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• facile adattamento all’innovazione.

CAPITOLO DUE – I PROGETTI DI SPETTACOLO

2.1 Tipologia e caratteristiche

La realizzazione o la presentazione di uno spettacolo può essere considerata un progetto. Gli enti

lirici, i teatri stabili in prosa, le orchestre presentano una struttura gerarchico-funzionale, invece lo

spettacolo ha un ambiente organizzativo di tipo contingente, simile a quello che alcune teorie sulla

gestione dei progetti definiscono adhocratico. L’adhocrazia è una gestione votata

all’imprevedibilità, alla flessibilità ed alla cultura di compiti che si contrappone alla cultura

burocratica. Per la costruzione di un modello efficace di project management dello spettacolo

bisogna verificare le analogie sul piano gestionale tra progetto di spettacolo e progetto di sviluppo

di un normale prodotto. Entrambe in comune hanno:

• l’impresa complessa:

Progetto di spettacolo: realizzazione di un prodotto nuovo basato su

 elementi non certi (creazione artistica), tramite le risorse organizzate;

Progetto di prodotto tecnologico: sviluppo di un prodotto nuovo basato su

 elementi certi o incerti mediante l’uso delle risorse organizzate;

• Unicità: Progetto di spettacolo: ogni spettacolo è un evento unico; non è un attività di

 routinne.

Progetto di prodotto tecnologico: ogni prodotto è un elemento unico

 (prototipo); non è un’attività di routinne.

• Natura: Progetto di spettacolo: dinamica e originale;

 Progetto di prodotto tecnologico: dinamica e innovativa;

• Orientamento: Progetto di spettacolo: al risultato;

 Progetto di prodotto tecnologico: al prodotto o servizio finale;

• Vincoli di tempo:

Progetto di spettacolo: tempi connessi all’andata in scena e alle reppliche;

 Progetto di prodotto tecnologico: tempi di consegna al cliente;

• Vincoli di costo:

Progetto di spettacolo: budget;

 Progetto di prodotto tecnologico: budget;

• Vincoli di qualità:

Progetto di spettacolo: qualità artistica, contenuti culturali e qualità

 organizzativa;

Progetto di prodotto tecnologico: specifiche del prodotto e qualità

 organizzativa; 2

• Risorse organizzate:

Progetto di spettacolo: umane, tecniche ed economiche;

 Progetto di prodotto tecnologico: umane, tecniche ed economiche;

• Modo di procedere:

Progetto di spettacolo: lavoro in team;

 Progetto di prodotto tecnologico: lavoro in team;

• Competenze: Progetto di spettacolo: specialistiche differenziate;

 Progetto di prodotto tecnologico: specialistiche differenziate;

• Elementi caratterizzanti:

Progetto di spettacolo: intensità del fattore umano, contenuto di

 professionalità e obiettivi di tipo innovativo;

Progetto di prodotto tecnologico: intensità del fattore umano, intensità della

 componente tecnologica e scientifica, contenuto di professionalità e obiettivi

di tipo innovativo.

La parola spettacolo deriva dalla parola latina spectaculum che a sua volta deriva dal verbo

spectare che significa guardare. esso intende ogni manifestazione artistica o creativa, frutto di

elaborazione propria o di creazione altrui, presentata ad un pubblico di persone. Attraverso lo

spettacolo si esprime l’arte del teatro, la musica, la danza, il circo (arti dello spettacolo dal vivo), il

cinema, la creazione video, l’arte multimediale(arti dello spettacolo riprodotto). Le manifestazioni

con notevole impegno di risorse umane, tecnologiche ed economiche sono:

• Spettacoli di prosa;

• Spettacoli di teatro di ricerca e sperimentazione;

• spettacoli di teatro ragazzi, burattini, marionette, teatro di figura;

• animazione teatrale;

• letture poetiche;

• spettacoli di danza e balletto;

• pantomima;

• opere liriche;

• operetta, teatro musicale, musical, cabaret;

• concerti;

• recital;

• corali e polifonia;

• fanfare;

• spettacoli di circo e di acrobazia;

• opere ed installazioni di arte sonora e di videoarte;

• rassegne e proiezioni cinematografiche e video;

• spettacoli multimediali;

• festival, rassegne, retrospettive;

• eventi; 3

• esibizioni di arte e prestigiazione.

Ogni genere può a sua volta sviluppare nuove forme espressive. Esempio: nel 1971 arrivò al

Festival d’Avignon un gruppo di artisti che dovevano realizzare un lavoro sulla drammaturgia

contemporanea. Da questo progetto ne nacque uno più grande e importante per il teatro francese:

il Theatre Ouvert. Esso inventò nuovi modi di rappresentazione teatrale:

• La “mise en espace”: permette di scoprire e lanciare nuove opere e nuovi autori ed è

realizzata in due settimane;

• La “gueuloir”: prima audizione di un’opera inedita letta dall’autore;

• La “messa in voce”: lettura pubblica a più voci di un testo inedito;

• La lettura: lettura di un testo con o senza interpretazione;

• La cellula di creazione: confronto di un testo originale con il lavoro degli attori senza obbligo

di realizzare uno spettacolo;

• Le cartes blanches: carta bianca agli artisti ed autori che non hanno scritto per il teatro;

• Il primissimo piano: percorso di uno scrittore di teatro, montato in diverse forme di

spettacolo.

Le caratteristiche principali dei progetti di spettacolo si focalizzano sull’intensità del fattore umano

e sull’alto contenuto di professionalità e di specializzazioni diverse. Queste caratteristiche sono

presente in modo predominante nell’aspetto produttivo più importante per questo tipo di progetti:

quello del lavoro, dove intervengono apporti di tipo creativo da parte degli autori, artistico, tecnico

ed organizzativo di pari importanza. Questi apporti sono interdipendenti: hanno capacità e

informazioni necessarie l’una all’altra. La terza importante caratteristica dei progetti di spettacolo è

la presenza di obiettivi di tipo innovativo contenuti nelle componenti del processo creativo, nelle

istanze e motivazioni degli artisti, nei fattori realizzativi e produttivi. Accade spesso nella realtà che

si verifichino incomprensioni tra le attività artistiche e quelle organizzative, provocando problemi

soprattutto sul piano economico-finanziario. Diventa fondamentale che la leadership del

responsabile di progetto rispetto la componente artistica. La quarta caratteristica è data dal forte

orientamento alla qualità del risultato finale come condizione di successo dell’evento, sebbene non

sia possibile misurale la qualità di uno spettacolo in termini oggettivi. L’economista P. Leon afferma

che la qualità artistica e culturale si ottiene solo in presenza in una alta qualità organizzativa una

condizione non sempre osservata. Altri aspetti singolari della dimensione progettuale dello

spettacolo riguardano l’intangibilità ed indeterminatezza del prodotto finale, la difficoltà oggettiva

cioè di pianificarne con estrema esattezza il risultato definitivo, ma soprattutto l’unicità, l’irripetibilità

dell’evento in quanto tale. Ogni spettacolo è un episodio unico e differente anche nelle repliche. Vi

è la presenza nei progetti di spettacolo in una molteplicità di culture e discipline data dai percorsi

individuali delle persone coinvolte (artisti, tecnici, organizzativi) e dai diversi modi di operare e

procedere all’interno del processo produttivo. Oggi la gestione di un progetto di spettacolo deve

fare i conti con la confusione, l’interazione, la contaminazione tra diverse culture e linguaggi con

l’obbligo di adeguare la capacità di apprendimento e il comportamento organizzativo alle necessità

della creazione e dell’evento. La gestione di uno spettacolo significa gestione di un rischio

oneroso, derivante dalla realizzazione di un nuovo prodotto e dalla sua immissione sul mercato

senza la possibilità di poterlo testare. Il test sarà possibile a produzione ultimata. Nessun artista è

garante del successo del proprio lavoro e nessun testo drammatico o composizione musicale darà

la certezza di un esito positivo dello spettacolo. Il rischio culturale delle attività artistiche

corrisponde ad un esperimento da tentare.

2.2 Il ciclo di vita di un progetto di spettacolo

Un’altra analogia con il project management tradizionale viene dall’osservazione del ciclo di vita di

un progetto inteso come spazio temporale compreso tra il punto di partenza ed il punto di arrivo del

progetto stesso. Si ritiene che esso consiste nelle seguenti quattro fasi:

1. FASE DI IMPOSTAZIONE: determinare gli obiettivi, la strategia e le linee guida del

progetto;

2. FASE DI PIANIFICAZIONE: stabilire costi, tempo, specifiche e programmare le azioni;

3. FASE DI IMPLEMENTAZIONE: il progetto viene realizzato materialmente;

4. FASE DI CONCLUSIONE: consegnare il prodotto al cliente e valutare i rischi in sede di

progetto. 4

Il ciclo di vita di un progetto artistico, culturale e di spettacolo ha una sua suddivisione ideale in

quattro fasi:

1. FASE DI IDEAZIONE: il progetto viene definito nelle sue linee generali, nelle caratteristiche

artistiche e nei suoi contenuti;

2. FASE DI PIANIFICAZIONE: ottenuto il maggior numero di informazioni possibili si pianifica

la realizzazione dell’evento stabilendo le azioni da intraprendere, le risorse da reperire, le

linee economico-finanziarie da seguire e il calendario delle attività;

3. FASE DI ESECUZIONE: il progetto viene attuato seguendo le indicazioni fissate anche

attraverso meccanismi di controllo;

4. FASE DI COMPLETAMENTO: il progetto viene concluso e si procede alla verifica e

valutazione dei risultati.

Non esiste una linea di demarcazione tra le diverse fase ed esse possono anche sovrapporsi dal

momento che nella fase ideativa possono svilupparsi elementi di pianificazione oppure durante la

fase esecutiva possono scaturire in corso d’opera apporti ideativi di indubbia consistenza ed

importanza.

Mettendo a confronto la creazione di un progetto cinematografico e un progetto teatrale notiamo

delle differenze sostanziali nelle quattro fasi:

1. IDEAZIONE: • DI UN PROGETTO CINEMATOGRAFICO: soggetto, trattamento,

scaletta, sceneggiatura, studio fattibilità, ricerca finanziamenti, scelta

realizzatori artistici;

• DI UN PROGETTO TEATRALE: scelta del testo, riduzione o

traduzione, studio fattibilità, ricerca finanziamenti, scelta dei

realizzatori artistici.

2. PIANIFICAZIONE:

• DI UN PROGETTO CINEMATOGRAFICO: spoglio sceneggiatura,

scelta delle location, piano di lavorazione, preventivo;

• DI UN PROGETTO TEATRALE: programmazione, pianificazione

della produzione e preventivo.

3. ESECUZIONE: • DI UN PROGETTO CINEMATOGRAFICO: casting, formazione della

troupe, pratiche amministrative e finanziarie, contratti, progettazioni e

realizzazioni artistiche, organizzazioni mezzi tecnici, organizzazione

teatri posa e laboratori, permessi, organizzazione logistica, riprese

esterni, riprese interni;

• DI UN PROGETTO TEATRALE: scelta degli interpreti e tecnici,

pratiche amministrative e finanziarie, contratti, realizzazioni artistiche,

noleggi dei materiali, prove, debutto, repliche.

4. COMPLETAMENTO:

• DI UN PROGETTO CINEMATOGRAFICO: montaggio,

postproduzione, edizione, stampa copie, distribuzione, proiezione,

sfruttamento altri canali;

• DI UN PROGETTO TEATRALE: scioglimento compagnia, riconsegne

materiali, chiusure amministrative.

PARTE II – L’IDEAZIONE DEL PROGETTO

CAPITOLO TRE – L’IDEAZIONE

3.1 Il processo ideativo

Il processo ideativo di un avvenimento artistico non è comprimibile in uno standard classificabile e

riconoscibile, non ha parametri certi. Esso proviene dall’ingegno e dalla sensibilità umana, dalla

capacità di esprimersi attraverso delle discipline con le quali l’artista vede, analizza, interpreta la

realtà umana sociale, politica, storica del mondo che lo circonda. Sul piano pratico è quanto di più

intangibile, effimero e indeterminato e soprattutto soggetto a variazioni, mutamento di cui si possa

disporre per un progetto. Lo spettacolo diventa frutto di una sinergia creativa, non codificata né 5

strutturata ed al tempo stesso di una complicità tra un autore ed un artista realizzatore e

successivamente tra l’artista realizzatore, i suoi collaboratori artistici e tecnici e gli interpreti.

Bisogna dare un corpo realizzativo al materiale artistico e un vestito organizzativo che tenga conto

di tutti i parametri prestabiliti. L’ideazione di uno spettacolo scaturisce da una esigenza:

• Artistica: l’artista propone l’idea di uno spettacolo basata su una creazione inedita o una

personale rielaborazione. Il progetto viene proposto ad una struttura organizzativa o

produttiva perché venga realizzato concretamente. È possibile che il progetto sia ancora

confuso e da riordinare oppure dettagliato e articolato nella sua descrizione. La proposta

dell’artista potrà contenere o dettagli accurati o appena accennati. In Italia molti artisti sono

anche impresari di se stessi. Bisogna fare una distinzione tra competenze gestionali e

artistiche: l’artista sta sul palcoscenico e l’organizzatore fa i conti. Insieme contribuiscono

alla progettazione di una produzione artistica e nel processo ideativo l’organizzatore si

mette al servizio dell’artista perché la sua idea di spettacolo possa svilupparsi in un

contesto realizzativo.

• produttiva: una struttura pubblica o privata decide di realizzare un progetto legato ad artisti

di prestigio. Può avere natura imprenditoriale (la struttura agisce sul mercato dello

spettacolo), natura istituzionale (svolge tale attività per un preciso compito) oppure natura

culturale (attività senza fini di lucro). L’idea parte da un direttore artistico o da una struttura

e viene messa a punto nell’incontro con l’artista realizzatore. Si può anche avere una

commissione, cioè si incarica un autore di creare un’opera inedita o originale. La decisione

di produrre un evento spettacolare presuppone già un format operativo, costituito da un

budget previsionale da impegnare nella produzione, una collocazione spazio-temporale,

una impostazione organizzativa di massima.

• di programmazione: l’esigenza è rappresentata dalla strutture pubbliche o private che

intendono presentare, nell’ambito delle loro manifestazioni, uno o più spettacoli, già

prodotti o disponibili nel repertorio degli artisti o di prossima realizzazione. Qui l’idea

artistica è costituita dal criterio e dalle linee che indirizzano la scelta di ciò che dovrà

essere proposto in cartellone e la funzione ideativa è svolta da un direttore o responsabile

artistico che sarà autonomo o supportato da un organo superiore. L’ideazione potrà essere

finalizzata a proporre artisti, potrà derivare da obblighi contingenti, potrà agire su mandato

oppure da opportunità.

Le cose importanti nella fase ideativa:

1. Avere chiaro il risultato finale che si intende ottenere: questo permetterà di:

• Pianificare in modo preciso il da farsi;

• Utilizzare al meglio le risorse disponibili;

• Guidare bene il team di collaboratori;

• Dare agli artisti tranquillità e sicurezza.

Non è un lavoro facile perché ogni progetto è unico e irripetibile anche se ricorrente e gli

agganci, i richiami alle esperienze già fatte non saranno sufficienti. Ogni artista è diverso.

Questo processo è necessario nel momento in cui dovranno essere coinvolti altri soggetti.

2. instaurare un rapporto costruttivo con gli artisti responsabili del progetto: l’inesperienza e il

desiderio di far bene degli artisti più giovani è spesso occasione di richieste inaspettate e

discussioni. Altro elemento deviante è anche il carattere amichevole ed informale che

caratterizza le relazioni. Una soluzione vincente potrebbe essere un rapporto

amichevole ,ma fermo e professionale con rispetto delle esigenze altrui e disposto ad

ascoltare sempre.

3. sviluppare l’dea artistica in un primo contesto organizzativo: prima di avviare la produzione

dell’evento e confermare all’artista l’accettazione della sua proposta bisogna sviluppare

organizzare l’idea e verificarne la fattibilità. Quante più notizie potranno chiarire come dovrà

aver luogo l’evento artistico più facile sarà il lavoro nelle fasi successive. Anche questo

lavoro sarà soggetto di un dialogo tra organizzatore e artista. Il progetto dovrà essere

realistico e attuabile. La fattibilità sarà valutata in due modi:

• una riflessione generale sulle reali possibilità di realizzare

l’evento; 6

• un’analisi delle potenzialità del progetto.

Quest’ultima può disporre di uno strumento valido, utilizzato nel marketing, chiamato S.W.O.T.

analysis che serve a visualizzare i punti di forza ed i punti di debolezza del progetto, le opportunità.

Può individuare le minacce, cioè ciò che potrebbe vanificare l’operazione. Contente di capire il

grado di realizzabilità dell’operazione o portare altrimenti alla decisione di abbandonare il progetto.

Se tra i punti di forza c’è la presenza di alcuni artisti di valore o prestigio sarà bene valorizzarli

nella campagna promozionale, viceversa la complessità di un impianto scenografico potrà essere

un punto di debolezza e quindi sarà utile precedere un comportamento organizzativo che consideri

questo aspetto.

3.2 Il progetto artistico

Una volta appurato l’interesse all’idea proposta dall’artista, il primo passo sarà chiedergli di

redigere un progetto artistico che descriva:

• il titolo del progetto;

• il contenuto;

• le premesse che hanno portato all’idea artistica;

• la descrizione e l’articolazione di ciò che avviene;

• l’indicazione delle opere o autori a cui si riferisce;

• i significati, le intenzioni e le motivazioni alla base delle idee;

• l’indicazione di collaboratori e interpreti;

• l’indicazione di ciò che sarà indispensabile;

• l’indicazione delle modalità di svolgimento;

• l’indicazione dei tempi di attuazione;

• l’indicazione di un evento pubblico a cui è rivolto;

• l’indicazione dei primi dettagli organizzativi.

Questo documento costituirà la base su cui impostare e sviluppare l’organizzazione del progetto,

servirà nella fase di ricerca dei finanziamenti e nei rapporti con i partner ed i collaboratori e fornirà

notizie per la stesura dei materiali. Dovrà essere sintetico ma non superficiale. Sarà importante

che l’artista consideri il progetto come un impegno vincolante. Bisogna quindi fissare dei paletti. Il

progetto artistico di una produzione teatrale può essere corredato da molti elaborati:

• assegnazione dei ruoli o dei personaggi: distribuzione artistica;

• disegni dell’arredo e dell’allestimento scenico;

• disegni dei costumi;

• descrizione del commento musicale;

• piano delle luci e del suono.

CAPITOLO QUATTRO – IL TEAM DI PROGETTO

4.1 La struttura del team

Il lavoro in team è molto importante come strumento ottimale e naturale del processo produttivo

dello spettacolo. Questi team possono essere:

• TEAM ARTISTICO: è il team creativo la cui direzione è affidata al responsabile del

progetto, che prevede l’aiuto di molti assistenti e di interpreti ed esecutori;

• TEAM TECNICO: è coordinato dal direttore tecnico e si avvale della presenza di molti

tecnici;

• TEAM ORGANIZZATIVO: formato da addetti operativi con compiti di organizzazione della

produzione, amministrazione, rapporti con i media.

Tra tutti assume importanza il responsabile di progetto. Questa figura ha:

• Compiti di pianificazione e programmazione;

• Compiti di organizzazione delle risorse;

• Compiti di direzione e guida;

• Compiti di controllo. 7

La scelta della persona idonea dovrà tenere conto di una adeguata professionalità specifica e di

particolari capacità socio-relazionali nella gestione del fattore umano. Egli dovrà avere l’autorità su

tutte le funzioni. Le qualità ideali di un project-manager di spettacolo sono:

• Competenze professionali, organizzative, di programmazione, gestionali, tecnico-artistiche,

amministrative, direzionali;

• Esperienze di responsabilità e presenza umana;

• Capacità concettuali: analisi e sintesi, di risoluzione dei problemi, flessibilità mentale,

creatività, senso pratico e coraggio, adeguato livello culturale e di istituzione, coscienza

dell’arte;

• Capacità comportamentali: leadership, sensibilità, capacità di comunicare e motivare, di

infondere sicurezza, di ascoltare, di delegare, di negoziare, fermezza nei rapporti, capacità

di guida e orientamento, capacità di gestire conflitti.

L’impostazione del team organizzativo dovrà essere flessibile e dinamica, abbandonando ogni stile

formale. L’efficacia del team organizzativo dipenderà dalla sua composizione, organizzazione,

preparazione ed addestramento, ma anche dalle procedure di funzionamento interno. Esse

riguarderanno:

• La comunicazione interna;

• La gestione delle riunioni;

• Il processo decisionale;

• La risoluzione di problemi.

Alcune regole per una buona conduzione di un team:

• Il team è fatto di persone pensati e dotati di una loro personalità;

• Bisogna assegnare la persona adatta al lavoro adatto;

• Mettersi nei panni dei collaboratori;

• Non creare aspettative che potrebbero venire deluse;

• Sapere motivare le persone;

• Saper sfruttare l’entusiasmo;

• Dare visibilità al lavoro di ciascuno, riconoscendo l’impegno di ciascuno;

• Chiarire i margini di autonomia;

• Definire e verificare di continuo gli obiettivi di ogni collaboratore e settore.

Funzioni e mansioni del team di progetto:

• Project manager: dirige la pianificazione e l’esecuzione del progetto, dirige tutte le

operazioni produttive, contrattuali e organizzative. Può impegnare la spesa, ma

difficilmente sottoscrive i contratti;

• Amministratore: provvede a tutte le operazioni amministrative e finanziarie connesse al

progetto , tiene la contabilità e controlla il budget. Si avvale dell’ausilio di consulenti, tiene

la cassa e ha la delega per le operazioni bancarie, impegna o meno la spesa;

• Direttore tecnico: si occupa dell’assistenza tecnica, delle compagnie, degli adempimenti di

sicurezza, degli allestimenti tecnici. Si avvale dell’ausilio di un team tecnico;

• Addetto ufficio stampa: gestisce i rapporti con gli organi di informazione ed i media ed in

alcuni casi si occupa anche degli inviti e delle relazioni esterne, delle edizioni e della

comunicazione intesa come pubblicità e promozione. Si avvale della collaborazione di

fornitori specifici;

• Addetto alla promozione (eventuale): cura gli aspetti promozionali e pubblicitari del

progetto. Si avvale di personale per distribuzione e fornitori;

• Addetto logistica (eventuale): si occupa dei viaggi, dei trasporti di materiali, degli alberghi,

della ristorazione e dell’accoglienza. Si avvale dell’aiuto di agenzie di viaggio. Gestisce il

budget della logistica,

• Addetto alla sala: si occupa della biglietteria, degli adempimenti SIAE, dei permessi di

spettacolo, della gestione della sala e della sistemazione dei posti. Gestisce il personale di

sala; 8


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Linguaggi Audiovisivi, basato su appunti personali e studio autonomo del testo La Gestione dei Progetti di Spettacolo (prime tre parti) di Argano consigliato dal docente Gervasini. Gli argomenti trattati sono i seguenti: i concetti generali, la metodologia, le applicazioni, la tipologia e le caratteristiche, la parola spettacolo, le caratteristiche principali dei progetti di spettacolo.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher EMANULEA90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguaggi audiovisivi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Gervasini Mauro.

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