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La letteratura religiosa

Dal punto di vista della storia spirituale, l'Italia occupa sicuramente una posizione in primo piano, non solamente per la presenza del papato [da Innocenzo III (118-1216) a Bonifacio VIII (1294-1303)], ma anche per la presenza di figure-chiave del cristianesimo come Francesco di Assisi e per ultima, ma non meno importante, la presenza e l'azione dei diversi ordini mendicanti i quali risultano essere anche i massimi strumenti di organizzazione della vita religiosa dell'Italia duecentesca.

La maggior parte delle scritture religiose databili a questo periodo sono scritte però in latino che detiene il primato come lingua sacrale ma anche creativa e religiosa. Da non sottovalutare è però la componente volgare sollecitata probabilmente anche dalla spinta dei movimenti ereticali che ne favorirono la diffusione proprio per via della loro tensione anarchica. Tuttavia, per quanto esimia, la produzione in volgare assume un valore assai rilevante rispecchiando le nuove tendenze del contesto teologico e spirituale che cercano una facile diffusione con il popolo.

L'avvio del percorso volgare religioso è perciò frastagliato e complesso e trova le sue origini in una sintesi di diversi movimenti dell'Italia del Duecento. La figura del Cristo è al centro di queste nuove teologie e sarà un punto così focale da giustificare addirittura una nuova concezione di Chiesa.

Questa nuova teologia (soprattutto Scolastica che vede come Caposcuola Guglielmo di Saint-Thierry) e l'esperienza monastica ebbero grande influsso anche sulla cultura dei laici e la vita sociale in generale. Questi insegnamenti infatti furono immediatamente trasmessi anche nei più importanti centri di cultura laici, ovvero le università, che crearono vere e proprie categorie professionali sino ad allora inedite, mentre va proprio attribuita alla cultura monastica la grande responsabilità della spinta culturale dell'Europa verso la riconquista della Terra Santa.

Di particolare rilievo sono anche le spinte di stampo radicale e antigerarchico che si crearono in questo periodo: è doveroso, per esempio, citare l'esperienza catara e i diversi movimenti paupistici. Questi movimenti sono tutti accomunati da un malcontento nei confronti della Chiesa dell'epoca, troppo lontana dai costumi morigerati che la Bibbia e gli stessi Ordini Mendicanti predicavano. Inutile dire che questi movimenti non furono accolti benevolmente, e anzi talvolta furono anche soppressi con violente incursioni.

Sullo sfondo di questo scenario variegato, riacquista importanza anche il fenomeno eremitico, la tendenza ad una vita solitaria nella contemplazione ascetica che ben rispecchia i nuovi ideali ricercati. Di gran rilievo infine è anche in questo periodo la letteratura apocalittica, la cui massima espressione sono le opere di Gioacchino Fiore che cerca di esprimere il proprio pensiero poetico attraverso una fortunata metafora della vita di Cristo. Gioacchino Fiore ipotizza inoltre la teoria di una successione diversa di tempi tendenti verso l'eterno, uno dei quali deve essere caratterizzato da forti lotte cristiane. Proprio ciò diede ai molti movimenti di massa una nuova coscienza storica, interessando quindi ampie porzioni di popolazione.

Gli ordini mercantili

La nascita della letteratura volgare fu proporzionalmente legata alla necessità che la Chiesa Romana ebbe nella facile comunicazione con il popolo. In questi anni (soprattutto grazie all'abilità politica del Papa Innocenzo III) la chiesa dimostrò incredibili capacità di reazione e organizzazione, perfezionandosi dal punto di vista giuridico e stabilendo nuove regole che contribuirono ad incrementare il proprio funzionamento istituzionale.

L'istituzione ecclesiastica non mira più soltanto a controllare e sopprimere determinati comportamenti, ma istituisce una molteplice gamma di comportamenti basati principalmente sul modello di vita pastorale cristiana. Le varie riforme vennero anche finalizzate di modo che il potere confluisse maggiormente nella figura del Papa e non in quella del clero diocesiano.

Proprio ciò favorì l'operato degli Ordini Mercantili che si limitarono a scagliare le loro invettive contro il clero diocesiano, ma allo stesso tempo dipesero esclusivamente dal Papa senza mediazione alcuna. L'Ordine domenicano si dedicò soprattutto alla predicazione e sviluppò un sistema di studia molto sofisticato per sostenerla privilegiando quel razionalismo scolastico incentrato sulla figura storica di Gesù. Assai più interessante però fu l'esperienza dell'Ordine dei Minori di Francesco d'Assisi che si dividerà in diverse varietà di orientamenti.

Francesco d'Assisi

La grande convergenza di tante realtà differenti in un solo ordine, messa in atto da Francesco d'Assisi, è da sempre grande oggetto di discussione nel dibattito storiografico. Nato da famiglia ricca e dopo aver vissuto una giovinezza spensierata e agiata, Francesco si converte tra il 1204 e il 1206.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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