Letteratura teatrale italiana 15/02/2010
Presentazione: Sanguineti compie 80 anni
Sanguineti compie quest’anno 80 anni. È nato (casualmente) a Genova nel 1930; successivamente la famiglia si trasferirà a Torino, dove avverrà la sua formazione. La pubblicazione del suo primo, “Laborintus”, è datata 1956 a cura dell’editore Magenta di Varese. È una raccolta di 27 poesie, come fossero 27 stanze/sezioni, scritte fra il 1951 e il 1954. Alcuni di questi testi erano già apparsi fra il 1951 e il 1953 su alcune riviste.
Il libro, appena uscito, ha subito un recensore importante: Pierpaolo Pasolini. Sarà un rapporto conflittuale, che durerà fin oltre la morte di Pasolini, producendo diversi testi importanti come una polemica in versi. Pur nella grande diversità, questi due intellettuali sono accomunati da uno schieramento anti-ermetico sul fronte del linguaggio: propongono infatti entrambi una linea colloquial-prosastica-narrativa. Entrambi sono poi autori di poesie e di romanzi. Più legato ancora ad una prospettiva almeno esteriormente del neorealismo Pasolini; chiaramente proiettato sulla via dello sperimentalismo Sanguineti. Uno accolto con grande successo come romanziere dal pubblico; l’altro letto molto poco, perché posto su una prospettiva di ricerca letteraria che va oltre il pubblico.
Entrambi infine sono legati all’esperienza del teatro e del cinema, anche se Sanguineti non come regista ma come autore, e del giornalismo, anche se Pasolini è più spregiudicato mentre Sanguineti collabora con quotidiani legati al Partito Comunista Italiano. Uno quindi è eretico, l’altro è militante.
Laborintus e il contesto culturale
Ma torniamo a Laborintus. Questo libro è legato alla figura di Luciano Anceschi, il quale ne favorisce la pubblicazione. Laborintus esce nella collana “Oggetto e simbolo”. Nel 1956 nasce la rivista “Il Verri”, di chiare ascendenze illuministiche, che richiama ad un impegno razionale della cultura. Sanguineti ne sarà collaboratore con Guglielmi, Giuliani, Balestrini e Porta. Gli stessi saranno protagonisti nel 1961 nell’antologia dei Novissimi, mentre a Palermo due anni dopo costituiranno il “Gruppo 63”, un movimento di neoavanguardia. Sperimentalismo, ripresa delle avanguardie storiche del primo ‘900 e intenti radicali sono alla base della loro azione.
La già citata querelle Sanguineti-Pasolini si svolgerà in “Officina”, rivista a cui collaborano Roversi, Lionetti e Fortini. Nel 1959, poi, Vittorini porta l’esperienza del suo “Politecnico” del ’45 nel “Menabò”, a cura di Einaudi e con la collaborazione di Calvino. Anche qui si dibatterà di sperimentalismo. La cultura italiana, in questo frangente, è consapevole di svolgere un ruolo attivo nella formazione della società.
Sanguineti e il teatro
Nel rapporto che Sanguineti ha col teatro, non si può non tenere conto come il suo mestiere principale sia un altro. I due testi che ne segnano l’esordio sono “K” (1959) e “Passaggio” (1963). K viene pubblicato su “Il Verri” nel 1960. Nel 1969 nel volume “Teatro” di Feltrinelli viene raccolto K ed altri lavori di Sanguineti (come “Protocolli” e “Traumdeutung”, per la televisione tedesca e per il Menabò).
“K” viene rappresentata per la prima volta a Palermo nel 1963; per “Passaggio” la collaborazione drammaturgo-musicista (Berio) è stretta. In ogni caso è difficile capire se per le opere di Sanguineti la primogenitura sia da attribuire alla pagina o al teatro.
Letteratura teatrale italiana 16/02/2010
Passaggio e la coautorialità
“Passaggio”: vi è una forte coautorialità. È la “messa in scena della parola”. In “Per musica” Sanguineti dice (1972): “È un testo che non vuole essere letto, ma ascoltato nella musica. Non concepito per la lettura muta ma in stretta correlazione con la musica di Berio; il testo stretto è stato concepito dopo la musica. È drammaturgia consuntiva: fissato dopo essere stato realizzato. Il testo è come la realizzazione di un quadro in bianco e nero. Il passaggio dalla letteratura alla musica produce sempre un altro testo”.
Umberto Eco, che è un compagno di strada di Berio e Sanguineti, e che poi parteciperà alle discussioni del Gruppo 63, dice: “Sanguineti e Berio inseguivano da tempo per conto proprio una immagine e un tema. Dal loro incontro è nata questa azione musicale. Passaggio è stato un punto di arrivo perché entrambi vi hanno individuato la soluzione concreta di un problema di poetica”.
Berio ha cinque anni più di Sanguineti, ha studiato con Ghedini al conservatorio di Milano e con Dallapiccola in America. Molto interessante è il rapporto che ha con una cantante di origine armena, Caty Berberian, che ha sposato nel 1950. Berio ha scritto un pezzo per lei che riproduce i suoni dei fumetti, quindi giocando, ma anche canzoni dei Beatles. Fonda poi con Bruno Maderna lo studio della fonologia musicale. Dal 1955 al 1958 dirige la rivista “Incontri musicali”; organizza una serie di concerti a Milano tutti dedicati alla musica moderna. Passaggio è per lui la possibilità di applicare le sue ricerche musicali al teatro, trovandosi sulla scena questo momento di congiunzione fra la propria ricerca fonica e la ricerca poetica di Sanguineti.
Ancora Eco: “L’autore del testo ci fa ritrovare in questa messa in scena alcuni elementi tipici della sua attività di poeta: la giustapposizione e sovrapposizione di parti in varie lingue, che trascinano con sé varie implicazioni culturali e sociali. In un intricato gioco di richiami, dotto e tuttavia carico di una immediatezza barbara e di una violenza sonora che si integra a fondo nell’invenzione musicale di Luciano Berio”. Quello che quindi interessa a Berio è riuscire a mettere in scena la realtà fonica della parola di Sanguineti, mentre quest’ultimo vuole dare corpo alla sua parola attraverso la musica.
Per Sanguineti il teatro è il momento della creazione collettiva, in cui il lavoro dell’autore si fonde con molte altre personalità artistiche. (Esperimento: analisi in aula di un testo di Sanguineti, una poesia che si intitola “La philosophie de theatre”, dedicata a Besson, regista svizzero con cui da poco ha messo in scena L’Edipo tiranno; qui affronta una serie di problematiche relative al teatro. Prestiamo attenzione ai contenuti, all’idea di teatro di Sanguineti, ma soprattutto al modo con cui combina gli elementi).
Letteratura teatrale italiana 18/02/2010
Collaborazioni e teatro
Collaborazioni: Luca Lombardi esegue un lavoro sul Faust di Sanguineti, che gli ha consegnato il testo per farne ciò che voleva. Sanguineti proponeva di distinguere il teatro recitato e il teatro cantato solo dal punto di vista delle modalità esecutive: un’opera lirica non è altro che un testo di prosa eseguito non da una compagnia di comici, ma da cantanti accompagnati da un’orchestra; il dramma è un melodramma immusicato e il melodramma è un dramma con la musica (questo vale dal ‘500, per il teatro moderno).
Il teatro è una procedura di notazione, è una pratica estrattiva di un testo limitato;
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