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Microbiologia - micobatteri Appunti scolastici Premium

Appunti di Microbiologia del professor Galdiero sui micobatteri con analisi dei seguenti argomenti: micobacteri, risposta immunitaria di tipo tubercolare, malattia di Bort, la tubercolosi, stadi della tubercolosi, il Runion, i terreni di coltura, la colorazione, esame batterioscopico, prova biologica su cavia, la lebbra, arabinogalattani. Vedi di più

Esame di Microbiologia docente Prof. M. Galdiero

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ESTRATTO DOCUMENTO

L’agar inizialmente non era ancora stato scoperto e veniva usata la

GELATINA; essa, però, veniva attaccata da alcuni agenti che la

liquefacevano e questo successivamente venne usato come metodo per

distinguere i microrganismi in base alla loro capacità di attaccare o meno

la gelatina. In seguito essa è scomparsa dall’uso pratico.

Koch usava la PATATA, avendo constatato che il germe si sviluppava in

ambiente vegetale; ebbe dunque l’intuizione di usare fette di patate che

trattò GLICERINANDOLE e aggiungendo della BILE (che distruggeva

tutti i germi: essa infatti è un tensioattivo che abbassa la tensione

superficiale in modo tale che i batteri gram-negativi vengano lisati).

La glicerina veniva usata perché il glicerolo è il precursore degli acidi

grassi, essenziali per la crescita del microrganismo.

Altro terreno solido era il SIERO DI SANGUE coagulato al calore,

purificato a 50-60°, temperature alle quali le proteine del sangue

precipitano a formare un terreno solido molto ricco su cui ogni organismo

può svilupparsi.

IUTM: sigla dei terreni di coltura universalmente utilizzati per coltivare ed

isolare tutti i microrganismi. Parametri dettati dalla Organizzazione

Mondiale della Sanità. (Alla base di questi terreni c’erano sempre i

precursori di acidi grassi: rosso d’uovo, glicerina, tegola di patata, sostanza

colorante batteriostatica che impedisce lo sviluppo di altri microrganismi

[es. verde di malakite]).

Come terreno LIQUIDO si usa ancora il BRODO GLICERINATO e

GLUCOSATO; il glucosio perchè viene attaccato dai micobacteri , mentre

il glicerolo in quanto precursore di acidi grassi e quindi in grado di fornire

abbondante nutrimento al microrganismo.

Dopo diverse settimane avremo una crescita batterica che si manifesta

come una patina al di sotto della quale il terreno è liquido: questo perché il

germe è nettamente aerobio ed è in grado di crescere solo in superficie e

non negli stadi intermedi microanaerobi. Quando tutta la superficie è stata

coperta vediamo che questa si increspa e risale lungo il bordo del

contenitore all’interno del quale stiamo osservando la crescita del

microrganismo. Questo tipo di crescita,tipica dei micobacteri, è definita A

VELO INCRESPATO e riverifica dopo 6-7 settimane circa.

QUAL È LA COLORAZIONE?

Da Koch ed altri collaboratori fu messo in evidenza il metodo

dell’ACIDO-RESISTENZA che successivamente fu adottato anche da

Zihel e Nielsen che riuscirono a ridurne i tempi (soli 15 minuti rispetto alle

24-48 ore di Koch).

Per la colorazione utilizzarono oltre alle normali sostanze mordenzanti

anche un espediente particolare: inizialmente tutto veniva colorato con i

normali coloranti, poi veniva estratto il colore con un solvente in cui il

colorante si scioglieva facilmente, oppure con un acido. In questo modo si

scolorava tutto tranne i micobacteri, x cui l’aggiunta di un colorante

contrastante faceva risaltare di più i bacilli.

Ziehl e Nielsen abbreviarono i tempi di colorazione riscaldando il

preparato fino ad ebollizione (sulla base della relazione temperatura-

tempo in base alla quale la velocità di una reazione aumenta all’aumentare

della temperatura): tale punto di ebollizione non doveva essere superato

perché il colorante sarebbe precipitato e si sarebbe avuta una visione

distorta del microrganismo. [N.B. Quando prepariamo un tessuto o un

terreno da osservare lo dobbiamo prima fissare su un vetrino; in genere i

batteri vengono fissati alla fiamma in modo tale che la temperatura sia

abbastanza alta da denaturare le proteine per fissare il germe sulla

superficie dl vetrino, ma non alta al punto di distruggere o alterare la

conformazione dell’organismo.]

Il meccanismo alla base di questa colorazione sta nel fatto che,

inizialmente i micobacteri non trattengono colore, ma nel momento in cui

acquistano la capacità di trattenerlo non lo rilasciano più.

I micobacteri, insieme alle spore, sono tra i pochi organismi in grado di

colorarsi col metodo dell’alcool-acido resistenza. Esistono poi altri

organismi debolmente acido-alcool resistenti, che perdono questa

resistenza se riscaldati per poco tempo,mostrano dunque questa proprietà

in modo più lieve.

Il meccanismo alla base dell’acido-alcool resistenza sta nella grossa

quantità di lipidi presenti nei micobacteri.

Per l’acido esistenza c’è un lipide particolare che si chiama acido glicolico

che presenta generalmente un gruppo -OH libero e quindi questo gruppo

lascia una certa idrofilia e permette al colore di passare attraverso questo

canale idrofilo. Quando è passato il colore, oltre alla porzione che si fissa

all’interno, c’è proprio una parte che si fissa all’acido glicolico; in questo

modo il gruppo –NH2 libero del colorante che si fissa all’acido fa perdere

parzialmente l’idrofilia (seppur minima, legata ad –OH) e così il colorante

non può più essere rilasciato.

Quando ci sono ceppi di micobacteri altamente idrofobici il colore in

nessun caso passa nella membrana e quindi i microrganismi non vengono

colorati: in questo caso il terreno potrebbe apparirne sprovvisto, quando in

realtà queste specie potrebbero rivelarsi come le più virulente. Questo è un

tipico caso di errore nell’esame batterioscopico. Questa tipologia di esame

ci dice se ci sono batteri acido-alcool resistenti, ma non può garantirci che

questi siano micobacteri(anche se la probabilità è del 90%).

Un altro errore è dovuto al trattamento del paziente con ACIDO

ISOMICOTINICO che blocca la sintesi di acidi micotici, per cui il

paziente presenterà micobacteri privi di tali acidi e di conseguenza quando

verrà effettuata l’estrazione del colorante passerà all’esterno anche quello

contenuto nei micobacteri che avranno dunque perso l’acido-alcool

resistenza e quindi non potranno essere messi in evidenza.

Siccome il solo esame batterioscopico non basta, occorre passare all’esame

colturale. (richiedeva 3 settimane)

Per questa tipologia di esame veniva usata una tecnica impropriamente

detta di arricchimento :questa favoriva la presenza di micobacteri, non

aggiungendone altri o incrementandone il numero, ma favorendone la loro

esposizione, rendendoli più manifesti ed evidenti. In sostanza tale tecnica

rendeva il terreno più propizio per la crescita dei micobacteri e meno

favorevole per altri.

Il preparato, dunque, veniva trattato con una soluzione alcalina, tale

soluzione però andava dosata perché un contenuto eccessivo avrebbe

potuto si distruggere le altre specie di batteri, ma avrebbe lesionato la

membrana dei micobacteri stessi impedendone lo sviluppo e la

visualizzazione sul terreno.

Attualmente si sono accelerati i tempi di questa coltura ed invece di

aspettare lo sviluppo e la crescita di un certo numero di batteri visibili ad

occhio nudo, si osserva se c’è stato l’attacco dei metaboliti al glucosio da

parte di quelle prime cellule che si trovavano nel terreno. (X es. se il

glucosio viene attaccato al primo atomo di carbonio, marcato con isotopi

radioattivi libera anidride carbonica nel supernatante. Qualora

osservassimo una certa radioattività al di sopra della coltura potremo

constatare la presenza della cellula batterica. Questo abbreviava di molto i

tempi che da 3 settimane passavano ad 1.

Metodo ancora più rapido è costituito dalla PCR.

C’è inoltre la prova biologica su cavia, che è un animale molto sensibile al

bacillo tubercolare di tipo umano e di tipo bovino (ammala dopo 40 giorni

e questo può essere riscontrato nel tessuto peritoneale).

La tubercolosi si diffonde laddove c’è un’alimentazione povera di proteine

ed una cattiva esposizione ai raggi solari. (fattori predisponenti alla

tubercolosi; infatti di norma gli organismi superiori sono più resistenti ai

micobacteri ed è per questo che questi attaccano quando riscontrano una

carenza.)

L’altra malattia da micobacterio che è scomparsa è la LEBBRA, provocata

dal micobacterium lepre.

Anche questa, come la tubercolosi, attecchisce nel momento in cui trova

un’alimentazione povera di proteine, ed una scorretta esposizione ai raggi

solari. La mancanza di proteine, infatti, rende fragile la cellula sia dal

punto di vista strutturale che per quanto riguarda la risposta immunitaria.

La vitamina B3 è fondamentale per la risposta immunitaria in tutte le

cellule.

Inizialmente la lebbra fu dovuta ad un’alimentazione particolarmente ricca

di uno specifico tipo di tubero ed era tipica dell’uomo. Soltanto

l’armadillo, se nutrito secondo una dieta specifica e ricca di tali tuberi

andava a manifestare la malattia.

Negli anni ’40 ci furono numerosi studi e finanziamenti da parte

dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per studiare i micobacteri.

Questi studi furono accompagnati da un certo sviluppo delle metodologie

tecnologiche grazie alle quali fu possibile applicare alle colture di

micobacteri una serie di tecniche di estrazione utilizzando varie specie di

solventi lipidici, data l’abbondanza di queste molecole nei microrganismi,

ricavandone sostanze quali cere ecc.

Andando avanti con gli studi si è arrivati al giorno d’oggi a conoscere la

struttura della parete cellulare dei micobacteri. Troviamo la membrana

citoplasmatica che è comune a tutte le specie ed il peptidoglicano (con

caratteristiche del peptidoglicano dei gram-positivi)all’esterno del quale

troviamo una serie di strati. La componente fondamentale di questi tre

strati è costituita dagli arabinogalattani, delle grosse molecole

monosaccaridiche costituite da arabinosio(in forma furanosica) e

galattosio(in forma piranosica).Una parte di questi è legata al


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Microbiologia del professor Galdiero sui micobatteri con analisi dei seguenti argomenti: micobacteri, risposta immunitaria di tipo tubercolare, malattia di Bort, la tubercolosi, stadi della tubercolosi, il Runion, i terreni di coltura, la colorazione, esame batterioscopico, prova biologica su cavia, la lebbra, arabinogalattani.


DETTAGLI
Esame: Microbiologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni) (CASERTA, NAPOLI)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microbiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Galdiero Massimiliano.

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