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MICOBATTERI

 Bacilli immobili

 Aerobi stretti

 Diametro di 0,2-0,6 x 1-10 micron (perché possono ramificarsi)

 Il loro nome deriva dal fatto che possono ramificarsi “batteri simili ai funghi” perché sono

lunghi e ramificati

 La loro caratteristica è che sono bacilli acido-alcol resistenti tant’è vero che si devono

colorare con quella tecnica di colorazione che non è il Gram ma è il Ziehl-Neelsen.

Perché il fondo è blu? Il primo

trattamento è con la fucsina

fenicata e poi altri passaggi

(calore, nella metodica classica o

aumento della concentrazione dei

coloranti, nel metodo non a

caldo), solo i Micobatteri

trattengono la fucsina fenicata in

seguito a decolorazione con HCl e

metanolo. Quindi tutto quello che

perde la fucsina viene poi contro-

colorato con il blu di metilene (2°

colorante che interviene) e

questo contribuisce a far risaltare

i nostri Micobatteri su questo

sfondo azzurro. Qui li vediamo

compatti come dei filamenti. In realtà sono (come una coroncina di rosario) una serie di granuli

uno dietro l’altro, tant’è vero che se si tenta di colorarli con la colorazione di Gram possono anche

trattenere il cristal violetto però lo

trattengono in maniera discontinua e

il cristal violetto, così come la fucsina,

si accumulano a livello di granulazioni

presenti nei Micobatteri che si

chiamato “Granuli di Muc” che sono

delle fonti di riserva. Quindi

assumono questa colorazione un

pochino discontinua.

Con il metodo di Ziehl-Neelsen si

colorano più o meno uniformemente

e si vedono queste collanine di perle

che possono essere, a seconda dei

campioni, tanti (se fortunati) o pochi,

anche uno solo (se sfortunati). Ecco perché si guarda sempre da 3 a 5 vetrini quando arriva il

campione in laboratorio.

 Dei gruppi di Micobatteri esistenti ovviamente solo alcuni riguardano la patologia medica.

 Gran parte di questi Micobatteri si trovano comunemente nell’ambiente e nel suolo.

 I batteri che appartengono a questo genere micobatterico si classificano per delle

caratteristiche:

− Acido-resistenza che deriva dal fatto che, in seguito al contatto con la fucsina

fenicata, si formano dei composti che si chiamano ARYL METANO MICOLATI cioè

dei composti derivanti dall’unione della fucsina fenicata con gli acidi micolici. Ed in

più, la fucsina fenicata si lega anche ad altre componenti della cellula batterica dei

Micobatteri. Quindi è una sorta di legame saldo che impedisce poi al decolorante di

portarlo via. Sono molto difficili da penetrare per i coloranti. Ecco perché si dà

l’aiutino mettendo già insieme al colorante l’acido femico. Però una volta penetrato

il colorante, fucsina e acido femico, si lega saldamente alle strutture parietali.

− Presenza di acidi micolici contenenti 60-90 atomi di carbonio (parete molto

complessa dei micobatteri tant’è vero che diventano molto impervi non solo alle

colorazioni ma anche agli scambi con l’ambiente esterno al batterio)

− Elevata concentrazione di guanina e citosina ( 61-71%) nel loro DNA.

 Quello più famoso è il “Mycobacterium tuberculosis” perché insieme al Mycobacterium

Africanum (perché è stato isolato in Africa) e Mycobacterium Bovis (perché causa una

tubercolosi bovina, zoonosi trasmissibile all'uomo per via alimentare, quindi può essere

trasmessa occasionalmente all’uomo mediante l’uso di latte non pastorizzato o di alimenti

contaminanti) forma il cosiddetto “ Mycobacterium tuberculosis complex”. Questi tre

micobatteri sono stati racchiusi in un unico gruppo, un unico complesso perché sono molto

affini tra di loro e provocano nell’uomo un quadro clinico pressocchè unico.

 Gli altri Micobatteri si chiamano MOTT “Altri Micobatteri che Non sono Tubercolari”

(mycobacteria other than tuberculosis). Possono essere dei contaminanti ambientali

oppure parassiti di specie animali che occasionalmente, con condizioni predisponenti,

possono infettare l’uomo.

Mycobacterium tuberculosis

− Parete molto ricco di lipidi

− Tempo di generazione lentissimo rispetto agli altri batteri perché il tempo di

generazione per gli altri batteri va in momenti di tempo compresi tra i 10 minuti e

un’ora; invece questo ha un tempo molto più lungo di circa 12-24 ore. Questo ritmo

così lento è dovuto anche a questa impervietà della parete perché ne impedisce

anche gli scambi con l’ambiente esterno.

In generale tutti i Micobatteri sono a crescita lenta.

Però ci sono delle specie a rapida crescita.

− In genere le prime colonie su terreno di coltura compaiono dopo 40 gg.

La coltura è il nostro metodo diagnostico essenziale, non ne possiamo fare a meno.

Ma sicuramente non ci possiamo avvalere solo di questo per portare a termine una

diagnosi perché sono troppi 40 giorni! Quanto prima si segnalano questi bacilli

quando li si vedono tanto meglio è per le scelte terapeutiche del medico.

Becco di clarino colorato verde mela che contiene

verde di malachite che è un agente selettivo per i

batteri.

Vedremo che durante l’identificazione, prima di

seminare i Micobatteri su terreni di coltura

appropriati, si esegue una decontaminazione. Poi

vedremo bene perché.

Colonie di Micobatteri su terreno di Lowenstein

Jensen che hanno un tipico aspetto a cavolfiore o

crescita rigogliosa definita “eugonica”

(rigogliosa).

Questi terreni, contenendo tuorlo d’uovo, vanno

fatti solidificare mediante coagulazione. Si usa un

pentolone dove vengono fatti coagulare a 60-70

°C non per molto tempo proprio per denaturare le

proteine.

− Quindi il Mycobacterium Tuberculosis è l’agente eziologico della tubercolosi

− E’ stato scoperto da Robert Koch nel 1882

− Complessità di conformazione della parete che è molto più spessa persino dei Gram

positivi che abbiamo visto. Composizione interna complessa e ricca.

Struttura della parete cellulare micobatterica. 1.glicolipidi fenolici, 2. Acidi

micolici, 3. arabinogalattani,4. peptidoglicano, 5. membrana cellulare, 6. lipo-

arabinomannani, 7. fosfatidilinositolo mannoside, 8.scheletro della parete cellulare.

(immagine di Wikipedia, non della prof)

− Come caratteri antigenici abbiamo due classi di antigene:

➢ Polisaccaridici

➢ Proteici

− Ci sono i lipidi degli involucri esterni e le cere (formate dall’unione di acidi micolici con i

glicolipidi fenolici) che hanno un’azione adiuvante molto potente dell’ immunogenicità di

questi antigeni polisaccaridici e proteici.

Quindi questi lipidi degli involucri esterni e le cere potenziano l’effetto immunogeno degli

antigeni polisaccaridici e proteici.

− La parete cellulare dei Micobatteri in generale lipidi e glicolipidi, quindi è una struttura

abbastanza complessa e i lipidi complessati con le cere ( 4 tipi: A, B , C , D e la D è quella

che ha il potere più potente in termini di adiuvante della immunogenicità).

− E’ presente il fattore cordale che è un derivato degli acidi micolici e costituisce un fattore

di virulenza per il tubercolare. Ed è anche responsabile, vedremo in seguito, di un

particolare tipo di crescita nei terreni liquidi in cordoni. Cioè li fa disporre in file parallele di

Micobatteri a formare dei cordoni, ecco perché si chiama “fattore cordale”. Ovviamente

nei terreni liquidi, perché sul solido ci sono le colonie a forma di cavolfiore.

Tutti i micobatteri non

appartenenti al gruppo del

Mycobacterium

tuberculosis complex,

vengono genericamente

definiti come non

tubercolari o MOTT.

❖ Tra i MOTT troviamo un altro complesso in particolare che è quello del “Mycobacterium

avium complex” (MAC) che sta ad indicare due specie per lo più di Micobatteri che sono

importanti nella patologia per i soggetti immuno-depressi (più che altro per l’ AIDS) ed è

composto principalmente da:

 M. avium

 M. int

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Scienze biologiche BIO/19 Microbiologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher PintuAlex di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microbiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Fumarola Luciana.
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