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TEORIE E TECNICHE DEI LINGUAGGI AUDIOVISIVI

Testi: Bordwell David Thompson Kristin

“Cinema come arte” di e , Edizione Il Castoro. Tutto

tranne capitolo V, nel X scegliamo due film e nell’ XI uno.

“Storia del cinema” di Fernando di Gianmatteo, Edizione Marsilio. Tutto tranne cap “I grandi

classici” (p 110), “L’immagine verosimile”, il capitolo da p 157, “Il documentarismo” (p 200),

“USA dal New Deal” (p 216), da p 269 a 355, “nuove ondate nel mondo” e da 365 a 464.

Simone.spoladori@fastweb.it

Luca.malvasi@fastweb.it

Primo appello scritto con commento della tesina orale.

Da fare una tesina dopo aver visto il 50% della filmografia di un autore scelto.

Consiglio: guarda molti film e fai laboratorio che vale 2 CFU 26/09

1894: i fratelli Lumière brevettano il primo “proiettore”.

19 marzo 1895: prima proiezione pubblica e a pagamento di una pellicola cinematografica

eseguita dai fratelli Lumiere all’interno del loro cinématographe. Titolo del film “Uscita dalle

officine Lumière” (spesso citato come primo documentario).

Linguaggi audiovisivi: il cinema è il principale linguaggio audiovisivo in quanto possiamo

vederlo e sentirlo.

Prima della nascita del cinema venivano utilizzati altri strumenti come: la fotografia (dal

greco “scrivere [grafia] con la luce [fotos]”) che risale al primo ventennio del XIX secolo;

funzionamento: la luce del sole in circa un minuto impressionava sulla pellicola/lastre luci e

ombre. Oggi il digitale (qualunque informazione [scritta, parlata, cantata, fotografata, filmata]

può essere trasformata in una sequenza di bit) ha rivoluzionato tutto in quanto riesce a creare

la realtà dal nulla.

Quando si diffondono le prime fotografie la verosimiglianza non è considerata inferiore a quella

di oggi perché bisogna misurarla attraverso i parametri di verosimilità dell’epoca che

migliorano con l’evoluzione delle tecnologie.

Altri strumenti risalenti all’800 sono il prassinoscopio, il taumatropio, il fenachistiscopio, lo

zootropio e il cinetoscopio.

Risalenti ad altre epoche sono la lanterna magica (medioevo, sono lastre colorate che

illuminate proiettano immagini) e il flip book (immagini in sequenza che “passate” velocemente

proiettano una sequenza di immagini in movimento).

Idea dell’immagine traccia: nel cinema è sempre presente un’analogia con la realtà, ma la

realtà rappresentata è di tipo convenzionale perché non è identica alla nostra.

Esempi nel cinema:

1) La realtà è legata a un punto di vista che cerca di essere oggettivo senza però

riuscirci e questo vale anche nei documentari. Il documentarismo e il cinema d’autore

sono agli estremi rispetto all’oggettività. I primi documentari e anche alcuni dei nostri

giorni hanno fini sociali.

2) Montaggio, la dimensione continuo spazio temporale ovvero realtà non è interrotta ma

è lineare e noi siamo immersi in essa. Quindi i tagli con i conseguenti cambi di scena

non riproducono fedelmente la realtà. Oggi grazie al digitale sono stati girati dei film

con un’unica inquadratura (“Arca Russa” di Aleksandr Sokurov); in passato questo non

era possibile a causa di problemi tecnici dovuti alla lunghezza delle pellicole anche se

Hitchcock in “Nodo alla gola” tenta di occultare i tagli con un buon risultato.

3) Impossibilità di interagire con il film che si presenta come un mezzo di

comunicazione differita che quindi è privo di feedback.

4) Il cinema è bidimensionale (2D lunghezza e larghezza) mentre la realtà nella quale

siamo immersi è tridimensionale (3D lunghezza, larghezza e profondità). Tim Burton

cerca però di ricreare, attraverso i suoi film, una realtà tridimensionale e in questo

settore è il massimo esponente. La prima pellicola 3D viene realizzata nel 1954 dal

regista Jack Arnold titolata “Il mostro della laguna nera”.

La prospettiva (Filippo Brunelleschi massimo esponente nel rinascimento epoca della

sua nascita) è la migliore approssimazione della realtà tridimensionale.

Brian de Palma è maestro nel “contrasto dei piani a fuoco” in cui l’inquadratura si divide

in 2, 4, 8.. parti; questa tecnica si chiama SPLIT SCREEN e grazie ad essa vengono

messi a fuoco entrambi i piani (impossibile nella realtà). Lo split screen (schermo

diviso) è una tecnica che risale agli anni ’20 (in Francia).

5) Mancanza dell’aspetto olfattivo, che attraverso il polyester alcuni registi cercano di

colmare in modo molto ironico; infatti insieme all’opera cinematografica viene

consegnata una cartolina sulla quale sono state impresse alcune fragranze che lo

spettatore può annusare quando nel compare la luce corrispondente all’odore. Può

essere considerato un aspetto negativo in quanto distrae lo spettatore dalla trama.

6) Fino agli anni ’60 i film sono esclusivamente in bianco e nero e questo non rispecchia

la realtà; comunque ancora oggi vengono realizzati lungometraggi in bianco e nero, ad

esempio “Schindler’s List” (per esigenze storiche in quanto negli anni ’40 non esisteva il

cinema a colore e questo era il loro immaginario visivo). In molti film i sogni e i ricordi

vengono rappresentati in bianco e nero, in seppia o in cromature simili perché per molti

questi colori coincidono con il nostro immaginario visivo.

Il NOIR rappresenta il dramma del bianco e nero. Nel film “Traffic” vengono

raccontate tre storie che vengono distinte dalle diverse cromature (ad esempio la prima

storia in verde, la seconda in blu e così via). Nel Noir non esiste una differenza ben

definita tra buoni e cattivi come negli altri generi, infatti nei personaggi di questa classe

il bene e il male sono presenti in eguale misura.

L’effetto del primo piano permette il contatto tra spettatore e divo ed è fondamentale in

quanto esprime la psicologia del personaggio attraverso il volto che viene considerato il nostro

migliore veicolo espressivo (mostra emozioni).

Il genere HORROR cerca di avvicinarsi il più possibile alla realtà ed è per questo motivo che

spaventa; esempio: “28 settimane dopo”.

Lungo 800 cresce l’interesse verso lo spettacolo visivo prediletto e voluto dalla classe

borghese, richiedevano una sorte di intrattenimento visivo. L’intrattenimento, prima

dell’avvento del cinema si realizzava con la musica e la letteratura.

L’800 prepara “l’ICONONAUTICA” termine coniato da Brunetti e che indica colui che naviga tra

le icone, ovvero le immagini.

Il 900 viene considerato il secolo dell’ “OCCHIO” secondo Casertti autore del libro “L’occhi del

900”. Dopo la metà del 900 il cinema è il medium (mezzo) che restituisce alla società i

contenuti audiovisivi vissuti nella quotidianità dalla gente e viene considerato il mezzo della

modernità. Il cinema quindi trasmette la realtà.

Il regime fascista e quello nazista hanno utilizzato il cinema per proiettare delle immagini

falsificate della società in cui vivevano le loro popolazioni e usavano questo medium per

imporre i loro ideali. Quando questi regimi caderonoo gli italiani e i tedeschi scoprirono di

vivere in una realtà totalmente diversa da quella che gli venne fatta credere.

Il cinema mette in scena i problemi della società insieme alle sue contraddizioni.

27/09

ORIGINI DEL CINEMA

I fratelli Luis e Auguste Lumière vennero anticipati dai fratelli Skradanowski e probabilmente

anche dall’italiano Filoteo Alberini che costruirono precedentemente qualcosa di analogo al loro

cinematographe.

Il cinema è il prodotto di un’industria che si serve di nuove tecnologie e che investe enormi

quantità di denaro (tranne all’inizio) in esso.

Il cinematographe Lumière racchiude in sé tre funzioni:

1- riprende,

2- sviluppa

3- proietta.

Oggi invece queste tre operazioni sono divise e vengono svolte da persone facenti parte di

settori distinti. I fratelli Lumière sono dei rinomati produttori (imprenditori) di nuove tecnologie

legate alla fotografia.

Auguste e Luis decidono di non vendere il brevetto della loro invenzione ma di cedere il

cinematographe in concessione straordinaria.

I Lumière diffondono nel mondo intero la loro invenzione riscuotendo un notevole successo e la

loro sede principale era a Lione (dove sono cresciuti). Non tutti potevano beneficiare di questa

nuova tecnologia a causa del brevetto ma, molti inventori, tra cui un italiano riuscirono a

procurarsi i componenti del cinematografo per vie clandestine e in seguito a realizzarlo.

Gli ecclesiastici e altre figure moralizzanti si scagliarono contro il cinema perché gli spettatori,

sia uomini che donne, dovevano sedersi vicini in stanze buie per assistere alle proiezioni e

questo era considerato immorale.

Durante il primo spettacolo i fratelli Lumière proiettarono una pellicola intitola “…”.

1) Questo “film” viene presentato attraverso una serie di brevi videoclip della durata di 1

minuto circa (a causa della bassa capacità di registrazione della bobbina) e che trattano

diverse argomentazioni.

2) I fotogrammi presentati scorrono a una velocità superiore a quella a cui siamo abituati

(velocità di scorrimento: 24 fotogrammi al secondo per il cinema e 25 per il video).

3) L’inquadratura è sempre fissa (il cinematografo poggiava su un cavalletto). Sottenber

autore dei vari “Ocean’s” e dell’immortale “Intrigo a Berlino” è il maggiore esponente delle

inquadrature mosse e tremolanti. Lo stesso Sottenber elaborò il “Manifesto Dogma” in cui

viene enunciato un decalogo che definisce come eseguire le inquadrature mobili, a mano (si

dice a mano ma invece se la metono sulla spalla) quindi senza cavalletto.

4) Nella sequenza di fotogrammi intitolata, “L’arrivo del treno alla stazione di Ciotat” (sciotà)

molto spesso viene considerato il loro primo lavoro ma, in realtà non è vero in quanto

rappresenta il n° 104.

Tema: uscita degli operai dalla fabbrica Lumière. Sulla sinistra c’è un treno in movimento che

ci dà l’idea di profondità.

5) Nel videoclip in cui viene effettuata un’inquadratura del fiume Nilo i fratelli Lumière si

muovono su un mezzo di trasporto (treno). Con il passare del tempo si stabiliscono dei “codici

del movimento” di cui i due principali sono: la “panoramica” e la “carrellata”. Dalla metà

degli anni ’10 il cinema diventa uno statuto linguistico, un linguaggio che deve rispettare un

insieme di regole. Di conseguenza certi movimenti acquisiscono un determinato significato, in

seguito si parlerà anche di stabilità semantica ovvero permette alcuni spostamenti di camera

(la macchina dei fratelli Lumière poggia sul piedistallo).

Le riprese cominciano ad avere un approccio documentaristico.

Esempio: “L’innaffiatore innaffiato” è un cortometraggio che viene considerato come la prima

fiction in quanto narra una storia e ha come finalità l’intrattenimento.

DIBATTITI SULLE FINALITA’ DEL CINEMA

Il cinema è e rimarrà lo strumento per raccontare storie con la finalità di intrattenimento,

andando poi a definire per bene la sua funzionalità.

- Cinema educativo: nell’epoca del Duce grazie al cinema fu insegnata la dottrina fascista

al popolo e l’utilizzo delle nuove tecnologie ai contadini.

- Cinema di controllo: ad esempio le telecamere in un quartiere controllano la sicurezza

degli abitanti.

- Cinema narrativo: il cui scopo è semplicemente raccontare una storia (più usato oggi).

Lo scopo di questi film (Lumiére) era l’intrattenimento, durano pochi minuti e dal punto di

vista del contenuto potevano sembrare banali o semplici ma riuscivano sempre ad ottenere un

successo indiscusso giustificato dal fatto che la platea era attirata da questa nuova invenzione

(non dagli attori in sé) e il vero spettacolo era rappresentato dall’immagine in movomento.

Il cinema permetteva di proiettare immagini realistiche e gli spettatori non erano preparati a

questa nuova realtà (si spaventarono quando videro l’immagine del treno che li andava in

contro).

Nei primi del ‘900 il cinema prende la strada della narrativa, racconta storie.

Idea di montaggio: si allungano i cortometraggi (non più di pochi minuti ma si arriverà anche

ad una durata di 2 ore), incollando pezzi di pellicola l’un l’altro (alla bobina di 10 minuti

venivano aggiunti altri pezzi di pellicola).

All’inizio non venivano fatti primi piani ma inquadrature piuttosto ampie rimanda al

vedutismo fotografico e rispecchia la struttura del palcoscenico teatrale.

La posizione ideale dello spettatore teatrale ma anche cinematografico è riconducibile alla terza

fila. Il cinema nasce e si sviluppa nel periodo in cui fioriva l’impressionismo (puntinismo e

altre forme analoghe) che rappresentava la percezione ottica reale INVECE il cinema va in

parallelo con la stagione dell’astrattismo.

IL CINEMA E’ UNA TECNOLOGIA INTERMEDIARIA IN QUANTO SI AFFIANCA ALLA

PITTURA, AL TEATRO E ALLA LETTERATURA.

Gabriele D’Annunzio sponsorizza e si occupa di cinema; è il primo intellettuale ad occuparsi di

questo settore . Il film italiano più importante nel mondo nel primo decennio del è “Cabiria”.

Il cinema fu definito: tecnologia intermediaria

perché interagisce con altri settori (pittura, arte,…).

che dettano al cinema altri metodi di espressione

il cinema diventa sonoro nel 1927 e si scopre che molti attori non hanno una bella voce.

Guarda “viale del tramonto” e “cantando sotto la pioggia”

Gli attori cominciarono a cantare, i gesti non vanno più bene devono essere accompagnati

dalla voce, ma davanti a questa prova non erano all’altezza quindi vennero introdotti a dei

corsi di recitazione e canto.

Operazione di divulgazione 1896: i fratelli Lumière girano il mondo riprendendolo la

conseguenza è una prima forma di globalizzazione; inizia il viaggio dell’icononauta; il cinema

entra in contatto con diversità sociali e culturali.

I film USA si concludevano con un “happy end” mentre gli spettatori URSS che amavano il

melodramma terminavano male; di conseguenza vennero pubblicati dei cortometraggi con

diversi finali, uno per gli americani e l’altro per i sovietici.

IMP: nel 1898 il cinema entra in crisi, non si evolve e rimane statico e venne definito dai suoi

stessi ideatori (Lumiére) “un’invenzione senza futuro”. 3/10

Punti salienti dell’ultima lezione:

Intermedialità: somma delle diversi arti applicate al cinema; ad esempio i codici visivi legati

alla recitazione o alla pittura. Applicato al cinema delle origini: non si tratta ancora di cinema,

vive ancora nel rapporto con altre discipline artistiche; non ha ancora chiarito (il cinema) qual

è il suo contesto: a chi si rivolge? Con che tipo di pubblico dialoga? In quali contesti si gode lo

spettacolo del cinema?

Cinema: intrattenimento del 1900, spettacolo “popolare”; opera pubblico di nicchia, teatro.

A un certo punto fa chiarezza: altro esempio può essere internet: l’uso e il tempo ha deciso

cos’è. Tutte le nuove tecnologie nascono con qualche interrogativo: forma e pubblico di

consumo.

Cinema nasce con “sudditanza” verso altre arti. Pensiamo alla fruizione dello spettacolo: le sale

nell’accezione moderna nascono tra il 1904 e il 1905 nelle grandi città; qualche anno piu avanti

nelle piccole.

I primi spazi di visione sono ad esempio i teatri: i brevi film (esempio dei Lumiere) venivano

proiettati ad esempio in chiusura di spettacoli teatrali, in particolare di intrattenimento, non

quello alto (drammatico).

Mezzo ancora molto agile ( l’apparecchio, anche a noleggio): la sua maneggevolezza fa si che

ogni luogo pubblico può essere luogo di fruizione del cinema esempio birrerie, i caffè, le

case private.

Spazio piu curioso: i baracconi analoghi alle giostre che calendarizzano i propri spostamenti,

una specie di calendario, tra le giostre c’è anche il cinema, divertimento di tipo molto popolare.

All’esterno molto ricchi per invogliare ad entrare, all’interno assi di legno, schermo di piccole

dimensioni dove viene proiettato il film. Gli ambulanti oltre al cinematografo hanno tutto il

resto, struttura ecc. In italia molto popolare il baraccone, spettacoli itineranti di fatto.

Spariscono con la nascita delle sale cinematografiche. Per il pubblico della fine del 800 l’unico

modo per ve

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguaggi audiovisivi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Gervasini Mauro.
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