittorie realizzate si fissano in canoni obbligatoriamente seguiti e nascono scritture canonizzate distinte dalle usuali sempre in via di svolgimento, ma quando la scrittura usuale si è evoluta tanto da far apparire inadeguate le scritture canonizzate, il processo grafico ricomincia e abbandonate le vecchie scritture canonizzate dalla normale se ne creano nuove che le sostituiscono.

Terminologia dell’analisi paleografica

Il paleografo adopera nello studio delle caratteristiche di una scrittura degli elementi d’analisi basati sulla struttura dei segni.

Disegno o forma: l’aspetto esteriore della lettera che può apparire in diverse forme, lettera D, d.

Modulo: le dimensioni della lettera.

Ductus: il modo di tracciare le lettere.

Il ductus posato: la scrittura è dritta, non presenta inclinazione, ha pochi legamenti; una scrittura lenta, accurata, che risponde al modello canonizzato, è una scrittura libraria.

Il ductus corsivo: la scrittura corsiva è ricca di legamenti, è inclinata; una scrittura veloce, una scrittura cancelleresca.

Angolo di scrittura: la posizione nella quale si scrive.

Tratteggio: il numero, l’ordine di successione e la direzione nella quale sono eseguiti i singoli tratti.

Peso: indica la natura spessa o sottile dei tratti.

Il tratteggio pesante è caratterizzato da forti contrasti tra tratti grossi e sottili.

Il tratteggio leggero è privo di netti contrasti.

Legatura: è il collegamento spontaneo che lega le lettere tra loro, frequenti nelle scritture corsive.

Nesso: si ha un nesso quando 2 lettere hanno in comune almeno un tratto, fusioni volute a fini ornamentali.

Le forme per i dittonghi latini ae, oe.

Epoca romana

La scrittura latina affonda le sue origini nella scrittura epigrafica.

Le prime testimonianze in lingua latina ci sono pervenute su materiali duri: pietra, marmi, vasi di terracotta. La scrittura era realizzata tramite:

  • Incisione con lo scalpello.
  • A sgraffio con lo stilo, un’asticciola di metallo o osso appuntita da una parte e schiacciata in forma di spatola dall’altra, che serviva anche da raschietto per eradere il testo già scritto.

Tecniche che producevano un aspetto epigrafico, eseguite da un disegnatore di lettere, l’ordinator, che disegnava il modello.

Le iscrizioni su pietra o marmo: lapicida, fornendo una guida per il spesso analfabeta che incideva le iscrizioni con lo scalpello.

Pompei: comune l’uso di scrivere a sgraffio con lo stilo sull’intonaco dei muri, esempio di scritture usuali.

Le tavolette di legno duro cerate

Le tavolette di legno duro cerate: una delle materie scrittorie largamente adoperate nel mondo greco-romano, preparate in modo da ricevere la scrittura e riunite in modo da formare piccoli libretti, dittici, trittici, polittici.

La maggior parte degli esemplari superstiti è costituita da tavolette ricoperte di gomma lacca fusa su cui si scriveva a sgraffio appunti, conti, lettere.

Utilizzate per scrivere, pervenuteci sono le tavolette in origine cerate d.C.

I 5 più importanti gruppi di tavolette latine:

  • Pompeiane.
  • Ercolanensi.
  • Daciche, che rappresentano un esempio di capitale corsiva con legature, scritta a sgraffio.
  • Egiziane.
  • Algerine, non sono cerate ma scritte ad inchiostro con il calamo sul legno.

I libri

I libri: in epoca romana i libri in origine erano prodotti nella casa di chi voleva procurarseli, ma poi divenne frequente il ricorso alla produzione artigiana di librai di bottega, che avevano una produzione artigiana di artigiani-editori.

Questi artigiani-editori erano attrezzati per la produzione contemporanea di più copie della medesima opera scritta sotto dettatura da molti amanuensi detti antiquarii, che oltre che copiare riparavano anche i codici.

I libri erano scritti su papiro, i libri e i documenti pubblici e privati importanti.

Nel mondo greco e romano venivano scritti a inchiostro su papiro e avevano forma di volumen, di rotolo da svolgere orizzontalmente.

La lunghezza del rotoli formati incollando più strisce di papiro non poteva essere eccessiva, infatti gli autori antichi dividevano le proprie opere in libri corrispondenti a un volumen.

Sul papiro si scriveva con il calamo o la penna di volatile.

La scrittura era ordinata in colonne composte da un determinato numero di righe con una lunghezza fissa; il recto era la faccia del foglio ove la scrittura procedeva parallela alla fibra, il rotolo era scritto solo sul recto; il verso era l’opposta.

Il testo cominciava con una riga in caratteri più grandi in inchiostro rosso con la dizione e il titolo, incipit; alla fine un&rs

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 36
Lezioni, Paleografia latina Pag. 1 Lezioni, Paleografia latina Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Paleografia latina Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Paleografia latina Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Paleografia latina Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Paleografia latina Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Paleografia latina Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Paleografia latina Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Paleografia latina Pag. 36
1 su 36
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/09 Paleografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elora09 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Paleografia latina e diplomatica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Modesti Maddalena.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community