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Informazioni corso

Orario: Giovedì/Venerdì 11/13.30 (con una pausa)

Portare un quaderno per esercizi e correzioni! 28 Settembre no lezione, recuperiamo 2 Novembre

Esame

Test scritto (esercizi + vero/falso) con voto massimo 31 (30 e lode)

Orale (sui contenuti e sulle definizioni)

Non si farà la media, ma dipende da come andrà l'orale!

Esercizi

  • Trascrizione fonetica (6 punti)
  • Scomposizione in morfemi (6 punti)
  • Rappresentazione struttura frase (6 punti)
  • Vero/falso (3 punti l'uno)

Corso

Cos'è la linguistica?

È definibile linguistica una conoscenza approfondita di una o più lingue. Ciò non significa saper parlare la lingua stessa, bensì arrivare ad una maggiore conoscenza di essa, attraverso un corso guidato ed un apprendimento. In questo modo si è in grado di analizzare e comprendere al meglio i meccanismi di funzionamento di questo sistema.

Per parlare una lingua non è necessario seguire un vero e proprio corso di apprendimento, mentre per conoscerla sì.

I tipi di linguaggio

  • Non esistono solo i segni linguistici, bensì molti altri segni e linguaggi, come quello corporeo: io starnutisco in classe e tutti capiscono che sono raffreddata. Non è un linguaggio intenzionale (dunque non è motivato), bensì un linguaggio corporeo naturale, legato alla relazione causa-effetto.
  • Vi sono poi i segni ed i linguaggi motivati legati ad una base analogica: Una cartina sullo smartphone con il percorso del navigatore, per poter capire dove andare.

La lingua

La lingua è definibile codice di associazioni tra un significante ed un significato.

Segno

Si definisce "significante" ciò che è percepibile. Esso è suddivisibile in parte grafica e parte fonica/uditiva. [ciò che noi definiamo "gatto" e pronunciamo come parole "gatto"]

Si definisce "significato" ciò che è l'immagine mentale, non fisicamente percepibile. [l'idea comune di ciò che è definito "gatto"]

A legare significato e significante vi è un "Segno" (del tutto astratto), ovvero il collegamento convenzionalmente scelto che mi permette di collegare i due. Inoltre vi è un "Referente" (materiale), ovvero la scelta di un determinato oggetto materiale a cui collegare il concetto di significante (Es: "Quella sedia grigia e non una qualunque").

Il codice linguistico

Il segno è l’unità fondamentale della comunicazione. Esistono diversi tipi di segni:

  • Indici: motivati naturalmente (non intenzionali basati sul rapporto causa-effetto). Nuvole scure = sta per piovere
  • Segnali: motivati naturalmente (usati intenzionalmente). Sbadiglio volontario = “sono annoiato”
  • Icone: motivati analogicamente (intenzionali basati sulla similarità di forma o struttura, riproducono proprietà dell’oggetto designato). Cartine geografiche, mappe…
  • Simboli: motivati culturalmente (intenzionali). Colore nero = lutto
  • Segni: non motivati (intenzionali). Suono al telefono di una linea occupata

Mentre gli indici, in quanto fatti di natura, sono per definizione di valore universale, uguali per tutte le culture in ogni tempo, i simboli e i segni sono dipendenti da ogni singola tradizione culturale. Nella comunicazione in senso stretto c’è un emittente che emette, produce intenzionalmente un segno per un ricevente.

Per codice si intende quindi l’insieme di corrispondenze fissatesi per convenzione, fra qualcosa e qualcos’altro che fornisce le regole di interpretazione dei segni. Tutti i sistemi di comunicazione sono dei codici, infatti i segni linguistici costituiscono il codice lingua.

La lingua e Saussure

Definizione di lingua e principi generali per la sua analisi: la lingua è un codice che organizza un sistema di segni del significante fonico-acustico, arbitrari ad ogni loro livello e doppiamente articolati, capaci di esprimere ogni esperienza esprimibile, posseduti come conoscenza interiorizzata che permette di produrre infinite frasi a partire da un numero finito di elementi.

Sono note le 3 dicotomie di Saussure:

Sincronia/Diacronia

  • I termini di sincronia e diacronia si impiegano per indicare due diverse condizioni con le quali si può guardare alle lingue e ai fatti linguistici in relazione all’asse del tempo. Per diacronia si intende la considerazione delle lingue e degli elementi della lingua lungo lo sviluppo temporale, nella loro evoluzione storica. Per sincronia si intende invece la considerazione delle lingue e degli elementi della lingua facendo un “taglio” sull’asse del tempo, e guardando a come essi si presentano in un determinato momento agli occhi e all’esperienza dell’osservatore.

Sistema astratto/Realizzazione concreta

  • La distinzione si è ripresentata, nella linguistica moderna, secondo 3 terminologie principali:
    • Langue/parole (uno dei cardini del pensiero di Ferdinand de Saussure)
    • Sistema/uso
    • Competenza/esecuzione

Col primo termine di tutte e tre le coppie si intende l’insieme di conoscenze mentali, di regole interiorizzate insite nel codice lingua, che costituiscono la nostra capacità di produrre messaggi in una certa lingua e sono possedute come sapere astratto in ugual misura da tutti i membri di una comunità linguistica. Col secondo termine si intende invece l’atto linguistico individuale, vale a dire la realizzazione concreta. La parole, ossia l’uso e l’esecuzione, per essere messi in opera richiedono l’esistenza di langue, sistema o competenza. [Langue astratto, sociale e costante] → [Parole individuale e mutevole] → concreto,

Asse paradigmatico/Asse sintagmatico

  • L’asse paradigmatico riguarda il processo mentre l’asse sintagmatico riguarda il sistema. Nella frase “il cane abbaia”, “cane”, ha un rapporto sintagmatico con “il” e “abbaia” che lo precedono e lo seguono. Gli elementi del messaggio hanno dei rapporti sintagmatici tra loro.

Proprietà del linguaggio

Proprietà dell'arbitrarietà

Secondo tale proprietà, a legare il significante linguistico (l'onda sonora) al significato, non vi è alcun mezzo, se non una convenzione umana comune a tutti. [I segni linguistici non sono giustificabili su base naturale e non ricollegabili ad una base analogica. Non sono inoltre giustificabili attraverso motivazioni culturali.]

Questa proprietà comporta la nascita di quattro stretti legami e tipi di arbitrarietà:

  • Rapporto significato - significante (dato dalla convenzione universale)
  • Rapporto segno - referente (dato dal contesto di realtà a cui mi riferisco)
  • Rapporto forma - sostanza del significante: Il significante ha una determinata onda sonora (sillaba breve o lunga), la cui forma è data dalla lunghezza dell'onda (sillaba di 20 nano secondi VS sillaba di 40 nano secondi con l'allungamento della consonante: la prima avrà una rappresentazione grafica più corta e diversa dalla seconda) Es: pala VS palla
  • Rapporto forma - sostanza del significato: Il significato dipende, anche esso, da una convenzione universale ed un contesto di realtà. Per questo tale legame tra forma e sostanza può variare a seconda della lingua e dell'area geografica in cui troviamo. Es: in Italia è usanza distinguere con tre parole e tre significati diversi la legna, il legno ed il bosco VS In Francia queste parole sono tutte traducibili attraverso la medesima parola "bois"

Esistono però eccezioni di arbitrarietà funzionale analogica e giustificata (non legata alla convenzione, ma alla regola):

  • nel rapporto tra significato e significante legato ad una base analogica. Es: le parole onomatopee. ["sussurrare" mi porta a collegare il gesto corporeo (significante giustificato) al significato]
  • nel rapporto forma - sostanza del significante. Es: lingua inglese ("book" al plurale aggiungo la consonante s "books") lingua africana (il singolare è "bambini", il plurale è "bambino bambino")

Proprietà della doppia articolazione

Secondo tale proprietà il significante (segno linguistico) è articolato a due livelli:

  • Morfemi: unità minime (di seconda articolazione) di significante dotate di un significato proprio. (Es: Gatto ha due morfemi "gatt"/"o", questo perché "gatt" ci permette di identificare il concetto in questione, mentre "o" ci permette di identificare le qualità di tale concetto, ovvero in questo caso capiamo che si tratta di un essere vivente maschile). (Es: Contare, essendo un verbo, ha due morfemi: "cont" che ci fa comprendere di che azione si tratta e dunque il significato, e "are" che ci fa comprendere che è l'infinito del verbo. Allo stesso modo potevo avere "cont" - "ate", con due morfemi, di cui il secondo mi fa comprendere chi è il soggetto. Oppure "cont" - "abil" - "e", con tre morfemi, di cui il terzo mi fa comprendere il genere del soggetto in questione)

I Morfemi sono suddivisi in parte "grammaticale" e "lessicale":

  • La parte grammaticale non potrà mai stare sola, senza parte lessicale (Es: "cont" non significa niente senza "are")
  • La parte lessicale è quella prima di significato, ma che permette essa stessa di donare un significato. (Es: "are" accompagna sempre "cont")

Qui interviene la regola della "ricorsività", secondo la quale io posso applicare questa stessa regola al prodotto ottenuto tramite essa (Es: io applico la regola per contare i morfemi a "contare" e poi a "contate")

  • Fonemi (suoni): unità minime (di prima articolazione) di puro significante, non associabili necessariamente a nessun significato. (Es: Gatti ha cinque fonemi, "g", "a", "t", "t", "i", dove non per forza io devo trovare un significato; in questo caso però "i" può avere il significato di articolo determinativo, ma si tratta di una pura casualità)

Altre proprietà linguistiche

Biplanarità

Una prima proprietà di tutti i segni linguistici è la biplanarità, il fatto che ci siano in un segno due piani, compresenti ossia il significante e il significato. Come abbiamo visto il significante/espressione è la parte fisicamente percepibile del segno (es. la parola “gatto” pronunciata o scritta); il significato/contenuto è la parte non materialmente percepibile.

Trasponibilità di mezzo

Il significante dei segni linguistici possiede un’altra proprietà molto importante: può essere trasmesso sia attraverso il mezzo aria, il canale fonico-acustico, sia attraverso il mezzo luce, il canale visivo o grafico. Anche se i segni linguistici possono essere trasmessi o oralmente o graficamente, il carattere orale è tuttavia prioritario rispetto a quello visivo: il canale fonico-acustico appare il canale primario.

Lingua parlata VS lingua scritta: il parlato è primario antropologicamente rispetto allo scritto. Tutte le lingue che hanno una forma e un uso scritto sono anche parlate, mentre non tutte le lingua parlate hanno una forma scritta: migliaia di lingue africane e oceaniche non hanno una scrittura. Ogni individuo umano impara prima a parlare a poi a scrivere.

Nella storia della nostra specie, la scrittura si è sviluppata molto tempo dopo il parlare. Le prime attestazioni in forma scritta della lingua risalgono a non più di 5 millenni prima di Cristo (scritture pittografiche), e quelle di un sistema vero e proprio, cioè la scrittura cuneiforme presso i Sumeri risale a circa il 3500 a.C. Ma quindi perché si sceglie per lo più “il parlato”?

Il canale fonico-acustico e l’uso parlato della lingua presentano una serie di vantaggi biologici e funzionali:

  • Purché vi sia presenza di aria, possono essere utilizzati in qualunque circostanza ambientale e consentono la trasmissione anche in presenza di ostacoli fra emittente e ricevente a relativa distanza
  • Non ostacolano altre attività
  • Permettono la localizzazione della fonte di remittenza del messaggio
  • La ricezione è contemporanea alla produzione del messaggio
  • L’esecuzione parlata è più rapida di quella scritta
  • Il messaggio può essere trasmesso simultaneamente ad un gruppo di destinatari diversi
  • Il messaggio è evanescente, ha rapida dissolvenza, libera il canale e lascia il passaggio ad altri messaggi
  • L’energia specifica richiesta è molto ridotta: il parlare è concomitante con la respirazione

Nelle società moderne però, lo scritto ha una certa priorità sociale, lo scritto ha maggiore importanza, prestigio e utilità sociale e culturale: è lo strumento di fissazione e di trasmissione del corpo legale, della tradizione culturale e letteraria e del sapere scientifico. Lo scritto è infatti nato come fissazione, trascrizione del parlato; ma si è poi sviluppato con aspetti e caratteri in parte propri: non tutto ciò che fa parte del parlato (tono voce..) può essere reso e corrisposto nello scritto, né tutto ciò che fa parte dello scritto (uso maiuscole..) può essere reso e corrisposto nel parlato.

Linearità e discretezza

Per linearità del segno si intende che il significante viene prodotto, si realizza e si sviluppa in successione nel tempo e/o nello spazio. Non possiamo capire completamente il messaggio se non dopo che siano stati attualizzati uno dopo l’altro tutti gli elementi che lo costituiscono.

Per discretezza dei segni si intende il fatto che la differenza fra gli elementi, le unità della lingua, è assoluta: c’è un confine preciso fra un elemento e un altro.

Onnipotenza semantica, plurifunzionalità e riflessività

  • L’onnipotenza semantica consisterebbe nel fatto che con la lingua è possibile dare un’espressione a qualsiasi contenuto. Con la lingua si può parlare di tutto.
  • Per plurifunzionalità si intende che la lingua permette di adempiere ad una lista molto ampia di funzioni diverse. Ricorre lo schema proposto dal grande linguista di origine russa, Roman Jakobson, che identifica 6 classi di funzioni:
  • Funzione emotiva/espressiva: un messaggio linguistico volto ad esprimere sensazioni del parlante (“che bella sorpresa!”)
  • Funzione metalinguistica: messaggio volto a specificare aspetti del codice o calibrare il messaggio sul codice (“ho detto pollo non bollo!”)
  • Funzione referenziale: il messaggio definisce informazioni sulla specifica realtà esterna (“l’intercity per Milano delle ore 15 parte sul binario 2”)
  • Funzione conativa: messaggio volto a far agire in qualche modo il ricevente, ottenendo da lui un certo comportamento (“chiudi la porta!”)
  • Funzione fatica: messaggio volto a verificare e sottolineare il canale di comunicazione e/o il contatto fisico o psicologico fra i parlanti (“pronto, chi parla?”)
  • Funzione poetica: messaggio volto a mettere in rilievo e sfruttare le potenzialità insite nel messaggio e i caratteri interni del significante e del significato (“la gloria di Colui che move per l’universo…”)

La funzione metalinguistica permette di parlare del linguaggio stesso: non sembra che esistano limiti alla capacità della lingua di esprimere concetti.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara.felletti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Cerruti Massimo.
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