Logistica industriale T-AB
Parte 1 – 12 CFU
Mauro Gamberi
Prof. Appunti di
Simone Benassi
INDICE
1.Imballaggio
- Standard EUR - EPAL
- Container
2.Sistemi di codifica a barre
- Codice 39
- Codice EAN 13
- Codice EAN 8
- Sistemi RFID (Radio Frequency Identification)
3.FMS (Flexible Manufacturing System)
4.FAS (Flexible Assembly System) - Assemblaggio
- Configurazione
- Componenti
- Progetto di una linea di assemblaggio
- Simulazione Monte Carlo
5.Sistemi di trasporto
- Sistemi di trasporto rigidi
- Sistemi di trasporto flessibili – Carrelli manuali
- Sistemi di trasporto flessibili – Carrelli automatici AGV
- Calcolo flotta AGV
6.Magazzini
- Magazzini tradizionali
- indici di performance
- Curva di sottodimensionamento
- Magazzino con scaffalature
- Configurazione del magazzino
- Magazzini automatizzati
- Movimento del trasloelevatore
- Calcolo del tempo di ciclo semplice e combinato
- Baia di carico e scarico
Appunti dell’A.A. 2010/2011
Logistica industriale - parte 1 - Indice moduli - Benassi Simone
ACRONIMI
CONAI COnsorzio NAzionale Imballaggi
à
TEU Tweny-foot Equivalent Unit
à
FEU Forty-foot Equivalent Unit
à
EAN European Article Number
à
UPC Universal Product Code
à
RFID Radio Frequency IDentification
à
FMS Flexible Manufacturing System
à
DFA Design For Assembly
à
MTM Mean Time Measurement
à
AGV Automated Guided Vehicle
à
LGV Laser Guided Vehicle
à Logistica industriale - parte 1 - Acronimi - Benassi Simone
1.IMBALLAGGIO
Lo scopo principale dell’imballaggio è quello di proteggere il prodotto da eventuali danneggiamenti che
può subire durante la sua movimentazione.
I danneggiamenti possono essere dei più svariati: meccanici, vibrazioni, corrosioni chimiche, ecc.
Un esempio di danneggiamento chimico è la corrosione che subiscono i prodotti trasportati su nave
provenienti dalla Cina a causa del sale (NaCl): per questo motivo le plance delle navi devono essere
rivestite con una vernice apposita (più strati uno sopra l’altro), in modo da isolare la stiva.
Inoltre i prodotti possono essere protetti dall’umidità grazie a speciali sacchettini traspiranti contenenti
granuli di silice, che appuntono assorbono l’umidità.
Oltre a proteggere il prodotto, l’imballaggio ha anche un aspetto visivo, relativo alla vendita.
Inoltre può servire da portaccessori, per esempio nel caso di cellulare, auricolare, caricabatteria, ecc.
Un’altra funzione dell’imballaggio è quella di espositore, come nel caso della pasta Barilla.
Gli imballaggi si dividono in tre categorie:
primario
-imballaggio è l’imballaggio che è a stretto contatto con il prodotto: solitamente costituisce
à l’unità di vendita;
secondario
-imballaggio imballaggio che contiene più imballaggi primari (quindi ovviamente di
à maggiore dimensione).
Un esempio è lo scatolone contenente N scatole dei cellulari;
terziario
-imballaggio utilizzato per trasportare a livello industriale i prodotti: è costituito da pallet +
à + imballaggio secondario.
Le funzioni del pallet sono quelle di supporto al materiale e di facilitazione
della movimentazione dei prodotti.
@Standard EUR – EPAL (Euro Pallet) 800 x 1200 mm (dimensionamento più diffuso)
o 1000 x 1200 mm
con altezza = 150 mm
1200 Le dimensioni del pallet sono state definite in
150 base ai mezzi di trasporto su cui dovranno
viaggiare: treni, autotreni, ecc.
I prodotti vengono caricati sul pallet nel modo
800/1000 più regolare possibile.
1200
800 800
1200 1500
1000 1000
1200 1200 1
massima
L’altezza consentita dell’imballaggio terziario è 1500 mm (1,5 m).
peso
Il del pallet è circa 15/20 kg (dipende dal legno utilizzato, solitamente pioppo o abete).
UDC (Unità Di Carico) è l’equivalente dell’imballaggio terziario.
à UDC ≤ 1t dinamico (se il pallet viene movimentato deve essere caricato di
meno, se no rischia di cedere)
UDC ≤ 4t statico (il pallet se tenuto fermo può essere caricato di più: i pallet
sono tenuti fermi possono essere impilati fino a 3 – 4
senza problemi)
I pallet possono essere suddivisi in due tipologie:
a due vie
-pallet il pallet può venire inforcato secondo due sole direzioni;
à I distanziali corrono per tutta la lunghezza del
pallet.
Sono più resistenti rispetto ai pallet a quattro
vie.
a quattro vie
-pallet il pallet può venire inforcato secondo quattro direzioni;
à reversibili,
Queste due tipologie di pallet possono essere a loro volta ossia utilizzabili da entrambi i lati, o
irreversibili, utilizzabili su un solo lato.
Non è possibile utilizzare un pallet solo una volta: solitamente la vita media di un pallet è di 9 anni.
cicli = 40 il pallet è riutilizzabile per 40 volte;
à
costo pallet = 25/40 €
Sul pallet è inciso a caldo un codice identificativo, che ne definisce lo standard, l’azienda e la data di
fabbricazione. Logistica industriale - parte 1 - modulo 1 Imballaggio - Benassi Simone 2
Sono distinguibili tre modalità di gestione dei pallet:
mediante raccolta
-gestione il produttore carica i prodotti sul pallet, manda il pallet al ciente, che lo
à scarica e lo rimanda indietro tramite la multinazionale CHEP, che si
occupa della gestione dei pallet;
con interscambio
-gestione appena il produttore manda via N pallet, CHEP lo rifornisce con N pallet
à vuoti;
con trasferimento di noleggio
-gestione il pallet ricevuto dal cliente viene riutilizzato dallo stesso a
à suo piacimento.
Rendimento volumetrico rapporto fra il volume contenuto nell’imballaggio e il volume
à dell’imballaggio.
È possibile distinguere tre tipi di rendimento volumetrico:
Vol prodotto
-primario =
η
à IP Vol IP
Vol IP N°IP
=
-secondario η
à IS Vol IS
Vol IS N°IS
=
-terziario η
à IT Vol IT
Vol IT superficie massima occupata in pianta, poiché a volte il carico del pallet può debordare.
à Al giorno d’oggi il debordo dal cliente non è più consentito, ma nel caso esso sia possibile non
deve superare il 4% di entrambi i lati del pallet. superficie massima occupata in
à pianta (vista dall’alto)
debordo
Logistica industriale - parte 1 - modulo 1 Imballaggio - Benassi Simone 3
È bene progettare imballaggi secondari (cartoni / scatoloni) in dimensioni multiple rispetto alle misure del
pallet. 1200 Nel caso seguente dove viene utilizzato un
pallet 800 x 1200 non conviene progettare un
cartone (imballaggio scondario) di 700 mm,
poichè non è multiplo o divisore di nessun
200 lato dello stesso pallet.
800 Quando si progettano gli imballaggi bisogna
400 tenere conto dello spessore, del peso e del
costo del cartone che li comporranno, in
funzione del luogo dove si devono recare o
della tipologia di trasporto.
300 600
Il cartone può essere rafforzato se fra un foglio e l’altro vengono inserite delle ondulazioni.
Le ondulazioni possono essere semplici, doppie o triple.
@Imballaggio secondario cartone americano.
L’imballaggio secondario viene anche detto
lembo
per icollaggio
(1,5/5 cm) H
b/2 b L b L La scatola viene chiusa e poi incollata o
L lato lungo
à graffettata: esistono anche scatole che vengono
B lato corto
à chiuse ad incastro (scatole fustellate).
H 3
V = L b H [m ] 2
S = 2 (L + b) (H + b) [m ]
Nota la superficie dell’imballagio posso
b conoscere il suo costo.
L
Logistica industriale - parte 1 - modulo 1 Imballaggio - Benassi Simone 4
In base al contenuto dell’imballaggio posso trovare la forma dell’imballaggio secondario che minimizza
la superficie, a parità di volume.
È il caso di materiale incoerente, come ad esempio il riso.
L’ottimizzazione dell’imballaggio secondario dovrebbe essere di forma cubica L = H = b
à
Anche l’imballaggio primario è da dimensionare in funzione dell’imballaggio secondario e terziario.
Esistono software che ottimizzano questi tre parametri per cercare di massimizzare il volume e
minimizzare la superficie.
Meno superficie si ha, meno cartone si utilizza, minori sono i costi dell’imballaggio.
Inoltre bisogna fare attenzione all’altezza del pallet, in base alle dimensioni in altezza dei mezzi che lo
dovranno trasportare.
CONAI COnsorzio NAzionale Imballaggi (istituito dal decreto Rochi).
à Ha il compito di riciclare i materiali degli imballaggi, nel limite del possibile.
In poche parole il compito del CONAI è quello di gestire la raccolta differenziata.
contributo ambientale
Sui prodotti da imballaggio è presente un che viene pagato al CONAI
per finanziare la raccolta differenziata:
-vetro 17,82 €/t
-plastica 160 €/t
-legno 8 €/t
-carta 22 fonte: CONAI 2011
€/t
-acciai 31 €/t
-allumini 52 €/t
container:
Esistono due tipi di
-TEU (Twenty-foot Equivalent Unit) container da 20 Ft x 8 Ft x 8 Ft
à
-FEU (Forty-foot Equivalent Unit) container da 40 Ft x 8 Ft x 8 Ft 1 FEU = 2 TEU
à à
Dimensione esterna 20 o 40 x 8 x 8 Ft
à
La dimensione interna del container è minore
rispetto a quella esterna a causa dello spessore di
qualche cm delle pareti.
In un container TEU possono entrare 11 pallet
8 Ft 800 x 1200 e 10 pallet 1000 x 1200.
Nel container FEU non bisogna fare altro che
20/40 Ft raddoppiare il contenuto del container TEU.
1Ft = 30,5 cm
8 Ft
Logistica industriale - parte 1 - modulo 1 Imballaggio - Benassi Simone 5
2.SISTEMI DI CODIFICA A BARRE
Nei sistemi informativi aziendali ogni prodotto è identificato da un codice a barre.
La lettura e quindi l’identificazione del codice a barre da parte dello strumento lettore deve essere rapida e
sicura.
Mediante l’utilizzo di nastri trasportatori e lettori ottici è possibile smistare la merce verso le rispettive
direzioni (es.: posta).
COD – BAR
prodotto vano Il sistema informativo associa alla posizione
nel magazzino il prodotto.
Gli approvvigionamenti si evolvono verso
un’ottica del tutto automatizzata.
montante
COD – BAR
posizione corrente
I principali codici a barre sono:
8 EAN 13
-EAN o (europeo)
-UPC (americano) possono venire letti dallo stesso lettore ottico
39
-CODICE
I codici a barre sono composti di due parti: -barra (scuro)
-spazio (chiaro)
Inoltre i codici possono distinguire in:
continuo
-codice la sequenza delle bande chiare e scure del primo carattere non si distingue dalla
à sequenza delle bande chiare e scure del secondo carattere e così via;
discreto
-codice ogni sequenza delle bande chiare e scure dei caratteri alfa-numerici è divisa da un
à separatore (uno spazio bianco un po’ più largo).
I codici EAN (13 e 8) e UPC sono codici continui, oltre ad essere anche i più diffusi.
a due spesori spessore variabile.
Gli elementi chiari (spazi) e scuri (barre) possono essere o a
check digit
Ogni codice a barre è dotato di un carattere di controllo che non porta con sé alcuna
à informazione sul prodotto, ma porta un’informazione
di controllo e sulla sicurezza della buona riuscita della
lettura dello stesso codice.
Logistica industriale - parte 1 - modulo 2 Sistemi di codifica a barre - Benassi Simone 1
Inoltre sono presenti altri caratteri speciali: -start (destra) *
à
-stop (sinistra) *
à
-separatore (nel mezzo del codice)
@CODICE 39
Il CODICE 39 è un codice discreto.
Si può consultare una tabella (pag. 85 libro “Logistica integrata e flessibile”) dove per ogni carattere è
presente un valore numerico corrispondente, da 0 a 42 (quindi 43 valori).
Esempio: vogliamo scrivere con CODICE 39 la parola “ciao”.
C I A O L check digit
12 18 10 24
Passi per determinare il check digit:
1)somma dei valori dei caratteri alfanumerici SOMMA = 12 + 18 + 10 + 24 = 64
à
2)divisione della SOMMA ottenuta per i 43 valori della tabella 63 / 43 = 1 resto 21
à
3)traduzione del resto nel valore corrispondente tabellare 21 = L
à
L è il check digit della parola CIAO.
Una volta trovato il check digit si passa ad una seconda tabella che mi indica in base ai caratteri quali
barre devono essere più spesse.
0 elemento sottile B barra (scuro)
à à
1 elemento largo S spazio (chiaro)
à à
Un elemento è largo (barra o spazio) quando la sua dimensione è doppia rispetto ad un altro elemento.
Per ogni carattere ci sono 9 elementi, per la precisione 5 barre e 4 spazi.
Questo codice ha lo svantaggio di essere molto esteso.
Oltre alla parola da codificare e al check digit questo codice necessita della presenza di due caratteri
speciali, esattamente lo start e lo stop, rappresentati con un *.
La parola da codificare è quindi *CIAOL*.
* 2-5-7 I 3-6-7
C O
1-3-6 1-5-8
A 1-6-9
L 3-8-9 * 2-5-7 I caratteri speciali separatori in realtà non
sono arancioni, quindi appaiono come
spazi bianchi all’occhio del lettore.
Logistica industriale - parte 1 - modulo 2 Sistemi di codifica a barre - Benassi Simone 2
@CODICE EAN 13
EAN è l’acronimo di European Article Number.
Il CODICE EAN 13 è il codice a barre più diffuso, nonchè un codice continuo.
Si possono rappresentare 13 numeri e non possono essere rappresentate lettere.
13° 12° 7° 6° 2° 1°
CODICE A o B CODICE C START
STOP DIVISORIO 101
101 CENTRALE
01010
Il 13° carattere è presente ma non è rappresentato.
Per la codifica è necessario rispettare una tabella contenente tre colonne di codifica: A, B, C.
In questo codice gli 0 e gli 1 hanno diversa concezione rispetto al CODICE 39:
0 banda chiara
à
1 banda scura
à
le bande chiare e scure vengono rappresentate tutte attaccate, senza spazi di separazione (come nel
CODICE 39): per questo motivo il CODICE EAN 13 è un codice continuo.
codifica C
La è usata per codificare i numeri dalla posizione 1 alla posizione 6 questa codifica inizia
à
sempre con un 1 e termina sempre con uno 0.
codifiche A B
Le o servono a codificare i numeri dalla posizione 7 alla posizione 12 questa codifica
à
inizia sempre con uno 0 e termina sempre con un 1.
Questo fatto, in concomitanza alla conoscenza della lunghezza della sequenza (7 numeri fra 1 e 0), porta a
distinguere la codifica di un numero dal suo successivo e dal suo precedente (senza l’utilizzazione dei
veri e propri separatori).
Gli elementi STOP, START e DIVISORIO CENTRALE hanno sempre la stessa struttura (1 e 0 quindi
bande chiare e scure).
13° 12° 7° 6° 2° 1°
01010
101 0…1 0…1 0…1 0…1 1…0 1…0 1…0 1…0 101
START
STOP DIVISORIO
CENTRALE 3
Logistica industriale - parte 1 - modulo 2 Sistemi di codifica a barre - Benassi Simone
Il 13° elemento viene rappresentato in modo nascosto, utilizzando un’altra tabella di codifica, in base a
quale codifica A e B si utilizza dalla posizione 7 alla posizione 12.
13° 12° 11° 10° 9° 8° 7°
4 7 0 0 3 1
1 A A B A B B
La sequenza A-A-B-B-A-B-B avrebbe come carattere equivalente il numero 1.
In questo modo posso comunque avere l’informazione del 13° carattere senza rappresentarlo come banda
chiara o banda scura. check digit,
Anche in questa tipologia di codifica a barre è presente il che il primo numero a destra
(numero in posizione 1).
I passi per determinare il check digit sono i seguenti:
1) somma dei caratteri (numeri) in posizione pari S
à
2)S’ = S x 3
3)somma dei caratteri (numeri) in posizione dispari, partendo dalla posizione 3 (escludendo quindi il
primo numero), e considerando il 13° numero D
à
4)S’ + D il check digit è il numero che arrotonda per eccesso alla decina più vicina.
à
Esempio: 1)S = 16
2)S’ = S x 3 = 16 x 3 = 48
3)D= 7 check digit = 5
4)S’ + D = 48 + 7 = 55 à
Se la somma dà come risultato una decina, il check digit è 0.
Riassumendo: -ogni carattere (numero) è rappresentato da 7 elementi (banda chiara o banda scura 1 o
à
0 spessi uguale);
-la struttura dello START e dello STOP è la medesima sempre 101;
à
-la struttura del DIVISORE CENTRALE è la medesima sempre 01010;
à
-n° elementi costituenti il codice = 12 x 7 + 2 x 3 + 5 = 95;
codice multispessore
-è un (tre barre chiare o tre barre scure affiancate formano un’unica
banda chiara o scura pià larga).
Logistica industriale - parte 1 - modulo 2 Sistemi di codifica a barre - Benassi Simone 4
@CODICE EAN 8
Tutte le cose spiegate per il CODCE EAN 13 valgono per questo tipo codice.
L’unica differenza è che non viene rappresentato l’equivalente del 13° carattere, qui il 9° carattere.
8° 5° 4° 1°
Tutta COD. C
COD. A o
tutta COD.
B DIVISORIO START
STOP CENTRALE 101
101 01010
@SISTEMI RFID (Radio Frequency Identification)
Per un medesimo prodotto esiste lo ste
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