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Capitolo 1

Caratteristiche dei sistemi politici dell'Est Europa

  1. Egemoni e sinistra di partiti ex-comunisti
  2. Organizzazione pluralistà
  3. Fluidità alleanze interpartitiche: sistemi flessibili

Modello Rokkan/Lipset

B.P. uso modello Rokkan/Lipset di lungo periodo: variabili socio-economici, cleavages. In Repubblica Ceca le forze omologhe si trasformano in partiti conservatori e sostengono stabilismo. In Ungheria no: massimo apatia. Perché altri paesi? (Bulgaria, Romania, Slovacchia, Polonia) no?

  1. 1o Gruppo: Paesi che hanno conseguito buona democratizzazione (Ungheria, Repubblica Ceca, più o meno Polonia)
  2. 2o Gruppo: Democratizzazioni più lente ed influenzate da elite ex-comuniste (Bulgaria, Romania, Slovacchia, Albania, Croazia, Serbia)

Fattori di consolidamento politico

  1. Storico-culturali: dominio sovietico, ma formazione di una burocrazia efficiente e di una classe intermedia è importante.

Fra le due guerre questi paesi hanno fatto importanti esperienze democratiche. Pessimismo ottomano ha...

Capitolo 1

Caratteristiche dei sistemi partitici dell'Est Europa

  1. Egemonia e sinistra di partiti ex-comunisti
  2. Organizzazioni ombrello
  3. Fluidità alleanze interpartitiche, sistemi fusione etc

Modello Rokkan/Lipset

Uso modello Rokkan/Lipset di lungo periodo. In Repubblica Ceca le funzioni ombrello si trasformano in partiti conservatori e sostengono stabilismo. In Ungheria massimo apatia. Perché altri paesi (Bulgaria, Roma, Slovacchia, Polonia) no?

  1. 1o Gruppo: Paesi che hanno conseguito buona democratizzazione (Ungheria, Repubblica Ceca, più o meno Polonia)
  2. 2o Gruppo: Democratizzazioni più lente ed influenzate da elite ex-comuniste (Bulgaria, Romania, Slovacchia, Albania, Serbia)

Fattori influenzanti il consolidamento partitico

  1. Storico-culturali: dominio asburgico che favorisce formazione di una burocrazia efficiente e di una classe intermedia, l'intelligentsia.

Fra le due guerre questi paesi hanno fatto importanti esperienze democratiche. Dominio ottomano ha eliminato aristocrazie autoctone, accettato industriali: residuare l'armonia del mondo rurale, mentalità comunitaria, collettivistica. Rifiuto del "conflitto", non competizione, annullamento, potere personalistico.

Fattori socio-economici e politici

  1. Socio-economico: sviluppo industriale in Rivoluzione Città e relativo sviluppo di ingegneria. Altri paesi, ritardografici.
  2. Politici: rimase forte la fortuna città: campagna piuttosto che capitale leva Stato-Cinese isolin Plemi e autori per.

Eredità istituzionali

  1. Comunismo patrimoniale coerenza continuamente in scia tra élite che tra base legami clientelari, potere personal-familiare; transizioni fallite da vecchia élite verso modelli peri-duralici con deboli formazioni di centro-destra (Bulgaria, Romania)
  2. Nazional-consensuale forte mobilitazione mondiale maggiore apertura e discorso; riforme prima crollo regime comunista può aver individuato demografi liberali/socialdemocratici (Polonia, Ungheria)
  3. Burocratico autoritario: ortodossia comunista che impedisce liberando antiche fratture (Cecoslovacchia)

Altri fattori importanti dell'eredità

Precedenti esperienze democratiche e loro durata, presenza di un'economia di mercato e di una società civile e di una società politica autonome, modalità di estinzione del regime non-democratico. Anche forma di governo prescelto è importante: presidenzialismo e semi rafforzano élite e comunità, impediscono consolidamento partito e destra.

Aspetti dei sistemi partitici post-sovietici

  1. Organizzazioni Ombrello possono approfondare o trasformare (Repubblica Ceca e Slovacchia), varia ruolo delle leadership; pervasiva stabile (Bulgaria) e instabile (Romania e Polonia)
  2. Volatilità Elettorale: finite le organizzazioni ombrello nuovi partiti muovono spesso radicamenti sociali. Solo Ungheria e Repubblica Ceca riducono volatilità
  3. Relazione tra permanenza delle organizzazioni ombrello e instabilità del sistema partitico.

Organizzazioni Ombrello sono un effetto e non la causa delle instabilità partitiche!

Capitolo 2

Tesi Centrale

Instabilità post-1988 è da ricercare nella presenza/assenza di fratture di cleavages negli anni '80. Freezing Proposition di Rokkan nelle variate soft che guarda alla continuità delle fratture e non dei partiti: questo non per il lungo lasso di tempo intercorso ma per la frattura che è divenuta socio-economica più che clevistica.

Considerazioni

  1. La presenza dei partiti comunisti negli anni '30 non presuppone fratture di cleve se non è accompagnata da polarizzazione sociale e istituzionalizzazione.
  2. Il rafforzamento dei comunisti nelle guerre e gli anni '80 fu fenomeno sovietico ma delle fratture di cleve.
  3. La presenza di formazioni ex-comuniste nel post-'89 non è indicatore sufficiente di fratture socio-economiche.

Concetto di Frattura

[Bartolini, Mair] Concetto di fratture ha due componenti:

  • Strutturale: - Divisional Component, differenziazione tra gruppi sociali - Conflictual Component, consapevolezza della differenziazione - Organizational Component, capacità di organizzazione per tutelare interessi del gruppo.
  • Sostanziale: natura delle fratture può essere - Sociale - Politica.

Nei paesi in cui le fratture di classe non hanno mai avuto effetto a livello sistemico, la competizione pratica ha assunto una forma duplicizzata (USA) o trasversale (est Europa).

Come rilevare la frattura?

[Bartolini] 3 dimensioni:

  • Empirica: elettorati e coalizioni socio-istituzionali
  • Normativa: insieme di valori
  • Organizzativa: presenza organizzazioni statali.

- ANNI '30: livelli industrializzazione, urbanizzazione, consenso dove grevi e capaci a mobilitazione di partiti e sindacati. Dim. normative trasversale.

- ANNI '90: tipo di competizione politica (socio-economica, etnica e popolare) [Evans - Whitefield]. 80%: diverso per i liberali e socialdemocratici, comunismo & meccanica bipolare precorano patti ex-comunisti.

Capitolo 3

Competizione e conflitti

"Non tutti i conflitti si trasformano in conflitti organizzati". Solo in Cecoslovacchia ed Ungheria alla fine degli anni '30 il PIL industriale supera quello agricolo (18% agr, 45% ind; 30% agr, 33% ind) mentre in Polonia e Romania è leggermente inferiore. Bulgaria sta ancora a 50-14 e fa pure agricoltura.

Sono soprattutto Boemia e Moravia, mentre Slovacchia e Rutenia pippe. Anche surplus agricolo conforma sviluppo in Cecoslovacchia (Boemia e Moravia soprattutto) e controbilancia altri paesi.

Urbanizzazione e lavoro

Urbanizzazione Cecoslovacchia vicina a livelli danesi. Ungheria un po' meno, oltre molti livelli (72-38%). Percentuale lavoratori nell'industria: Cecoslovacchia nel 30-34 sto e 34%; Ungheria 23% e Polonia 13%, etc... oltre al 10%.

Condizioni per l'affermazione del ceto agricolo

Condizioni per l'affermazione del ceto agricolo pacifico si sono verificate negli anni '30 solo in Cecoslovacchia ed Ungheria. Rimozione normativa. Alfabetizzazione buona ai livelli nordici in Ungheria e Cecoslovacchia. La Polonia vicino all'Italia fascista, Romania e Belgio, molto alti.

La partecipazione agli scioperi è difficile da analizzare. Scontri e proteste vi furono in tutti i paesi, spesso represse brutalmente. In Cecoslovacchia ed Ungheria si ebbero nel primo dopoguerra non e minori successi ed ottenne buoni risultati coi che fu più calmo. Altrove non diminuisce molto.

Dimensione organizzativa

Risultati elettorali. In Cecoslovacchia grande presenza partiti socialisti dai quali non scendono mai oltre 26% fino 1940-1940, Ungheria PS non va oltre 20-12% e Romania scarso o nulla presenza precisa; in Bulgaria invece buona affermazione dei comunisti 12% nel 1931, prob per influenza cultura URSS. Ungheria e Bulgaria non in linea.

Lo stesso causa post elettorale falciato sono rappresentate parti e governativo secondo due forte fratture città/campagna ma anche forte Pc.

Numero di iscritti e partiti socio-comunisti (1938-1944): Cecoslovacchia 200.000 PS, 150.000 PC. Ungheria 120.000 e 35.000, Polonia 500, 2000. Bulgaria PC 6000. Romania 5000. Da dire che in Polonia, Romania e Bulgaria erano fuori legge e repressi, clamorissimo.

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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Processi di democratizzazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Grilli di Cortona Pietro.
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