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Il mito di Ulisse

Odisseo è un eroe della mitologia greca. Odisseo, detto anche col nome latino Ulisse, fu l'eroe dello schieramento acheo

che portò i greci alla vittoria contro i Troiani grazie allo stratagemmo del cavallo di legno. Eventi del suo viaggio a noi noti

sono la battaglia contro i Ciconi, l'incontro con i Ciclopi, esseri mostruosi e dotati di un solo occhio, e l'avventura con

Polifemo, il Ciclope figlio di Poseidone, dio del mare. Proprio l'accecamento di Polifemo causerà l'ira della divinità che, che

da quel momento perseguiterà Odisseo. Giunto da Eolo, dio dei venti, con i pochi compagni sopravvissuti Odisseo ottiene

un otre che racchiude tutti i venti contrarti alla navigazione; i compagni, pensando che il loro capo celi un tesoro, aprono

l'otre, liberando così i venti sfavorevoli. Tornato da Eolo, Odisseo ne implora di nuovo l'aiuto, ma inutilmente: il dio pensa

che l'uomo sia sgradito agli dei e lo caccia. Odisseo e gli ormai pochissimi compagni giungono nell'isola della maga Circe,

che trasforma gli ospiti in maiali. Grazie all'aiuto di Ermes, Odisseo riesce a sottrarsi alle arti magiche di Circe e a liberare

dall'incantesimo anche gli amici. Dopo una permanenza di circa un anno, l'eroe, prima di partire scende nell'Ade.

Ripartito alla volta di Itaca, Odisseo riesce ad evitare grazie ai consigli di Circe il canto fatale delle Sirene e a limitare i

danni causati da Scilla e Cariddi, i due mostri che presiedono lo stretto di messina. Giunto in Trinacria è costretto ad una

pausa forzata dovuta dalla totale assenza di vento. I compagni stachi ed affamati si cibano della vacche sacre al dio

Sole, provocando la spaventosa ira del dio: non appena ripreso il mare, una terribile tempesta li stermina tutti. Unico

superstite, Odisseo approda all'isola di Calipso, che lo trattiene presso di se 8 anni. Dopo questi 8 anni, calipso è obbligata

da Ermes (incaricato dagli dei) a lasciar andare Odisseo, che riparte verso Itaca. ma dopo un naufragio approda all'isola

dei Feaci, dove racconta tutta la sua storia al re Alcinoo, che commosso lo aiuta per arrivare in patria.

Giunto stremato sulla spiaggia dell'isola di Itaca, l'avventura di Odisseo non è ancora finita poichè deve ancora liberare la

propria reggia dai Proci. Grazie ad una prova messa in atto da Penelope questa riesce a riconoscere il marito, che

primamente non aveva risconosciuto. quindi Odisseo e il figlio Telemaco sterminano tutti i Proci e questo torna a regnare su

Itaca.

Sulla base di alcune testimonianze sarebbe credibile situare alcune tappe delle peregrinazioni di Ulisse nell’Adriatico

navigato prima del 8 sec aC. I pascoli del sole possono essere localizzati ad Apollonia, la dimora di Calipso è identificabile

con l’isola di Mljet e il palazzo di Circe è posto sul promontorio garganico. L’isola di Itaca è identificabile con l’odierna

Thiaki, non molto distante dal canale di Otranto, dove le acque dell’Adriatico si mescolano a quelle dell’Ionio. Appare

dunque significativo che proprio da questi luoghi abbia avuto inizio e termine il romanzo viaggio per eccellenza.

Il mito degli Argonauti

Il mito degli Argonauti di Apollonio Rodio narra delle audaci scorribande degli eroi greci tra le sponde padane. Si tratta di

una leggenda antichissima, più ancora di quella di Ulisse, parla dell’impresa di Giasone e dei suoi compagni tra i quali si

ricordano Orfeo ed Eracle che dalla Tessaglia giunsero con la nave Argo nella Colchide, regione sulla sponda orientale del

Mar Nero, per riportare in Grecia il vello d’oro del sacro ariete su cui Frisso (è pronipote di Eolo, La dea Nefele aveva

sposato Atamante al quale aveva dato due figli: Frisso ed Elle. Ma dopo qualche tempo il re la ripudiò per sposare Ino, una

mortale. Ino odiava i figli di Atamante e cercò di liberarsene con l'inganno. Per sottrarsi all’odio di Ino Frisso fuggì verso una

terra ignota su un vello tutto d’oro donatogli da sua madre Nefele dea delle nubi) era volato verso quel lontano paese. Il

mito dicono gli studiosi può essere il riflesso di una navigazione realmente avvenuta e cioè della penetrazione coloniale

greca nel mar Nero nell’età micenea (17 – 15 sec ac), il vello d’oro non sarebbe che una nube di pioggia indorata dal sole

che va a irrigare l’Oriente. In ambito adriatico questa leggenda contribuì a diffondere una percezione tenebrosa del mare

cui venivano attribuite le caratteristiche notturne dell’adru ( Adriatico significa occidentale e corrisponde all’accadico

adru oscuro, da adaru oscurarsi). Nell’odissea il mito degli argonauti viene ricordato dalla maga Circe, quando la maga

mette in guardia Ulisse dai pericoli delle rupi erranti. Secondo il racconto di Apollonio gli Argonauti dopo aver rapito il sacro

vello, per sfuggite i Colchi che li inseguivano avrebbero intrapreso un percorso interno suggerito da Argo, il costruttore della

nave. Apollonio immagina che gli Argonauti entrassero nel Danubio attraverso il Mar Nero e quindi navigassero verso

Occidente fino a raggiungere l’Adriatico. I loro inseguitori il cui capo era Assirto tennero però una rotta più breve e

arrivarono velocemente a destinazione impedendo a fuggiaschi ogni sbocco sul mare. Accerchiati dai Colchi gli

Argonauti stavano per arrendersi, ma Giasone con l’aiuto di Medea si innamora perdutamente di Giasone . E pur di

aiutarlo a raggiungere il suo scopo giunge a uccidere suo fratello, spargendone i poveri resti dietro di sé dopo essersi

imbarcata sulla nave Argo insieme a Giasone, divenuto suo sposo), riuscì ad uccidere Assirto mozzandogli mani e piedi.

Secondo la leggenda le membra di Assirto sparse nelle acque avrebbero formato l’arcipelago delle isole di Cherso e

Lussino, dette un tempo Assirtidi. Per destino o per volere degli dei agli Argonauti viene imposto di vagabondare ancora a

lungo per le acque e le terre dell’Adriatico prima di giungere in patria con il vello d’oro.

L’Adriatico riveste un ruolo fondamentale non solo come teatro di vicende avventurose, ma anche come spazio di

deviazioni narrative finalizzate a delineare una geografia fantastica.

Il mito delle Elettridi

Le Elettridi sono isole immaginarie tradizionalmente correlate all’ambra. Dopo l’uccisione di Assirto gli Argonauti navigando

di notte si diressero nella più settentrionale delle isole adriatiche dove si rifugiarono per qualche tempo. Quando si ritennero

al sicuro ripresero il viaggio ma mentre si accingevano ad uscire dall’Adriatico Era si accorse che Zeus era adirato per il loro

delitto e per salvarli scatenò furiosi venti contrari che sospinsero di nuovo la nave alla foce del Po dove iniziò un tortuoso

tragitto d’espiazione che condurrà Medea e Giasone a puri

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura Italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof D'Antuono Nicola.
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