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Logistica industriale T-AB

Parte 2 – 12 CFU

Alberto Regattieri

Prof. Appunti di

Simone Benassi

INDICE

1.Logistica distributiva

-Generalità

-Incoterms

-Progettazione del canale distributivo

-Scelta del sistema di trasporto

-Tipologie di mezzi di trasporto

-Container terrestre

2.Il flusso informativo

-Generalità

-Gestione del fabbisogno dei materiali

-MRP – Material Requirement Planning

-JIT – Just In Time

-Aspetti operativi JIT

3.Sistemi a scorta

-Sistemi a scorta a livello di riordino fisso

-Sistemi a scorta a intervallo di riordino fisso

4.Scheduling

-Generalità

-Modello di Hodgson

-Regole di carico

-EDD – Earliest Due Date

-SPT – Shortest Processing Time

-LPT – Longest Processing time

-MST –Minimum Slack Time

-Algoritmo di Nunnikhoven and Emmons

-Flow shop

-Flow shop a due macchine – algoritmo di Johnson

-Flow shop a più macchine – algoritmo di Palmer

-Job shop

5.Teoria delle code

-Generalità

-Condizione di stazionarietà

-Valori medi 2

-Test di adattamento χ 

Appunti dell’A.A. 2010/2011

Logistica industriale - parte 2 - Indice moduli - Benassi Simone

ACRONIMI

LS Livello di Servizio

à

AILOG Associazione Italiana LOGistica

à

INCOTERMS INternational COmmercial TERMS

à

EXW EX Works

à

DDP Delivered Duty Paid

à

CIF Cost, Insurance and Freight

à

FOB Free On Board

à

LAP Location Allocation Problem

à

RRP Resource Requirement Planning

à

MPS Master Product Schedule

à

RCCP Rough Cut Capacity Planning

à

MRP Material Requirement Planning

à

JIT Just In Time

à

MTS Make To Stock

à

ATO Assembly To Order

à

MTO To Order

àMake

ETO Engineer To Order

à

BOM Bill Of Materials

à

CRP Capacity Resource Planning

à

SPC Statistical Process Control

à

OPF One Piece Flow

à

SMED Single Minute Exchange of Die

à

IED Inside Exchange of Die

à

OED Outside Exchange of Die

à

EOQ - ROP Economic Order Quantity – ReOrder Point

à

WIP Work In Process

à

EDD Earliest Due Date

à

SPT Shortest Processing Time

à

LPT Longest Processing Time

à

MST Minimum Slack Time

à Logistica industriale - parte 2 - Acronimi - Benassi Simone

1.LOGISTICA DISTRIBUTIVA

Una parte della logistica si occupa della distribuzione della merce: per questo motivo prende il nome di

logistica distributiva.

La logistica distributiva in ingresso all’azienda è la stessa identica cosa della logistica distributiva in

uscita dalla stessa, anche se spesso ne viene fatta differenza.

flusso fisico

Con il flusso distributivo termina il così giungendo al cliente sul mercato.

flusso informativo

Il flusso fisico è supportato da un che viaggia nella direzione opposta al primo: dal

mercato arrivano le informazioni sulle sue preferenze, bisogni, ecc.

La logistiva distributiva è importante poiché è una grossa percentuale dei costi si collega a problemi di

à

sicurezza, affidabilità, puntualità, ecc.

logistica inversa

La è la logistica che va dal mercato alle aziende (non verrà approfondità nel corso).

Lo scopo della logistica distribuitiva è quello di portare i prodotti ai clienti nel rispetto del livello di

servizio concordato (LS) al minor costo possibile.

LS rispetto due date (rispetto della data di consegna) 45 %

à

rispetto della quantità 10 %

à

rispetto della qualità 15 %

à

danneggiamento nel trasporto 30 %

à

AILOG Associazione Italiana Logistica

à canale distributivo customer

azienda

Fra azienda produttrice e consumatore possono essere presenti vari intermediari, che fanno parte del

canale distributivo.

Più intermediari sono presenti, più il costo del prosotto lievita.

Il canale distributivo è solitamente molto articolato: sono rare le aziende che si rivolgono ad un solo

canale distributivo.

Lungo il canale distributivo di chi è il materiale? Se compro la maglietta in un negozio

autorizzato Benetton il prodotto è di

proprietà di Benetton fino all’atto della

MI

Benetton vendita.

(VR)

(W) Nel caso di Wolksvagen quando le

macchine arrivano in Italia, precisamente a

BO1 Verona, diventano di proprietà della

concessionaria.

Quando compro una Golf, la compro dalla

BO2 concessionaria, non da Wolksvagen.

Logistica industriale - parte 2 - modulo 1 Logistica distributiva - Benassi Simone 1

prezzo Più prodotti acquisto all’azienda, meno li

pago nel totale.

Molte concessionarie se non arrivano al

budget previsto (per esempio 30

macchine), le comprano per rivenderle

magari in seguito, e avere uno sconto sul

lotto successivo.

Q.tà

Quali sono le attività che si svolgono nel canale distributivo?

USA NEDERLAND

-NIKE- -NIKE- NAPOLI MILANO

CAMBOGIA -NIKE- -NIKE-

-NIKE- BOLOGNA

Fini Sport

-NIKE-

pallet multiprodotto.

Al negoziante arriva un pallet monocodice

Al magazzino NIKE di Milano arrivano (pallet contenenti solo magliette, solo scarpe

di un colore e di un numero, ecc). container monocodice.

Al magazzino NIKE in Olanda, che è il magazzino principale europeo, arrivano

continua riconfigurazione

Viene fatto questo esempio per specificare che è presente una della merce nel

corso del canale distributivo.

Le operazioni principali sono: -stoccaggio;

-trasporto;

-separazione (degli ordini in arrivo);

-preparazione (degli ordini in partenza);

-(controllo).

Logistica industriale - parte 2 - modulo 1 Logistica distributiva - Benassi Simone 2

@Incoterms

L’acronimo Incoterms significa INternational COmmercial TERMS.

Incoterms è una serie di termini validi in tutto il mondo che definisce in maniera univoca e senza

possibilità di errore ogni diritto e dovere competente ai vari soggetti giuridici coinvolti in una operazione

di trasferimento di beni da una nazione all’altra.

I più importanti Incoterms sono:

-EXW (franco fabbrica)à deve essere completata con la specifica della località di destinazione.

Il venditore è semplicemente vincolato a preparae i beni nei suoi locali

(fabbrica, magazzino, ecc) alla data concordata, provvedendo alla sola

fornitura della documentazione necessaria all’esportazione.

L’acquirente organizzerà il trasporto, pagandolo interamente, e prendendosi

ogni responsabilità fino alla destinazione finale.

-DDP (franco destinazione)à le spese di trasporto sono completamente a carico del produttore fino ad

destinazione concordata.

Anche questa clausola deve essere completata con la specifica della

località di destinazione.

È simmetrica alla clausola EXW, comprendente però tutti i rischi e gli

oneri del trasporto.

-CIF (porto di destinazione)à clausola in uso nei trasporti via nave, che stabilisce a carico del venditore

siano tutti i costi di trasporto fino a destinazione, inclusi quelli relativi a

carico, scarico nave ed asicurazione.

Dal momento in cui la merce è scaricata dalla nave tutte le restanti spese

sono a carico dell’acquirente, compresi i costi doganali.

Anche questa clausola deve essere completata con la specifica del porto di

destinazione.

-FOB (porto di imbarco)à sono a carico del produttore le spese di trasporto fino alla nave e i costi

relativi al carico delle stessa.

Dal momento in cui la merce è considerata pronta tutte le altre spese,

comprese quelle di assicurazione sono a carico dell’acquirente.

Anche questa clausola deve essere completata con la specifica del porto di

imbarco.

EXW EX Works

à

DDP Delivered Duty Paid

à

CIF Cost, Insurance and Freight

à

FOB Free On Board

à Logistica industriale - parte 2 - modulo 1 Logistica distributiva - Benassi Simone 3

@Progettazione del canale distributivo

La progettazione di un canale distributivo può essere composta di diverse fasi:

1)definizione del LS a parità di settore merciologico non c’è grande differenza fra i LS delle aziende

à che vi operano.

Si tende a delineare il LS del settore merciologico e si cerca di imitarlo o

migliorarlo passo da una consegna media dei miei concorrenti di 3 settimane a

à

2 settimane; in questo modo ho un miglioramento del servizio.

2)localizzazione di eventuali magazzini intermedi; LAP – Location Allocation Problem

3)determinazione della scorta nei magazzini intermedi;

del sistema di trasporto

4)scelta (approfondiremo questa fase)

5)scelta/studio del packaging;

6)scelta/studio del supporto informativo.

@Scelta del sistema di trasporto

Quali sono i possibili sistemi di trasporto?

-truck trasporto su gomma

à

-rail trasporto su rotaia

à

-air trasporto in aria

à

-sea trasporto in mare

à

-(piping) traporto mediante tubazioni

à

In Austria il trasporto su gomma è disincentivato grazie agli elevati costi delle autostrade: questo per

proteggere il clima e l’ambiente del paese.

Di contro agli elevati prezzi autostradali è possibile caricare i camion su treni speciali a prezzi molto più

ridotti.

driver principali

I per la scelta del sistema di trasporto sono due:

-prodotto -dimensione

à -peso

-ingombro

-danneggiamento

-costo (valore)

-pericolosità

-consegna -durata ammessa del trasporto

à -partenza/destinazione

-costo ammissibile del trasporto

Ora capiremo perché in Italia il trasporto merce è quasi esclusivamente su gomma.

velocità commerciale:

Definiamo il concetto di d, v t

t t

CARICO SCARICO

d

T t + + t

=

TOT CARICO SCARICO

v t

d

v = à

COMMERCIALE T TOT

Logistica industriale - parte 2 - modulo 1 Logistica distributiva - Benassi Simone 4

S La retta della velocità commerciale (in

rosso) ha pendenza minore (quindi velocità

minore) rispetto alla retta della velocità di

v

trasporto ( ) (in blu).

t

Questo perché tiene in considerazione

anche i tempi di carico e scarico del

veicolo, in cui quest’ultimo rimane fermo.

t

A Bologna la velocità commerciale è di circa 6 8 Km/h.

÷

S rail Il trasporto aereo comincia a convenire, in

termini di tempo, quando le distanze in

truck gioco sono grandi.

In italia le rotaie attuali non bastano per

garantire un buon livello di trasporto su

air treno: durante la notte vengono trasportati i

prodotti ma i treni merci sono a pochissima

distanza l’uno dall’altro (i binari sono

saturi, non ci sono slok liberi).

Inoltre c’è anche un problema di

S organizzazione.

900 Km

La lunghezza dell’Italia commerciale è circa 900 Km: a questa distanza conviene passare da un trasporto

su gomma ad un trasporto in aereo.

Per questo motivo in Italia è prevalente il trasporto su gomma: le distanze in gioco non giustificherebbero

in termini di costi lo spostamento della logistica distribuitiva nel trasporto in aereo.

Discorso inverso per gli Stati Uniti, dove le distanze in gioco sono notevoli.

+ sea La figura di merito è più o meno sempre la

stessa.

rail

grandezza Cambia ovviamente qualcosa in funzione

truck

ordine del paese e della morfologia territoriale

dello stesso (per esempio in Austria non è

presente il mare).

air

- posta

- distanza +

Logistica industriale - parte 2 - modulo 1 Logistica distributiva - Benassi Simone 5

@Tipologie di mezzi di trasporto

trasporto in mare

Il è effettuato mediante due principali tipologie di navi:

porta container

-navi è la tipologia di nave più utilizzata.

à Vengono trasportati container accatastai sul ponte della nave: possono

trasportare fino a 6000 8000 container TEU.

÷

I tempi di carico e scarico di queste navi sono molto lunghi, anche fino a 4

giorni.

Hanno una lunghezza di circa 330 m.

porta rinfuse

-navi sono le classiche petroliere, portagas, porta granaglie, ecc.

à Trasportano in generale materiale incoerente (alla rinfusa).

Hanno una lunghezza di oltre 400 m: per questo motivo non riescono ad entrare

nel Mediterraneo.

trasporto su gomma

Il è effetuato mediante tre tipologie di mezzi principali:

(motrice)

-autocarro portata = 35 q

à

rimorchio

-autotreno portata = 300/400 q

à trattrice (a volte impropriamente detta motrice)

semirimorchio

-autoarticolato portata = 300/400 q

à

La trattrice da sola non ha alcuna capacità di carico: il suo scopo è trainare il semirimorchio.

portata,

Di questi mezzi di trasporto è bene conoscere la ossia la capacità di carico (espressa in q.li), e il

L L

3

volume trasportabile (espresso in m x x h).

à 1 2

La larghezza del cassone, rimorchio e semirimorchio è di circa 2550 mm, in linea con le normative per

l’EUR – EPAL. portata 1800 3

Se si fa il rapporto = = 251 Kg/m

volume trasportato 2,55 x 2,91 x 9,95

3 densità ottimale,

251 Kg/m rappresenta la caratteristica di ogni mezzo di trasporto.

Si cerca sempre di saturare questa densità ottimale, sia in termini di peso, sia in termini di volume.

Per questo motivo si cerca sempre di trasportare materiali pesanti e poco voluminosi, con materiali

leggeri e molto voluminosi, per cercare di raggiungere la densità ottimale (o comunque di avvicinarsi il

più possibile).

Per esempio carico tondini di ferro e sopra di essi serbatoi di microresina.

Logistica industriale - parte 2 - modulo 1 Logistica distributiva - Benassi Simone 6

trasporto su rotaia carri ferroviari

Il è effettuato mediante lunghi circa 14 metri e viene trasportata

merce varia. carri portacontainer.

Sono distinguibili anche

trasporto in aria

Nel si possono distinguere due tipologie di aereo:

passeggeri

-aereo nel piano superiore vengono trasportati i passeggeri, mentre nel piano

à inferiore viene trasportata la merce.

full cargo

-aereo sia il piano superiore che quello inferiore della carlinga sono adibiti al

à trasporto della merce. container areonautici.

Per tenere ferma la merce nella carlinga si utilizzano appositi container, detti

Questi particolari container per aerei hanno una forma particolare in quanto si devono adattare ad

occupare 1/4 di un cilindro (forma della carlinga).

Solitamente il materiale utilizzato per fabbricare questi container è l’alluminio. igloo,

Inoltre la parte superiore della carlinga di un aereo full cargo può essere riempito di fabbricati in

alluminio o resina.

Inoltre i pallet (la merce: che possono anche essere valigie) possono essere anche avvolti in reti (colorate)

e tirati a bordo senza troppa cura da sistemi di traino automatizzati.

@Container terrestre

Ora ci concentriamo sull’attrezzatura di trasporto più utilizzata nel trasporto su gomma: il container

terrestre.

Se ne possono distinguere due tipologie:

-TEU 20 Ft

à

-FEU 40 Ft

à

Il secondo è esattamente il doppio del primo.

Possono essere trasportati 2 TEU o 1 FEU, oppure un solo TEU (esistono semirimorchi adatti a

trasportare un solo TEU). interferenza meccanica,

I container sono tenuti fermi sul semirimorchio per grazie ad appositi perni.

Ad ogni angolo del container è presente un perno che può essere alzato e abbassato per un’escursione pari

a circa 10 cm.

Quando i perni vengono alzati vanno ad incastrarsi in appositi fori situati necessariamente sugli angoli del

container. perno

Logistica industriale - parte 2 - modulo 1 Logistica distributiva - Benassi Simone 7

Possono essere classificate alcune tipologie particolari di container:

(bolster)

-piattaforma utilizzati per trasporto di fuori sagoma;

à

top

-open aperti nella parte superiore per l’estrazione della merce;

à

-flet utilizzati per trasporto di fuori sagoma in una sola direzione;

à frigorifero

-container ha pareti coimbentate (rivestite di polistirolo) per mantenere la temperatura

à interna. 20/40 Ft 2438 2310

2280

Grande attenzione nel non confondere le dimensioni interne del container con quelle esterne: le pareti

hanno uno spessore non trascurabile.

Attenzione anche a tenere conto dell’imbocco del container, poiché a causa dei cardini l’ingresso è più

stretto.

Anche l’altezza non è sfruttabile nel suo complesso.

Chi sono i principali attori del trasporto?

-produttori

-clienti

-spedizionieri

-vettori

-stato (attraverso infrastrutture e regole)

Il contratto di spedizione e vettoriamento è previsto dal codice civile.

contratto di spedizione

Il non comporta nessuna responsabilità ed implicazione sul materiale trasportato.

contratto di vettoriamento

Il viceversa comprende anche la responsabilità sulla merce, sulla puntualità

della consegna, ecc.

In poche parole del materiale risponde il vettore, non lo spedizionere.

Il vettore può quindi essere inglobato dallo spedizioniere.

Il trasporto può essere:

-monomodale è presente una sola tipologia di trasporto per raggiungere la destinazi

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bens89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Logistica industriale T-AB e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Regattieri Alberto.
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