Storia dell'arte contemporanea
Germania Anno Zero
L'arte nel tempo della guerra fredda evidenzia la necessità di autodeterminare la propria arte. Siamo post-moderni? Post-fordisti? Il Fordismo si riferisce alla catena di montaggio che aumenta la produttività, ottimizzando il processo con materie prime al minimo costo. Il post-modernismo, invece, si interroga sui valori di razionalità e oggettività tipici del modernismo.
Il "post" si riferisce comunque a una successività, sia in senso cronologico che di approccio all'arte. Un oggetto del 1956 non ha le stesse caratteristiche di un oggetto odierno. È la differenza tra brand e senza brand. Per essere un brand, deve comunicare un valore aggiunto molto alto, contribuendo alla dimensione dell'immagine.
Oliviero Toscani ha la capacità di produrre immagini sconvolgenti da collegare al brand. Per la prima volta, non si usa il prodotto nell'advertising, ma un tema, un immaginario, rappresentando un gap produttivo. È un passaggio in cui Toscani fa investire sulla promozione, piuttosto che sul prodotto. Un salto concettuale.
Chi sta dall'altro lato della produzione ha bisogno di immagini. Il costumer non è quello che compra, ma un soggetto che viene interrogato eticamente. Toscani suscitava emozioni di sgomento e shock da associare al brand. Non è più produrre una scarpa, ma produrre un immaginario.
Berlino
La caduta del Muro di Berlino, il 9 novembre 1989, segna un momento storico. Gli USA hanno condotto e vinto la Guerra Fredda? All'inizio degli anni Ottanta si pensava che l'URSS fosse impegnata in un'offensiva mondiale. Nel 1945, alla conferenza di Yalta, venne decisa la divisione di Berlino in quattro settori amministrati da URSS, Stati Uniti, Regno Unito e Francia. Dal 1949 i tre settori formano la Germania Ovest. Il confine tra Germania Est e Germania Ovest viene chiuso nel 1952 e nel 1961 inizia la costruzione del muro di più di 155 km per impedire l’esodo delle persone.
"Il cielo sopra Berlino" di Wim Wenders (1987) immagina nell'ambiente cittadino degli angoli che possono vedere solo i bambini, in cui si nascondono gli angeli. Queste creature, testimoni silenziosi della storia, desiderano materializzarsi in uomini. La condizione dal 1961 che aveva coinvolto la storia sembrava non avere una fine. L'Est era una proprietà privata.
Germania Anno Zero di Rossellini (1948)
Il protagonista, Edmund, sperimenta quale sia la legge del più forte. Nel dopoguerra, in una Germania devastata dalle macerie, decide di uccidere il proprio padre malato dopo aver dato ascolto alle teorie di un suo professore ex-nazista. Le ideologie, che non sono altro che criminale follia, contaminano anche l'innocenza di un bambino e la sua prudenza, che crede di trovare rimedio alla propria colpa con il suicidio.
Nel 1955 si tiene la prima mostra Documenta a Kassel. Con la Germania come campo di battaglia del confronto capitalismo-comunismo, il desiderio di sventolare i risultati della ricostruzione della Germania dell'Ovest in faccia alla parte Est portò all'istituzione di una mostra internazionale, la Documenta 1, a Kassel, una città a pochi km da un'installazione di missili puntati sull'Unione Sovietica. La prima Documenta fu nel 1945 e poi proseguì con scadenza quinquennale. Le partecipazioni americane nei primi anni sottolinearono l'importanza di Pollock e di altri espressionisti astratti e lo splendore commerciale della pop-art.
Marcel Broodthaers carte du monde politique / poetique / utopique (1968) e Öyvind Fahlström Sketch for World Map, 1972. Öyvind Fahlström, Column no.4, 1974.
Il piedistallo vuoto
Marco Scotini presenta "Il Piedistallo Vuoto", che riunisce una costellazione di più di 40 artisti di 20 Paesi dell'Est Europa e dell'ex URSS, per un totale di 100 opere, a partire dagli anni Settanta e intorno a due assi temporali importanti: il 1989 con la caduta del muro di Berlino e il 1991 quando si dissolsero l'Unione Sovietica e il Patto di Varsavia. A vent'anni di distanza, video, performance, installazioni, fotografie, disegni e lavori pittorici di molti artisti che non avevano trovato spazio all'interno della cultura socialista, così come di quelli della giovane generazione che ha riscosso un ampio riconoscimento internazionale.
Il piedistallo con l'immagine è un segno tipico dell'Unione Sovietica. La leninoclastia smantellava la figura di Lenin dal piedistallo. "Once is the Twentieth Century" evoca fantasmi dall'Est-Europa. Il tema dell'invisibile-visibile è il denominatore comune di questa mostra, assieme al "ritorno" di una cosa mai replicata. Questo spazio non è propriamente qualcosa di svuotato: è uno spazio virtuale, carico di potenzialità e possibilità. Ospita una presenza-assenza, qualcosa che ancora non c'è stato, ma ritorna. "Un fantasma non muore mai ma resta sempre a venire e a rivenire". In questo senso possiamo dire che è lo spazio dell'apparizione di un fantasma a venire! Il fantasma è qualcosa di visibile e invisibile allo stesso tempo, legato in parte alla storia e in parte ai processi di visibilità.
L'arte al di là del muro di Berlino esisteva, c'era, ma non veniva fatta vedere né passata attraverso le mostre. Siamo abituati al fatto che una cosa per esistere ha bisogno di apparire, esiste solo ciò che vedo. I mass-media, la Tv, i computer, il Grande Fratello orwelliano ci introducono in questa pan-ottica. Questa mostra sollevava alcuni problemi legati alla storia e alla geografia. La mostra si divide successivamente in "Il teatro dei gesti" e "L'archeologia delle cose", due sezioni che richiamano comunque la materialità di una statua.
Il teatro dei gesti
All'ingresso troviamo un'opera di Armando Lulaj, "Enter The Ghost – Exit The Ghost", citazione dell'Amleto, riferita all'apparizione del padre. Nel 1993 Jacques Derrida scrive "Gli Spettri di Marx", nel quale afferma che una volta crollato il muro non ci si è ritrovati davanti alle macerie del passato, ma bensì davanti a qualcosa di spettrale in arrivo, un fantasma come il padre di Amleto. Roman Ondak Il custode all'ingresso di questa mostra c'è / non c'è, abbiamo solo la sua sedia con la giacca (opera di Roman Ondak).
Al personale è stato poi chiesto di mettere gli abiti di 30 anni prima (l'artista preferisce intervenire su cose poco visibili). Quando il custode c'è, ammira due opere, o meglio il fantasma di due opere di Dorothy Miller, curatrice di 12 Americans e SAD, conservate al Museum of American Art di Berlino.
Dorothy Miller - 12 Americans
Sono copie "fantasmiche" delle copertine di cataloghi del 1996 per il MOMA di New York, che dopo la WW2 esporta l'arte (e la democrazia) astratta. Jackson Pollock. Dorothy Miller escogita una serie di mostre itineranti per il MOMA, partecipa anche Frank Stella. La mostra "12 Americans" arriva anche a Belgrado (Serbia), questa soglia di un est che guarda ciò che accade nell'ovest. Gli Americani sono i winners che scrivono la storia dell'arte contemporanea.
Erbossyn Meldibekov (kazako) Family Album: Persone davanti a un monumento di Lenin in posa, si ripresentano di fronte allo stesso monumento invecchiate. Non c'è più la statua di Lenin ma un cavaliere a cavallo. Perché fotografarsi di fronte a un monumento? Perché dobbiamo ancorare l'immagine a qualcosa di persistente. E perché non sotto un albero? Voglio proiettare la mia piccola storia su qualcosa di più grande, eterno, su una macrostoria. I monumenti sono carichi di storia. Le prime foto avevano già quell'intento, ma poi qualcosa è stato capovolto. Sono di fronte a una storia precaria che cambia più velocemente di quanto non faccia io.
Elena Kovylina Egalité (2008): Piazza di Mosca. Undici persone con uno sgabello di altezza differente. Salgono sullo sgabello e formano una linea egualitaria per poi scendere, creando una performance. Sono persone di età, nazionalità, mestieri, salute differente. Vediamo che le loro teste sono utopicamente alla stessa altezza, come proclama la democrazia in Russia. Ma se spostiamo lo sguardo dai loro volti sorridenti, vediamo che la base della loro eguaglianza sono degli sgabelli regolati, non c'è una vera solidità, è un'illusione. Al centro di una stanza c'è un piedistallo vuoto. Architetto utopista (da U-Topos = non luogo). Friegmon, struttura di tetraedri in espansione. 32 disegni di piedistalli Akhunov disegni per The Empty Pedestal dissidente uzbeko. The Empty Pedestal, del 1977 precedente alla Leninoclastia, aveva raccolto 32 piedistalli svitati dall'antica stessa scultura. Aveva attaccato dei post-it gialli con scritto "torno subito" "Sono a comprare la vodka" ma fa capire che già nel 76 non c'erano più gli ideali di Lenin e tanto valeva che scendesse dal piedistallo. Akhunov raccoglieva taccuini facilmente nascondibili (tema fantasma) mescolanza tra avanguardie storiche, socialismo e scrittura comica.
Yona Friedman Space Chain, 1959: Al centro, è stato posizionato lì per giochi di luce, è un piedistallo in cartone con sopra un modello di città utopistica, sono tutti tetraedri che si moltiplicano. È un qualcosa che non ha luogo (utopos=senza luogo). È un modello perché è un modello matematico.
Teatro dei gesti
Pawel Althamer One of Many: Bambino di rame regalato a Beatrice Trussardi, una presenza fantasmatica che ci porta a interrogarci. Miroslaw Balka Sweets of sin In un'installazione astratta, un "uomo che fa la pipì" con un litro di thè e 20 di whiskey (vedi James Joyce era sempre ubriaco). L'artista interessa agli oggetti che accompagnano e accolgono il corpo dell'uomo nelle varie fasi della sua vita (il letto, la bara, l'urna), come sudore, urina, sperma e lacrime.
David Ter-Oganyan & Alexandra Galkina Four People in Metro: figure astratte di un giovane artista russo. Quadri che in realtà sono mappe di attentati terroristici, riprendono stilisticamente le avanguardie. Said Atabekov Un'artista kazako, che è testimone della cultura del nomadismo, senza allevamento, solo con un cavallo per spostarsi. I tappeti di feltro usati come bandiera nazionale vengono portati nella steppa, territorio degli antenati. Come se il Kazakistan si fosse nazionalizzato.
Julius Koller Ping Pong Club: Lavora negli anni '70 in Cecoslovacchia, rappresenta se stesso come giocatore di ping pong. Gioco della comunicazione. Con un muro al posto della rete, che fa sempre comunque tornare la pallina indietro (richiamo al Muro di Berlino) forma del monologo dell'artista con se stesso, mentre sarebbe bello che ci fosse una regola prestabilita, della sana rivalità, uno scambio di opinioni. UFO era il suo approccio al mondo dell'arte, UFO-naut wordplay (apparizione e scomparsa, fantasma, non identificato).
Sub sezione: il corpo indifeso e l'uniforme
L'idea che abbiamo di questi paesi è di fermezza e solidità, quasi come una statua, ma gli artisti ci mostrano un corpo fragile e indifeso. Deimantas Narkevicius Holy War: Fila di scarponi di soldati con incenso, che sono come evaporati. Di fronte viene proiettato un video dei soldati dell'arma che prima vestiti cantano un rito patriottico, poi vengono invitati a spogliarsi in una palestra, rimanendo solo con fucile e scarponi. Fece scandalo per presa in giro dell'arma polacca (forse apparsa vulnerabile). Cinque handicappati in una camera a gas. Idea dell'esposizione della fragilità e della debolezza del corpo contrapposta ai sistemi dittatoriali di forza e rigidità.
Richiamo al cosmonauta. Missile. Giochi per bambini, come da Piccolo Principe. Robert Kusmirowski paraelement: Cosmorama ricostruito una miniera (o lo spettro della miniera) con lavoratori all'interno. RK costruiva delle repliche di oggetti antichi, per offrire un nuovo punto di vista su temi storici. Miroslav Tichy ossessionato dalle figure femminili del suo villaggio, ricoverato in manicomio. Faceva delle piccole macchine fotografiche dagherrotipiche, produceva migliaia di foto sulle donne del suo paese. Come nei dagherrotipi sono immagini spettrali, quasi apparizioni delle donne colte in momenti quotidiani. Ion Grigoriescu fotografava se stesso nudo (le proiettava anche).
Marina Abramovich Le labbra di Thomas, performance. Si presentò nuda, mangiò un kg di miele, bevve un litro di vino, si incise una stella, si stese su una croce di ghiaccio e ebbe le convulsioni. Quanto può sopportare un corpo? Il pubblico diventa partecipe della performance quando decide di salvarla.
L'archeologia delle cose
Petrit Halilaj Bathroom: Artista kosovaro scappato dalla guerra, ricostruisce le tubature della sua casa (acqua calda e fredda) con anche giornale e vestiti per terra, per ricordare ciò che ha lasciato.
Ilya e Emilia Kabakov un giorno mentre metteva a posto i mobili di casa sua è caduta della vernice bianca, e sono stati reinterpretati come piccoli soldatini che attaccano l'ambiente domestico. Petra Feriancova archivio fotografico, cornice di grandi foto non visibili. Mircea Cantor in un 16 mm una bandiera brucia nell'arco di tre secondi. Non è la distruzione, è il varco di possibilità lasciato aperto da questo gesto. È una bandiera in cui ogni nazione si può riconoscere.
Katerina Seda Over and Over Thea Djordjadze I trust the liar: sovverte l'algebra, porta alla luce ciò che è nascosto – Tappeti.
The Family of Man e la politica dell'attenzione nella guerra fredda americana
L'uomo può scegliere un sistema di regole non deterministiche ma facoltative. L'America esce dalla WW2 ed entra nella guerra fredda. La nuova situazione politica aveva prodotto un mondo dove c'era un "noi" e c'era un "loro".
In America, per quanto riguarda la produzione delle immagini, si ha una contrapposizione tra fotografia realistica e pittura astratta (Pollock).
16 Americans, Dorothy Miller, MOMA di NY, 1956
Nel 1832 con la nascita della fotografia arrivano nuovi brevetti di self-made men (scienziati, ingegneri). La camera ottica (l'immagine all'esterno si riproduce capovolta) scoperta archeologica parallela: Grotte di Attanica e pitture primitive. Mano fatta con colore spruzzato sopra: io non ho quella cosa, ma ho la sua impronta. È un'arte concettualmente simile alla riproduzione fotografica. Nelle fotografie, infatti, la superficie del dagherrotipo è un calco della realtà, non la sua rappresentazione.
Dall'inizio del '900 la pittura deve misurarsi con l'astrazione, che non vuole ridarci profondità simulata ma la piattezza della parete. La fotografia a metà '900 è caratterizzata da un forte realismo. Rientra nell'International Program of Exhibition. La mostra è attiva fino al 1962, viene vista in tutto il mondo (da 9 milioni di persone), 273 fotografi vi partecipano tra grandi professionisti e foto amatoriali. Negli anni '30 c'è una carica documentaristica. La fotografia è in grado di restituirci la realtà.
The Weekly LIFE Magazine was reborn in 1936 da Henry Luce. Dominates American Imaginary, along with cinema. Nel 1936 Walker Evans, Dorothea Lange, e altri fotografi vengono incaricati nel contesto del New Deal e di Roosevelt di documentare l'America rurale nella morsa della Grande Depressione.
Mentre la fotografia di cronaca (LIFE e LOOK) mostrava l'azione, quelle di Stryker (Farm Security Administration) mostravano lo sfondo dell'azione. Stryker leggeva in queste foto la speranza, ma qualcuno ci vedeva la fine della cultura rurale e l'avvento di quella urbana.
Edward Steichen (1879 – 1973)
- Fotografo di moda, ritrasse Greta Garbo.
- Nella WW1 è nell'esercito, nella WW2 è nella marina.
- Coniuga il potere della fotografia con quello militare e di mediazione.
- Road to Victory (1942), Power in the Pacific (1945) con lo scopo di persuadere la gente.
- Lavorava per il MOMA.
- The Family of Man, 1955-1962: Il linguaggio universale della fotografia (l'archivio fotografico della comunità globale.), anticipa la TV come database virtuale.
Nella primavera del 1955 "The Family of Man" esibì più di 500 fotografie di 273 fotografi da tutto il mondo, accuratamente selezionate da Edward Steichen. Il curatore di "The Family of Man" è Edward Steichen / l'architetto è Paul Rudolph. "The Family of Man" insiste che la razza umana sia unica, e Steichen credeva che la fotografia riunisse le persone, abbattesse le differenze sociali e che l'emozione che scaturiva da quelle foto potesse cucire le differenze del mondo contemporaneo.
Per quanto riguarda i commenti, venivano interpretati diversamente a seconda della nazionalità del lettore. Steichen partì da un determinato momento storico per creare aforismi universali. "Data la varietà della mostra, chiunque può assemblare la propria sequenza e assorbirla nei propri tempi di contemplazione."
I commenti che le accompagnano si avvalgono di due temi principali: l'eternità del concetto di famiglia (e quindi l'universalità delle emozioni) e riflessioni sul mondo post-WW2. Le citazioni sul pericolo delle bombe a idrogeno, sull'ingiustizia della guerra. Una delle immagini più importanti di quest'esibizione, una bomba in esplosione di 2x3m, dominando tutta la stanza, era un chiaro messaggio.
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