Letteratura teatrale italiana
Differenze tra drammaturgia e letteratura teatrale
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La letteratura teatrale è lo studio di testi destinati al teatro, cioè di opere scritte appositamente per essere messe in scena. Si occupa del testo drammatico.
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La drammaturgia si occupa della messa in scena di un qualsiasi testo.
Obiettivo della filologia teatrale e campo d’indagine
La filologia è la disciplina che intende ricostruire documenti letterari/teatrali per fornire una corretta interpretazione e comprensione, sia come interesse letterario che linguistico. La filologia indaga sui testi, documenti, copioni originali, corrispondenze tra autori, edizioni critiche.
Edizione nazionale
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È tale in quanto è commissionata e finanziata dallo Stato (Ministero della Cultura) e si preoccupa di comprendere tutte le opere edite e inedite di un autore restituendola fedelmente. È curata da un collegio di studiosi scelti e garantisce la tutela e il valore del patrimonio letterario e culturale.
Ambiguità del testo drammaturgico
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È un testo scritto per la scena, ma ha importanza come testo in sé per sé. Deve essere l’autore stesso a dare importanza al testo.
Recensione
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È una critica in forma di articolo più o meno esteso di un’opera di recente pubblicazione. È un breve testo valutativo e interpretativo di un’opera di cui analizza gli aspetti contenutistici ed estetici.
Programma di sala
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Serve a guidare lo spettatore verso l’operazione teatrale a cui si assiste. È uno strumento utilissimo per la comprensione del testo teatrale e del lavoro di eventuale interpretazione su opere esistenti.
Testo di sala
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Sono testi difficilmente reperibili, non pubblicati in edizioni filologiche. In occasione di una determinata messa in scena, il teatro che lo ospita può produrre delle copie del testo in vendita agli spettatori. I diritti sono del teatro stesso.
Edizione critica
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Una versione di un’opera riccamente corredata di note, commenti, bibliografia e quant’altro occorre per introdurre al pensiero dell’autore. Le edizioni critiche sono perciò curate da qualcuno che conosce bene l’autore e l’opera stessa. Una pubblicazione del testo stesso mirante a ristabilirne il testo stesso.
Entrambe filologicamente corrette, l’edizione critica può riguardare anche una sola opera, mentre l’edizione nazionale cura tutte le opere di un autore ed è commissionata dallo Stato.
Ariosto
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Opere teatrali: “La Cassaria” e “Suppositi”. Autore letterario di corte (Ferrara) che sfrutta il testo per la sua forma di comunicazione più diretta. Le sue commedie sono di ispirazione classica (Terenzio) e ciò si riscontra nel gusto per l’avventura e il dinamismo che le caratterizzano. Le commedie hanno una valenza formativa per il pubblico e sono veicolo di idee (aperture mentali della Corte). Come nel romanzo, anche nelle commedie troviamo una prosa colorita, descrizione di personaggi e ambienti.
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Importanza del prologo: non è spiegata la trama, ma piuttosto l’operazione di scrittura dell’opera da parte dell’autore. In versi.
Machiavelli
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Nella “Mandragola” usa un’introduzione composta da canzone e prologo. La canzone (struttura classica: endecasillabi e settenari, rima baciata) cantata da ninfe e pastori per avere un diverso approccio con il pubblico.
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Il prologo presenta accenni della trama, presenta i personaggi e descrive l’apparato scenico usato per la rappresentazione e spiega il titolo.
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La “Mandragola”, come gli altri scritti, rispecchia il pensiero di Machiavelli: pessimismo di fondo; è una commedia dal riso amaro. La lingua utilizzata è il fiorentino parlato portato a livello letterario.
Prologo
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Nella tragedia antica il prologo era la scena che precedeva l’entrata del coro e introduceva l’azione; nel teatro rinascimentale al prologo era affidato l’incarico di manifestare i propositi artistici, le ragioni poetiche dell’autore.
Viviani
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Cresciuto in ambiente teatrale, debutta sulla scena all’età di 4 anni; a 6 anni recita in un dramma di prosa, “Masaniello”. A 12 anni, rimasto orfano, inizia a lavorare. A 14 anni viene scritturato in un Circo Equestre, il Circo Scritto, per recitare la parte di Don Nicola ne “La Canzone di Zeza”. Da questo momento inizia a fare il giro della compagnia di circo e dei piccoli teatri di periferia. A 15 anni scritturato come artista di varietà della compagnia di Bova e Camerlengo.
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Nel 1904 a Napoli al Teatro Petrella interpreta per la prima volta “Lo Scugnizzo”, una macchietta scritta da Giovanni Capurro. Poi: “Il Travatore”, “O’M
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