Estratto del documento

Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda

Il patrimonio è l'insieme delle attività patrimoniali (impieghi di capitale) disponibili in un determinato momento e delle corrispondenti fonti di capitale che sono state necessarie per acquisire tali attività. L'equazione di bilancio è un'equazione sottostante la contabilità di qualunque azienda che dice molto semplicemente che l'attivo in qualunque momento della vita dell'azienda deve essere sempre uguale al passivo. L'insieme delle attività e delle passività costituisce il patrimonio.

L'equazione di bilancio e il principio della partita doppia

Al tempo t1 si decidono di acquistare delle attrezzature facendoci finanziare dalla banca, per cui nelle fonti di capitale compaiono i terzi che in questo caso sono le banche. Per cui anche al momento t1 l'attivo, formato da banca e attrezzature, è uguale al passivo, formato da capitale sociale e mutui. Ciò che consente di garantire il rispetto di questo principio è l'applicazione della partita doppia che rileva in modo sistematico tutti i fatti di gestione nel rispetto dell'equazione originaria, registrando lo stesso importo due volte con segno contrario. Questo principio è anche chiamato principio duale, che afferma che il totale dei diritti vantati dai creditori della società, cioè quelli che stanno nel passivo (soci o terzi), non può mai essere maggiore o minore (cioè deve sempre essere uguale) alla sommatoria delle attività patrimoniali disponibili in un determinato momento.

Il patrimonio è una grandezza stock, che fa riferimento a un solo momento, tra un momento iniziale e un momento successivo è sempre diverso, perché da t0 a t1, qualunque intervallo di tempo ritenuto opportuno, l'azienda continua a svolgere la sua attività, tutti gli accadimenti economici continuano a manifestarsi e determineranno una rilevazione contabile.

Il reddito è una grandezza flusso, che ha valore solo con riferimento a un intervallo temporale. Non si parla di reddito al tempo 0 o al tempo 1 ma dal tempo 0 al tempo 1, in cui l'intervallo può variare, in base a quello che si ritiene più opportuno. Il reddito sintetizza le componenti positive e le componenti negative generate dalla gestione, ovvero i ricavi e i costi, sia di natura caratteristica che non, finanziaria, fiscale e straordinaria.

Componenti del bilancio d'esercizio

Ci saranno degli accadimenti di gestione che determinano variazioni di natura economica che si intrecciano con variazioni di natura patrimoniale, ma ci possono essere anche accadimenti che non impattano sulla natura reddituale, ma che si concludono solo nell'ambito patrimoniale, come il pagamento di un fornitore, che incide solo sul saldo del conto corrente e sul saldo del debito verso il fornitore, o il credito verso un cliente.

Nell'applicare la partita doppia si deve avere in mente che si possono movimentare 4 tipologie di valori, di cui 2 di natura patrimoniale, attivo e passivo, e la sommatoria tra questi valori deve sempre essere 0.

Equazione: Attivo = Passivo di bilancio. Se scomponiamo il passivo, c'è quello verso i terzi, che sono tutti tranne i soci, per cui Attivo = Passivo terzi + patrimonio netto. Nel patrimonio netto ci sono il capitale sociale, le riserve e una quota di ricchezza generata. Attinente al fine del fare impresa c'è l'aspettativa di generazione di profitto; la ricchezza generata negli anni precedenti è contenuta nelle riserve, mentre quella di quest'anno è costituita da Ricavi – Costi. Quindi Attivo = Passivo terzi + Capitale sociale + Riserve + Ricavi – Costi. Ricavi – Costi = reddito, per cui Attivo = Patrimonio terzi + Capitale Sociale + Riserve + Reddito.

Il reddito è parte del patrimonio. I ricavi in avere e i costi in dare perché questa è una conseguenza logica dell'equazione di bilancio. I ricavi sono all'interno del passivo, all'interno dei debiti dell'azienda verso i soci, per cui sono il potenziale incremento del debito dell'azienda verso i soci; logica speculare quella dei costi, registrati in dare perché costituiscono un potenziale decremento del debito dell'azienda verso i soci.

Le attività si incrementano in dare e si decrementano in avere; tutto il resto è una conseguenza, necessariamente il passivo si deve incrementare in avere e decrementare in dare. Ne deriva che se i ricavi costituiscono un incremento dei debiti, vanno rappresentati in avere; se i costi rappresentano un decremento, vanno rappresentati in dare.

Le finalità del bilancio d'esercizio

Il bilancio serve a rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione economica, quindi il reddito, e la situazione patrimoniale, quindi il patrimonio, di un'azienda, con riferimento a un esercizio amministrativo.

Destinatari e funzione informativa del bilancio

I destinatari del bilancio d'esercizio: è un documento obbligatorio per legge, per cui ha una finalità informativa verso l'esterno, uno strumento obbligatorio di rendicontazione verso l'esterno delle performance economiche e finanziarie dell'azienda. La funzione informativa verso una pluralità di soggetti impone la necessità di avere regole che siano standardizzate, codificate e applicate nella totalità di imprese. Il fatto che ci siano regole per la rappresentazione e redazione di valori risponde alla finalità informativa verso l'esterno.

I soggetti interessati al bilancio sono i portatori di interessi nei confronti dell'impresa, lo Stato, i finanziatori dell'azienda come i soci, i clienti (posso essere interessato soprattutto se compro dal mio fornitore buona parte dei prodotti funzionali allo svolgimento del mio business), i fornitori, i competitors. Ci sono inoltre i potenziali dipendenti, i quali essendo nella condizione di scegliere, devono avere gli elementi per esprimere una valutazione sulla solidità di un'azienda.

Il periodo amministrativo

Il periodo amministrativo è un intervallo temporale che lungo l'asse temporale e continuo lungo il quale si svolge la vita dell'azienda devo andare a identificare. È un intervallo ideale poiché la vita dell'azienda si svolge lungo tutto l'asse temporale. Il periodo amministrativo previsto dalla legge, rispetto al quale sono obbligato a redigere il bilancio, (per le aziende non quotate) è di 12 mesi, che non per forza devono coincidere con l'anno solare. È una decisione che spetta ai soci e viene presa in relazione allo statuto dell'azienda. Il motivo per cui un'azienda può decidere nel suo statuto di avere un periodo amministrativo non coincidente con l'anno solare perché deve essere tarato in funzione della stagionalità del business se questa è una variabile determinante.

Quadro normativo

Nel redigere il bilancio d'esercizio bisogna avere in mente di essere all'interno di un perimetro definito da 4 lati, 4 differenti riferimenti normativi: da un lato il codice civile, dall'altro i principi contabili nazionali, dall'altro la norma fiscale e dall'ultimo i principi contabili internazionali. Ci si può posizionare in ogni punto all'interno di questo set di norme ben definite, il redattore del bilancio ha discrezionalità e quindi pur muovendosi nell'ambito del rispetto di tutte le norme di legge, esiste una discrezionalità in capo al redattore del bilancio che è ineliminabile. È importante perché il redattore può essere più o meno prudente o accurato nell'effettuare ad esempio un calcolo in magazzino o nella valutazione delle rimanenze. Dire che un prodotto che si ha in magazzino debba svalutarsi di una determinata percentuale, è a discrezione del redattore del bilancio. Su alcune poste di bilancio lo spazio di manovra su ciò che si vuol far vedere all'esterno, esiste.

  • Codice civile: In Italia le regole relative alla redazione del bilancio sono nel codice civile: compresenza di ciò che è stabilito dal codice negli articoli dal 2423 in avanti (2423-2428 + 2435) e dei principi contabili nazionali. Un decreto legislativo del 1991, il numero 127, stabilisce l'impalcatura normativa che ancora oggi è in gran parte valida. Recentissime le modifiche al bilancio, nel 2015 è stato emanato un nuovo decreto, 139, che ha completato l'iter della normativa comunitaria che era stata emanata nel 2013. Le novità introdotte dal decreto hanno efficacia a partire dai bilanci del 2016. Le principali novità introdotte sono: la semplificazione della struttura del bilancio e la semplificazione per una categoria di imprese di fatto introdotta nel 2015, quella delle micro imprese; esisteva già la possibilità di redigerlo in forma abbreviata per imprese che avessero determinate caratteristiche soggettive, questo decreto introduce il bilancio delle micro imprese. I requisiti soggettivi per redigerlo in forma abbreviata sono diversi da quelli della micro impresa: i parametri sono 3: totale attivo, totale fatturato e numero dipendenti. Inferiori ai 4.4 milioni di attivo, 8.8 di ricavi, 50 dipendenti. Il superamento per 2 anni consecutivi di 2 di questi parametri fa cadere la possibilità di redigerlo in forma abbreviata. Questo bilancio prevede la redazione di un conto economico, stato patrimoniale, nota integrativa e il rendiconto finanziario, come il rendimento della gestione, è facoltativo, secondo elemento di novità, poiché dal 2015 era obbligatorio ed era insieme alla nota integrativa. Le micro imprese, con totale attivo 175 mila euro, ricavi minori di 350 mila euro e meno di 5 dipendenti devono redigere conto economico e stato patrimoniale, mentre nota integrativa, relazione sulla gestione e rendiconto finanziario sono facoltativi. A seconda dell'approccio si può vivere il bilancio come un obbligo di legge, attenendosi solo a quello che è il dettato della norma o come uno strumento di comunicazione e dedicare al bilancio un'attenzione maggiore con la prospettiva di far comprendere le caratteristiche del business. Nella nota integrativa i principi contabili ci dicono che si devono inserire gli indici di bilancio che possono far capire meglio l'andamento del business. Il codice civile prevede l'obbligo di redazione del bilancio per le società di capitali e di bilancio consolidato se la mia impresa ne controlla un'altra.
  • Principi contabili nazionali: Questi sono emanati dall'OIC, organismo italiano di contabilità. Numerosi principi contabili sono in fase di modifica e sono solo bozze in fase di revisione. Non hanno la funzione di sostituire il codice civile, hanno la finalità di integrare e di esplicitare attraverso anche casi concreti per la soluzione di alcune problematiche il testo previsto dal codice civile.
  • Norma fiscale: Parte integrante del quadro normativo perché la base imponibile su cui andare a determinare le imposte è il bilancio civilistico: si devono rilevare in modo sistematico tutti gli accadimenti di gestione; alla scadenza si fa la sintesi e si determina il risultato ante imposte civilistico. A questo dato si devono apporre modifiche ottenendo il reddito imponibile fiscale su cui si applicano le aliquote e si determinano le imposte. Questo implica che per molti temi si tende a uniformare la norma civilistica a quella fiscale. La norma fiscale costituisce un riferimento normativo nella redazione del bilancio perché il bilancio civilistico costituisce il punto di partenza; nel mondo civilistico si tiene già conto della norma fiscale per non incorrere in numerose riprese, come ad esempio l'aliquota di ammortamento. Per quel che riguarda gli ammortamenti, fiscalmente esiste un riferimento, un decreto ministeriale del 1988, che stabilisce le aliquote massime per ciascun tipo di bene.
  • Principi contabili internazionali: Sono stati recepiti in Italia nel 2005 e l'adozione risponde alla crescente globalizzazione dei mercati e alla necessità di tradurre i propri numeri in formati comparabili a soggetti che operano in altri paesi. Dal 2005 anche in Italia sono obbligate le società quotate e quelle non quotate che hanno un impatto diffuso sul contesto economico come le banche. Coloro che non possono usarli sono le società di persone, imprese individuali e società di capitali col bilancio in forma abbreviata. Tutte le altre imprese in teoria dal 2005 possono adottare i principi internazionali, ma di fatto quelle in mezzo possono applicarli solo dal 2014. C'è un avvicinamento, un progressivo adattamento alla normativa internazionale: il decreto del 2015 ha disposto modifiche che ci avvicinano alla norma internazionale.

Componenti del bilancio e approvazione

Il bilancio si compone di: conto economico, stato patrimoniale, nota informativa, relazione sulla gestione e rendiconto finanziario. 90 giorni dopo il CDA deve approvarlo e 30 giorni dopo c'è la vera e propria approvazione che si fa in assemblea. Quindi se un bilancio viene chiuso il 31/12, il 31 marzo viene approvato il progetto di bilancio e il 30 aprile c'è l'approvazione vera e propria, passando quindi 4 mesi dalla stesura.

La relazione sulla gestione è l'unico documento che ha un orientamento verso il futuro, in cui gli amministratori commentano i dati del bilancio in chiusura e forniscono informazioni su quello che è avvenuto dopo la chiusura. Oltre a questo nella relazione si deve commentare quella che è l'evoluzione prevedibile della gestione. Quindi è il documento meno tecnico ma più informativo da analizzare in modo molto dettagliato e prestare attenzione perché sarà quello che gli stakeholder esterni andranno ad approfondire. Il bilancio si compone anche della relazione del collegio sindacale, organo incaricato della revisione dei conti che può essere unico o un collegio in base alle dimensioni dell'impresa. Dà un estratto delle performance dell'azienda e certifica la correttezza dei dati del bilancio.

Ci può essere inoltre una relazione della società di revisione che ha il compito di verificare in modo più puntuale e dettagliato la corretta tenuta della contabilità. I revisori certificano le procedure contabili e di conseguenza anche i dati presenti in bilancio, con un primo intervento tra settembre e ottobre e dopo l'elaborazione del progetto di bilancio per corredarlo di un documento che ha un peso soprattutto per i terzi. Questa relazione è impegnativa per l'azienda, sia dal punto di vista economico che di procedure e processi. Infine c'è il verbale dell'assemblea dei soci.

Costruzione del bilancio

L'azienda svolge una serie di operazioni che sono in parte interne e in parte esterne che coinvolgono terze economie, come ad esempio la ricezione di una fattura d'acquisto da parte del fornitore in relazione alla materia prima che l'ufficio acquisti ha deciso di acquistare. Tutte queste operazioni danno vita ad operazioni d'acquisto che genera l'ingresso in magazzino di merce e la rilevazione d'acquisto, insieme a tutti i documenti contabili, come fatture di acquisto o vendita e altri documenti relativi a operazioni esterne. Dopo aver concluso la rilevazione bisogna occuparsi delle valutazioni, comprese le scritture di fine esercizio; si deve controllare che il delta tra attivo e passivo sia quello che risulta in conto economico.

Si arriva quindi alla riclassificazione delle rilevazioni contabili nel formato CEE, compilazione di altri documenti, come il libro cespiti, il libro Iva, il libro mastro e il libro giornale. Infine si passa al reddito ante imposte civilistico, si fanno le riprese in aumento e diminuzione, si determina il reddito fiscale, si applica l'aliquota e si calcola il valore delle imposte. Si chiude così il bilancio d'esercizio e si predispongono le note accompagnatorie. Il bilancio d'esercizio è il punto di estrema sintesi di tutta la vita aziendale, di tutti gli accadimenti che possono essere misurati in termini economico-finanziari.

Il sistema contabile di un'azienda è composto da vari pezzi, come una sorta di puzzle; uno di questi è la contabilità di magazzino, un modulo del sistema gestionale all'interno del quale vivono solo le quantità, sono movimentati materie prime, semilavorati e prodotti finiti, gestendolo solo a volume. Gli operatori aziendali che inseriscono i dati nella contabilità di magazzino sono quelli degli operatori di logistica, coloro che sono nel piazzale dove arrivano i camion che scaricano la merce.

Se acquistiamo 100 pezzi di materia prima a 1 euro ciascuno e produciamo 100 prodotti finiti al costo di 1,5 euro (0,5 di lavorazione). Il prezzo di vendita è 2 euro al pezzo. Il soggetto che opera nella contabilità di magazzino è il primo che iscrive nel sistema contabile il carico di magazzino per 100 pezzi della materia prima X. La fattura non è ancora arrivata in contabilità, per cui nel secondo step nel sistema contabile entrano i moduli di contabilità fornitori e clienti generali, con tutto ciò che ha una rilevanza fiscale. È il momento in cui la contabilità riceve la fattura ed eseguirà il libro giornale: in questo momento nel sistema contabile c'è l'aggancio tra la rilevazione della contabilità di magazzino e i moduli di contabilità. Si ha quindi una registrazione della fattura passiva di 1 euro per 100 pezzi di materia prima X. Un altro tassello è quello della contabilità industriale, quel modulo che gestisce il calcolo del costo unitario di lavorazione del prodotto; questo modulo compilerà il documento distinta base dove c'è scritto che per realizzare il prodotto Y è necessario 1 euro di materia prima e 0,5 di lavorazione, per cui il prodotto X costa 1,5 euro. Questa informazione servirà quando si farà la valutazione delle rimanenze: serve per determinare il prezzo di vendita per chi deve venderlo e per valorizzare le rimanenze finali se ce ne sono. La contabilità industriale definisce il costo unitario del prodotto. Viene svolto tutto il processo di produzione e la contabilità di magazzino rileva lo scarico.

Anteprima
Vedrai una selezione di 11 pagine su 49
Appunti Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda Pag. 1 Appunti Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda Pag. 2
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda Pag. 6
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda Pag. 11
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda Pag. 16
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda Pag. 21
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda Pag. 26
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda Pag. 31
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda Pag. 36
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda Pag. 41
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda Pag. 46
1 su 49
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher matteo.s2005 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Todisco Alessandra.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community