L'italiano letterario nella storia
Francesco Bruni
Sommario
- L'invenzione dell'italiano letterario ............................................................................................... 3
- Prima di Dante: prosa e poesia nell’Italia del XIII sec. ........................................................................... 3
- Periodo pre-Latino ......................................................................................................................................... 3
- Processo di frammentazione dall'VIII al IX d.C. ......................................................................................... 4
- Il De Vulgari Eloquentia ................................................................................................................................. 4
- La scuola poetica siciliana .......................................................................................................................... 5
- Transizione dalla Sicilia alla Toscana e frattura della scuola siciliana ........................................................... 6
- Nasce il concetto di unitarietà della lingua ................................................................................................... 6
- Schizzo della lingua antica e della sua evoluzione .................................................................. 7
- Fiorentino e italiano .............................................................................................................................. 7
- Fisionomia dell’italiano tradizionale: alcune differenze grammaticali .................................................. 8
- Fisionomia dell'italiano tradizionale: formazione delle parole e lessico ............................................... 9
- I serbatoi della lingua scritta e dell'italiano ............................................................................. 11
- Ceti e centri produttivi del volgare nel medioevo ............................................................................... 11
- Il ruolo della scuola .................................................................................................................................. 11
- Rinascita umanistica del latino classico ................................................................................................... 12
- L'influenza linguistica della Chiesa ...................................................................................................... 12
- Il mondo femminile ............................................................................................................................. 13
- Le Cancellerie ....................................................................................................................................... 13
- La Stampa e le Accademie ................................................................................................................... 14
- La svolta del Rinascimento ............................................................................................................... 16
- Fiorentino del trecento in bocca ai fiorentini del cinquecento ........................................................... 16
- Il fiorentino argenteo: sviluppi dopo le tre corone ................................................................................. 17
- Dal “Vulgo” al “Volgo” ............................................................................................................................. 18
- Pietro Bembo .......................................................................................................................................... 18
- Elementi dinamici dell'italiano letterario ................................................................................................ 19
- L’attività di Paolo Beni (1552-1625) ........................................................................................................ 19
- La svolta dell’Unità d’Italia................................................................................................................ 20
- La diffusione della lingua dopo il 1861: modello accentrato o modello policentrico? ....................... 20
- La commissione della buona lingua e la teoria linguistica del Manzoni.................................................. 21
- I promessi sposi e i malavoglia, romanzo moderno e lingua nuova ........................................................ 22
- Fenomeni sintattici nei Promessi Sposi e nei Malavoglia ........................................................................ 22
- Lessico e locuzioni ................................................................................................................................... 24
- Il colore del luogo ................................................................................................................................ 24
L'invenzione dell'italiano letterario
Capitolo primo
Prima di Dante: prosa e poesia nell’Italia del XIII sec. della frammentazione
Italiano sovralocale, dialetti. L'attuale è una lingua ben diversa cosa dai (espressione caratteristica della storia d'Italia). La scuola cerca di trasmettere questo modello per coprire lo spazio sul territorio nazionale dal 1861, anno l'unità e l'unificazione linguistica erano state conseguite nella mente degli intellettuali dell'Unità d'Italia ma già da molto tempo.
Periodo pre-Latino
Precedente alla conquista della penisola da parte di una popolazione del Lazio. Il latino sopravanza e si sovrappone a tutto lo spazio linguistico già esistente (lingua etrusca, siculo, venetico). Il latino volgare o parlato (dal vulgo/volgo = popolo) si differenzierà dal latino classico o scritto (dai dotti, lingua della comunicazione internazionale usata anche dalla Chiesa e dalla Cancelleria), che invece rimarrà sempre uguale nel corso dei secoli, strutturale, sintattico esubendo trasformazioni di carattere morfologico. La percezione linguistica del cambiamento avviene quando il parlante istruito scrive.
Gli idioti invece sono coloro che conoscono solo la lingua materna (dal greco idiòtes, derivato di ìdios privato, alla stessa famiglia di idiota appartiene anche idioma).
Processo di frammentazione dall'VIII al IX d.C.
Nell'anno 1000 il latino parlato non ha più nulla a che vedere con quello scritto. Il passaggio avviene molto lentamente e gradualmente. La lingua parlata comincia ad elevarsi al livello di quella scritta portando degli arricchimenti e la formazione di tanti volgari differenti (varietà che diventeranno lingue scritte nei centri all'avanguardia).
Il De Vulgari Eloquentia
Tra il 1304 e il 1305 Dante scrive il De Vulgari Eloquentia dove:
- I. Analizza il rapporto tra latino, letterature romanze e volgare, individuando uno spazio linguistico e letterario unitario.
- II. Parla dell'esigenza di una lingua unitaria e sovralocale al servizio della comunicazione letteraria.
- III. Finalità: solo di natura letteraria; il latino è concepito come lingua statica e immutabile non soggetta a cambiamento, artificiale, una lingua costruita a tavolino e plasmata sulle lingue del sì, d'oïl, d'oc.
- IV. Riconosce il volgare come lingua naturale, sempre esistita e preesistente al latino.
- V. Riconosce l'eccellenza della letteratura francese nella prosa e di quella provenzale nella poesia lirica.
- VI. Della letteratura in lingua di sì elogia la lirica e cita due autori contemporanei: Cino da Pistoia e il suo amico (Dante stesso) che eccellono per la dolcezza e la sottigliezza (rigore intellettuale) della loro poesia.
Al tempo di Dante l'Italia si presentava dal punto di vista culturale e linguistico policentrica, e perciò egli comincia col considerare le letterature romanze europee del tempo in una prospettiva storiografica. Inizia poi a delineare l'immagine della lingua del sì confrontandola con le altre lingue europee:
Nella Francia abbiamo lingua e letteratura di tipo narrativo (Nord) con i suoi romanzi d'amore centrati sulle storie arturiane, le narrazioni delle storie antiche di Roma e di Troia e una serie di testi di argomento morale e religioso. La lirica provenzale (Sud) con i suoi maestri provenzali dei quali Dante descrive come "dolce e perfetta" la lingua delle loro poesie. In conclusione la prosa e la lirica provenzale erano entrambe all'avanguardia (rispetto alla lingua del sì).
La canzone era il genere principe della grande lirica cortese elaborata in Provenza ed esportata in Francia, in Catalogna, in Germania e in Italia. L'Italia settentrionale è quasi una provincia francese provenzale (Rustichello da Pisa scrive in francese i racconti dei viaggi di Marco Polo nel Milione, poi tradotto in molte lingue, incluso il latino). In Europa si sviluppano generi e cicli narrativi letterari eccellenti come il ciclo Arturiano.
Al contrario la prosa italiana fino al 1300 vedrà solo scritti minori (come il Novellino di Anonimo), piccoli trattati o traduzioni di opere francesi e latine. Dante critica coloro che in Italia denigrano il volgare materno ed esaltano l'altrui, soprattutto quello in lingua provenzale (Brunetto Latini). Egli intende costruire una linea letteraria italiana non subalterna alle altre letterature, non provinciale, né chiusa in sé.
Nell'indagine sulla specifica lingua letteraria italiana, Dante parte da una definizione geografica dell'Italia, delimitata dalle Alpi e divisa in due parti dagli Appennini, in sette regioni linguistiche (e geografiche) a est e altrettante a ovest della catena montuosa. Individua le differenze dei 14 dialetti di una lingua letteraria, poetica, e le bilancia con l'ideale di una lingua unitaria, che si estende su tutto lo spazio geografico italiano.
Ognuno di questi 14 volgari è giudicato indegno di identificarsi con la lingua della poesia, mancando di conformità alle seguenti 4 categorie:
- I. Illustre: lustro e purificato dalle peculiarità, caratteristiche locali/municipali, depurato e sovralocale. Dà lustro e gloria a chi lo sa usare e perfezionare.
- II. Cardinale: punto di riferimento, cardine, per i volgari municipali. Linea guida per gli altri volgari.
- III. Aulico: dovrebbe risiedere nell'aula, nella corte imperiale, assumendo una funzione ufficiale.
- IV. Curiale: la Curia è un ufficio dotato di parecchi compiti tra cui la fiscalità e l'amministrazione della giustizia (tribunale supremo). La Curia si appoggia all'aula ma la disposizione di queste istituzioni potrebbe essere garantita solo dalla presenza di un imperatore, quindi l'idea dell'aulico e del curiale corrispondono a un luogo mentale e non fisico.
Il De Vulgari Eloquentia fu interrotto, ne furono trasmessi appena tre manoscritti di cui uno ritrovato, tradotto e stampato da Trissino nel 1529.
La scuola poetica siciliana
La tradizione poetica e lirica della scuola poetica siciliana (1220-1230) portò alla luce il volgare. Fu la nascita di questa scuola a dovere all'imperatore svevo Federico II (1194-1250) che nella sua corte aveva promosso una lirica in lingua di sì. Il fatto di essere una lingua (artificiale) usata solo per la lirica accentuerà la distanza tra il siciliano della lirica e la lingua parlata. Gli studiosi della Corte comunque assimilavano e manipolavano caratteristiche linguistiche integrandole nei testi scritti.
I siciliani quando scrivono compiono un'operazione retorico/letteraria sul volgare che può essere considerato il primo uso consapevole di una lingua parlata assunto nella vita professionale, riconoscendone il prestigio, il modello latino provenzale su quello del sud della Francia. La lingua risentirà molto del carattere siciliano, soprattutto nel sistema vocalico tonico diverso rispetto a quello toscano.
Il caposcuola fu il notaio Giacomo da Lentini, primo autore del Vaticano latino, seguito poi da altri rimatori. Il Vaticano latino 3793 è il più antico e importante canzoniere dell'antica poesia italiana. È suddiviso in due sezioni, dedicate la prima alle canzoni, la seconda ai sonetti (metro inventato dentro la scuola siciliana, che a differenza della canzone non era cantato né musicato). All'interno delle due sezioni metriche vi è un ulteriore distinzione per autori: dai poeti della scuola siciliana sino ai toscani (Dolce stil novo escluso).
Il Rediano 9 è un altro manoscritto allestito a Pisa, si apre con la prosa delle lettere di Guittone d'Arezzo e continua con una serie di canzoni e di sonetti di Guittone e di altri rimatori siciliani e toscani.
Transizione dalla Sicilia alla Toscana e frattura della scuola siciliana
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Storia della lingua italiana, prof. De Blasi, libro consigliato L'italiano letterario nella storia,…
-
Riassunto esame Lingua e Letteratura Italiana, prof. Troiano, libro consigliato L'Italiano Contemporaneo, D'Achille
-
Riassunto esame Lingua e letteratura italiana , Prof. Pellecchia Claudio, libro consigliato L'italiano senza parole…
-
Riassunto esame Letteratura italiana, prof.De Santis, libro consigliato Parlare l'italiano