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Linguaggi audiovisivi - teorie e tecniche dei linguaggi audiovisivi

Appunti per l'esame di linguaggi audiovisivi del professor Mauro Gervasini, corso di laurea in scienze della comunicazione. Gli argomenti trattati sono i linguaggi audiovisivi, il montaggio, le caratteristiche del cinema, il primo piano, le origini del cinema..

Esame di Linguaggi audiovisivi docente Prof. M. Gervasini

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

- i costumi,

- le grandi scene di massa.

Trucchi: Menies è il più grande ideatore di trucchi scenografici ed è anche il registra e

produttore de “il viaggio sulla luna”.

“Kabiria” – 1904: presenta alcune scene di massa

Griffith: è il più grande regista americano tra gli anni ’10-‘20

Lezione del 11/10 saltata chiedere appp. 17/10

Per riuscire ad affrontare l’esame:

- consultare il libro “Cinema come arte” (capitoli già definiti nelle prima lezione)

- visione dei film visti durante le lezioni, più i capolavori dei fratelli Lumière, “il

viaggio sulla Luna” e di 4 film del neorealismo.

VISIONE DEI FILM:

1) “Susanna” di Ops?? 1983

2) “Questa è la mia vita” di Godard Gian Luc anni ‘60 (storia di una prostituta di nome Nanà)

Questi due film contengono elementi che possono delineare le differenze tra il cinema

classico e moderno.

1) In “Susanna” i personaggi occupano il centro della scena CENTRALITA’ DEL SOGGETTO.

È un esempio di cinema classico l’inquadratura mostra una casa, poi l’insegna con il

rispettivo indirizzo per poi riprendere i personaggi al suo interno ci fa capire l’ambientazione.

È un esempio di cinema classico.

2) “Questa è la mia vita”:

Il cinema classico si sviluppa tra gli anni ‘20 e ’30.

I film “classici” iniziano con delle inquadrature ampie che delineano l’ambientazione andando

poi a restringersi sui singoli personaggi.

Il cinema moderno nasce in Francia tra gli anni ‘50 e ’60 dove viene denominato “Nouvelle

voges” (onda); è un movimento che si diffonde a macchia d’olio anche in Stati Uniti,

Germania e Paesi dell’Est (ancora controllati dall’Unione Sovietica).

E’ un cinema che si oppone a quello classico: non nasce per successione al cinema classico ma

per opposizioni legate al sistema ideologico.

I film “moderni” iniziano con delle inquadrature dirette sui personaggi tralasciando

l’ambientazione.

Il cinema classico non ha contenuti banali ed effimeri ma di alto livello culturale, vive di

allusione e ha un rapporto lineare con lo spettatore.

Il cinema moderno introduce nel mondo cinematografico una valenza politica molto forte grazie

all’aiuto del braccio armato giovanile che si opponeva al sistema.

La condizione di indipendentismo (film auto-prodotti) è una condizione di Libertà di

espressione; tutto ciò porterà alla realizzazione di film a basso costo.

Nei primi anni alcuni produttori si accorsero che l’indipendentismo poteva ottenere grazie agli

ingenti investimenti un enorme successo economico (grazie alle ideologie).

Nascerà poi il Post-Moderno per successione al moderno.

Il cinema classico si sviluppa in un sistema industriale in cui le filiali occupano una posizione

centrale. Le filiali svolgono 3 fasi:

1) produzione

2) distribuzione

3) esercizio

Negli anni ‘50 i produttori a causa della legge anti-trust sono costretti a cedere la terza fase

ovvero a esternalizzare l’esercizio.

Le sale tendono a non acquistare film che non siano dei loro stessi produttori-editori e in

questa situazione la casa di produzione “Medusa” sfiora il monopolio (li acquista tutti lei).

Dagli anni ‘60 alla metà degli anni ‘70 si diffondono movimenti ideologici che si oppongono al

cinema moderno e che riflettono la situazione francese degli anni ’50.

Il cinema francese CAMBIA, si rapporta con la società e diventa un luogo di elaborazione e di

negoziazione (si vende ciò che si produce) “sporcandosi le mani con la realtà”.

I registi del cinema moderno escono per le strade delle loro città per capire la realtà che li

circonda.

Il cinema classico le storie venivano ambientate in contesti irreali.

Il cinema moderno ha una libertà senza limiti. Il film “Il Laureato” degli anni ’60 e “Easy rider”

(racconta la storia di un gruppo di motociclisti che viaggiano per gli Stati Uniti) donano vita alla

“nuova Hollywood”.

Il cinema realista si scaglia contro quello moderno in quanto rappresenta l’evasione dalla

routine e occupava una piccola parte all’interno della cinematografia.

Il “classicismo” non scompare ma viene affiancato dalla nuove espressioni: il modernismo,

post-modernismo. 24/10

cinema come arte

storia del cinema ci serve

TESINA (spiegazione)

Cap 10 e 11 trattano analisi (cinema come arte) formale e critica dei film. Dobbiamo fare una

tesi simile. Analisi stilistico, capire il loro stile/sistema formale.

1 Premessa storica del regista (codici e tecnologie dell’epoca e tradizione cinematografica del

tempo)

2 Analisi formale/stilistica (scelte di montaggio, lavori di macchina, fotografia, movimento di

macchina)

3 Trovare le costanti presenti sempre nei loro film (narrazione lineare o..)

4 I temi trattati nei film (il film parla di … [trama] perché le mette in scena in questo modo

[stile])

5 Bibliografia (i castorini – monografia sui registi analizzano bene i film)

Usa i testi e i castorini ma anche Cineforum e Duellanti (riviste) ma non internet. Chi fa Nolan,

Spoladori ha fatto articolo su lui su i “Duellanti”.

Da 6 – 7 pagine max 10 pagine. Cartella 30 per 60 ovvero 2000 battute.

VISIONE DEI FILM

1) ‘L’anno scorso in Marienbad” 1960 di Allain Resnais (Alen René)

2) “Viale del tramonto” 1950 di Billy Wilder

1) In entrambi i lungometraggi è presente una “VOCE FUORI CAMPO” che aiuta il lettore a

capire meglio la scena/storia/trama, è una voce incuriosente. Nel primo caso è la voce fuori

campo del cadavere del protagonista che giace nella piscina (è il regista nel film che scrive

sceneggiature che non riesce a vendere). Dopo abbiamo un passo indietro, flash back ma è

come se ci raccontasse la storia dall’oltretomba.

La voce del fuori campo si incarna definitivamente nel personaggio e scompare si racconta

una storia

VOCE OVER di narratori assenti alla storia, guardano la storia con grande consapevolezza.

A volte questa voce è esterna e neutra che si limita a dare informazione. In Kubric è una voce

autoritaria che giudica.

VOCE OFF la voce del personaggio si incarna nel personaggio.

EXTRA DIEGETICHE esterne al racconto, musiche di accompagnamento che sente lo

spettatore e ma non i personaggi della storia.

DIEGETICHE la musica viene sentita sia dallo spettatore che dai protagonisti della storia

(scena in discoteca).

OZZU avanguardia giapponese che non ha mai usato musiche extradiegetiche.

Manifesto del Sincronismo Linch “Una storia vera”. Usa rumori di fondo come un basso

continuo che produce una vibrazione assillante e non una melodia.

2) La voce fuori campo sembra non dirci niente del film, descrivendoci lo spazio in cui avviene

la scena, quando la voce trova un corpo sarà quello di un attore che vive la parola di altri. Il

movimento di macchina è spiazzante, respingente (non aiutano lo spettatore a capire la trama)

e irreale… Assimilazione dell’architettura con i corpi umani. Uso del montaggio è

CONNOTATIVO

DENOTATIVO significato narrativo (letterale), quello che vediamo. Contrario sotto

CONNOTATIVO non ha alcun significato in relazione a immagini, musiche e parole.

Renais lavora molto sul recupero della memoria e del passato soprattutto in questo

lungometraggio. Pone il problema della realtà del ricordo, il passato deve entrare in un flusso

temporale coerente oppure no; i personaggi del film entrano in crisi perché ogni momento

presente diventa subito passato.

Nel cinema moderno i personaggi diventano persone

Il flash back nel film di Renais viene travolto dalla dimensione soggettiva mentre nell’altro film

è oggettiva.

La memoria del XX secolo è diventata visiva ovvero una storia di immagini quindi la tradizione

orale e scritta hanno perso di valore. Guerra del Vietnam è visiva mentre I e II prettamente

orali. La visività della storia rende più fragile il ricordo. La manipolazioni delle immagini visive è

molto semplice e frequente.

Relazione di causalità: rapporto causa-effetto conseguenze che producono altre

conseguenze (cinema Hollywoodiano). La vita però non è un rapporto di causa-effetto.

Questo cinema, di Renais, va contro quello Hollywoodiano perché vuole essere il più possibile

vicino alla realtà umana.

ACCREDITO CULTURALE SE ANDIAMO AD UN FESTIVAL 31/10

TESINA

50% dei film da guardare mettere in evidenza tutti i decenni di produzioni del regista oppure

un decennio in particolare giustificando le nostre tesi con i decenni precedenti e successivi

all’epoca presa in considerazione. Analisi dei singoli film non è richiesta (però fai un piccolo

sunto) è importante lo stile. Dare un ritratto complessivo dell’autore tenendo conto dei film più

importanti. Piccolo saggio sul cinema di..

APPROCCIO CRITICO NEI CONFRONTI DELL’ARTISTA. Generi frequentati (questione dei

generi), film del 1949 di Carol Reed, “The third man”, tra gli attori Orson Wells (regista di

QUARTO POTERE, uno dei film più famosi della storia del cinema). Wells era un regista che

aveva però problemi nel finire i suoi film: spesso recitava in altri film per trovare i soldi per

finire i suoi film (capitava che doveva truccare le attrici perché quelle “originali” erano magari

morte).

All’inizio sembra quasi una commedia, ma poi c’è subito l’elemento “thriller” che crea

suspence.

Accompagnamento musicale tiene insieme diverse scene del film, e diverse ambientazioni.

Classica voce fuoricampo che all’inizio ci da delle informazioni per la lettura: è una Vienna dove

si vive di intrighi e azioni criminose (all’inizio c’è un contrabbandiere morto in riva al fiume).

Non entriamo certo in una clima di distensione: in termini di messa in scena, uno dei termini

più interessanti è la presenza di inquadrature SATURE di elementi, “pronte a scoppiare”; dal

punto di vista plastico la scena è costruita con straordinaria precisione e con un eccesso di

pieni. (come nella pittura, l’occhio umano comincia dal centro a “leggere”tutti gli elementi e ci

mette un po di tempo a leggere questi elementi: i film di adesso hanno tantissimi elementi ma

il tempo di lettura concesso è davvero breve caso limite IL SIGNORE DEGLI ANELLI,

esempio di come si fanno i blockbuster, lo spettatore si affatica per seguire tutti gli elementi

che ci sono, la musica ecc ecc ci vuole fisico per seguire questi muscolosi blockbuster).

Suggestione: la messa in scena ci da altri elementi: con la profondità di campo, realizzata con

una messa a fuoco totale, tutti gli elementi sono egualmente leggibili (offre un gran numero di

elementi essendo tutti a fuoco); ci può essere una messa a fuoco parziale; movimento avanti

CARRELLO: movimento di base insieme alla panoramica, per la formazione classica si fa con

dei carrelli molto simili a rotaie e la macchina da presa si muovo avanti e indietro su queste

rotaie. Carrello a seguire, carrello a precedere… (Scorsese tra i suoi cliché ha di sicuro il fatto

che ama fare lunghi carrelli a seguire i suoi personaggi con carrellate a seguire molto lunghi).

VISIONE DEL FILM “THE THIRD MAN”: il protagonista e il poliziotto al bar che bevono.

Dapprima c’è una ripresa con profondità di campo; dopo aver mostrato dove si svolge la scena

la macchina da presa fa una carrellata avvicinandosi ai personaggi e mettendoli al centro totale

della scena; poi addirittura c’è un inquadratura (particolare per il tempo) “obliqua” non

esattamente dritta. Panoramica: macchina da presa ferma sul cavalletto e ruota su se stessa

(panoramica verticale o orizzontale, oltre alla 360 gradi( verticale o orizzontale, poco usata

perché svelerebbe il set) e quella obliqua): carrellata e panoramica sono inquadrature

“antropomorfe”: la panoramica simula il nostro modo di muovere gli occhi per vedere le cose

in giro, la carrellata noi che camminiamo nel mondo e guardiamo in giro. Anche il passaggio da

campo lungo a primo piano è tipico dell’uomo che guarda la realtà dapprima in modo distratto

e poi sceglie un punto in particolare da guardare con attenzione.

Difficile trovare inquadrature inclinate, ma si possono trovare.

“buio nell’anima” con Jodie Foster, l’attore ci fa vedere la difficoltà di Jodie Foster di tornare a

contatto con la realtà con cui non ha piu un rapporto “orizzontale” proprio con piani obliqui:

quando la visuale è quella dell’attrice, il piano è sempre inclinato, suggerendo una rottura tra

la realtà e il personaggio (cerca trama per capire perché è in difficoltà con la realtà, tipo che il

fidanzato l’ha picchiata e la voleva ammazzare ma l’ha solo stuprata e non le è piaciuto perché

è durato poco, quel maledetto eiaculatore precoce).

Molto curioso trovare in THIRD MAN quest’inquadratura leggermente inclinata e con il

personaggio di quinta (il piu vicino) molto ingombrante: ne vediamo pochi pezzi, non è a

fuoco, l’attenzione non verte su di lui. In questa scena il personaggio di quinta occupa una

porzione di scena ECCESSIVA, quasi prendendosi la scena. Nel controcampo (inquadratura

ribaltata) il personaggio di quinta è questa volta a margine di inquadratura, e viene usato per

evitare di staccarsi dai volti dei personaggi. Questa soluzione visiva è assolutamente

anticlassica: quando si analizza un film bisogna inizialmente notare queste sottigliezze, queste

particolarità espressive. Cercate quindi quegli elementi non canonici di uso della messinscena o

della macchina da presa. Attenzione: quando le inquadrature nel bar in third man si spostano

sui personaggi, la realtà dietro è fuorifuoco: messa a fuoco parziale: se fate caso nelle

inquadrature del set di vede qualcuno che con una bindella misura la lunghezza del fuoco.

Decisione del regista di quali elementi mettere in risalto e quali no. Se c’è una messa a fuoco

parziale la nostra attenzione è “stabilita” dal regista, stabilendo delle “gerarchie” per lo

spettatore, cosa guardare prima e cosa dopo; se c’è messa a fuoco totale possiamo

concentrarci su elementi differenti.

Il fuoco solo sul volto del attore, crea il tipico divismo hollywoodiano: il volto è l’unica cosa a

fuoco, diventa quasi un elemento parareligioso, fuori dalla scena e punto fondamentale della

scena. È una delle strategie elaborate da Hollywood per creare un rapporto diretto e esclusivo

con il volto del divo o della diva.

L’inquadratura in genere passa sulle parole dell’altro (Ponti sonori) e non al passaggio della

battuta: se staccate da uno all’altro si sente tanto il montaggio.

L’unico è il giapponese OZU che inquadra in primo piano quasi frontale e stacca ogni volta che

finisce di parlare e passa a parlare l’altro: effetto è che ci si accorge tantissimo del montaggio,

dello stacco.

A Hollywood hanno deciso di mascherarlo, usando le parole di uno per introdurre l’altro:

quando il primo finisce di parlare l’inquadratura si è appena spostata sull’altro; si cerca di

rendere INVISIBILE il montaggio.

THIRD MAN: Quando ci si avvia alla chiusura del dialogo, dopo aver visto tutta la scena ed

essere passati per i campi e controcampi, arriviamo al primo e primissimo piano.

Il militarino che gli mette le mani addosso e poi lo riconosce essere lo scrittore di romanzi,

viene introdotto nella scena mostrando dove si trova: il militarino guarda verso sinistra,

facendoci capire la sua posizione rispetto ai due personaggi che stanno parlando e quando

entra entra infatti da sinistra. L’ultima inquadratura su di lui seduto ci fa vedere che sta

chiudendo il giornale e si prepara ad alzarsi, infatti un attimo dopo blocca la mano dello

scrittore che cerca di colpire l’altro poliziotto.

Soltanto nel caso dell’avanguardia vi trovate di fronte alla completa decostruzione del

linguaggio del cinema (dadaisti, surrealisti).

Gli altri rispettano sempre quella che può essere chiamata grammatica del cinema, in modo da

poter rendere comprensibile il cinema allo spettatore, a cui si aggiunge lo stile del regista:

mantenimento di valori standard e l’ingresso di un modo piu personale di dire le cose.

All’interno della Hollywood classica che si gira in maniera industriale, poco si vede la mano dei

registi: se si vede, si vede nelle pieghe delle regole, quasi mai contro le regole (tranne Godard,

che ha uno stile che si articola con il mancato rispetto di certe regole). Il cinema di Lynch

rispetta le regole a volte addirittura troppo, si parla di IPER REALISMO DI LYNCH.

È interessante notare come i registi si confrontano con le regole del cinema e come

approfittano degli spazi di libertà. Nolan è uno che si diverte molto a complicare la narrazione

andando avanti e indietro nel racconto, ma mai rendendolo incomprensibile.

Guardare uno dei film di LYNCH, tra gli ultimi film magari Mullholland drive (o gli altri due

ultimi). Sembra un racconto lineare ma è perturbato da piccoli elementi che ne sconvolgono la

linerarità. 6/11

trilogia della guerra + europa 51 + viaggio in italia + Stromboli magari un opera tv e poi fai la

differenza

Last Von Triel è un regista che non utilizza la camera fissa ma quella a mano (inquadrature

mosse e tremolanti), tipica del CINEMA DOGMA che RISPONDE A UN CRITERIO DI VERITA’

(non utilizzano nemmeno le luci artificiali).

CINEMA SONORO SI DIFFONDE NEL 1927 PER LA produzione dei film ma ci vollero 5 anni

prima che tutte le sale cinematografiche investissero in questa nuova tecnologia (molte erano

scettiche rispetto a questa innovazione e avevano paura di perdere soldi).

Lo stesso problema vale per la digitalizzazione nelle sale cinematografiche le pellicole

devono essere distribuite da un’industria in migliaia di sale in tutta Italia impiegando più tempo

e più risorse monetarie.

Non tutti i registi girano in digitale perché l’effetto è diverso, l’immagine è più oleosa e in più la

pellicola ha fascino e una storia questione estetica

VISIONE DEL FILM “NATI ASSASSINI” (natural born killers) di Oliver Stone e con Wody

Allen - film del 19… film scritto da Quentin Tarantino. È un film girato in stile post-moderno: la

macchina da presa molto spesso viene inclinata. I protagonisti sono degli assassini nati che

uccidono per nulla, sono molto violenti e rubano per vivere. La violenza viene trasformata in

un momento di ESPLOSIONE ESTETICA, in qualcosa di bello da vedere. Nel bar la macchina da

presa sembra che sia montata sulla pallottola o sul coltello lanciato ai clienti punto di vista

innaturale.

Nel cinema classico tutto il film ruotava intorno all’attore atteggiamento antropomorfo (lo

spettatore è posto in maniera tale da vedere la scena in un modo simile a quello dell’attore).

In questi film post-moderni non è così, esistono punti di vista del tutto virtuali, tecnologici,

digitali e che non appartengono a una esperienza umana.

Il lavoro di Stone sul colore, alternanza bianco e nero, è una tecnica assimilabile allo stile

post-moderno. Quando i due vanno in macchina il paesaggio non è reale e la macchina è

ferma si utilizzano dei “fondali” che scorrono sullo sfondo.

Nella scena “sitcom” le regole di questo stile vengono prese alla lettera ma i contenuti sono

violenti (padre che violenta la figlia, il figlio un po’ pazzo, la mamma impaurita che acconsente

le violenze ed è sottomessa al marito). La sitcom prende in considerazione una famiglia

americana come le vecchie sitcom come i Robinson, è il luogo dove si formalizza la famiglia

americano o meglio la rappresentazione della famiglia americana che però non rappresenta

l’immagine della vera e reale famiglia americana americana ma solo uno stereotipo (come

dovrebbe essere la famiglia americana). È una critica alle sitcom americane che rappresentano

dei modelli irreali falsificazione dei mezzi di comunicazione che Stone critica pesantemente.

Stone utilizza dei rallentin, delle allucinazioni (immagini che scorrono velocemente) e

illuminazioni artificiali (luci angeliche e corpi illuminati nel nero).

Il linguaggio è simile a quello dei video clip il linguaggio della “MTV generation” che

accomuna molti registi di oggi questo perché hanno prodotto video clip, hanno avute

esperienze televisive (come pubblicità).

Negli anni 90’ il montaggio cambia: da analogico a digitale non si manipola più la pellicola,

con possibilità che si rovini ma si modifica ciò che è presente nel software che non si può

usurare i montaggi quindi si accelerano e si scoprono nuove tecniche arrivando a volte a dei

livelli di astrazione. Continui cambiamenti dei punti di vista e velocità di montaggio velocissima

(cambi di inquadrature continui e a volte superflui per dare un ritmo alto al film) siamo

bombardati da immagini contenenti molte informazioni in cui si effettuano ripetuti cambi di

scena.

Oliver Stone utilizza dei giochi di generi nel film si susseguono vari generi, anche molto

diversi tra di loro sitcom, action…

DEL LIBRO CINEMA COME ARTE del capitolo*

Il film è un flusso di informazione (o flusso informativo) in cui se il regista omette dei

particolari lo fa consapevolmente suspance: es di Hitchcock, c’è un personaggio con una

bomba sotto il tavolo e l’altro personaggio non lo sa ma io spettatore lo so; è diverso

dall’effetto sorpresa: es sempre di Hitchcock, c’è un personaggio sotto un tavolo con una

bomba ma nei io spettatore ne l’altro personaggio della scena lo sa.

Nel film ci sono dei momenti di sapere limitato e altri di sapere illimitato (quando si usa la voce

fuori campo come in “The third man” che ci spiega molti particolari).

Profondità delle informazioni della storia: quanto noi sappiamo dei personaggi, sappiamo

quello che fanno e basta oppure anche quello che pensano e sentono. In Dexter (telefilm su

Fox) continua ad interpellare (chiama in causa lo spettatore) lo spettatore e questo serve per

rendere partecipe alla storia chi guarda il film cerca di essere capito, dà delle motivazioni ai

suoi atti come se fosse costantemente sotto accusa dallo spettatore che è tenuto partecipe di

ogni episodio osservazione partecipata dello spettatore.

Guarda “IV potere” viene spiegato nel libro (stesso capitolo*)

Guarda capitolo “GENERI CINEMATOGRAFICI” 7/11

parliamo di generi cinematografici.

Piccola introduzione poi vediamo dei film(s).

Cos’è un genere cinematografico? “categoria” di film che usiamo per un motivo pratico:

diventa più facile per parlare dei film. Vengono attribuiti delle etichette, in modo

convenzionale, che fungono da filtro nella comunicazione e per rendere più facile

l’identificazione dei film. Se entrate nel blockbuster trovate una divisione dei generi. Etichette

di genere sono dei filtri (piuttosto imperfetti tra l’altro) che funzionano bene nella

comunicazione tra il luogo dove vengono prodotti e i luoghi dove vengono consumati. Le case

di produzione in genere ragionano per genere, che permette di conoscere l’oggetto filmico e

preselezionare idealmente il pubblico. Ogni genere ha un suo pubblico: commedia o dramma

sono macrogeneri, genere horror ad esempio è un genere che ha un pubblico specifico.

Il genere consente di facilitare la individuazione di un oggetto, in questo caso il film, andando

poi a definire così le varie classi a cui rivolgerlo. (ex. Horror visione vietata al di sotto di 14

anni).

Etichette di genere non sono creazione astratta, ma vengono pensate da un produttore,

identificati dai critici che lo riferiscono ad un genere e vengono percepiti dallo spettatore come

caratteri salienti di un film. L’etichetta di genere preorienta la scelta di uno spettatore verso un

film. Gli altri criteri che incidono all’accesso della visione del film sono: attori (presenza o

assenza), regista, produttore ecc (per i veri cinefili).

Commedia, dramma, western, fantascienza… ci sono ovviamente etichette più ampie (film

comico, commedia, thriller) e più identificative (horror).

Le categorie ampie (detti termini ombrello in quanto ha dei sottogeneri) hanno dei sottogeneri.

Di recente si è parlato di commedia magica (plesentville), commedie si ma che hanno qualcosa

in più. Si parla di drammi ma anche di melodrammi (per eccellenza femminile). Perché sotto

natale il genere tipico è la commedia? Perché diretto a famiglie, coppie ecc genere

trasversale, che può interessare tante persone, in quanto nel periodo natalizio possono avere

anche più tempo libero per la visione di film, periodo che porterà oscillazioni nel mercato in a

quanto non è fattore secondario.

In estate qui non si va al cinema ( in USA è il momento migliore), quindi vengono distribuiti i

film d’autore, perché i cinefili incalliti vanno anche quando fuori c’è il sole. Le oscillazioni del

mercato tengono quindi conto anche della disponibilità del pubblico in certi momenti piuttosto

che altri.

Il libro fa una sintesi di questioni complesse legate ai generi (vedi).

Vediamo “scandalo a Filadelfia” George Cukor del 1940 (vedi trama, regista e attori).

Capolavoro della commedia classica.

Questa commedia fa parte di un piccolo gruppo chiamato da Kavel (critico) commedie del ri-

matrimonio.

Commedia: genere che non è MAI uscito di scena. Fantascienza ha avuto alti e bassi, horror e

western uguale.

Commedia genere ombrello anche perché sono sempre state fatte, hanno sempre avuto un

pubblico.

Thriller di oggi è molto diverso dai thriller di 50 anni fa: oggi “Il silenzio degli innocenti”, 50

anni fa i film di Hitchcock.

I generi mutano, si evolvono a fianco dello sviluppo della tecnologia, dell’estetica, della cultura,

dei costumi (ciò che è ammesso sulla scena), cambiate le modalità di relazione con lo

schermo, cambiato quello che viene censurato o no, sono cambiate le quote di violenza.

I generi non sono etichette stabili, nel senso che i generi continuano ad evolvere.

Un film da un lato deve omaggiare la tradizione a cui appartiene, dall’altra deve aggiungere

elementi nuovi, inseriti nella cultura contemporanea.

Perché lo spettatore ama un certo genere? Perché la conservazione di certi tratti caratteristici

lo fanno sentire in un clima “familiare”. Quando lo spettatore di genere sceglie un film, si

aspetta delle cose: se scelgo un horror vorrei sangue e morti ( si dice SPLATTER, il sangue, la

violenza ecc tipica degli horror); la commedia deve finire col lieto fine; un film di guerra deve

avere almeno una scena di guerra.

Se i generi crescono e si evolvono è anche perché si incontrano generi diversi: ad esempio

Blade Runner è un film di fantascienza ma anche una detective story.

A volte le etichette di genere rimandano all’effetto che rimandano sullo spettatore: film comico

fa ridere ad esempio. Quando vedo un film voglio anche “provare” qualcosa: altrimenti il film

ha di fatto fallito (se vedo un horror, voglio vedere sangue e quant’altro ma voglio anche

provare paura). Lo spettatore seleziona il genere e da qui potrà verificare se ha tutte le

caratteristiche che compongono (l’Horror trasmetta paura,…)quindi permettere di dire se il film

è fatto o bene o no.

Attenzione però: 2001 Odissea nello Spazio (Stanley Kubrick): dovrebbe essere un film di

fantascienza, in realtà non lo è sarebbe stupido dire che non è un bel film perché non

appartiene perfettamente ad un genere. 13/11

VISIONE DEL FILM “DANCER IN THE DARk” di Lans Von Trier con Bjorke: vince palma d’oro.

Film girato senza che la macchina poggiasse su un cavalletto “girato a mano”. A causa di

questa scelta ci sono degli errori grammaticali. La macchina messa in spalla non riesce a

inquadrare bene la scena, effettua degli aggiustamenti nelle scene. Vengono effettuati dei

“TAGLI DI SCENA” nel montaggio Last von Trial elide delle scene procurando allo spettatore

uno strappo visivo (ci si accorge

Film girato in digitale e quindi povero, molto domestico e amatoriale stesse videocamere

usate da Linch e anche dai consumatori come noi.

È un musical moderno notiamo una saturazione dei colori (più saturi rispetto ai musical

classici nato dopo la diffusione del sonoro che negli anni ’50 diventa il genere più importante

grazie a Minnelli che ne produce svariati; “Il mago di Oz” molto famoso e importante per il

colore che negli anni ‘50 – 60 si diffonde in tutto il cinema; il cinema a colori viene preso in

considerazione perché aveva paura della concorrenza della televisione); il musical non riflette

la realtà perché una scena viene ribaltata immediatamente, si alza il volume parte la musica e

tutti ballano e cantano.

Questo è un musical a metà, “mezzo film” e “mezzo musical” ma esistono anche del film

interamente musical. La maggior parte dei musical sono mezzo e mezzo.

Tutte le inquadrature nelle scene del musical sono fisse e non mobili come nei classici musical.

Le scene sono state girate con centinaia di telecamere che producono un montaggio

estremamente ricco e frammentato.

Il musical a partire dagli anni ’30 ha spinto la regia hollywoodiana a compie dei movimenti 

strano perché rispecchia sempre la neutralità e il rigore dei codici.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguaggi audiovisivi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Gervasini Mauro.

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