San Francesco d'Assisi e la scuola siciliana
San Francesco d'Assisi (1181-1226): Laudes Creaturarum (salmo volgare, lasse, cursus).
Giacomo da Lentini (?-?): Temi della scuola siciliana, inventore del sonetto.
Federico II (1194-1250): Componimenti modesti, è poliglotta.
Pier della Vigna (1190-1249): Campano, famoso consigliere di Federico II poi caduto in rovina.
Guido delle Colonne (1210-1287): Giudice messinese, citato con lode nel De Vulgari Eloquencia per la sua alta perizia retorica.
Stefano Pronotaro (?-?): Buon verseggiatore di qualità vicina a Guido delle Colonne.
Giacomino Pugliese (?-?): Autore biograficamente sconosciuto che documenta l'apparato semipopolare dei Siciliani.
I siculo-toscani
Guittone d'Arezzo (1234-1294): Figura chiave, si caratterizza per la scrittura colta e artificiosa, spingendosi a volte in eccessi verbalistici di difficile comprensione.
Bonagiunta Orbicciani (1220-1290): Non un massiccio guittoniano, più vicino ai Siciliani è il miglior ponte fra questi e gli Stilnovisti; interprete del sonetto canzone.
Chiaro Davanzati (1250-1303): Scrittore fecondo, ma la cui opera non ebbe fortuna duratura; le sue innovazioni non ebbero seguito.
Poesia comica toscana
Cecco Angiolieri (1260-1312): Stile comico nella cornice di una precisa tradizione retorica; essendo stato l'iniziatore di una maniera non è facile discernere ciò che direttamente gli appartiene e ciò che è di scuola.
Folgore da San Gimignano (1270-1332): Celebri i suoi sonetti sui piaceri augurabili per i mesi dell'anno e per i giorni della settimana: si descrive l'ideale della società cavalleresca.
Prosa dell'Italia settentrionale
Giacomino da Verona (?-?): Biografia sconosciuta; le sue opere sono una rappresentazione popolaresca delle due città escatologiche: è genere divulgativo, di gusto francescano, come appare chiaro anche dalla tecnica adottata.
Bonvesin da la Riva (1240-1315): Milanese, è il più solido e fecondo scrittore settentrionale; la sua opera di poeta moralista e narrativo in lingua volgare è indirizzata ad una borghesia morigerata ma non priva di umorismo; parecchie opere sono in forma di disputationes dialogiche, altre sono strettamente precettistiche.
Il Dolce Stilnovo
Guido Guinizzelli (1230-1276): Deferente verso Guittone, eppure diventato l'inventore e padre dello Stilnovo; è più interessato ad inserire nuovi concetti filosofici piuttosto che concentrarsi sulla formalità della sua poesia.
Guido Cavalcanti (1255-1300): Amico giovanile di Dante; poesia in cui l'accento è posto particolarmente sulla componente materialistica dell'amore, riconosciuto come bisogno fisico e causa di grande dolore; letteralmente Cavalcanti è sopraffatto dall'amore.
Cino da Pistoia (1270-1336): Giurista e guelfo, fu un pregevole dilettante di poesia, vicino al Dante della Vita Nova; il suo melodismo tipicamente dantesco-cavalcantiano unito a preziosità tardoguittoniane, fa di lui un tramite storicamente rilevantissimo fra i duecentisti fiorentini e Petrarca.
Poesia sacra
Jacopone da Todi (1236-1306): Laude in forma di ballate, ma a sfondo lirico; entrò a far parte dei francescani. La teologia a cui si rifà è negativa, e al tema dell'amore divino, nel suo laudario si contrappone la considerazione satirica della realtà, di cui è denunciata l'amoralità. Il suo linguaggio è vicino a quello dei poveri, con esiti a volte grotteschi.
Prosa duecentesca
Brunetto Latini (1220-1294): Notaio, ebbe importanti funzioni pubbliche; fu maestro di Dante non per attività didattica ma per libera consuetudine di conversazioni. Estese a Firenze le tecniche epistolografiche alla cancelleria della città e Cicerone a modello, volgarizzandone alcune orazioni e divulgandone gli scritti teorici sulla retorica. Il Tresor è un'enciclopedia in francese delle cognizioni necessarie all'attività civile; il Tesoretto è un poemetto didattico in distici settenari, dove si tratta di teologia, filosofia naturale ed etica.
Il "Novellino" (1280): Termine convenzionale che designa la più importante raccolta di novelle italiane anteriore a Boccaccio; è caratterizzata da secchezza e asciutta delineazione della prosa, rispondendo al genere dell'exemplum edificante di carattere morale; ruolo eminente ha la virtù dell'arguzia: le fonti sono della natura più disparata. Il Prologo si pone in parallelo con l'etica del contemporaneo Stilnovo.
Marco Polo (1254-1324): Nel Milione un referto della missione dei fratelli Polo occupa solo le primissime pagine, mentre il resto dell'opera è ordinatamente dedicato ad una descrizione geografico-storica dei paesi asiatici visitati dall'autore; l'opera fu redatta durante la prigionia dei genovesi: l'originale è perduto e ci basiamo su una magistrale ricostruzione: la critica ha dimostrato la genuinità delle informazioni raccolte.
Dante Alighieri
Dante Alighieri (1265-1321): Rimatore sperimentale, dalla personalità ricchissima di stimoli espressivi e temi mentali; iniziatore dello Stilnovo: polisemia e simbolismo. Cultura e filosofia hanno un ruolo diverso ma fondamentale. Vita Nova: raccolta di una parte coerente delle rime giovanili di Dante.
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