Economia e comportamento aziendale
L’economia aziendale è quel ramo della scienza economica che studia i comportamenti delle aziende sotto l’aspetto economico. Nella tradizione italiana l’economia aziendale nasce come ragioneria che si cimenta nelle seguenti attività:
- Rilevazione fatti amministrativi
- Determinazione dei risultati
- Interpretazione dei fatti e dei risultati
Comportamento aziendale
Il modello tipico è formato da 4 fasi:
- Processo di programmazione (processo con cui vengono prese le decisioni).
- Processo esecutivo (fase che determina il risultato).
- Processo di controllo (confronto fra ciò che era stato programmato e poi eseguito, calcolo di eventuali scostamenti e cause che li hanno determinati).
- Processo di feedback (avvia l’eventuale fase di correzione).
Chi è in grado di adempiere a questo circolo di attività in maniera più efficiente e rapida ottiene il vantaggio competitivo sui concorrenti.
Teorie della razionalità obiettiva e limitata
Processi decisionali
Le aziende si sviluppano attraverso un’oculata gestione che si articola solitamente in 5 fasi:
- Individuazione del problema
- Definizione del problema
- Sviluppo di soluzioni alternative
- Individuazione delle conseguenze per ogni alternativa
- Scelta dell’alternativa più conveniente
Alla base di ogni processo decisionale esistono 2 teorie fondamentali:
- Teoria della razionalità obiettiva: afferma che il protagonista è l’uomo economico, il quale possiede le caratteristiche dell’onniscienza e della razionalità per massimizzare l’utilità. Egli individua e definisce tutti i problemi dell’azienda, individua le soluzioni per eventuali problemi e le conseguenze relative. Questa teoria è stata criticata aspramente dal “dilemma del prigioniero”, nel quale viene sottolineato che se più individui razionali dovessero cimentarsi nella ricerca del miglior risultato possibile, essi non conoscerebbero comunque le decisioni dei concorrenti e di conseguenza otterrebbero, in tutti i casi, risultati non ottimali.
- Teoria della razionalità limitata: al contrario, afferma che il protagonista è l’uomo amministrativo, il quale mira a ottenere il risultato più soddisfacente in base alle risorse che possiede, come la conoscenza limitata, la razionalità limitata, la capacità di individuare solo alcuni problemi dell’azienda, definendo quindi in maniera imperfetta solo alcune soluzioni e solo alcune conseguenze.
Azienda secondo Zappa
Secondo la definizione di Zappa del 1956, l’azienda è un istituto economico destinato a perdurare nel tempo che si focalizza sulla produzione per il soddisfacimento dei bisogni umani, compiendo in maniera continua e coordinata la produzione. La mission fondamentale delle aziende è quindi la creazione di utilità, ovvero l’unico elemento in grado di determinare la completa soddisfazione degli stakeholders.
L’azienda come sistema di persone si basa sul concetto di organizzazione, ovvero quel sistema coordinato di persone specializzate a svolgere determinati compiti. La specializzazione e il coordinamento sono ottenuti attraverso 4 fasi:
- Individuazione degli obiettivi
- Determinazione delle funzioni da svolgere e relativa composizione e scomposizione
- Determinazione per ogni ruolo dei compiti e responsabilità
- Definizione delle linee di influenza
La struttura organizzativa di ogni azienda può essere rappresentata graficamente attraverso un particolare schema che prende il nome di organigramma aziendale.
Patrimonio aziendale
Il patrimonio è definito come il complesso di beni coordinati a disposizione dell’azienda in un determinato istante (concetto statico). Il patrimonio può essere osservato sotto 2 aspetti diametralmente opposti:
- Aspetto qualitativo: si riferisce alla qualità e alla tipologia dei beni (fabbricati, automezzi, mobili, merci), viene riportato nell’inventario a quantità eterogenee ma non permette di avere una nozione sintetica del patrimonio.
- Aspetto quantitativo: si riferisce ai valori attribuiti ai beni e viene riportato non più nell’inventario ma nello stato patrimoniale. Il patrimonio è rappresentato attraverso criteri omogenei e permette di avere una nozione sintetica del patrimonio.
È necessario sottolineare come il concetto di patrimonio sia legato a un preciso istante temporale, e come tale si contrappone al concetto di reddito, che invece esprime la dinamicità della ricchezza, misurandone la variazione in un determinato arco temporale.
Riclassificazione dello stato patrimoniale
La riclassificazione dello stato patrimoniale secondo il criterio finanziario si fonda sulla seguente ripartizione degli elementi in attivo o passivo.
Gli elementi dell’attivo, classificati in base alla loro attitudine a convertirsi in denaro, sono:
- Liquidità (si presenta già sotto forma di denaro).
- Disponibilità (sono gli elementi che si convertiranno in denaro entro l’anno, come crediti, merci e rimanenze).
- Immobilizzazioni (sono gli elementi che si convertiranno in denaro oltre l’anno, come macchinari, impianti, fabbricati).
Gli elementi del passivo, classificati in base alla loro attitudine a richiedere denaro, sono invece:
- Esigibilità (richiedono denaro entro l’anno).
- Redimibilità (richiedono denaro oltre l’anno).
- Capitale proprio o netto (come capitale sociale, riserve, utile d’esercizio).
Indicatori finanziari
Gli indicatori finanziari rilevano la salute finanziaria dell’impresa, acquistano efficacia se l’analisi viene effettuata per più anni di seguito e se vengono effettuate comparazioni rispetto alla media di settore.
Current ratio
Il current ratio evidenzia la capacità dell’azienda di saldare i debiti a breve termine. Un valore in linea con la media del settore o leggermente superiore è generalmente considerato accettabile, mentre un valore troppo basso indica una situazione di sofferenza, così come un valore troppo alto indica che l’azienda non sta impiegando in maniera efficiente le proprie risorse.
Current ratio = (Liquidità + Disponibilità) / Esigibilità
Quick ratio
Il quick ratio evidenzia la capacità di saldare i debiti a breve termine attraverso la sola liquidità. Più il risultato del rapporto è alto, migliore è la salute finanziaria dell’azienda, mentre più il risultato del rapporto è basso, più l'azienda è in difficoltà a pagare.
Quick ratio = (Liquidità + Disponibilità - Rimanenze) / Esigibilità
Leverage ratio
Il leverage ratio evidenzia il livello di debito contratto da un'azienda ponendo in rapporto le 2 fonti di finanziamento della stessa (debito o capitale proprio).
Leverage ratio = (Redimibilità + Esigibilità) / Capitale Netto
Esempio calcolo indicatori finanziari
Current ratio = (Liquidità + Disponibilità) / Esigibilità = (2000 + 3000) / 5000 = 1
Quick ratio = (Liquidità + Disponibilità - Rimanenze) / Esigibilità = (2000 + 3000 – 2000) / 5000 = 0,6
Leverage ratio = (Redimibilità + Esigibilità) / Capitale Netto = (3000 + 5000) / 2000 = 4
Classificazione delle funzioni secondo Fayol
Premettendo che le diverse operazioni di gestione compiute da un’azienda si raggruppano in funzioni, secondo Henri Fayol all’interno di ogni azienda è possibile distinguere fra:
Funzioni operative
- Produzione (combinazione di fattori produttivi che generano prodotti finiti)
- Commerciale (approvvigionamento e vendita di materie prime e merci)
- Finanziaria (reperimento mezzi finanziari e investimento dei fondi)
- Contabilità (rilevazione dei fatti, calcolo dei risultati e interpretazione)
- Sicurezza (protezione delle persone e dei beni contro i rischi)
Funzioni direzionali
- Programmazione (processo con cui vengono prese le decisioni)
- Controllo (confronto fra ciò che era stato programmato e poi eseguito)
- Organizzazione (sistema di ruoli e delle linee di influenza)
- Leadership (guida nei processi di decisione, esecuzione e controllo).
Ruolo della leadership aziendale
La leadership è una funzione strategica dell’azienda, poiché:
- Sviluppa o deprime la soddisfazione e la produttività dei dipendenti
- Determina il tipo di programmazione, di controllo e di organizzazione adottati
Un buon manager si fa accettare perché è:
- Competente
- Giusto
- Capace di migliorare le condizioni di lavoro
- Capace di ottimizzare le capacità dei dipendenti
- Include i dipendenti nelle decisioni che li riguardano direttamente
L’efficacia delle decisioni dipende quindi fortemente dallo stile di leadership adottato in azienda. La leadership è perciò vista come una variabile causale perché incide sulla salute dell’organizzazione e sui suoi risultati.
La teoria di Maslow
Il comportamento degli individui è forgiato da una serie di azioni volte a realizzare obiettivi capaci di soddisfare i bisogni umani. Tale processo è continuo, perché una volta raggiunto l’obiettivo o qualora non si fosse più motivati dal raggiungimento dello stesso, si passa a quello successivo. Esiste una gerarchia di bisogni, articolata nel seguente ordine gerarchico, che possiamo affermare essere comune a tutti gli individui:
- Bisogni fisiologici
- Bisogni di sicurezza
- Bisogni sociali
- Bisogni di stima di sé
- Bisogni di stima degli altri
- Bisogni di autorealizzazione
Se non si soddisfano i bisogni dei clienti, dipendenti e stakeholder si manifesta la frustrazione che genera reazioni razionali e irrazionali tipo aggressività, isolamento, compensazione.
Aziende di erogazione e di produzione
Le aziende possono essere classificate in 2 fondamentali tipologie:
- Aziende di erogazione
- Aziende di produzione
Le aziende di erogazione sono istituti che producono beni e servizi per la soddisfazione di bisogni umani. Il termine erogare sottolinea come l’obiettivo fondamentale delle aziende di erogazione non sia quello di creare profitto ma al contrario la realizzazione di fini istituzionali (es. università pubbliche, ospedali pubblici). Tali fini istituzionali vengono generalmente conseguiti in condizioni di equilibrio economico ed efficienza, tanto che la situazione ottimale rimarrà sempre quella di pareggio finanziario (entrate = uscite) poiché qualora dovesse verificarsi un avanzo significherebbe che l’azienda non ha soddisfatto tutti i bisogni o che comunque avrebbe potuto fare di più. L’esempio più antico ed efficace esempio di azienda di erogazione è la famiglia, il cui obiettivo è quello di soddisfare i bisogni materiali e morali dei suoi membri.
Le aziende di produzione si distinguono da quelle di erogazione per il loro obiettivo primario, che consiste sempre nel generare un profitto. La soddisfazione dei bisogni umani diventa piuttosto uno strumento per raggiungere i propri obiettivi economici. Le aziende di produzione sono sistemi socioeconomici che producono beni e servizi destinati al mercato e che sono messi a disposizione dei consumatori e degli utilizzatori mediante lo scambio. Le aziende di produzione, per poter conseguire i propri obiettivi, necessitano di operare in condizioni di equilibrio economico ed efficienza, e la situazione ottimale sarà sempre quella di avanzo finanziario (entrate > uscite), dal momento che il motivo di esistenza delle aziende di produzione è la remunerazione degli azionisti.
Fattori produttivi dell'impresa
I fattori produttivi sono gli input necessari ad avviare il ciclo produttivo e che consentono la realizzazione del prodotto finito per la vendita sul mercato. La scienza economica permette di distinguere fra 3 diverse categorie:
- Terra (insieme delle risorse naturali che contribuiscono al processo produttivo)
- Lavoro (coincide con l'attività umana, sia fisica che intellettuale)
- Capitale (insieme delle risorse materiali, come impianti e fondi finanziari)
Analizzando i fattori produttivi da un altro punto di vista possiamo distinguere fra:
- Fattori in posizione contrattuale (acquisiti dall’azienda mediante un contratto, hanno una remunerazione fissa, certa e prioritaria. Costituiscono i costi)
- Fattori in posizione residuale (hanno una remunerazione eventuale, variabile e successiva. Costituiscono il reddito d’esercizio).
Tuttavia la classificazione più importante dei fattori produttivi riguarda l'attitudine a cedere la propria utilità economica in:
- Fattori produttivi a fecondità semplice (vengono impiegati una sola volta nel processo produttivo, come le materie prime).
- Fattori produttivi a fecondità ripetuta (vengono impiegati più volte e sono destinati a partecipare a più cicli produttivi, come i macchinari e gli impianti).
Soggetti aziendali
Secondo Onida i soggetti aziendali possono essere classificati in 2 categorie:
- Soggetto giuridico
- Soggetto economico
Soggetto giuridico
Il soggetto giuridico è responsabile del patrimonio aziendale e può essere una persona fisica o persona giuridica (entrambe dotate di capacità giuridica e capacità di agire). Con capacità giuridica ci si riferisce alla suscettibilità di un soggetto nell’essere titolare di diritti e doveri, mentre con capacità di agire ci si riferisce all’idoneità di un soggetto a compiere azioni che sono in grado di incidere sulle posizioni giuridiche di cui è titolare. Relativamente alle persone fisiche, secondo l’art.1 del codice civile la capacità giuridica si acquisisce al momento della nascita, mentre secondo l’art. 2 del codice civile è considerato minore chi ha meno di 18 anni. Può essere soggetto giuridico ma ha necessità di un tutore. Le persone giuridiche sono invece enti astratti che nascono in forza di legge e possono essere pubbliche o private. Quest’ultime in particolare possono essere:
- Associazioni (dette anche corporazioni, non hanno fini di lucro, è un insieme di persone che vogliono realizzare finalità private)
- Fondazioni (dette anche istituzioni, senza scopo di lucro, si avvalgono per testamento o donazione di un patrimonio)
- Società commerciali
Soggetto economico
Il soggetto economico è invece una persona o gruppo di persone che esercita il potere aziendale e che rappresenta il centro decisionale della stessa. Esso prende decisioni strategiche, determina gli obiettivi generali e determina le attività necessarie per il conseguimento degli stessi. Nelle aziende di piccole dimensioni il soggetto economico corrisponde a chi apporta il capitale di rischio (il proprietario), mentre nelle aziende di grandi dimensioni vi è una separazione tra proprietà e potere decisionale, che normalmente viene affidato a manager professionisti. Il soggetto economico deve disporre della maggioranza di voti d’assemblea per imporre propria volontà (maggioranza di capitale) anche se vi sono delle eccezioni.
La prima eccezione determina semplicemente la possibilità di disporre del controllo di una società con un’aliquota di capitale inferiore al 50% (ciò avviene qualora si configuri una polverizzazione della proprietà azionaria, assenteismo degli azionisti o una mancanza di organizzazione degli stessi, presenza delle cosiddette azioni di risparmio, le quali non conferiscono il diritto di voto nell’assemblea). La seconda eccezione prevede il controllo senza investimento diretto di capitale mediante la formazione di un gruppo di società.
Teorie sui fini dell'impresa
L’impresa è un centro di relazioni contrattuali tra stakeholder, relativamente al quale emergono 2 teorie fondamentali:
- Teoria della creazione di valore per azionisti (l’azienda deve creare valore per gli azionisti, i quali hanno diritto di controllo in quanto remunerati in via residuale).
- Teoria della creazione di valore per stakeholder (l’azienda deve soddisfare tutte le attese degli interlocutori assumendo una responsabilità sociale d’impresa).
Tipologie di holdings
Una holding è una società che possiede partecipazioni o quote di altre società. Ogni società del gruppo aziendale è infatti un soggetto giuridicamente indipendente che risponde con il proprio capitale senza coinvolgere quello in capo alla holding. La Holding corrisponde quindi alla cosiddetta capogruppo e può essere:
- Pura (se svolge solo attività finanziaria, tanto che nello stato patrimoniale ci sono voci di natura finanziaria come la cassa, i debiti e i crediti)
- Mista (se svolge anche attività operative, tanto che nello stato patrimoniale ci sono voci di natura finanziaria ma anche di natura operativa, come materie prime, macchinari e prodotti finiti).
Strategia di sviluppo
La strategia che porta alla creazione di un gruppo aziendale può essere:
- Verticale (un’azienda acquista delle società che producono beni e che sono situate a valle o a monte delle attività operative della stessa azienda).
- Orizzontale (un’azienda acquista delle società concorrenti, ovvero che producono o offrono gli stessi suoi beni o servizi).
- Diversificato (un’azienda acquista società appartenenti a settori diversi).
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