Modulo 11: La relazione tra significato e significante nella filosofia del linguaggio
Facciamo un esempio in cui l'elemento "a" di forma fonica equivalga ad un oggetto esterno "a" preso da a come suo significato fonetico; da questo capiamo che l'elemento "ba" della lingua-I di Jones prende una qualsiasi unità "ba" che Jones a con Smith nella lingua-I che quest'ultima vi è qualche cosa che corrisponde a "ba". Questa tesi nessuna persona la vorrà difendere poiché è una tesi senza nessun significato.
La maggiore parte della filosofia del linguaggio odierno deve esaminare le connessioni tra le espressioni e cose, per mezzo dell'osservazione di intuizioni concernenti i concetti di denotare, riferirsi ecc. Però queste nozioni tecniche del discorso filosofico hanno un significato secondo determinate cause e che non equivalgono al linguaggio ordierno, per questo motivo ad esempio Frege dovette mettere un nuovo significato nella parola Bedeuting.
Per quello che mi concerne non mi pare giusto che la teoria del linguaggio naturale, del suo utilizzo delle connessioni denotazione ecc. in una maniera che sia analoga alla teoria tecnica del significato. Infatti qualche volta possiamo così asserire che questi concetti tecnici sono indispensabili per un'osservazione della comunicazione, concetti di verità, falsità.
Conflitto fra linguaggio e mente
Voglio considerare per esempio il conflitto fra linguaggio e mente e le due asserzioni connesse a linguaggio e mente:
- Il cinese è la lingua di Pechino e Hong Kong, però non di Melbourne;
- La mente è il suo medesimo luogo, e può in se medesimo fare un Paradiso dell'Inferno, un'inferno del paradiso.
Quindi possiamo dedurre che la prima esserzione è vera, perché il cinese nel mondo concreto non ha alcun referente nel significato del termine, invece la seconda frase è vera, perché non vogliamo credere che il soggetto, il nome ecc, abbia un qualsiasi riferimento a qualsiasi oggetto che fa parte del mondo esterno o scuro. Le peculiarità esaminate dai due esempi precedenti rappresentano le caratteristiche generali delle parole del linguaggio in una maniera che non si può pensare.
Il linguaggio-I e il parametro della testa
Ora vogliamo esaminare un'altra parola che io utilizzo durante la mia diatriba, cioè il linguaggio-I che appare ad esempio in quest'affermazione: Il linguaggio-I ha un parametro della testa. Questa tipologia di affermazione può rivelarsi:
- Falsa quando la teoria di Kayne (1994) è giusta;
- Probabilmente vera quando la teoria di Kayne è sbagliata.
Infatti questa affermazione è della medesima categoria di affermazioni sull HO ecc.