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Linguistica - relazione tra significato e significante nella filosofia del linguaggio

Appunti di Linguistica per l’esame della professoressa De Filippi. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la relazione tra significato e significante nella filosofia del linguaggio, le caratteristiche generali delle parole del linguaggio in
una maniera che non si può pensare.

Esame di Linguistica docente Prof. R. De Filippi

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MODULO 11

LA RELAZIONE TRA SIGNIFICATO E SIGNIFICANTE NELLA FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO

Facciamo un esempio in cui l’elemento “a” di forma fonica equivalga ad un oggetto esterno “a” preso da a come suo

significato fonetico; da questo capiamo che l’elemento “ba” della lingua-I diJones prendeuna qualsiasi unità “ba” che Jones

a con Smith nella lingua-I che quest’ultima vi è qualche cosa che corrisponde a “ba”.

Questa tesi nessuna persona la vorrà difendere poichè è una tesi senza nessun significato.

La maggiore parte della filosofia del linguaggio odierno deve esaminare le connessioni tra le espressioni e cose, per

mezzo dell’osservazione di intuizioni concernenti i concetti di denotare, riferirsi ecc.

Però queste nozioni tecniche del discorso filosofico hanno un significato secondo determinate cause e che non

equivalgono al inguaggio ordierno, per questo motivo ad esempio Frege dovette mettere un nuovo significato nella parola

Eedeutung.

Per quello che mi concerne non mi pare giusto che la teoria del linguaggio naturale, del suo utilizzo delle connessioni

denotazione ecc. in una maniera che sia analoga alla teoria tecnica del significato.

Infatti qualche volta possiamo così asserire che questi concetti tecnici sono indispensabili per un’osservazione della

comunicazione, concetti di verità, falsità.

Voglio considerare per esempio il conflitto fra linguaggio e mente e le due asserzioni connesse a linguaggio e mente:

1) Il cinese è la lingua di Pechino e Honh Kong, però non di Melbourne;

2) La mente è il suo medesimo luogo, e può in se medesimo fare un Paradiso dell’Inferno, un’inferno del paradiso.

Quindi possiamo dedurre che la prima esserzione è vera, perchè il cinese nel mondo concreto non ha alcun referente nel

significato del termine, invece la seconda frase è vera, perchè non vogliamo credere che il soggetto, il nome ecc, abbia un

qualsiasi riferimento a qualsiasi oggetto che fa parte del mondo esterno o scuro.

Le peculiarità esaminate dai due esempi precedenti rappresentano le caratteristiche generali delle parole del linguaggio in

una maniera che non si può pensare.

Ora vogliamo esaminare un altra parola che io utilizzo durante la mia diatriba, cioè il linguaggio-I che appare ad esempio in

quest’affermazione: Il linguaggio-I ha un parametro della testa.

Questa tipologia di affermazione può rivelarsi: 1) Falsa quando la teoria di Kayne (1994) è giusta; 2) Probabilmente vera

quando la teoria di Kayne è sbagliata. Infatti questa affermazione è della medesima categoria di affermazioni sull HO ecc.

Queste dichiarazioni fanno parte dei termini tecnici, ad esempio linguaggio-I, che sono presentati a livelli più alti.

Infatti è giusto ammettere che durante queste indagini cerchiamo di formare sistemi in cui a qualche oggetto simbolico

creato si assegna la peculiarità di scegliere gli oggetti del mondo esterno: linguaggio-I, molecole ecc. Questi oggetti

simbolici verranno meteforicamente definiti “linguaggi”, che sono acquistati, usati in maniera totalmente differente.

I sistemi possono distinguersi in vari modi discutibili: dal linguaggio naturale, sando il calcolo, nozioni chimiche, diagrammi

ecc.

Questi sistemi di simboli possono puntare all’attuazione della teoria di Frege. In base al modello di Frege vi è un

“linguaggio comune, pubblico”, avente dei segnali, formuleche hanno pensieri comuni. Inoltre questo linguaggio ha una

semantica fondata sul concetto tecnico di Eedeutung ciè connessioni tra simboli e cose.

Se fosse vero che una caratteristica della facoltà di formazione delle toerie scientifiche punta alla formazione di sistemi fre-

geani non avrà nessuna importanza per il nostro apprendimento del linguaggio naturale, poichè qui non vi è nessuna

correlazione con il linguaggio comune.

Noi pensiamo che non ci sia nessuna nozione di formula costruita bene nel significato del suo utilizzo, ad esempio,

Quine nelle sue diatribe sull’omogeneità estensionale, sull’impedimento della traduzione, o da altre persone che hanno

utilizzato l’abilità generativa, trasformazione a grammatiche contex-free ecc., da quello che noi sappiamo, non devono

essere elaborate per il linguaggio naturale.

In questa visione in cui il linguaggio naturale abbia solamente sintassi, pragmatica, una semantica nel significato dello

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DETTAGLI
Esame: Linguistica
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze dell'Educazione e della Formazione
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher erica.depasquale di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Niccolò Cusano - Unicusano o del prof De Filippi Raffaella.

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