Lavoro dello storico: differenza tra storico e giornalista
Entrambi analizzano e narrano la realtà. Lo storico è più avvantaggiato perché opera con il passato, ad eventi già avvenuti e analizzati. Il giornalista opera nella contemporaneità, la deve analizzare e raccontare. In entrambi: la soggettività è sempre presente, ognuno ha idee, principi, valori, il loro sguardo però non può essere totalmente obiettivo poiché la realtà viene sempre filtrata.
Differenza tra livello degli eventi e interpretazione
Eventi: l’Olocausto, ad esempio, è indiscutibile e riconosciuto da tutti. Gli eventi del passato derivano da più cause.
Interpretazione: data dall’osservatore, quando poi ci si domanda il perché (lavoro dello storico) si è arrivati a quell’evento e si passa ai fattori che hanno agito per arrivare a quel fatto, ognuno poi analizza il passato e si confrontano le interpretazioni (lavoro della storia).
Lavoro dello storico
Tra gli archivi, prende un evento e lo:
- Analizza
- Destruttura
- Scompone
- Spiega (come sono avvenuti i fatti, cause, amici, nemici)
Excursus temporale: 1492 al 1945
Dalla scoperta dell’America alla fine della seconda guerra mondiale, le date sono messe in connessione per comprendere la dislocazione del potere mondiale.
Arco cronologico in cui l’Europa è stato il continente più forte degli altri, egemone. L’apice dell’egemonia europea si registra tra il 1850 e il 1900, poi c’è un declino che si chiude nel 1945.
Prima della scoperta dell’America
700: Carlo Magno, Europa medievale, fortezza assediata da arabi, asiatici, piena di invasioni barbariche.
800: Europa fortezza cristiana, sulla difensiva rispetto alle forze maggiori.
1492: Cristoforo Colombo scopre l’America. Prima volta che si esce dai confini del continente. Riconquista della penisola iberica dell’Andalusia, penisola liberata dalla potenza araba (guerra cristiani vs musulmani). Fine dell’epoca medievale, inizio epoca moderna.
1600
Turchi assediano Vienna, ma avanza il progetto di espansione da parte delle potenze europee, colonizzazione e sottomissione dei popoli nativi americani.
Dal 1492 al 1600
Inghilterra, Francia, Portogallo, Spagna, Austria, Paesi Bassi: sono dediti al commercio, sono potenze marittime, colonizzano e controllano paesi extraeuropei. Inizialmente essi sono solo basi commerciali (Asia, America, Africa, difficoltà da conquistare per malattie endemiche).
1500: Spagna, potenza fortissima capeggiata da Carlo V che in poco tempo riuscirà a conquistare terre grandi e ricche.
Sunto
- Inizio espansione europea nel mondo
- 1500: Carlo V e i sovrani spagnoli hanno molta forza politica, economica e militare
- “Invincibile armata” Spagna vs Inghilterra (vince Inghilterra), ci sono scontri non solo fuori dal continente ma anche all’interno delle potenze europee
- L’Europa è la maggiore forza economica, tecnologica e militare, questo le permette di espandersi facilmente all’esterno
Perché l’Europa?
Cina: priorità commerciale mette in mare flotte di 300 navi più grandi delle caravelle, ma solo per rafforzare le rotte commerciali in Indocina ed Indonesia, no scopo espansionistico-sottomissione di popoli.
Europa: priorità sulla conquista di altri territori e forza militare.
1400
Già si sa sfruttare la bussola, la polvere da sparo (strumenti inventati da altri popoli).
1500-1600
Navi europee, hanno grandi cannoni (applicano vari strumenti per varcare gli oceani), potenza, forza militare, forza tecnologica, determinazione, senso della conquista, ansia di scoprire e sottomettere altri paesi. Ricchi avventurieri finanziano le imprese.
1680-1700
Francia e Inghilterra: hanno nuove energie e terre d’oltremare, con loro cresce la porzione di mondo conquistata dagli europei, l’apice sarà nel 1800-1900.
1900 “Bella Epoque”
Città protagoniste: Parigi, Londra, Berlino. “Epoca bella”: definita tale dai popoli che guardarono al passato durante la prima guerra mondiale che riconobbero in quell’epoca felicità e benessere.
1914-1945 “Guerra civile europea”
Definizione di Malfitano, guerra che si combatte su terreno europeo. 1918: prima Guerra mondiale, 9 milioni di morti. 1918-1939 fascismo: dopoguerra, odio, sacrifici, speranze di rinnovamento, non si vuole più socialismo, comunismo, così nasce l’estrema destra ed l’estrema sinistra, ciò porta alla seconda Guerra mondiale.
1939-1945: Atto finale, “suicidio europeo”
80 milioni di morti. Differenza tra prima e seconda guerra mondiale: periodo di suicidio europeo.
- Prima: 1914-1918, ideologica: le potenze europee hanno la stessa base ideologica, liberale, tutti monarchi (tranne la Francia repubblicana)
- Seconda: 1939-1945, molto più ideologica, Hitler ideologia nazista, razzista, contro gli ebrei, gli omosessuali (lager). I primi a morire nei lager sono proprio i cittadini tedeschi, esempio di follia ideologica.
Blocchi di alleanze
- Primo blocco alleanza nazi-fascista: anticomunisti, antisocialisti, razzisti
- Secondo blocco democrazia occidentale: Francia e Stati Uniti
- Italia: paese dove l’economia è molto pianificata, fascismo, lo Stato si fa imprenditore e finanzia le imprese
- Totalitarismo sovietico
1 soccombe. 2 e 3 non sono più d’accordo. Scoppia una nuova fase: la guerra fredda.
1946: Deterioramento dei rapporti tra Stati Uniti ed Unione Sovietica
1991: Implosione dell’Unione Sovietica
1989: Caduta muro di Berlino: l’Europa non conta già più nulla
1945-1991
America e Unione Sovietica superpotenze: più vaste, più forti, hanno bomba atomica. Guerra: pericolo per la sopravvivenza dell’umanità. Fredda: perché l’umanità non si è estinta, non si combatte apertamente per non rischiare la guerra atomica. “Equilibrio del terrore”: paura della distruzione totale. MAD: “matto” definizione di “distruzione reciproca assicurata”. Scoppiano guerre locali (per far sfiatare pericolo più grosso).
- 1940-1950 in Corea e in Cina
- 1970 in Vietnam
- Somalia ed Etiopia: le guerre venivano combattute tra alleati, tra i paesi più poveri; in realtà gli stati più grandi li finanziavano per combattere.
L’Europa è divisa dal muro di Berlino, i paesi vogliono la loro indipendenza e riescono ad ottenerla (India, Pakistan, Indocina, Algeria).
Periodo tra il 1991 e il 2001
Dislocazione potere nei vari secoli. La guerra fredda si chiude nel 1991 con la fine del sistema bipolare (Stati Uniti, Unione Sovietica) che aveva influenzato le scelte di tutti i paesi anche di quelli che non appartenevano a quei due blocchi (India, Jugoslavia). Chiusa questa fase, comincia il decennio e sembrava che la storia fosse finita, che non ci fosse più dialettica nel mondo.
Decennio 1991-2001 “la fine della storia”
Un solo vincitore: gli Stati Uniti, periodo pacifico, senza più paura della guerra atomica, non ci sono più competitori, fine del conflitto e della dialettica. 2001 insorge un pericolo nuovo: quello del terrorismo. L’11 settembre vengono attaccati gli USA, c’è una grande difficoltà ad elaborare forme di reazione, prima volta che si attaccavano gli USA nel loro territorio, la risposta sono state due guerre: Afghanistan e Iraq.
Nuovi protagonisti
Cina: tasso di arricchimento annuo del 12%, nuova superpotenza che dialoga con gli USA. Italia: -2%. Prima era tutto governato dagli USA e dall’Unione Sovietica, con la fine dell’Unione Sovietica persino in uno stato come la Jugoslavia, che non faceva parte di essa, le tensioni etniche si innescano ed esplodono nelle guerre balcaniche degli anni 1990 (evento traumatico per l’opinione pubblica europea che pensava di essere immune dalle carneficine precedenti). (Campi di concentramento anche nell’ex Jugoslavia, Sarajevo assediata per mesi) L’Europa è impreparata, gli Stati Uniti intervengono militarmente per porre fine alle guerre balcaniche. La fine della guerra fredda accende le tensioni etniche.
Radici della modernità in Europa
Tre cambiamenti hanno contribuito a modificare la mentalità, l’economia, la società e la politica europea.
Rivoluzione urbana
Cittadina e comunale: 1100-1200 crescita delle città che va a spezzare l’omogeneità del mondo rurale e feudale, mondo chiuso che comincia ad essere spezzato dalla rivoluzione urbana e cittadina che avviene a macchia di leopardo in molte zone d’Europa. La ricrescita delle città dopo i fasti dell’impero romano crea un nuovo spazio: il mercato e con esso un nuovo ceto: i mercanti (forma embrionale di borghesia).
Rivoluzione scientifica
Galileo, Copernico, Newton, scoperte sconvolgenti (terra rotonda, che si muove attorno al sole), nuovo metodo scientifico sperimentale, la scienza. 1500-1600: inizio era moderna incrina la visione del mondo tradizionale, basata sulle sacre scritture (la Bibbia, parola di Dio vista come verità assoluta, immutabile, dogma).
- Conflitto: Galileo è in contraddizione con la Chiesa, i primi esperimenti scientifici dimostrano che molte cose scritte nella Bibbia non erano vere e incrinano la certezza dell’unica fonte di verità.
- L’imperatore era il punto di riferimento terreno, ma il Papa quello spirituale.
Rivoluzione industriale
1700-1800: inizia in Inghilterra, poi si sviluppa in Belgio, Nord Francia e nel resto d’Europa (‘900). Sperimentazione di nuove macchine da parte dei borghesi e degli artigiani (macchina a vapore) sono tre cambiamenti che agiscono in momenti diversi sulla società europea, sulla sua mentalità e sulla sua economia. L’elemento che li unisce è il concetto di libertà.
- Applicato alla rivoluzione urbana: libertà di vendere le proprie merci senza i limiti del chiuso mondo feudale, che rischia in proprio.
- Applicata alla rivoluzione scientifica: libertà di sperimentazione: scoprendo nuovi spazi rischiosi, andando contro la Chiesa e contro l’idea di sovranità conferita per diritto divino.
- Applicata alla rivoluzione industriale: libertà di investire: con il rischio della sopraffazione (es. aristocratico inglese che recinta terre e pascoli prima usati dalla comunità a sfavore del villaggio), libertà di rischiare da parte di imprenditori ed aristocratici, movimento economico che modifica il mondo, prima basato su agricoltura e sussistenza.
Ceto protagonista: borghesia.
Prima: la ricchezza dava riconoscimento politico, le terre erano gestite prima da servi contadini che rispondevano al signore, la terra rendeva ogni anno, ma chi l’aveva lavorata prendeva una piccola parte del reddito il resto andava al signore che lo investiva nel lusso.
Dopo la rivoluzione: una parte del reddito viene reinvestita e si utilizzano le manifatture, l’imprenditore ha la fetta più grande del guadagno, ma il contadino ha un salario stabile e non è legato ai cambiamenti dei raccolti (carestia). Sistema che crea ricchezza e trasformazione (le manifatture si costruiscono vicino ai canali poi in periferie urbane, inquinamento: trasformazione ecosistema e ambiente) questi tre cambiamenti, che sono alla base dell’Europa contemporanea, sono legati a cambiamenti politici.
Rivoluzione francese: “libertà, legalità, fraternità”
Cambiamento più dirompente a livello continentale. 1789: tensioni latenti nella società, distruzione dell’assolutismo (sistema politico tipico dell’età moderna: 1500, 600, 700).
Illuminismo
Luce della ragione, elimina l’oscurantismo (fiducia nei dogmi). Kant: 1700, principale interprete dell’illuminismo.
In “Che cos’è l’illuminismo”: dirà che esso è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità in cui si è trovato per secoli, esso ragiona con la sua testa (non tramite dogmi religiosi) la Rivoluzione Francese si basa sulla libertà e la sua traduzione in senso politico.
- Libertà: di decidere, di essere padroni della propria vita, di pensare.
- La società francese di fine 1700 era divisa in tre classi.
Il clero e l’aristocrazia godevano di privilegi che gravavano su tutto il resto della popolazione, il terzo stato. La crisi politica si innescò con la crisi economica (carestia, aumento del prezzo della farina), convocazione stati generali, la pallacorda sotto il nome di “rivoluzione francese”.
Rivoluzione perché
Modificò completamente l’assetto politico preesistente della Francia, uno dei paesi più potenti d’Europa, il re di Francia era quello con più prestigio del mondo, viveva a Versailles (reggia stupenda testimone della grandezza dei monarchi che si circondavano di aristocratici, le dame dettarono moda in tutta Parigi).
Il re finisce ghigliottinato perché non si è piegato alla novità. Si ribalta così l’assolutismo politico sul quale si fondava tutta l’Europa.
Inghilterra stava diventando una monarchia costituzionale grazie ad una rivoluzione del 1600.
La Rivoluzione francese: il potere non legittimato da Dio, ma dal popolo (cambiamento fondamentale, democrazia) il popolo diventa un soggetto che esprime la propria opinione. Si instaura la repubblica, il popolo delega qualcuno che governi, danno dei principi e spaventano tutti i sovrani d’Europa che non hanno alcuna intenzione di delegare il proprio potere.
Documento prodotto dalla rivoluzione francese
“Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” Agosto 1789. Si scrivono i principi su cui i rivoluzionari credono, per basare la nuova convivenza civile. Sono 17 articoli.
Preambolo: “I rappresentanti del popolo francese, costituiti in assemblea nazionale, considerando che l’ignoranza, l’oblio, il disprezzo dei diritti dell’uomo sono causa delle sciagure pubbliche e della corruzione dei governi, hanno stabilito di esporre in una dichiarazione i diritti naturali, inalienabili e sacri dell’uomo, affinché questa dichiarazione, rammenti i loro diritti e i loro doveri”
- Popolo come insieme di individui che (come intendeva Kant) hanno una loro testa, una loro opinione che esprimono
- Oblio, disprezzo, ignoranza (sono le cose che combattevano gli illuministi)
- Rousseau: “i diritti naturali e sacri dell’uomo” i diritti ma anche i doveri
- Assemblea nazionale: idea di nazione francese che sostituisce l’idea di stato francese come patrimonio del re, il popolo ora ha autonomia, libertà, opinione, non appartiene più al Re.
- Dignità e libertà dell’individuo, che con altri costituisce la nazione, individui non più sudditi ma cittadini.
Primo dovere di una casa comune che ti da la libertà, è difendere la nazione dai pericoli che possono avvenire: le guerre e la leva.
Articoli
- Articolo 1: “Gli uomini nascono e rimangono liberi ed eguali nei diritti”. Rivoluzionario: gli uomini e le donne prima non erano uguali.
- Articolo 2: “Il fine di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali e imprescrittibili dell’uomo, questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza”. La rivoluzione ha una spinta borghese, ceppo nuovo che vuole riconoscimenti. La sicurezza rispetto al potere, l’autorità che poteva opprimerti e dal nemico esterno.
- Articolo 3: “Il principio di ogni sovranità, risiede essenzialmente nella natura”, insieme di individui ora liberi, dotati di un’idea che esprimono e danno legittimità a chi li governa.
- Articolo 6: “La legge, è l’espressione della volontà generale, tutti i cittadini hanno diritto di concorrere personalmente alla sua formazione, essa dev’essere uguale per tutti”.
- Articolo 7: “Nessun uomo può essere accusato, arrestato o detenuto, se non nei casi determinati dalla legge”.
- Articolo 9: “Presumendosi innocente, ogni uomo fino a quando non sia stato colpevole, se si ritiene indispensabile arrestarlo, ogni rigore non necessario per assicurarsi della sua persona deve essere severamente represso dalla legge”. Eliminazione di sopruso.
- Articolo 10: “Nessuno deve essere molestato per le sue opinioni, anche religiose”.
- Articolo 11: “La libertà comunicativa dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo, ognuno può dunque parlare, stampare e scrivere liberamente”. Salvo i casi di abuso.
La stampa spaventava le autorità politiche e religiose, permetteva diffusione più ampia e veloce rispetto a prima (amanuensi) era veicolo di idee e di opinione in un mondo dogmatico e assolutista. Tutti gli stati europei (dal ‘400 al ‘700) usano censura preventiva: permesso dell’autorità politica. Dal 1650 i sovrani assoluti più accorti, consentirono la pubblicazione dei primi giornali scientifici perché capiscono che con il nascere di una piccola forma di opinione pubblica era necessario dare sfogo ai sapienti, non su temi pericolosi ma sui temi culturali.
La libertà di stampa ottenuta in Inghilterra a fine 1600 (quando cade il sistema di privilegio, fioriscono decine di riviste, il governo inglese non censura ma mette delle tasse, stronca molte riviste che vendevano troppe poche copie per pagare tasse, forma di censura mascherata) con la rivoluzione francese si ha piena affermazione di libertà di stampa.
Articolo 16
“Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata né la separazione dei poteri determinata, non ha costituzione”. Dichiarazione dei principi a cui la rivoluzione guarda.
Paragone con la “Dichiarazione universale dei diritti umani”.
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