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Letteratura e cultura tedesca pt.1

Materiale esame: Periodizzazione della letteratura tedesca

750-1400: Literalter

1. Letteratura alta - Mittelalter (Medioevo)

In quest’intervallo di tempo si ascrivono diverse fasi relative ai diversi sottogruppi di Medioevo. La nascita della letteratura tedesca è attribuita al 750 e si colloca nel Frühmittelalter (Alto Medioevo o Premedioevo) [750-1170 ca], poiché i primi documenti dell'alto tedesco antico risalgono all'VIII secolo. Tuttavia, si tratta di un’origine “convenzionale” poiché già prima vi era una sorta di tedesco. La letteratura di questo periodo è di diffusione in gran parte orale e, per questo, per la maggior parte perduta. Il Kulturzentrum del periodo erano i monasteri, poiché qui i monaci traducevano le preghiere, e le literarische Gattungen del periodo erano le traduzioni e la prosa, ma anche glossari volti a diffondere e standardizzare una lingua unitaria.

La figura di spicco del periodo è senz’altro Karl der Große (Carlo Magno). La nascita della letteratura tedesca è infatti connessa con la sua politica culturale, volta all’ottenimento di una omogeneità religiosa di stampo cristiano in quell’impero universale che voleva richiamare in vita, così vasto e fatto di popoli diversi per origine, storia e cultura. Il primo passo di questa politica culturale era senz’altro la distruzione del paganesimo germanico.

In questo periodo si vedeva la diffusione di formule magiche di vario tipo nell’Admontio Generalis tedesco. Tale politica è espressa da Carlo Magno (789) che si presenta come un programma di educazione per i sudditi del futuro impero: ne affida la realizzazione all’anglosassone Alcuino, promotore non solo di una delle culture più forti del mondo germanico del VII sec., ossia quella anglosassone, ma soprattutto erede della riforma iniziata da Beda Venerabilis, ispirazione per Karl, poiché aveva lo scopo di restaurare quel latino di imitazione classica (come lingua ufficiale del culto cattolico) poiché nei monasteri benedettini in Irlanda (tra il V e il VII sec., l’Irlanda rappresentò infatti la prima area occidentale esterna all’impero romano nella quale venne adottato il monachesimo, tra cui quello benedettino; ciò rappresentò l’inizio del Cattolicesimo che comportò, di conseguenza, l’avvento delle scritture cristiane e quindi del Latino nell’Old English, latino che diede fortemente forma alla cultura anglosassone), si vide, forse per la lontananza dai centri della vita cattolica, un impiego di forme di culto e di lingua latina lontani dall’ortodossia cristiana vera e propria, un’ortodossia più che altro di stampo celtico e una lingua latina libera e poco rispettosa di quelle strutture di latino. Il fine della politica carolingia di Carlo Magno era di tipo propagandistico – educativo.

Das Hochmittelalter (Basso Medioevo) [1170-1302 ca]

Dopo il fallimento della dinastia carolingia e del programma, si assiste alla fine della produzione letteraria di argomento religioso a fine propagandistico e si giunge nel X secolo ad una letteratura chiusa nei conventi e fine a questi, priva di collegamento con la realtà esterna e col pubblico popolare che affollava le chiese ma riservata esclusivamente ai dotti, tant’è che si scriveva esclusivamente in latino classico, raramente volgare.

Dall’XI secolo in poi si assiste ad una transizione: si vede un periodo caratterizzato da un’immagine di dama nobile di nascita e di sentimenti, di idealizzazione della donna come oggetto di desiderio irraggiungibile e di venerazione a cui l’uomo (proiezione mondana, quindi, della concezione mistica secondo cui a Dio tutto è dovuto ma da Dio nulla è dovuto) è devoto e dalla nascita della figura del cavaliere. Tutto ciò si riflette nella letteratura del periodo, analoga relativamente a quella del IX sec. (Früemittelalter) poiché anche dopo tre secoli si assiste alla partecipazione del potere religioso in una elaborazione utopica della realtà medievale, fatta di cavalieri, dame idilliache, una chiesa senza pecche che si presenta come la realizzazione del regno divino in terra.

Tale letteratura è prodotta nella corte e per la corte, per questo questa età è conosciuta come l'età cortese, in un periodo storico-politico in cui in Germania si assiste al regno di Federico I di Svevia, la cui corte rappresentò il modello a cui tutte le altre cercarono di ispirarsi. La letteratura di questo periodo venne rappresentata da scrittori che si ispiravano alla figura del cavaliere nobile (riflesso di un’ideologia religiosa di matrice mistica in Miles Christi quanto ossia soldato di Cristo che serviva Dio anche con le armi e disposto a morire per la difesa della fede cristiana e, inoltre, devoto alla dama) nella realizzazione dei poemi-romanzi cortesi eroici (letteratura cortese) in cui le avventure degli eroi si svolgevano tra la selva (mondo del mistero) e la corte (centro del vivere civile).

In questo periodo si sviluppa, inoltre, la letteratura “giullaresca”, di carattere popolare, parallelo alla letteratura cortese, prodotta dal cosiddetto “Spielmann”, figura simile al moderno cantastorie. Essa è caratterizzata da un linguaggio realistico e da una ricerca d’effetto, caratteristiche che giungono poi nel XIII secolo anche nel romanzo cortese che subisce un “involgarimento” come risultato di quella decadenza delle corti feudali a causa del prevalere della borghesia cittadina. Alla tradizione giullaresca si ascrive infatti uno dei più grandi poemi della letteratura tedesca ossia il Nibelungenlied (Canzone dei Nibelunghi):

Esso, essendo un poema, è quindi in versi, ma nonostante ciò si può leggere come se fosse un romanzo, ha quindi uno stile prosastico; inoltre, a quanto detto prima si discosta dallo standard di poemi eroici cortesi per la totale assenza dell’ideologia cortese che domina la produzione del secolo di letteratura cortese, per l’assenza di utopia poiché si presenta come un poema basato su temi eroici germanici precristiani, che narra vicende storiche realmente accadute tra il V e il VI secolo e per il linguaggio e lo stile epico-arcaicizzante. È un’opera anonima, in quanto giullare, ma vi sono dubbi circa l’anonimia e la giullarità per diversi motivi: sebbene si allontani dall’ideologia utopica cortese poiché si presenta come un poema epico, vi sono interminabili descrizioni minuziose della vita cortese per cui si suppone che fosse scritta da qualcuno che apparteneva alla corte, conoscendola (si suppone, infatti, che sia stato scritto da un vescovo di Passau, tra la Germania e l’Austria), inoltre l’ipotesi che non sia un’opera giullaresca e anonima è smentita dal fatto che vi è una corrispondenza tra una serie di citazioni del Parzival e un’altra ossia il Nibelungenlied. Ciò vuole dire che non solo sono due opere contemporanee ma anche che i rispettivi autori conoscevano l’opera dell’uno e dell’altro a mano a mano che veniva resa pubblica attraverso le letture di cortesi e quindi l’ipotetico autore, probabilmente, era qualcuno di corte. Il poema è scritto in lingua medio alto tedesca ed è suddiviso in 39 episodi, chiamati anche avventure (avventure in quanto Hellen e Volks epos) per un totale di 2379 quartine di versi lunghi a rima baciata.

Nibelungenlied

Trama: I Nibelunghi (nome germanico) sono una stirpe mitologica di nani che viveva sotto terra e conosceva i segreti della fusione del ferro. Secondo il Nibelungenlied, tale popolo era detentore di un vastissimo tesoro, in seguito conquistato dall'eroe Sigfrido. La vicenda del canto dei Nibelunghi ha inizio quando il giovane re Sigfrido, figlio del re della regione del basso Reno, parte per impossessarsi dell'immenso tesoro dei Nibelunghi, una stirpe di nani che vive sotto terra e conosce i segreti della fusione del ferro.

Nel corso della sua impresa Sigfrido sottrae al nano Alberico un cappuccio magico che lo rende invisibile e gli dà la forza di dodici guerrieri, uccide il drago Fafnir e si bagna nel suo sangue diventando quasi completamente invulnerabile, tranne in un punto tra le scapole dove si è posata una foglia. Conquistato il tesoro dei Nibelunghi, Sigfrido giunge alla corte dei Burgundi (nella città di Worms, lungo il corso del fiume Reno), dove cerca di ottenere la mano di Crimilde, la bella sorella del re Gunther. Per raggiungere il suo scopo promette a Gunther di aiutarlo a conquistare la crudele regina d'Islanda Brunilde, che sottopone i suoi pretendenti a terribili prove di forza e di coraggio. Durante il torneo Sigfrido si rende invisibile e sconfigge Brunilde, costringendola a sposare Gunther che crede il vero vincitore della sfida. Grazie alla sua impresa anche Sigfrido può sposare Crimilde e tornare con lei nella sua terra.

Trascorsi dieci anni, le due coppie si ritrovano, ma nel corso di una violenta lite Crimilde rivela a Brunilde l'inganno che si cela dietro le sue nozze, suscitando in lei un furioso spirito di vendetta. L'odio nei confronti di Sigfrido dilaga e coinvolge anche Gunther, che vuole eliminare l'antico alleato per impadronirsi del suo tesoro; quando il vassallo Hagen scopre il suo punto debole Sigfrido viene ucciso e i due rubano il tesoro dei Nibelunghi, nascondendolo nel letto del fiume Reno. Rimasta vedova, Crimilde accetta di sposare il re degli unni Etzel (Attila) ma non riesce a vendicare la morte del primo marito; dodici anni dopo, in occasione della nascita del primogenito, invita i Burgundi alla sua corte e durante i festeggiamenti li fa sterminare tutti. Solo Hagen e Gunther vengono risparmiati e sono condotti da Crimilde che, dopo aver fatto decapitare il fratello, chiede ad Hagen di svelarle il luogo dove è nascosto il tesoro. Al suo rifiuto, Crimilde decapita Hagen con la spada di Sigfrido, ma viene uccisa a sua volta da Ildebrando, un maestro d'armi degli Unni indignato dalla crudeltà della donna: la conclusione del poema realizza un'antica profezia secondo cui l'oro dei Nibelunghi è maledetto e procura morte e rovina a chi cerca di possederlo.

L’età cortese vede, infine, lo sviluppo del Minnesang, ossia la lirica-poesia d'amore contemporanea al romanzo cortese e opera, spesso, degli stessi autori (minnesange, dal latino “minne”, accompagnate da musica, si dividevano in hohe Minne e nieder Minne: la minne alta è una poesia cantata e racconta l'amore cortese che si realizza e cantato tra un uomo e una donna, la minne bassa è invece l'amore che viene rifiutato dalla donna per cui irrealizzabile). È una letteratura di società, scritta per essere recitata a corte con un accompagnamento musicale. Così come il romanzo cortese, la poesia d’amore non inventa ma rappresenta anch’esso il rapporto tra cavaliere e dama, rispecchiante il rapporto tra uomo e Dio, un rapporto di totale devozione da parte del primo, devozione che non chiede mercede cioè retribuzione ma di sé stesso s’appaga.

I literarische Gattungen del periodo sono quindi hoefische Romane (romanzi di corte), Heldenepos (poema eroico), e Minnelyrik/Minnesang. Due scrittori di questa età da ricordare sono Hartmann von Aue (1160-1220 ca) che è iniziatore del romanzo epico di corte (die hofische Epos) in versi e Walther von der Vogelwide per le minnesange in cui introduce una profonda innovazione nelle tematiche poiché con lui cadono temi consueti quali la servitù d’amore, la fedeltà da parte dell’uomo nei confronti della donna e inoltre con lui il minnesang inizia ad accogliere temi più reali (per esempio l’amore per la nobile signora viene soppiantato dall’amore per l’umile fanciulla); con lui, inoltre, ha ampio spazio anche la politica poiché egli riflette anche su fatti di storia a lui contemporanea ed è questo suo spaziare che lo contraddistingue dagli altri minnesanger.

Das Spaetmittelalter (Tardo Medioevo) [1250-1400 ca]

L’età storica di trasformazione poiché le corti feudali perdono importanza e i centri dell’attività produttiva, economica e culturale (Kulturzentrum) divengono le città (die Staedte) mentre le campagne e l’agricoltura si limitano ad essere subordinati mezzi di mantenimento della popolazione urbana. Tutto ciò sfocia in una scomparsa della cultura di corte e la letteratura non è più risultato del “piacere di narrare” bensì è, adesso, di intento didattico-moralistico (un po’ come la letteratura giullaresca del periodo precedente e tutta quella letteratura che si sottrasse all’influenza del mondo cortese). Nelle città si scrivono canti popolari composti da cantori, alterandosi nella forma e nel contenuto attraverso la trasmissione orale, acquistavano l'impronta di una comunità o gruppo sociale, in cui il popolo si rispecchiava, nonostante fosse difficile in quanto la Germania era divisa in molti staterelli con molti dialetti (l'unità si avrà solo nel 1617).

Si assiste alla prevalenza della cultura borghese su quella cortese anche nella letteratura (infatti si vede un’opposizione tra minnesang prodotto cortese e meistersang prodotto borghese). In questo periodo gioca, però, un ruolo fondamentale la religione per il contributo letterario dei mistici e predicatori: la loro diffusione è legata alla nascita nel ‘200 degli ordini religiosi dei francescani e domenicani i quali viaggiavano da una città all’altra per portare nelle chiese e nelle piazze il loro insegnamento catechetico, molto spicciolo e lontano dalla teologia e dal pensiero filosofico religioso, che sottolineava i concetti moralistici di povertà, penitenza, ricerca spirituale, devozione ed era rivolto agli umili abitanti delle città, per questo motivo prendono il nome di “uomini della penitenza”. I due ordini erano stati approvati dalla Chiesa con intento di opposizione alle eresie contemporanee, rappresentavano la faccia umana dell’Inquisizione (l'istituzione ecclesiastica fondata dalla Chiesa cattolica per indagare, mediante un apposito tribunale, i sostenitori di teorie considerate contrarie all'ortodossia cattolica).

Le predicazioni di costoro, in Germania, di certo non lasciarono però più di tante tracce letterarie poiché il loro scopo era più di affascinare e terrorizzare che dialettico-letterario- al massimo si scrivono per esempio drammi sulla passione di Cristo; la missione dei predicatori ha un risultato linguistico più che letterario: essi, spostandosi da un capo all’altro della Germania, profondamente divisa in Hochdeutsch al Sud e Niederdeutsch al Nord, dovevano trovare un compromesso tra le due lingue in modo tale da essere compresi, per cui adottarono un linguaggio e vocabolario “misto”. Per questo l’attività dei predicatori fu la prima a varcare il saldo confine della divisione linguistica tedesca ed è stata un elemento importante per l’unificazione linguistica. In sintesi, i literarische Gattungen del periodo sono quindi Drama (Passionspiele drammi) e Volkslieder (canti popolari).

1400-1600: Humanismus und Reformation

2. Umanesimo e Riforma

Dallo Spaetmittelalter in poi la cultura, e quindi la letteratura, non ha più centri definiti come nei secoli precedenti erano la corte e il convento ma tutto è circoscritto all’anonima e vasta borghesia cittadina, sia in termini di produttori che di destinatari. Nel XV secolo vediamo la diffusione dell’Humanismus: esso è frutto italiano e i principi fondamentali di questo (la rivalutazione del valore e dignità dell'uomo e l’individuo in sé, la cui concezione transita da entità facente parte di qualcosa ad entità centrale, a sé stante, dotata di autonomia della ragione e volontà, artefice ed arbitro di se stesso, quest’autonomia non è a priori ma bisogna accedervi attraverso la cultura e l’educazione, per questo in questo periodo si diffondono nuove scuole e si ha una rivalutazione del latino e greco), confluire nel mondo germanico ed essere assimilati da questo ma con la sostanziale differenza che, mentre in Italia i principi fondamentali sono arrivati al popolo attraverso opere plastiche e, soprattutto in volgare, che facevano sì che questi valori giungessero al popolo, la letteratura umanista tedesca è, invece, iniziativa di letterati isolati (che richiamano per qualche aspetto la figura dei chierici vaganti individualisti, indipendenti, satirici, fortemente acculturati - dotti), per cui questi rimangono nella cerchia dei dotti e intellettuali, circoscritto tra coloro che parlavano latino e il popolo, di conseguenza, ne rimane fuori. I letterati del periodo sono prevalentemente prosatori.

L’originalità dell’Umanesimo tedesco è il suo confluire nelle tematiche e nei discorsi religiosi: si svilupparono, in tutto il 400, delle correnti di rinnovamento spirituale come, ad esempio, la devotio moderna che sfocerà poi nell’erasmismo. I maggiori esponenti dell’Umanesimo tedesco sono:

  • Erasmo da Rotterdam: È considerato il massimo umanista del mondo germanico. Era olandese ma fu attivo per lo più nella cultura tedesca. Erasmo venne influenzato nella sua formazione dal movimento religioso della Devotio moderna (che significa letteralmente "Devozione moderna").
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/13 Letteratura tedesca

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