Italo Svevo: la vita e le opere
Italo Svevo si presenta come una figura originale, uno scrittore dilettante perché fu un commerciante. Raggiunse il successo quando era ultra 60enne, durante la sua vita vide delusa la sua vita di uomo di lettere.
Nacque a Trieste nel 1861, che ancora apparteneva al regno asburgico, in una città culturale, in cui si incontrano varie culture. Il nome Italo Svevo è uno pseudonimo e infatti il suo nome è Ettore Smith. Sceglie quel nome perché è influenzato dalla cultura tedesca e italiana. La sua famiglia è ebrea, di origine tedesca. Questo suo essere ebreo lo renderà inquieto per la persecuzione del suo popolo.
Gli studi e l'influenza culturale
Da giovane studiò in un collegio e si avvicina ai classici tedeschi, e rimane anche affascinato dall’opera di Shakespeare. Tornato a Trieste il padre lo avvia a studi mercantili, ma poi per motivi familiari dovrà lasciare e trovò lavoro come impiegato di banca. Tuttavia, questo lavoro lo trova monotono e comincia a dedicarsi alla scrittura, scrivendo per giornali e avvicinandosi alla letteratura italiana e legge anche i grandi romanzieri francesi del 1800. Non si dedica solo a studi letterari ma anche scientifici, legge Darwin, si avvicina alla filosofia e in particolare a Schopenhauer.
Gli esordi letterari
Nel 1892 scrive Una vita, lo pubblica a sue spese e ne fa stampare 1000 copie. Non otterrà nessun successo e smaltì le copie regalandole ad amici e parenti. Nel 1896 sposa una lontana cugina, Lidia Veneziani, figlia di un ricco industriale, va a vivere nella villa dei suoceri ma mantiene il lavoro in banca, perché vuole garantirsi la sua autonomia e continuare a scrivere. Nel 1898 pubblica Senilità sempre a sue spese e anche questo fu un fiasco. Decise di lasciare il suo lavoro in banca e diventare socio del suocero per dedicarsi all’attività di famiglia. Sarà un grande uomo d’affari, la sua rinuncia alla letteratura non sarà ferrea perché riprenderà lo studio del violino ed ogni tanto scrive, annota e lo fa per conoscersi meglio.
Incontri e influenze
In questi anni scrive senza però intenzione di pubblicarli. Viaggia tantissimo, va in Inghilterra e legge i libri del suo tempo. Un incontro importante avviene nel 1906 quando incontra James Joyce. Questo vive a Trieste e c’è una grande amicizia tra i due, gli insegna l’inglese e dopo aver letto gli scritti di Svevo lo incoraggia a scrivere. Nel 1910 si avvicina alla psicoanalisi perché il cognato va in cura da Freud, è interessato alla psicoanalisi non come una cura ma come uno strumento per capire i comportamenti umani.
La prima guerra mondiale
Quando scoppia la prima guerra mondiale, la famiglia della moglie è obbligata a scappare da Trieste perché italiani e rimane solo Svevo a curare la fabbrica.
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