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Espansionismo europeo. Comincia a fine ‘400 e prosegue fino alla fine della Seconda Guerra mondiale. 1492 data convenzionale

di inizio dell’Età Moderna per la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo con le sue celeberrime tre caravelle.

Nel 1405, ben prima di Colombo e della sua spedizione, l’impero cinese metteva in mare 7 flotte di cui una contava 317 navi. Le più

grandi di queste navi erano cinque volte tanto le caravelle di Colombo, eppure l’America l’ha scoperta Cristoforo: perché? Perché

l’America l’ha scoperta una nazione che ha messo in mare 3 barche, neanche tanto grandi, e non l’ha scoperta una nazione tanto

grande, attrezzata e numerosa quanto la Cina? Il motivo sta nelle motivazioni: l’impero Cinese a inizio Quattrocento aveva gli uomini,

le barche (la flotta del 1405 poteva portare oltre 30000 uomini) ma non aveva le motivazioni, non interessava loro abbastanza la

scoperta. Quelle costosissime flotte erano state messe in mare dalla Cina sostanzialmente per motivi commerciali e di prestigio;

furono inviate nell’Oceano Indiano fino ai suoi estremi confini, le coste africane. Viaggi sempre molto lunghi ma condotti sempre

lungo le coste, mai verso l’ignoto, perché all’impero cinese interessava aumentare il commercio, non scoprire nuove terre; stabilire

rapporti commerciali con nuovi regni e nuovi popoli, legami in cui la Cina avrebbe ricoperto il ruolo della controparte commerciale

potente. Alla Cina interessava l’aspetto intimidatorio nei confronti dei popoli già noti ma non ancora in contatti, non l’aspetto

esploratorio. Per la cronaca, successivamente l’impero cinese ha avuto altro di cui preoccuparsi: occupazioni del proprio territorio da

parte di stranieri, questioni interne…

L’Europa e la civiltà occidentale era invece fortemente motivata nella missione di cui Cristoforo Colombo costituisce l’apri­pista:

l’espansione. Essa si basa sulla migliore tecnologia al momento esistente. C’è un vecchio libro di uno storico, Carlo Maria Cipolla,

Vele e cannoni: la capacità europea di combinare la tecnologia e le migliori conoscenze di costruzione delle navi, fu uno dei maggiori

fattori chiave per la riuscita dell’espansionismo europeo, condotto sempre in una maniera aggressiva, tanto che alcuni storici

utilizzano il termine “arroganza per indicare l’atteggiamento delle popolazioni occidentali che, grazie all’uso della

Europea”,

tecnologia, mirano a sottomettere tutte le popolazioni extra­europee/occidentali. Questo atteggiamento viene fomentato dall’utilizzo

inizialmente di cannoni (dato che sapevano come caricarli sulle navi), in tempi più recenti grazie alla nascita dell’aviazione (episodio

dei bombardamenti aerei all’Etiopia durante l’epoca fascista).

La Spagna creò un impero enorme in Nord America ed anche Sud America grazie ai propri conquistadores: essi portarono in quei

territori malattie sconosciute alle popolazioni indigene, che le decimarono facilitando l’aggressione europea. È stato proprio a causa

delle malattie che l’Africa è stata lasciata quasi intonsa soprattutto nei suoi territori interni: per la malaria moltissimi europei evitavano

di addentrarsi eccessivamente nel continente, oltre a questo fattore si somma il fatto che le navi non potessero giungere nell’interno

del continente.

Tecnologia: è un tema fondamentale, la superiorità europea è dovuta all’uso spregiudicato ed indubbiamente abile di essa, è quella

che fornisce lo scarto in più per soprastare agli altri popoli. Questo fenomeno, paragonabile a una parabola se si ha una visione

storica il cui raggio sia di trecento­quattrocento anni (‘500­‘900), raggiunge il proprio culmine nel Novecento.

Ma perché è l’Europa?

3 rivoluzioni della modernità.

La risposta sta nelle Fenomeni trasversali all’economia e alla cultura. Tre fenomeni che, in epoche

diverse e lontane tra loro, hanno dato all’Europa una peculiarità rispetto agli altri popoli. Si riflettono molto sulle mentalità peculiari dei

periodi. rivoluzione comunale

La prima è stata la (1) e cittadina del Basso Medioevo: nascita di liberi comuni prima e signorie dopo. L’Italia

è un paese, la penisola italiana per la precisione, che in questo campo è stata all’avanguardia. È la rinascita urbana successiva al

Mille, che riguarda in special modo l’Europa occidentale, in determinate zone, soprattutto il Centro ed il Nord della penisola italiana

ad esempio, perché non era un territorio in cui dominasse un potere monarchico forte (al contrario del Sud) che tendesse a stabilire

un nucleo. [2 giugno ’46: referendum italiano repubblica­monarchia vede l’Italia dividersi nettamente tra Nord, pro­repubblica, e Sud,

pro­monarchia; le ragioni sono in primis la tradizione di riconoscimento dell’autorità monarchica stabilita nella mentalità collettiva fin

dai tempi dell’Impero Bizantino, ma anche il fatto che i meridionali non hanno conosciuto il periodo buio ’43­’45 vissuto al Nord che

molti attribuiscono alla decisione monarchica di abbandonare il Paese ai tedeschi fuggendo]. Fioritura economica, finanziaria,

culturale e artistica delle città­stato: correlazione tra libertà politica e ricchezza finanziaria e commerciale, che culminerà nel

Rinascimento. Il mondo cittadino scardina il mondo precedente, il feudalesimo, un mondo chiuso dedito all’auto­consumo. Si crea un

ceto mercantile, l’embrione della borghesia, futuro ceto dominante. Quello cittadino è un sistema in cui fioriscono moltissimi mestieri,

spesso artigiani: ciò si differenzia moltissimo dall’omogeneità delle occupazioni tipica del feudalesimo.

rivoluzione scientifica;

La seconda è stata la (2) Copernico, Galileo, Newton… La scoperta di Copernico che non fosse il Sole a

girare intorno alla Terra ma viceversa. Cambia completamente la visuale, il modo di vedere e con esso anche di pensare il mondo e

la realtà. Nasce e si avvia il metodo scientifico; è un’altra picconata alla vecchia concezione del mondo. L’Europa del feudalesimo,

della società omogenea in tutti i suoi aspetti, vedeva nelle Sacre Scritture la fonte della verità: testo messo in dubbio da scienziati

come Galileo, che grazie alle sue numerosissime sperimentazioni scopre che la verità fisica va contro le basi del sapere fino ad

allora approvate, le basi della conoscenza cristiana. Il sapere scientifico mette tragicamente dal punto di vista mentale e culturale ciò

che è scritto nelle Sacre Scritture, che per definizione non dovrebbero essere contestabili. Ad oggi la Chiesa ha cercato e percorso

dolorosissime strade per giungere a un compromesso di compatibilità con il pensiero dell’Età Moderna. Queste scoperte scientifiche

pian piano si fanno strada nella mentalità europea diventando forza dirompente.

rivoluzione industriale.

La terza è stata la (3) Il processo di industrializzazione, che non ha una data precisa di inizio, ma che

possiamo individuare nel Settecento inglese, sarà un motore di cambiamento enorme per la civiltà mondiale e tutt’ora lo è. C’è una

connessione tra la prima rivoluzione dell’Età Moderna (scientifica) e la seconda? In realtà no. La prima rivoluzione è suscitata dalle

grandi menti, la seconda invece è nata da piccoli artigiani, borghesi con spirito imprenditoriale…

Ciò che lega le 3 rivoluzioni è la volontà di sperimentare, di conoscere cose nuove, inoltrarsi in un terreno ignoto e sconosciuto,

non accontentarsi del sapere pregresso . È la voglia di conoscere, tentare, sperimentare, rischiare, sottomettere, arricchirsi…

Creare qualcosa di nuovo, il tentativo di essere liberi, sentendosi meno legati ai principi socio­economici del passato. Le radici e gli

schemi mentali vanno ricercati in questi tre grandi fenomeni rivoluzionari che cambiano il modo di pensare, di vedere il mondo e

conseguentemente di comportarsi ed agire.

Dice il primo ministro francese a inizio Ottocento: “È il dovere … che ogni potere reca in sé un vizio naturale che obbliga ad

assegnargli un limite … Soltanto la libera manifestazione di tutte queste forze … Far sì che il libero esame sussista realmente” Il

potere va limitato; ogni potere (pensando soprattutto a quello politico) deve essere contenuto, avere degli argini > fine ufficiale

dell’assolutismo. Siamo nella prima metà dell’Ottocento, il liberalismo, filosofia politica che sostiene la sacralità della proprietà

privata, si sta già affermando in Francia e Inghilterra e prendendo piede anche in Italia. Nei secoli precedenti vi sono state rivolte in

nome della libertà, intesa come ribellione al potere dei sovrani. C’è un nesso tra le rivoluzioni della modernità (intese della mentalità)

rivoluzioni politiche Americana Francese)

e le (Inglese, e che avvengono in età moderna, che combattono contro l’assolutismo in

diritti dell’individuo

nome della libertà. La Rivoluzione Inglese è quella del Seicento, che sfocia nella proclamazione dei , segue la

Rivoluzione Americana, poi la Rivoluzione Francese, che è quella fondamentale e finisce con la decapitazione di Re Luigi XVI. Ciò

che avviene in Francia nel 1789 è una rivoluzione politica ma anche rivoluzione concettuale, nel senso che con l’instaurazione

dell’Assemblea Costituente già nell’estate del 1789, si afferma il principio che il potere e il diritto di governare non viene dall’alto, non

è per investitura divina come era avvenuto nei secoli precedenti per tutti i monarchi d’Europa, ma viene dal basso, dal popolo,

rappresentato nell’Assemblea Costituente, dal patto tra le varie persone che vivono in quel paese. Il potere non è più fonte di

ribaltamento rivoluzionario della fonte del potere.

legittimità in sé, deriva dalla volontà popolare: Abbattimento della monarchia

assoluta. Concetto chiaro ed esplicito che il potere deve provenire dal popolo, principio cardine della democrazia (revival dell’antica

sovranità popolare.

Grecia) impregnerà i popoli europei da allora ad oggi: principio della Concetto di limite è fondamentale ed è

introiettato anche dal primo ministro francese nella citazione soprascritta.

L’Illuminismo è figlio della rivoluzione scientifica, della voglia di esplorare caratterizzante le rivoluzioni. Pensiamo ai grandi del

Settecento: Kant afferma che “L’Illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità di cui l’uomo deve imputare se stesso”,

denuncia della fondamentalità di libertà di pensier

Dettagli
A.A. 2014-2015
20 pagine
4 download
SSD Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher viola.valeriani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Malfitano Alberto.