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Linguaggi audiovisivi - approfondimento montaggio

Appunti di approfondimento sul montaggio per l'esame di linguaggi audiovisivi del professor Mauro Gervasini, corso di laurea in scienze della comunicazione. Gli argomenti trattati sono stacco, dissolvenza, lo spazio diegetico, lo spazio filmico, il montaggio connotativo...

Esame di Linguaggi audiovisivi docente Prof. M. Gervasini

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• Raccordo di direzione : un personaggio che esce di campo a destra dovrà rientrare a sinistra in quella

successiva.

• Raccordo di direzione di sguardi : la macchina da presa viene posizionata in modo tale che quando

ognuno dei personaggi viene inquadrato singolarmente, il suo sguardo si rivolga verso l’altro

personaggio.

Il montaggio del cinema a decoupage classico non è l’unica forma di montaggio esistente; esistono anche

quelli:

• CONNOTATIVO: basato sulla costruzione del significato;

• FORMALE : un modello che si impone per la sua natura grafica e ritmica;

• DISCONTINUO : un montaggio che nega i modelli della continuità Hollywoodiana.

¾ Il montaggio CONNOTATIVO si caratterizza per la sua volontà di produrre del senso (creazione di

nuovi significati – concetti).

L’effetto Kulesov dimostra come l’associazione di due immagini può produrre un senso diverso di quello che

lo spettatore percepirebbe se le vedesse singolarmente.

Per Ejzenstejn la riproduzione filmica della realtà non ha in sé nessun particolare interesse: ciò che conta è il

senso che di essa si cattura attraverso la sua interpretazione. Il cinema non può dunque limitarsi a riprodurre

il reale, deve interpretarlo. Il montaggio è proprio lo strumento col quale arrivare a questo tipo di

interpretazione.

Teoria delle attrazioni di Ejzenstejn: l’attrazione è qualsiasi elemento che esercita sullo spettatore un

effetto sensoriale e psicologico per far recepire il lato ideale e la finale conclusione ideologica dello

spettacolo (in ambito teatrale).

Attrazioni come libero montaggio di azioni.

Alla base dell’intera concezione ejzenstejniana del montaggio c’è il conflitto, la “collisione” tra 2

inquadrature che si trovano l’una accanto all’altra. Tali conflitti possono darsi non solo nel passaggio da un

inquadratura all’altra, ma anche all’interno di una stessa inquadratura.

Il conflitto può essere di diversi tipi:

• Delle direzioni grafiche (delle linee)

• Dei piani (tra loro)

• Dei volumi

• Delle masse (volumi sottoposti a diverse intensità luminose)

• Degli spazi

• Tra suono e immagini (asincronismo)

Il montaggio intellettuale di Ejzenstejn mira a dar vita a una situazione in cui la stessa tensione – conflitto

serve a creare nuovi concetti, nuove visioni.

¾ 2) Il montaggio FORMALE pone in primo piano gli effetti di tipo formale, sia grafico - spaziali che

ritmico – temporali.

a) è un montaggio in cui le qualità grafiche e formali delle immagini prendono il sopravvento su

qualunque criterio di ordine narrativo ( es. in Psycho c’è una dissolvenza incrociata che unisce il

movimento a spirale dell’acqua che fa mulinello nella doccia e un particolare dell’occhio di Marion

ripreso dalla macchina da presa che ruota intorno ad esso). In questo caso c’è un analogia formale tra

le due inquadrature che hanno in comune questa forma a spirale.

b) Esistono 3 forme ritmiche dominanti presenti nella successione delle inquadrature:

ritmo regolare: si succedono brevi inquadrature della stessa durata;

ritmo accelerato: quando si succedono inquadrature via via più brevi;

ritmo irregolare : le inquadrature che si succedono presentano delle durate molto diverse fra loro.

¾ 3) Il montaggio DISCONTINUO è tipo di montaggio che mostra come si può raccontare una storia

trasgredendo le regole della continuità classica.

Sul piano spaziale:

• Alcuni registi (come Ozu) danno vita ad un sistema

Un modo è quello della violazione del sistema 180°.

di rappresentazione circolare a 360°, nell’ambito del quale sistemano liberamente la loro cinepresa. La

posizione dei personaggi sarà di volta in volta rovesciata sullo schermo, così come è destinato a mutare

lo sfondo su cui i due personaggi sono collocati.

• Un secondo modo per dar vita a forme di discontinuità (spaziale e temporale) è tramite l’uso del falso

raccordo (jump cut). Di questi raccordi se ne individuano di 2 tipi: A) quando due inquadrature

consecutive di uno stesso personaggio non sono sufficientemente differenziate sul piano

dell’angolazione (di almeno 30°) e della distanza; B) e quando più inquadrature di uno stesso

personaggio si succedono mostrandocelo in luoghi e tempi diversi.(Quarto potere)

• che interrompono la regolare e continua

Un altro metodo è quello del ricorso a inserti non diegetici

successione di inquadrature attraverso piani estranei allo spazio e al tempo del racconto, che diventano

spesso strumenti di associazioni metaforiche (es. pavone meccanico di Ottobre).

Sul piano temporale:

• Tramite l’uso di flashback e flashforward e tramite la ripetizione, sul piano del discorso, più volte di ciò

che accade nella storia.

• dove la durata della rappresentazione è superiore a quella dell’evento

Tramite la pratica dell’estensione,

rappresentato (es. in Ottobre l’apertura della porta della sala degli zar : ripetiz. In 4 inquadrat. di un

stesso evento).

• Un altro tipo di estensione è quello della sovrapposizione temporale (overlapping editing).

IL MONTAGGIO PROIBITO

PROFONDITA’ DI CAMPO (a livello temporale): è un immagine in cui tutti gli elementi rappresentati, sia

quelli in primo piano che quelli di sfondo, sono perfettamente messi a fuoco. Essa pone lo spettatore in un

rapporto con l’immagine più vicino a quello che egli ha con la realtà.

PIANO SEQUENZA – long take- (a livello spaziale): è un’inquadratura molto lunga che svolge da sola il

ruolo di un’intera scena e come la profondità di campo rifiuta l’uso del montaggio.

Se nel cinema a decoupage classico o nel modello ejzenstejniano è il regista a decidere il significato per noi,

piano sequenza e profondità di campo danno allo spettatore la possibilità di essere lui a decidere traendone

gli aspetti più significativi.

Ci sono però due osservazioni critiche in proposito:

• La realtà e la sua rappresentazione non possono essere confuse, in quanto ogni immagine

cinematografica è già rappresentazione della realtà, per le sue scelte di durata, campo e angolazione.

• Possono esistere piani sequenza e messe in scena in profondità che impongono una lettura univoca delle

immagini.

Nel piano sequenza e profondità di campo non c’è una radicale negazione del montaggio in quanto vi è un

montaggio interno che mette in relazione più elementi all’interno di una singola inquadratura.


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Menzo

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguaggi audiovisivi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Gervasini Mauro.

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