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Nuovi lavori, nuovo welfare I parte- Paci Appunti scolastici Premium

Questo appunto è un riassunto del testo Nuovi lavori, nuovo welfare, utilizzato nel corso Sociologia dell'organizzazione tenuto dalla prof.ssa Pompili Pagliari. Nella prima parte vengono trattati i seguenti argomenti: il processo storico di individualizzazione; la crisi del sistema di welfare fordista; l’affermazione del... Vedi di più

Esame di SOCIOLOGIA DELL’ORGANIZZAZIONE docente Prof. M. Pompili Pagliari

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NUOVI LAVORI, NUOVO WELFARE

INTRODUZIONE

PERCHE’ BISOGNA PRENDERE L’INDUSTRIALIZZAZIONE SUL SERIO.

-

Le nostre società sono interessate da trasformazioni. Per quanto riguarda:

PARS DESTRUENS: negli anni ’70 ci sono state difficoltà che hanno investito il

mantenimento della piena occupazione e del welfare state; sono stati analizzati i processi

che hanno portato alla crescita della disoccupazione e della precarietà del lavoro.

PARS COSTRUENS: delle interpretazioni, risulta carente. Nella lotta tra stato sociale e

mercato, quest’ultimo sembra aver segnato un vantaggio: la rivincita del mercato inizia

con la mondializzazione degli scambi e prosegue con l’applicazione alla produzione delle

nuove tecnologie e con la flessibilizzazione dei rapporti di lavoro; procede, poi, con le

delocalizzazioni produttive e si conclude con la riduzione delle entrate contributive.

MISURE DI WORKFARE: si è visto un ritorno al mercato, sia per la produzione della

spesa sociale, sia per l’indebitamento dello status del disoccupato nei confronti della

pubblica amministrazione.

CONSEGUENZE NEGATIVE: dell’enfasi di mercato nella valutazione dei processi di

individualizzazione, si manifestano come ricerca da parte dell’individuo di autonomia e

realizzazione di sé.

BECK: propone di sviluppare un’analisi visionaria ma non fittizia, dove la visione della

società non è una semplice estensione del passato, ma una visione non fiction, perché

fondata su tutti i dati a disposizione.

Per comprendere il cambiamento in atto si deve analizzare il processo di

industrializzazione, il quale è un processo storico di affrancamento o emancipazione

dell’individuo dalle forme obbligate di appartenenza.

La proclamazione dei diritti individuali nelle leggi e nella costituzione europea è rimasta

un fatto formale, usufruito dai cittadini borghesi sulla base della loro condizione di

proprietari, e dai lavoratori organizzati, sulla base della loro appartenenza a forme

collettive di aggregazione. 1

NASCITA DELLA SOCIETA’ ATTIVA.

-

La questione normativa si può affrontare attraverso l’idea di un’individuazione, intesa

come tensione progressiva verso la realizzazione di una libertà sostanziale dell’individuo.

PRIMO PASSO: è quello di mostrare le contraddizioni che e esistono tra il sistema di

welfare nelle tre istituzioni principali e la spinta che proviene nel processo di

individualizzazione.

FAMIGLIA NUCLEARE MODERNA: è stata arroccata attorno al modello del mate

breadwinner, dove le donne e i figli non sono padroni delle proprie vite e, in cambio di una

sicurezza economica hanno dovuto rinunciare p ritardare la ricerca di una piena

realizzazione di sé.

AZIENDA INDUSTRIALE: ha garantito ai capifamiglia adulti una stabilità dal punto di

vista economico e lavorativo, ha imposto di rinunciare alla piena espressione delle

attitudini e dei talenti personali, schiacciandoli nell’organizzazione taylor – fordista del

lavoro.

IL WELFARE STATE:delle grandi assicurazioni sociali obbligatorie, è stato caratterizzato

da forti elementi di centralizzazione burocratica e particolarismo categoriale, che hanno

portato ad obliterare ogni rapporto individuale diretto, di natura contrattuale, che esiste

tra il lavoratore e il sistema delle assicurazioni sociali.

LAVORI ATIPICI: sono connessi con la flessibilizzazione delle strutture produttive;

nascono in questo periodo e comprendono la possibilità di restituire al singolo lavoratore

una maggiore capacità di autorealizzazione professionale.

In questi lavori atipici le competenze richieste crescono mentre la fatica e la noia

diminuiscono.

MONDO DEL LAVORO: inoltre, si assiste alla nascita di attività fuori mercato socialmente

riconosciute che sono: lavoro familiare di cura e lavoro volontario di impegni civile

e sociale.

TEOREMA DI BAUND:spiega come il ricorso al lavoro tipico sia difficile in una situazione

strutturale di bassa produttività e scarsa possibilità di innovazione tecnologica quale è

quella dei servizi ad alta intensità relazionale, come quelli sociali e personali. 2

SOCIETA’ PLURIATTIVA: si determina attraverso la flessibilità del lavoro, il lavoro part –

time, il pensionamento graduale, etc…, che permettono un aumento dei margini di

autonomia dell’individuo. Una società pluriattiva inizia a districarsi dai vincoli preesistenti e

da norme rigide e costruttive, aprendo un campo di azione fino ad oggi limitato, se non

precluso.

LAVORO VOLONTARIO: è l’aspirazione diffusa di autorealizzazione personale che

fornisce una delle spinte motivazionali per entrare a far parte di iniziative di lavoro

volontario.

LAVORO FAMILIARE: di cura come attività socialmente riconosciuta. Qui rientrano due

tipi di lavoro familiare: quello di assistenza e cura e quello di comprendere il ruolo

dell’individuazione. Nonostante sia evidente u processo di emancipazione delle donne, il

lavoro di cura familiare appare incoerente con tale processo, poiché valorizza la

permanenza entro le mura domestiche.

SOCIETA’ ATTIVA: dei lavoratori di mercato e di attività fuori di mercato socialmente

riconosciute. Tale società è caratterizzata da una frantumazione tipologica del lavoro di

mercato e della crescita di mobilità di impegno fuori mercato. In questa società si avvia il

superamento del paradosso delle società ricche e alla crescita della ricchezza nazionale si

accompagna quella dei bisogni sociali insoddisfatti a causa dei problemi che incontrano

l’offerta privata e quella pubblica di servizi.

I NUOVI RISCHI SOCIALI E LA LORO ORIGINE.

-

CAMBIAMENTO NEI RISCHI SOCIALI: mettono sotto stress il sistema di welfare: entra

in difficoltà finanziaria il sistema dei trasferimenti istituito per fronteggiare i vecchi rischi e

sorge l’esigenza di sviluppare un sistema di servizi sociali e personali più complesso e

costoso.

NUOVI RISCHI SOCIALI:hanno un elemento idiosincratico e personale, che i vecchi

rischi non avevano: molte delle risposte necessarie per contrastare questi rischi reclamano

una erogazione di servizi ad hoc, dotati della flessibilità necessaria per offrire prestazioni

personalizzate. Si parla di un’individuazione dei rischi sociali. 3

PROCESSO DI INDIVIDUALIZZAZIONE: ci permette di leggere le trasformazioni in

corso come non interamente subite o trainate dai processi economici e demografici. Ci

permette di individuare un criterio formativo e di fondo che può dare sintesi e coerenza ad

un nuovo modello di stato sociale.

LE TUTELE DEL LAVORO E IL GIUSTO MIX TRA PRINCIPIO ASSICURATIVO

- E DIRITTI DI CITTADINANZA SOCILAE.

ACTIVE WELFARE STATE: comporta una concezione promozionale o abilitante

dell’intervento pubblico. Secondo tale approccio, il cittadino non deve non deve essere

protetto nei momenti di difficoltà: deve essere messo in grado di costruirsi una propria

vita, un proprio percorso di inserimento lavorativo e sociale.

MISURE SOSTITUTIVE DI ATTIVAZIONE: la loro introduzione rischia di essere una

fuga e di far regredire il livello generale della protezione sociale, intaccando e indebolendo

alcuni dei tradizionali diritti sociali. Accanto al pilastro tradizionale di natura assicurativo –

contributiva, adeguato a tutelare la fase del lavoro atipico, troviamo un pilastro

assistenziale – dedicato, finanziato per via fiscale e volto a tutelare i lavoratori che per

qualsiasi motivo non siano coperti dalle tutele assicurativo – contributive. Il terzo pilastro

è di natura assistenziale generale e è volto a tutelare i cittadini privi di lavoro o in stato di

bisogno.

L’articolazione in pilastri o in tipi di protezione garantisce al sistema una maggiore

flessibilità, riuscendo a tutelare le 4 fasce di cittadini – lavoratori in cui si articolano le

società.

IN ITALIA: la situazione è caratterizzata da forti garanzie per i lavoratori tipici o

strutturati e dall’assenza totale di protezione del reddito per quasi tutti i lavoratori non

standard. Il sostegno del reddito in caso di bisogno è posto come diritto del cittadino.

Si è, inoltre, avviata una risposta dal lato dell’offerta alle trasformazioni in atto nel mondo

del lavoro, alla ricerca del giusto mix tra tutela assicurativo – contributiva e tutela fondata

sui diritti di cittadinanza. Si tratta anche di una risposta alle istanze più generali che

provengono dal processo di individualizzazione. 4

DALLA INDIVIDUALIZZAZIONE ALL’ EMPOVEREMENT DEL CITTADINO.

-

Il passaggio verso il nuovo active welfare state si manifesta quando lasciamo il terreno

tradizionale delle tutele del lavoro e dei trasferimenti a sostegno del reddito ed entriamo

in quello dei servizi sociali, dell’inserimento sociale e lavorativo e della formazione. È su

questo terreno che il sistema di protezione sociale è chiamato a dare risposta, alla

domanda di libertà sostanziale del cittadino, come possibilità di contare di più nel rapporto

con l’amministrazione pubblica e di realizzare se stessi.

WORKFARE INGLESE: criticato perché giudicato ispirato ad una logica di risparmio della

spesa e rivolti a ridurre i benefici e ad enfatizzare la sensazioni e i controlli sul

disoccupato, fino a mettere a rischio il suo status e il suo diritto alla tutela.

PROGRAMMI DI STTIVAZIONE SCANDINAVI: valutati positivamente perché non

hanno comportato riduzione di sussidi di disoccupazione e che si sono inseriti in un quadro

tradizionalmente orientato a favorire la formazione, la mobilità e il ricollocamento dei

lavoratori.

ISTRUZIONE GENERALE: si rivela importante per usufruire dei nuovi programmi di

inserimento sociale per favorire la partecipazione dell’individuo alla vita attiva, lo sviluppo

di carriere lavorative ordinate e la possibilità di evitare l’intrappolamento entro la fascia

dei lavoratori atipici e precari.

Ci sono, inoltre, diversi ambiti di attivazione delle politiche di attivazione e sono:

PIANO DEI DIRITTI DI CITTADINANZA SOCIALE: si tratta di un livello minimo di

garanzia che ha poco a che fare con le politiche di attivazione, ma che ne costituisce una

precondizione essenziale. Fa fronte alle esigenze di tutela in caso di disoccupazione o di

vecchiaia dei lavoratori non standard.

Le nuove politiche di attivazione si sono sviluppate e si stanno sperimentando nel campo

delle politiche di inserimento lavorativo e sociale.

IN ITALIA: abbiamo assistito ad un forte sviluppo dell’associazionismo sociale e al suo

coinvolgimento nella gestione dei servizi pubblici a livello sociale.

Momento importante è stato l’approvazione della legge quadro n. 328/2000 di riforma

dell’assistenza, che prevede un ruolo di rappresentanza per le associazioni del terzo 5

settore, riconosciute come partner della programmazione e della progettazione, oltre che

della realizzazione dei servizi. Tutto questo ha dato il via a delle forme di partecipazione

dal basso, che vedono coinvolti ampie quote di cittadini.

FORMA ASSOCIATIVA MODERNA: come forma idealtipica è specificatamente elettiva e

è fondata sulla decisione autonoma dei singoli che accettano di condividere fini comuni, e

non ha nulla da spartire con le forme associative tradizionali di appartenenza obbligata.

Emergono nuove forme associative tradizionali del welfare che prendono il posto di quelle

del sistema precedente: alla famiglia nucleare iniziano ad affiancarsi i servizi di welfare

offerti dalla comunità locale.

Il welfare state assicurativo, caratterizzato da una logica paternalista dello stato nella

regolazione e gestione dei programmi sociali, conosce un cambiamento in cui acquista

peso la componente universalista dei diritti individuali di cittadinanza e si tende a depurare

il rapporto assicurativo – contributivo dalle sue incrostazioni particolaristiche e categoriali.

6

PARTE PRIMA: I PROCESSI

CAPITOLO 1: IL PROCESSO STORICO DI INDIVIDUAZIONE.

SENNETT: parla di società a termine per mettere in evidenza l’accettazione dei

cambiamenti

BAGNASCO: ricorre all’espressione di società fuori squadra per sottolineare lo

sfasamento in atto tra i diversi sottosistemi sociali.

QUADRO DI RIFERIMENTO STORICO – TEORICO: usciamo da una visione della storia

europea che ha al suo centro la fase cruciale della società industriale. Si guarda

all’Illuminismo e alle Dichiarazioni dei diritti dell’uomo. Nella visione centrata sulla società

industriale l’elemento caratterizzante era la costituzione di forti identità e strutture

collettive, spostando l’angolo visuale sulla modernizzazione in senso ampio, spostando

l’angolo visuale sulla modernizzazione in senso ampio e l’elemento caratterizzante diventa

il processo di individualizzazione, secondo Habermas, come crescita della consapevolezza,

autonomia e autodeterminazione universali.

Tale processo, secondo Lowrent, costituisce l’epicentro della modernizzazione occidentale

e si manifesta nel grado di autonomia e riflessività della popolazione nella società

contemporanea, la quale sta alla base della diffusione di nuovi tipi di relazioni sociali in

un’ampia serie di ambiti: dalle relazioni di intimità, a quelle di lavoro, consumo e tempo

libero. Queste relazioni sono caratterizzate dalla ricerca di una maggiore libertà e

progettualità personale, in un quadro di affrancamento da regole e appartenenze

prefissate.

SOCIETA’ INDUSTRIALE, LIBERTA’ E SICUREZZA.

-

CLASSE OPERAIA: la sua nascita appare, in Europa, come il frutto di comportamenti

subiti, di espulsione dal mondo rurale. Questi processi avvengono quando le Dichiarazioni

dei diritti hanno svolto il loro ruolo di incremento politico – istituzionale dei principi

dell’Illuminismo e di grande rottura ideologica e culturale rispetto al mondo dell’Antico

regime.

Le Dichiarazioni dei diritti miravano ad affermare inalienabili e sacri dell’individuo, entro i

quali era collocato, senza alcuno status particolare, il diritto di proprietà, il quale ha svolto

una funzione discriminatoria di fatto, perché solo alcuni cittadini potevano esercitarlo. 7

PROCESSO DI INDIVIDUALIZZAZIONE: ha riguardato i ceti proprietari borghesi, i

quali hanno potuto praticare i nuovi spazi di libertà, civili e politici. La proprietà di cui

disponevano offriva loro una sicurezza di fondo in grado di prendere il posto delle forme di

protezione sociale pre – moderna, entrate in crisi.

CASTEL: afferma che il lato oscuro dello stato di diritto è che lo stato abbandona in un

angolo morto la condizione di coloro che non hanno i mezzi per garantirsi l’esistenza

attraverso una proprietà.

Con la nascita della società industriale, la grande massa dei lavoratori dovrà passare per

una lunga fase di lotte e di conquiste sociali prima di raggiungere un minimo di sicurezza

che permetta di affacciarsi alle tematiche della libertà sostanziale e della realizzazione di

sé. SOCIETA’ FORDISTA E PROCESSO DI INDIVIDUALIZZAZIONE.

-

In questa fase della società industriale, dove l’avvento della grande fabbrica taylor –

fordista e della sua organizzazione gerarchica aveva comportato l’abbandono delle iniziali

speranze di affermazione personale, la realizzazione del welfare state e la situazione di

piena occupazione hanno permesso alle famiglie operaie di sperimentare una condizione di

sicurezza sociale e di sviluppo dei consumi, mai conosciuta in precedenza.

CONSUMI DI MASSA: sono un elemento interno al modello sociale fordista e

partecipano alla natura riduttiva della libertà individuale. In questa fase di relativa

opulenza dei consumi, è come se il soggetto storico della modernizzazione, caduto nei

consumi, ne restasse assuefatto, dimenticando le sfide più alte sul piano della

realizzazione lavorativa e di effettiva capacità di controllo della propria vita.

LA LIBERTA’ DEI MODERNI “VISTA DA DESTRA E VISTA DA SINISTRA”.

-

CONCEZIONE NEOLIBERISTA ( o DI DESRA): vede la libertà individuale come libertà

da ogni vincolo o regola o come promessa di arricchimento personale.

Il progetto moderno di individualizzazione, tuttavia, può aver fornito una spinta alla

diffusione dei principi del neoliberismo e dell’individualismo del mercato.

CULTURA DI SINISTRA: hanno mostrato una scarsa consapevolezza nei confronti del

progressivo processo storico di individualizzazione, il quale è stato identificato con le

istanze generico individualismo piccolo – borghese. 8

Lo stesso Pasolini è critico nei confronti del successo del referendum sul divorzio, il quale

non fu interpretato come un passo avanti del processo di modernizazione del nostro

paese, ma fu visto come l’espressione di un ideologia edonistica del consumo e della

conseguente tolleranza modernistica di tipo americano.

CRAINZ: afferma che l’Italia dei primi decenni repubblicani era caratterizzata da

un’assenza di diritti, da molte forme di subalternità e da distinzioni anacronistiche; molte

fabbriche erano più simili a penitenziari che a luoghi di lavoro e le lotte operaie

reclamavano una maggiore dignità del lavoratore. Secondo Crainz, tale movimento di

modernità non fu compreso da ampi settori della sinistra, i quali si rivelarono incapaci di

intercettare la domanda che la società esprimeva.

SEN: la sua posizione è apparsa innovatrice perché va oltre la rivendicazione dei diritti del

cittadino e del lavoratore. Per questo autore diviene decisiva la nozione di libertà

sostanziale o positiva del cittadino, la quale misura il suo effettivo accesso ai beni e

alle risorse che i diritti garantiscono sul piano formale.

INSICUREZZA E AZIONE COLLETTIVA.

-

Il processo i individualizzazione espone l’individuo a nuovi rischi e incertezze.

BAUMAN: afferma che la libertà di noi abitanti del mondo tardomoderno è arrivata con il

cartellino del prezzo attaccato: il prezzo è l’insicurezza.

La storia della modernità può essere interpretata come una ricerca incessante del giusto

equilibrio tra libertà e sicurezza e lo stesso Barman, nel definire le modalità con le quali si

passa dalla ricerca della libertà a quella della sicurezza,fa riferimento all’azione collettiva:

il collettivismo è stata la prima scelta per coloro che, essendo esposti nel processo di

individualizzazione, si trovano nell’impossibilità di affermare la propria individualità

impiegando risorse individuali palesemente inadeguate. Costoro, a seguito del processo di

emancipazione, erano gettati nell’insicurezza, e dovevano compensare la loro debolezza

con la forza del numero, impegnandosi nell’azione collettiva.

CASTEL: vede nel processo di industrializzazione un’ambiguità profonda in quanto,

accanto all’effettiva liberazione di una parte di cittadini, ne getta altri in gravi difficoltà,

distruggendo le forme collettive di protezione sociale. 9

HIRSCHMAN: confrontandosi con i mutamenti di lungo periodo che caratterizzano

l’atteggiamento del cittadino nei confronti del sistema di sicurezza sociale, era giunto alla

proposta di una tipologia delle modalità fondamentali di comportamento del cittadino –

consumatore, articolata su due principali dimensioni: quella dell’exit, defezione, e quella

della voice, protesta.

Utilizzando tale tipologia, egli ha mostrato come l’individuo passi periodicamente dal

coinvolgimento della sfera pubblica al riflusso nel privato: il cittadino defeziona alla ricerca

di una maggiore libertà, ma in seguito protesta per ottenere dallo stato una maggiore

sicurezza sociale.

Secondo Hirschman, il processo di individualizzazione innesca un bisogno di sicurezza;

maggiore è la libertà, come libertà dai precedenti legami sicuritani, maggiore è l’esigenza

di nuova sicurezza. Più cresce la sicurezza, più essa sembra destinata a fare i conti con il

processo di individualizzazione e la sua ricerca di libertà. Si può parlare, cos’, di una

dialettica storica tra libertà e sicurezza.

I CARATTERI DELLA TRANSIZIONE IN ATTO.

-

La condizione in cui si trova la nostra società è possibile formularla in tre ipotesi:

1) ipotesi secondo cui siamo ancora nel pieno della fase di indebolimento delle

istituzioni di protezione sociale preesistenti, con il conseguente diffondersi di

sentimenti di rischio e di incertezza;

2) ipotesi che intravede la fine di questa fase di incertezza, ma in direzione di una

vera e propria regressione storica, di un ritorno all’indietro, verso forme liberali e

costruttive di protezione.

3) Ipotesi per la quale si intravedono oggi i segni di un’uscita progressiva dall’attuale

situazione, in direzione di un nuovo e più avanzato equilibrio tra le istanze di libertà

individuale e di sicurezza collettiva.

BECK: guarda con grande preoccupazione agli esiti attuali del processo di

individualizzazione: egli sottolinea che nella società contemporanea l’anima sembra essere

un esito di tale processo, almeno altrettanto dell’emancipazione dell’individuo:

l’individualizzazione sia autonomia, emancipazione, liberazione o autoliberazione

dell’uomo; ma talvolta sembra piuttosto che sull’autonomia prevalga l’anomia, una

condizione che va dall’assenza di regole alla mancanza di leggi.

SENNET: l’ingrediente cruciale del cambiamento è la mentalità a breve termine che si è

sostituita a quella a lungo termine. Lo slogan del momento è flessibilità che significa 10

contratti a breve termine o lavori senza contratti. La vita lavorativa è satura di incertezze

e, in queste condizioni, si assiste ad una corrosione e lenta disintegrazione della

cittadinanza, il pubblico è colonizzato dal privato e l’impotenza guasta il dolce sapore della

libertà prodotta dalle pressioni individualizzatici.

CASTELLS: descrive l’individualizzazione del lavoro nel processo lavorativo in atto in tutto

il mondo come un processo caratterizzato da aspetti negativi come: la fine della stabilità

del posto di lavoro; la flessibilizzazione dell’orario di lavoro; l’ubicazione del lavoro non più

fissa; il contratto di lavoro non più garante del salario e della previdenza; la riduzione

della lealtà e della costanza di lavoro richiesta al lavoratore

GERMANI: scriveva che nella presente tappa di transizione o si giunge ad un ulteriore

spiegamento dei principi di razionalità che assicurano all’individuo lo sviluppo di una

personalità autosufficiente oppure assisteremo a una individuazione che ci condurrà verso

tappe già superate. Ci sono due possibilità: 1) l’abbandono dell’individualismo e dei valori

che hanno ispirato lo sviluppo della nostra società; 2) un ulteriore sforzo in quella stessa

direzione a cui mira la cultura occidentale, in grado di realizzare pienamente i suoi valori.

BAUMAN: afferma che l’insicurezza tende a trasformare il multiculturalismo in

multicomunitarismo e le differenze culturali vengono utilizzate come mattoni nella

frenetica costruzione di mura difensive. Cultura diventa sinonimo di fortezza assediata e le

comunità diventano espedienti per perpetuare la separazione, l’isolamento e

l’estraneamento.

Lo stesso regime del rischio contiene un lato e una forza nascosti che stimolano al

formazione di comunità e osserva che la libertà individuale, se impiegata attivamente,

produce legami nello spazio pubblico ed è l’opposta dell’idolatria neoliberale del mercato.

MEAZZA: Beck si cimenta nel tentativo di porre le basi di una teoria capace di immaginare

nuovi elementi di comunanza tra gli individui che popolano il mondo della seconda

modernità. Beck, inoltre, pensa ad una pratica della libera associazione che unisce gli

individui senza costringerli al sacrificio della loro irriducibile singolarità e, cos’ facendo, si

rivela discepolo di Habermas, il quale ha mantenuto ferma la sua fiducia nella promessa

illuministica di una universale autodeterminazione e autorealizzazione.

LAURENT:può essere annoverato tra gli autori che si oppongono all’idea di una necessaria

contrapposizione tra lo sviluppo dell’idividualismo e il mantenimento della coesione

sociale. L’individualismo non si oppone alla società ma alla concezione comunitaria, alla 11

società chiusa, al modello di organizzazione comunitaria proprio del trialismo o del

collettivismo dei sistemi capitalisti.

EXCURSUS. INDIVIDUALISMO E INDIVIDUALIZZAZIONE.

-

Circa l’origine dell’individualismo moderno, ci sono diverse interpretazioni:

BOUDON: sulla nascita dell’individualismo moderno, Boudon si basa sul pensiero di

Durkheim, il quale distingue i fattori storici che hanno facilitato lo sviluppo dell’individuo

da questo sviluppo come fenomeno in sé, che costituisce una dimensione permanente

della storia umana.

L’aumento della divisione del lavoro ha contribuito a rafforzare nell’individuo la

consapevolezza della sua singolarità.

Durkheim precisa che l’individualismo è un fenomeno che non comincia da nessuna parte

ma che si sviluppa senza fine nella storia. La sua origine è intertemporale. È una

concezione dell’individualismo come orientamento umano presente ab origine, che si

sviluppa nella storia, anche se, come dice Boudon, non ci sono ragioni per pensare che

non siano possibili delle forme di regressione storica.

DUMONT: ritiene che l’origine della configurazione individualistica delle idee e dei valori

debba essere fatta risalire all’aumento del cristianesimo e alla sua interazione con le

trasformazioni della società occidentale. Inoltre, afferma che l’individualismo appare con il

Rinascimento e la nascita della Borghesia.

WEBER: secondo lui il passaggio storico cruciale è quello connesso alla Riforma

protestante, la quale lascia l’uomo solo con se stesso, nella comprensione della propria

sorte extraterrena. Tale Riforma, secondo lui, ha avuto, però, un effetto imprevisto, dando

una spinta formidabile verso al realizzazione della propria vocazione e l’impegno

dell’individuo nell’attività pratica ed economica, caratteristiche che sono base del moderno

individualismo occidentale.

LAURENT: sottolinea l’importanza dell’Illuminismo come momento di rottura rispetto alle

visioni tradizionali e olistiche della società.

Afferma, inoltre, che dopo una lunga gestazione nel Rinascimento come realtà vissuta e

categoria di pensiero, l’individualismo nei sec. VI e VII esce alla luce del sole: è solo allora

che avviene la rivoluzione copernicana che istituisce l’individuo come soggetto separato ed

autonomo e come autorità fondamentale della società. 12

È possibile distinguere tre approcci nell’interpretazione delle origini dell’individualismo

occidentale:

1) vede nell’orientamento individualistico un fenomeno archetipico e intertempoprale,

presente fin dai primi albori della civiltà.

2) Risale al cristianesimo, al Rinascimento.

3) Si muove all’interno di un orizzonte storico più recente e individua la genesi del

fenomeno nell’Illuminismo.

Il concetto di INDIVIDUALIZZAZIONE ha , invece, saputo mantenere un significato

tecnico – scientifico, utilizzato per indicare il processo di affrancamento dell’individuo da

appartenenze obbligate e da vincoli precostituiti storicamente.

GERMANI: afferma che il processo di individualizzazione è un processo strutturato che

dipende dall’aumento dei gruppi sociali, dalla specializzazione e dall’appartenenza degli

individui ad un numero illimitato di tali gruppi e alla diminuzione dell’estensione ed

intensità con la quale i gruppi trattengono i loro membri.

La situazione degli individui era molto differente: la loro appartenenza ai gruppi, primari e

secondari, era fissata una volta per tutte ed ogni gruppo segnalava con altri gruppi le

norme di condotta nella sua specifica sfera.

BECK: ha precisato che l’individualizzazione è caratterizzata da due dimensioni analitiche

principali: lo sganciamento da forme e vincoli sociali precostituiti storicamente e la perdita

delle sicurezze tradizionali in riferimento alla conoscenza pratica e alle norme guida. È

l’individualità a diventare l’unità riproduttiva del mondo della vita sociale. 13

CAPITOLO 2: IL SISTEMA DI WELFARE FORDISTA E LA SUA CRISI.

- IL SISTEMA DI WELFARE FORDISTA.

-

Il welfare state è nato al momento dell’introduzione, da parte dei governi europei, delle

assicurazioni sociali obbligatorie contro la vecchiaia, l’invalidità, la malattia e la

disoccupazione e contro tutti i maggiori rischi della vita dei lavoratori.

WELFARE FORDISTA: il sistema di welfare sviluppatosi in Europa nel corso del ‘900 è

stato definito sistema fordista, per sottolineare il suo legame con la grande azienda

fordista.

ASSICURAZIONI SPCIALI PUBBLICHE e OBBLIGATORIE: sono una componente

essenziale del sistema di welfare dei paesi europei, e costituiscono un sistema formato da:

1. il mercato del lavoro, dominato dalla grande industria;

2. la famiglia, nella sua composizione di famiglia nucleare;

3. il welfare state assicurativo, fondato sulle grandi assicurazioni obbligatorie.

Il welfare state è integrato nelle sue componenti, ciascuna delle quali è funzionale alle

altre: il mercato del lavoro, dominato dalla fabbrica fordista, tende a privilegiare

l’occupazione a tempo pieno dei capifamiglia maschi; la famiglia appare fondata su una

divisione dei ruoli, dove la donna deve curare e offrire servizi personali ai suoi membri.

Il welfare state si rivolge in primis al lavoratore indipendente, occupato con continuità e

con il pacchetto classico delle assicurazioni sociali; poco nulla viene offerto in termini di

servizi pubblici di assistenza e cura, che vengono lasciati quasi interamente alla famiglia.

ORGANIZZAZIONE FORDISTA: comprende la possibilità di crescita professionale

autonoma e di sviluppo di carriera dei lavoratori all’interno della gerarchia aziendale.

Presso la classe operaia il sentimento della sicurezza economica prevaleva su quello della

realizzazione di sé nell’attività lavorativa.

L’avvento del sistema fordista, inoltre, ha comportato una riduzione dell’occupazione

femminile nell’agricoltura e nell’industria, con una conseguente specializzazione forzata

delle donne nel lavoro domestico e nelle attività di cura e di assistenza familiare. La

riduzione dell’occupazione femminile era dovuta anche alla mancanza di una rete

sufficientemente estesa di servizi di assistenza ai fanciulli e agli anziani capace di togliere

le incombenze domestiche delle lavoratrici sposate. 14

LUCI ED OMBRE DEL WELFARE STATE ASSICURATIVO.

-

Il welfare state, nel sistema fordista, appare connotato come welfare assicurativo,

cioè come sistema caratterizzato dall’introduzione e dallo sviluppo delle grandi

assicurazioni sociali obbligatorie che hanno un ruolo importante nel superare l’originaria

insicurezza storica delle classi lavoratrici.

Tuttavia, non si può negare che il welfare state sia intervenuto anche per spazzare via un

sistema di mutuo soccorso, fatto da società operaie, cooperative, programmi educativi,

culturali e di tempo libero, etc… che era andato crescendo ad opera dei sindacati e dei

partiti operai.

CASO ITALIANO: le componenti modernizzanti della classe dirigente liberale furono

escluse dalla gestione della previdenza pubblica e definitivamente soppresse con l’avvento

del fascismo.

Come afferma Rosanvallon, l’assicurazione sociale funziona come una mano invisibile che

produce sicurezza e solidarietà senza che intervenga la buona volontà degli uomini;l’unico

legame diretto tra l’individuo e la macchina assicurativa obbligatoria è nel pagamento dei

contributi: il crescente intervento dello stato e l’intreccio che ne conseguì, tra assistenza e

previdenza, allentò il rapporto tra contributi versati e trattamenti ottenuti e fin’ per

indebolire e porre in secondo piano ogni legame diretto tra il singolo lavoratore e il

sistema assicurativo.

PRINCIPIO ESSENZIALE DELLA PRODUZIONE FORDISTA: fu la riconduzione delle

mansioni lavorative sotto lo stretto controllo del management dell’impresa.

LA FRAGILIZZAZIONE DELLA FAMIGLIA

-

I cambiamenti demografici, l’avvento della speranza di vita e l’invecchiamento della

popolazione, hanno rappresentato un problema in più per le famiglie nucleari, le quali

hanno dovuto tornare alla tradizionale composizione allargata, per ospitare e prendersi

cura di genitori in età avanzata.

CASTELLS: sostiene che la famiglia diviene una istituzione elettiva, legata agli affetti e

alle scelte volontarie dei suoi membri: si assiste ad un processo di diversificazione della

famiglia, la quale assume la forma della convivenza della famiglia monogenitoriale. 15


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DESCRIZIONE APPUNTO

Questo appunto è un riassunto del testo Nuovi lavori, nuovo welfare, utilizzato nel corso Sociologia dell'organizzazione tenuto dalla prof.ssa Pompili Pagliari. Nella prima parte vengono trattati i seguenti argomenti: il processo storico di individualizzazione; la crisi del sistema di welfare fordista; l’affermazione del lavoro flessibile; le nuove attività fuori mercato socialmente riconosciute); nella seconda parte vengono presentate le proposte di politiche per ricostruire un nuovo welfare capace di rappresentare, tutelare e mettere in valore i nuovi lavori (il riallineamento dei tempi di vita e di lavoro; il prolungamento della vita attiva; un nuovo sistema di tutele del lavoro).
Nel riassunto mancano i capitoli 5 e 9.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie della comunicazione (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vipviper di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di SOCIOLOGIA DELL’ORGANIZZAZIONE e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Pompili Pagliari Marcella.

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