'Lo cunto de li cunti' di Gianbattista Basile
Lo cunto de li cunti di Gianbattista Basile è il primo libro europeo di fiabe ed è scritto in una lingua da teatro, il dialetto napoletano, durante il periodo del Barocco. È un'opera destinata al divertimento delle corti. In particolare, è stato preparato come testo d’intrattenimento in alcune corti del regno di Napoli.
Il tema del viaggio e del cambiamento di status
Il Cunto pone al centro delle sue storie due icone fondamentali della cultura barocca: il viaggio e la corte, o casa dell’Orco. Il cambiamento di status è l’azione fondamentale del Cunto, possibile all’interno di una piramide sociale. Tutte le persone fiabesche cambiano status o intendono cambiarlo e l’azione fiabesca si prefigura come una progressione verso una trasformazione, che può essere sia positiva sia negativa. Il cambiamento si attua tramite il viaggio, la metamorfosi o la magia.
Il racconto fiabesco è anche una storia di viaggio, pratica piacevole sia per i nobili sia per i mercanti. Viaggiando si acquisiscono nuove conoscenze e ricchezze e si vedono paesi, oggetti di culture diverse. Il viaggio permette di trasformare la situazione personale attraverso l’avventura e la conquista, ma è sempre contrassegnato dal dolore (abbandono della famiglia, prove durante il cammino) e dalla gioia (nuova ricchezza).
La metamorfosi
Ogni cambiamento di stato comporta anche una metamorfosi, che interessa i corpi delle persone fiabesche. Le vecchie diventano giovani, le fanciulle buone diventano bellissime e gli orchi diventano narcisi.
Elementi distintivi della fiaba
La fiaba è un genere letterario riconoscibile da alcuni elementi:
- Struttura temporale oscurata
- La topografia mescola luoghi conosciuti a luoghi ignoti
- Le persone hanno un nome e un rango
- La componente dominante è l’azione. La sequenza prevede un conflitto di status, una prova e un mutamento di status
- È presente la componente magica
La lingua teatrale e comica del Cunto
Il Cunto utilizza una lingua da teatro con caratteristiche comiche, parodizza le bellezze femminili e i poteri maschili. Il racconto va considerato come un passatempo per bambini.
L'immagine dell'Orco
Il Cunto prevede una visita corporale e barocca negli Inferi. L’immagine dell’Orco è connessa all’oscurità, all’oltretomba e ha i caratteri della deformità e della bruttezza. Le persone fiabesche cadono sempre in qualche abisso (emblemi dell’Orco) dove rischiano di perdere la vita e l’identità ma riescono a uscirne vivi. Le persone fiabesche alla vista dell’Orco si spaventano, in quanto simbolo del disfacimento.
L’immagine dell’Orco è anche connessa alla ricchezza. Il sottoterra, infatti, nasconde metalli preziosi e gemme. Il riflesso terreno dell’orco è dunque la corte, luogo di ricchezza e poteri, dove si verifica il cambiamento di status. Corte e orco sono luoghi complementari.
La corte
La corte è il luogo d’intrattenimento, per il quale si preparano numerosi giochi. È anche il luogo dei piaceri e della bellezza. Nelle corti è necessario intrattenere i potenti. Si descrivono giornate in cui uomini e donne di rango osservano e ascoltano specialisti nell’arte del canto, del ballo e del gioco. La corte è sia un luogo di piaceri sia di orrori. È uno spazio angoscioso in cui sopravvive solo chi è abile. È il luogo in cui è possibile ottenere favori, piaceri dati dal cibo, dalle ricchezze e dal potere.
Il carattere demoniaco dell'Orco
L’orco ha l’aspetto di un demone o di satiro che viene dall’abisso. La sua casa è nel profondo, in luoghi che la città percepisce come estranei e pericolosi; è il luogo del non-essere. L’orco è il demone del passato e, come tale, deve essere cancellato per poter accedere al presente. Perciò, nel racconto fiabesco, egli viene sempre o ucciso, ingannato, bruciato nel forno o tradito.
L'amore nella fiaba
Nel racconto fiabesco, l’amore era un argomento centrale nella conversazione e nell’intrattenimento. L’amore era percepito come follia, che interessava tutto l’essere. L’innamorato doveva appagare il proprio desiderio, cercando arti impossibili e inutili (alchimia).
Struttura del Cunto
Il Cunto è un racconto all’interno del quale si raccontano altri 49 racconti e che si chiude quando l’ultimo di questi è stato raccontato. Il racconto dei racconti è la storia della principessa Zoza.
Nel cinquantesimo racconto si parla di una principessa bianca che non ride mai; questo racconto ne produce altri 49, in una sequenza chiusa dal racconto de 'I tre cedri', che ne è la versione speculare. 'I tre cedri' riguarda un principe che non vuole moglie e si taglia con un coltello e una goccia di sangue rosso cade sulla ricotta bianca, disegnando i colori della carne di una fanciulla. Il principe si mette in viaggio, per giungere infine all’Isola delle Oche. Qui tre oche gli regalano tre cedri che bisogna tagliare e poi afferrare le fate che ne usciranno. Il principe riesce solo al terzo tentativo ad afferrare la fata e la lascia su un albero. Una schiava nera la trafigge e prende il suo posto. La fata diventa una colomba e si lamenta sulla finestra della cucina reale, ma viene catturata dal cuoco che la cucina. Le sue penne vengono gettate nel giardino, dove germogliano tre cedri. Da questi nascono tre frutti dai quali il principe riesce a fare uscire la sua fata.
Temi e struttura del racconto fiabesco
Gli argomenti principali dei racconti sono l’amore, il riso e il viaggio. Ogni racconto si compone di tre movimenti: status, viaggio, status. Il primo status è la dissoluzione e prevede il conflitto, la miseria, mentre il secondo status è la dissoluzione e prevede la ricchezza e il lieto fine. Tra i due status, vi è il viaggio, che comporta la partenza/allontanamento, una prova e il ritorno/arrivo. Tutto ciò è contrassegnato dal pericolo.
La trasformazione che ne consegue è sia corporale sia sociale. All’avvio di ogni trasformazione si trova la dissoluzione dello status, che riguarda un conflitto, quasi sempre in ambito familiare, che produce una crisi. Il viaggio comporta sempre l’abbandono di una identità, di un allontanamento dalla famiglia o dalla corte. Ad affrontare il viaggio sono i figli che devono cambiare status e affrontare delle prove. L’allontanamento è connesso all’idea di morte. Ci si muove per lo più verso luoghi oscuri, come la casa dell’orco. Trovandosi in un altro luogo, la persona fiabesca deve superare la prova che prevede la fuga dalla clausura. Ma le prove riguardano anche l’abilità e l’avventura. Le prove vengono superate grazie a persone o strumenti. Le fate consentono sia l’allontanamento sia il superamento della prova. Tra gli utensili troviamo una bambola, un coltello, un anello e un tovagliolo. Lo status si ricompone attraverso il matrimonio o il raggiungimento della ricchezza.
Il racconto fiabesco privilegia l’azione sulla scansione diacronica. L’intreccio si svolge senza una cronologia definita. L’azione domina e produce l’intreccio. Le persone fiabesche si spostano da un luogo all’altro percorrendo strade quasi invisibili e senza nome. I luoghi sono chiusi e in essi si scatena l’azione. Nella partenza e nell’arrivo i luoghi sono noti, durante il viaggio sono ignoti.