Che materia stai cercando?

Riassunto esame Linguaggi Audiovisivi, prof. Ghidini, libro consigliato Manuale del Film, Rondolino, Tomasi

Riassunto per l'esame di Linguaggio Audiovisivi, basato su appunti personali e studio autonomo del testo Manuale del Film, Rondolino, Tomasi consigliato dal docente Gervasini. Gli argomenti trattati sono la sceneggiatura e il racconto, l'inquadratura, il montaggio, l'analisi del film..

Esame di Linguaggi audiovisivi docente Prof. C. Ghidini

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Pagina 1

I. SCENEGGIATURA E RACCONTO

1.1 Che cosa è una sceneggiatura

Prima di un film, delle sue immagini e dei suoi suoni, c'è un'idea. Nel caso di un film narrativo, il cinema

di cui noi qui ci occupiamo, quest'idea è l'idea di una storia, priva ancora delle sue effettive

articolazioni, limitata molte volte a una situazione, a un evento, a uno o due personaggi. È l'abbozzo di

una storia possibile. Questa idea si deve articolare, precisare, definire. Deve prendere forma, farsi a

tutti gli effetti una storia, una storia tuttavia diversa da altre storie, una storia fatta per essere

sceneggiatura,

raccontata attraverso delle immagini. È così che nasce una ovvero una descrizione più o

meno precisa, coerente, sistematica, di una serie di eventi, personaggi e dialoghi connessi in qualche

modo fra loro.

Possiamo considerare la sceneggiatura come un processo di elaborazione del racconto cinematografico

che passa attraverso diversi stadi che vanno dall'idea di partenza alla sceneggiatura vera e propria.

soggetto,

Quali sono questi diversi stadi? Il innanzitutto, che è la prima manifestazione concreta di

un'idea. È un piccolo racconto, uno spunto narrativo, il breve riassunto di qualcosa che ancora non c'è

ma che è probabilmente destinato a prendere forma: la storia di un film a venire. È solitamente

contenuto in poche righe, al massimo un paio di paginette, eppure, in quanto concreta manifestazione di

un'idea, può avere un'esistenza legale, essere di proprietà di qualcuno che può rivendicare i suoi diritti

per un film che da quel soggetto prende spunto. Talvolta, tuttavia, il soggetto ha una mole ben diversa,

adattamenti,

anche di centinaia e centinaia di pagine. È il caso degli di quei film tratti da racconti e

romanzi, che non si rifanno così a un'idea originale bensì a un'opera preesistente. Nel corso del

processo che qui stiamo esaminando e che porta alla sceneggiatura vera e propria, un soggetto originale

dovrà essere articolato e ampliato, mentre un soggetto letterario, salvo il caso di opere

particolarmente brevi, sarà sottoposto a un lavoro di contenimento, a una serie di tagli, a un processo di

selezione, nonché a un insieme di variazioni che daranno vita a una rilettura personale dell'opera di

partenza. In sostanza un soggetto originale si allunga, un soggetto letterario si abbrevia. In entrambi i

casi, tuttavia, il soggetto diverrà qualcos'altro. trattamento,

La fase successiva dell'elaborazione di una sceneggiatura è quella del in cui "gli spunti

narrativi del soggetto vengono sviluppati e approfonditi. La forma è ancora quella letteraria, ma ha

acquistato una caratterizzazione narrativamente più definita, più funzionale alla descrizione delle varie

scene in cui si articola la vicenda, con un'attenzione all'ambientazione (...) e alla precisazione delle

situazioni".

La storia è qui tendenzialmente elaborata in qualche decina di pagine, l'intrigo è già articolato, la

struttura drammatica ha una sua progressione, i dialoghi sono in parte già abbozzati, ma solitamente in

uno stile ancora indiretto.

Al trattamento segue, anche se in alcuni casi i rapporti temporali si invertono, la scaletta che "segna la

fase del passaggio dal 'momento' letterario della storia a quello della costruzione del film". Qui il

trattamento è per così dire sezionato, scandito, suddiviso in scene che vengono numerate. Di solito non

supera le due paginette e i venti o trenta episodi. La scaletta serve a tenere sott'occhio l'intera storia

del film. Battistrada e Felisatti ce ne indicano bene l'utilità:

Possiamo controllarne i ritmi vedere se l'inizio è lento o anticipa troppo ciò che va invece

[del film],

rivelato più avanti; se a un certo momento della storia c'è una fase di stanca, ("in questo punto non

succede nulla") che va irrobustita con qualcosa di forte, oppure se c'è una eccessiva concentrazione da

diluire con una scena di riposo o di passaggio; se un personaggio entra troppo tardi o resta assente dalla

storia per troppo tempo; se siamo riusciti a caricare il finale della necessaria tensione... .

sceneggiatura

Trattamento e scaletta interagiscono fra loro dando vita alla in cui sono messe in ordine

tutte le scene del film, descritti con cura ambienti, personaggi ed eventi, indicati con precisione i

dialoghi. La sceneggiatura subisce poi un'ulteriore fase di elaborazione dando vita a quello che è

découpage

comunemente chiamato il tecnico. Qui le scene vengono divise in singole immagini, dette

inquadrature o piani, che a loro volta sono numerate, di esse si indica il contenuto, il punto di vista della

cinepresa, la presenza di eventuali movimenti di macchina ecc. In questa fase la collaborazione del

regista può essere determinante. Il numero delle indicazioni che possono essere contenute in un

découpage tecnico è pressoché infinito, di caso in caso queste indicazioni potranno così essere più o

meno numerose, più o meno precise. Esiste poi la possibilità di accompagnare al testo scritto di una

sceneggiatura delle immagini, ovvero dei disegni che prefigurano quelle che saranno le inquadrature del

story board.

film, dando così vita a ciò che comunemente si chiama uno Nel corso degli anni ottanta,

questo processo di "illustrazione" della sceneggiatura si è talvolta accompagnato a forme di

previsualizzazione elettronica "che consentono di arrivare alla fase della ripresa vera e propria su

pellicola avendo già preventivamente verificato molti dei fattori che determinano il risultato finale".

sceneggiatura desunta dalla

C'è poi un ultimo senso che va dato al termine di sceneggiatura, quello della

copia definitiva del film. In questo caso la sceneggiatura non precede più la lavorazione del film, ma la

segue. Il suo autore non è più uno scrittore ma un critico o uno studioso di cinema che a partire da un

film già realizzato ne descrive accuratamente le diverse inquadrature e scene, ne riporta i dialoghi, ne

indica le soluzioni tecniche al fine di costruire uno strumento che consenta di conoscere e studiare

meglio quel determinato film. | << | < | > | >> |

Pagina 49

II. L'INQUADRATURA inquadratura

Un film è fatto di immagini in movimento che prendono il nome di inquadrature. L' è l'unità

base del discorso filmico e può essere definita come una rappresentazione in continuità di un certo

spazio per un certo tempo. Spazialmente l'inquadratura è costituita dalla porzione di realtà

rappresentata da un certo punto di vista e delimitata da una cornice ideale costituita dai quattro bordi

dell'inquadratura stessa, temporalmente dalla durata compresa fra il suo inizio, che segue la fine

dell'inquadratura precedente, e la sua fine, che precede l'inizio dell'inquadratura seguente.

Nella confusione terminologica ancora dominante il lessico del cinema, il termine inquadratura è a volte

piano.

sostituito con quello di Più correttamente, si dovrebbe intendere con inquadratura il fatto che

l'immagine cinematografica è racchiusa da una cornice che inquadra una porzione di spazio e con piano

la porzione di spazio inquadrata. Le due espressioni hanno finito col sovrapporsi anche se, almeno in

sede teorica, è bene tener presente come ognuna di esse sottolinei un aspetto diverso di una stessa

entità. Quando parliamo di inquadratura intendiamo un delimitare – la messa in quadro – che pone il

problema del rapporto fra ciò che di un insieme è mostrato e ciò che invece non lo è, in quanto al di

fuori dei bordi dell'immagine. Quando parliamo di piano ci riferiamo invece alla porzione di spazio

rappresentata e alle modalità della sua organizzazione e composizione che, ovviamente, sono

determinate anche dalla cornice che racchiude tale spazio e dagli elementi che lo articolano.


PAGINE

6

PESO

94.41 KB

AUTORE

Menzo

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguaggi audiovisivi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Ghidini Chiara.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Linguaggi audiovisivi

Linguaggi audiovisivi - Bordwell storia del cinema
Appunto
Audiovisivi - Storia del Cinema
Appunto
Riassunto esame Linguaggi Audiovisivi, prof. Gervasini, libro consigliato La Gestione dei Progetti di Spettacolo, Argano
Appunto
Riassunto esame Linguaggi audiovisivi, prof. Gervasini, libro consigliato Introduzione alla metodologia del cineforum, Bouriot
Appunto