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Biografie riassuntive dei principali autori latini

(III secolo a.C. - IV secolo d.C.)

Appunti delle lezioni di letteratura latina (Prof. Caterina Mordeglia) e manuale di letteratura latina di GianBiagio Conte. Gli appunti vogliono illustrare i punti chiave dei vari autori, in uno schema utile alla ripetizione preesame. In appendice i punti salienti del libro “Introduzione al teatro latino” di G. Chiarini – F. Mosetti Casaretto e qualche nozione sulla metrica latina.

Livio Andronico

Tragediografo/commediografo

Taranto, circa 280 a.C. Nel 240 a.C. primo dramma in lingua latina, rappresentato ai ludi romani organizzati per la vittoria nella prima guerra punica; in tutto titoli di 8 tragedie (Achilles, Eqos Troianus, Andromeda) soprattutto sul ciclo troiano. Opera principale: Odusia, 36 frammenti della versione in saturni (tra la prosa ritmica e la metrica dell’Odissea di Omero quantitativa). Misto commedia e tragedia, con grande ricerca del pathos nelle tragedie. Predilige argomenti ciclo troiano.

Gneo Nevio

Epico/tragediografo/commediografo

Capua, 275 a.C. Primo letterato di lingua romana, attaccava in poesia la famiglia dei Metelli (ricorda la commateniese) e costume romano. Numerose commedie (28) e tragedie praetextae (d'argomento inventore del genere). 7 titoli di tragedie greche più 2 tragedie romane (Romulus e Clastidium). Opera principale: Bellum Poenicum in saturni, primo testo epico romano, ripartito in 7 libri da Accio (prima guerra punica ed Enea, da Troia in Lazio).

Tito Maccio Plauto

Commediografo

Sarsina, tra 255/250 a.C. Primo poeta latino a specializzarsi in un unico genere, la palliata greca (Miles gloriosus, Amphitruo, Aulularia, Cistellaria). 21 fabulae autentiche secondo il postumo Varrone. I personaggi usano maschere fisse e il copione è sempre lo stesso. Prologo esplicativo talvolta. Prevedibilità degli intrecci, lotta tra 2 antagonisti per una donna o una somma di denaro. Personaggi: Adulescens, senex, meretrix, matrona, miles gloriosus e il servus. Teatro fantastico, non realistico. Tecnica del rovesciamento, grazie all'aiuto di qualcuno o della fortuna il servus diventa l'aiutante del protagonista che riesce a "vincere" sul padrone o fare la barba al padre. Plauto si distacca dai modelli greci, impedisce il coinvolgimento emotivo dello spettatore. Amplifica gli aspetti comici e stravolge le vicende, aumentando anche il ricorso ai pezzi cantati. Sermo vulgaris.

Quinto Ennio

Epico/tragediografo/commediografo

Rudiae (Lecce), 239 a.C. Portato a Roma da Catone, occupa il posto di tragediografo dopo Andronico e Nevio; latino, greco, osco. Opera principale: Annales in esametri dattilici di derivazione omerica, probabilmente in 18 libri (novità). Dalla fondazione di Roma al 170 a.C. Ultimo poeta latino con misto commedia e praetextae (Ambracia, Sabinae, Thyestes). Si definisce “alter homerus” (secondo Omero) prendendo a modello la poesia greca. Scrive anche satire (4 o 6 libri perduti). Fu essenzialmente tragico, usa come modello Euripide ma anche Eschilo e Sofocle. Morì nel 169 a.C.

Marco Porcio Catone

Politico/oratore

Tusculum, 234 a.C. Influente in politica, conservatore intransigente nonché grande oratore. Battaglia politica e culturale in difesa del mos maiorum contro l'aristocrazia filellenica. Opera principale: Liber de agri cultura, in prosa, giunto per intero; l'agricoltura è superiore a tutto sul piano morale e sociale (più sicura e onesta). Grande propr tercomposto in 7 libri, un’opera storica che riprende il modello storiografico dei Greci (Timeo). Origines: Miti e origini, no spazio alla repubblica. Orazioni in favore di Rodi. Grande interesse per i popoli stranieri.

Publio Terenzio

Commediografo

Cartagine, 185 a.C. Di lui scrive Svetonio nella Vita Terentii. Frequentava il Circolo degli Scipioni (etica nelle commedie). In 6 anni presenta 6 palliate, 4 derivano dal modello Menandro, 2 da Apollodoro di Caristo. (Andria). Prologhi di natura autobiografica e polemica, si oppone al teatro plautino grazie alla verosomiglianza scenica. Ci si avvicina all’ellenizzazione della cultura, attraverso le guerre puniche. Teatro realistico, autodefinisce la sua commedia stataria (statica), con intenti morali ed educativi. Introduce il concetto di humanitas. Circolo scipioni. Stile colto, uso di senario giambico e settenario trocaico.

Gaio Lucilio

Inventor saturae

Suessa Arunca, 168/167 a.C. Circolo scipioni. Inventore della satura, primo letterato romano di famiglia nobile e ricca. Opera principale: Concilium deorum, narrazione fantastica, racconto parodistico. Metri vari (“satura lanx”). 30 libri di satire. Parlano di tutto, tipicamente romana in esametri (dal piatto misto). Immaginario culturale è urbano e laicizzato, il frammento più lungo è un elogio alla virtus. Saper distinguere bene e male, ciò che è giusto, utile e onesto. Attacco ad personam. Si rivolge a un nuovo pubblico, di uomini di media cultura.

Marco Varrone

Erudito/filosofo

Rieti, 116 a.C. Legato di Pompeo, morì nel 27 a.C.; filologo di Plauto. De lingua latina: problemi di etimologia, morfologia, sintassi e stilistica della lingua (fondato sullo stoicismo) → De re rustica: in 3 libri, forma dialogica. Si rifà a Catone uso intensivo della manodopera servile. Saturae Menippeae: misto di prosa e versi (ce ne restano 600). Temi della decadenza romana.

Marco Tullio Cicerone

Oratore

Arpino, 106 a.C.; suscita emozione e approvazione, appartenente all’asianesimo. Dall’81 a.C. esercita la professione di avvocato. Repubblicano moderato, proviene dal ceto equestre. Prima orazione: Pro Quinctio, causa di diritto civile. Catilinarie: 4 pronunciate nel 63 a.C. (è console) rientrano nel gruppo delle 12 orazioni dette “consolari”. Pro Murena: a favore del console accusato di brogli elettorali. Ciclo anticlodiano: difesa di Milone (Pro Milone) che in uno scontro fortuito uccise Clodio (tiranno). Dopo l’assassinio di Cesare si scaglia contro Marco Antonio in difesa delle istituzioni repubblicane: 14 orazioni dette Philippicae che gli costeranno la vita. Retorica Asiana.

Opere retoriche:

  • De inventione, fiducia nella parola, impostazione eclettica e probabilistica della ricerca
  • De oratore, in 3 libri. Cicerone sintetizza la figura del suo oratore ideale ispirandosi a Platone e Aristotele. In forma di dialogo
  • Brutus, 1 libro. Evoluzione dell’eloquenza romana con un excursus su quella greca
  • Orator, lettera indirizzata a Bruto

Opere filosofico-politiche:

  • De re publica, dialogo in 6 libri avvenuto nel 129 a.C. fra Scipione Emiliano e altri personaggi del tempo. Il sistema romano è il migliore perché è misto, e prevede elementi monarchici, aristocratici e repubblicani. Si rifà a Polibio
  • De legibus, dialogo in 3 libri ambientato in epoca contemporanea. Tema della giustizia, esistenza dello ius naturale. La natura è la prima fonte del diritto

Opere filosofiche:

  • 14 opere, dialogo di derivazione in parte platonica, i concetti greci vengono romanizzati
  • De officis, lettera al figlio Marco per trasmettere un ideale di perfezione morale. L’argomento è il dovere (officium) distribuito in 3 libri.

Epistolario: circa 900 lettere, primo esempio storico di lettere private. Ad Attico, al fratello, a Cesare. Lo stile della prosa si fonda sulla Concinnitas, un periodo perfettamente equilibrato. Utilizza molti grecismi.

Gaio Giulio Cesare

Politico

Roma, 100 a.C.; grande oratore, retorica atticista, analogista, oratori ateniesi V secolo. Opere in prosa:

  • De analogia, dedicato a Cicerone, necessità di togliere alla lingua latina le forme irregolari sostituendole con quelle derivate per analogia dalle regolari
  • De astris, scritto di carattere astronomico

Opere storiche:

  • Commentari de bello gallico e commentari de bello civili, appunti per la preparazione alla narrazione storica. Oggettività, fatti brevi, semplici e chiari. Parla sempre in terza persona
  • De bello gallico, in 7 libri ciascuno dedicato a un anno di guerra tra 58 e 52 a.C.; scritto per ragioni politiche, voleva dimostrare che l’impresa era di natura difensiva e non per ambizione personale (come credevano i più). Racconta i galli e i germanici (barbari). Stile paratattico, discorso indiretto.
  • De bello civili, in 3 libri. Cesare deve scagionarsi dall’accusa di aver provocato la guerra civile. Le colpe sono dei capi della fazione pompeiana, presente molta ironia e sarcasmo a volte deformando i fatti. Effetti drammatici di phatos e tensione.

Tito Lucrezio Caro

Epicureo

Campania, circa 98 a.C. Pochissimo sulla sua vita, apprendiamo che morì suicida a 43 anni da San Gerolamo. Opera principale:

  • De rerum natura: poema didascalico in esametri (parzialmente incompiuto, versi tibicines). Ripartito in 6 libri, raggruppati in 3 sezioni che trattano di fisica (atomi), antropologia (mondo umano) e cosmologia. Indirizza il discorso a Gaio Memmio, sollecita il lettore. Nei prologhi elogio a Epicuro (poesia legata a finzione e mitologia). Lucrezio però espone la dottrina in versi, con lo scopo di addolcirla (“miscere utile dulci”). La poesia è accettabile solo se viene messa al servizio della verità. Si rifà a Empedocle, filosofo greco che indica la strada ai propri lettori. Epicuro ha rivelato i principi dell’universo, Empedocle la forma per comunicarli. Crea grandi quadri di desolazione e terrore, il mondo non è stato fatto per l’uomo anche se ne apprezza gli sforzi. Contro l’infelicità Epicuro aveva consegnato il farmaco: il giardino. Contro morte, Dei, religione, cosa giusta. Presenti anche Ennio come riferimento poetico e gli ellenisti, da cui attingevano anche i neoterici. Poesia del lepos (tono brioso e pungente), ricercatezza stilistica e tecnica allusiva.

Gaio Valerio Catullo

Neoterico

Verona, 87 a.C. Scrisse versi d'amore, amore per Lesbia (Clodia). Modello letterario greco, dell'età ellenistica (in particolare Callimaco). Li fonde con elementi romani, dichiarando guerra ai lunghi poemi di imitazione enniana ed omerica, preferendo gli epilli (piccolo epos), i carmina docta, la poesia lirica. Opera principale: unico liber (116 carmi in metri vari); diviso in 3 sezioni sulla base del metro. La prima contiene componimenti personali e privati; la seconda 8 componimenti più estesi (carmina docta); la terza carmi in distici elegiaci (epigrammi). Amore concepito come un foedus (patto), ma anche l'amicizia. Carmi diffamatori contro Cesare, lingua colta e lessico ricchissimo. Tecnica del lepos e del lusus (è il lettore a capire e decifrare la poesia).

Gaio Sallustio Crispo

Storico

Amiterno, 86 a.C. Legato alla fazione dei populares di Cesare, espulso dal senato. Modello storiografico è il greco Tucidide, principio ellenistico della brevitas. Al centro il tema della virtus ormai degradata. 3 opere di genere storiografico: monografie (un unico argomento), fu il primo a cimentarsi in questo genere di opere.

  • De Catilinae coniuratione, sulla congiura di Catilina. Divide in due periodi la storia di Roma. Prima del 146 a.C. prevalsero i buoni costumi, dopo la società romana venne colpita dalla brama di denaro e dalla degenerazione di Silla. Esalta invece le figure di Cesare e Catone, due opposti politicamente che però trovano d’accordo il moderato Sallustio.
  • Bellum Iughurtinum, nella guerra contro Giugurta le maggiori colpe sono della nobilitas romana, comprata dall’oro di questo e poi costretta a una disonorevole pace.
  • Historiae, opera non più monografica ma annalistica in 5 libri (frammentaria). Narra gli avvenimenti successivi alla morte di Silla (78 a.C.) con un quadro fortemente pessimistico.

Publio Virgilio Marone

Epico/didascalico

Andes, vicino Mantova, 70 a.C. Famiglia di proprietari terrieri, lesse il De rerum natura di Lucrezio e il Liber di Catullo. Visse a Napoli frequentando lezioni di filosofia epicurea e apprese il termine massimo della dottrina, “vivi nascosto”.

Opere principali:

  • Le Bucoliche (egloghe), 10 componimenti in esametri, letteralmente “carmina bucolica” (canti pastorali). Il modello dell’opera è il poeta ellenistico Teocrito; i pastori virgiliani vivono in un eden paesaggistico che fonde elementi arcadici, siculi e mantovani. La storia che irrompe in questa quiete è devastante, la I e la IX ecloga svolgono il tema autobiografico delle terre confiscate. Melibeo abbandona la terra al contrario di Titiro, che l’ha conservata grazie a un intervento divino (il divino è Ottaviano). Genere meno elevato rispetto a quello epico/tragico.
  • Le Georgiche, poema didascalico in esametri in 4 libri divisi in diadi. Il primo libro comprende la coltivazione di cereali, il secondo gli alberi da frutto e la vite, il terzo l’allevamento del bestiame e il quarto le api. Nelle api vedeva il miglior esempio di vita comunitaria.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Matnada di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Mordeglia Caterina.
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