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GUITTONE D'AREZZO

Dante vs = plebeo (plebescere: ha fatto poesia coi modi del

volgo) sia nei vocaboli sia nella costruzione del discorso secondo Dante.

Ha il primato assoluto per la quantità di testi del '200 che ci sono pervenuti (200/300 testi), segno di un

successo notevolissimo (copiato fino al '400 e letto anche in epoca di stampa) → competizione di

Dante attraverso la polemica, l'aggressione diretta... e la sua bellissima poesia!

SONETTO 66

Contenuto leggero + struttura complessa = poesia medio alta, dal provenzale e dal francese antico, con

un'impronta siciliana → no poesia plebea: manifesta tratti di una cultura estesa e sopraffina; è un

assetto retorico facilmente confondibile con un'area municipale, per Dante troppo dotto e articolato,

non nei temi → nascondere i messaggi dietro la complessità delle parole (mascherare ← la donna

schermo).

VATICANO LATINO 27 – 33 = L'Antologia più importante del '200 (ultimi anni del

'200 e primi del '300), dai contenuti insostituibili dal punto di vista della quantità; quasi 1000 poesie,

messe insieme in modo molto casuale. Nota di possesso ← circolazione.

É annotato come V ed è il più notevole per completezza ≠ manoscritti Palatino (P) e Laurenziano (L);

sono 3 manoscritti toscani (no solo poesia toscana: contengono quasi per intero il corpus della poesia

siciliana), seppur con elementi linguistici diversi: V di Firenze (non esce a Firenze per un paio di

secoli!), P di Pisa e L di Lucca (triangolo importante per il primato toscano!)

V è redatto da più copisti, i due principali...

la prima mano è di base mercantesca (scrittura particolarmente usuale nella Firenze dell'epoca), la

seconda è cancelleresca bastarda ← contesto non universitario, né di Chiesa, ma borghese (agguerrita

non solo nel senso economico, ma anche culturale!).

No semplici copisti: erano antologisti che avevano la capacità di sistemare questi testi.

Com'è strutturato?

Rigorosa struttura metrica → bipartizione: canzoni + sonetti ≠ tripartizione di Dante (canzoni + ballate

+ sonetti)

♥ Fascicolo 1: tavola (l'indice).

♥ Fascicoli 2-5: poeti siciliani (su 26 fascicoli in tutto!) → integrazione e interazione completa fra

poesia siciliana e toscana.

♥ Il fascicolo 6 si occupa di poeti emiliani (Bologna ha un rapporto particolare con Firenze → tramiti

culturali precisi).

♥ Il 7 e l'8 sono dedicati a Guittone d'Arezzo.

♥ I poeti fiorentini arrivano soltanto col fascicolo 9!

Presenza massiccia di due nomi sconosciuti fino al 13° fascicolo: Chiaro Davanzati e Monte Andrea.

♥ Dal 18° riprende con meno vigore questo disegno: Sicilia, Emilia, Toscana della produzione

sonettistica, dove manca l'unità tematica delle canzoni.

V è studiato anche dallo stesso Dante; ma cosa c'è di Dante nel codice Vaticano Latino? Un solo testo:

“Donne che avete intelletto d'amore” = la canzone più rappresentativa della Vita Nova; dunque, di

Dante c'è solo un testo, di Cavalcanti 0 e di Guinizzelli qualcuno: non erano nell'orizzonte culturale di

coloro che hanno fatto il codice, pur avendo sotto mano i loro testi!

La poesia del codice V è associata, persiste e convive con quella degli stilnovisti a partire dal '300. Nei

secoli antichi questa distinzione non c'era! Una distanza esigua che però con Dante diventa grandissima

(per il valore storico); Dante è un gran poeta ed è consapevole della novità della sua opera!

Riduzione alla norma fiorentina di materiali che non sono fiorentini: si tratta di prassi di copia ma

anche un vero sistematico processo di toscanizzazione (risistemazione linguistica).

ANDREA CAPPELLANO: DE AMORE = trattato scritto nel '85

Passio → immoderato, fuori di norma, eccessivo, destabilizza.

Distanza incolmabile fra il soggetto che ama e l'oggetto (amore extra coniugale: questa cultura non

coincide con l'amore coniugale): dimensione lontana del sentimento amoroso, deprivato da ogni

componente fisica, cronistica.

♥ = funzioni dell'anima sensitiva.

1) volere = desiderio smoderato, eccessivo (immoderata cogitatione)

2) comunicare con la donna

3) sanza misura (stato di alterazione) → l'amore comporta tormento, è sofferenza in sé, con o senza

corrispondenza → dimensione esistenziale, fisiologica, psicologica

GIACOMO DA LENTINI

MERAVIGLIOSAMENTE (trasmesso dai 3 principali codici)

La lingua complessiva di questa poesia è il toscano (non ci sono più i testi siciliani nella loro veste

*

originaria).

L'amore che stringe con furore il cuore del poeta.

Similitudine (tipica della poesia realistica): analogia con l'atto del dipingere (il cuore che rappresenta,

come un pittore, il volto della donna, stabilizzando la memoria).

Il poeta deve dissimulare, non mostrare il proprio sentimento; si accentua la dimensione selettiva di

quest'esperienza: nutre l'esperienza interiore e la blocca quando si esteriora; questa cosa è speciale in

quanto il poeta sente di nasconderla, l'unico sfogo è la scrittura, indirizzata a un pubblico scelto, non

sulla base socio-economica.

Apparato = dove sono trascritti i luoghi testuali da cui provengono i testi (testimoni).

AMOR È UNO DISIO CHE VEN DA CORE

(un moto della parte sensitiva)

Amore non come fenomeno di sostanza, ma è un accidente in sostanza (ci può essere un uomo che ama

ed un altro no!) → scrivere d'amore significa anche interrogarsi su cosa sia. Argomento trattatistico: il

poeta sta emarginando la tradizione dell'amore lontano che si nutre del ricordo, del pensiero. Gli occhi

incamerano una realtà esterna e la trasferiscono al cuore, che trattiene le immagini.

* TOSCANA

Perchè in ? È l'ambiente socio-culturale più ricettivo per una tale produzione; solo

i toscani possedevano una lingua capace di sopportare un carico del genere. No conservazione: si

appropriano con rispetto dei testi siciliani, perchè si sentono debitori, sono origini riconosciute.

LA POESIA SICILIANA :

- Non è poesia politica ≠ Provenza e Toscana

- È poesia laica: il rapporto uomo – mondo sta fuori dalla dottrina

- Si parla di civiltà cortese

- L'uomo che ama è uomo che pensa (filosofo) LE RIME DI

Evoluzione, sviluppi narrativi ed esistenziali della Vita Nova ≠

CAVALCANTI : stabilità, immobilità

NUMERO 5 : la corte d'amore

Meccanismo narrativo, piccola sceneggiatura, il soggetto è sottoposto a processo, a giudizio.

Cavalcanti si allinea a Dante, proponendo una poesia diversa, affine ai modelli provenzali e siciliani.

Amore = dolore → Sospiri e dolor, temenza (paura) avea lo core, sanza riposanza, pietà nel senso di

compassione per la gente colpita da questa sciagura, fino a chiudere con la morte; lo raffigura come

servitore d'amore (concetto provenzale), ma è una servitù che si unisce all'idea di amore = morte.

Li mie’ foll’ occhi, che prima guardaro

vostra figura piena di valore,

fuor quei che di voi, donna, m’acusaro

nel fero loco ove ten corte Amore,

e mantinente avanti lui mostraro

ch’ io era fatto vostro servidore:

per che sospiri e dolor mi pigliaro,

vedendo che temenza avea lo core.

Menârmi tosto, sanza riposanza,

in una parte là ’v’ i’ trovai gente

che ciascun si doleva d’Amor forte,

Quando mi vider, tutti con pietanza

dissermi: «Fatto se’ di tal servente,

che mai non déi sperare altro che morte».

NUMERO 7 : la battaglia dei sentimenti → morte (versi 4 e 8)

L’anima mia vilment’ è sbigotita

de la battaglia ch’e[l]l’ave dal core:

che s’ella sente pur un poco Amore

più presso a lui che non sòle, ella more.

Sta come quella che non ha valore (energia fisica, vitale),

ch’è per temenza da lo cor partita (separata);

e chi vedesse com’ ell’ è fuggita

diria per certo: «Questi non ha vita».

Per li occhi venne la battaglia in pria,

{{ì che del colpo fu strutta la mente. (inizia tutto con lo sguardo, che rompe e devasta l'energia vitale)

Qualunqu’ è quei che più allegrezza sente,

se vedesse li spiriti fuggir via,

di grande sua pietate piangeria.

NUMERO 8 : il poeta (forza meccanica, vegetativa che spinge l'uomo, ma in realtà dentro di sé

non ha vita) dialoga con la donna amata, la quale non è pietosa → esiti fieri, feroci.

Tu m’hai sì piena di dolor la mente,

che l’anima si briga di partire,

e li sospir’ che manda ’l cor dolente

mostrano agli occhi che non può soffrire.

Amor, che lo tuo grande valor sente,

dice: «E’ mi duol che ti convien morire

per questa fiera donna, che nïente

par che piatate di te voglia udire».

I’ vo come colui ch’è fuor di vita,

che pare, a chi lo sguarda, ch’omo sia

fatto di rame o di pietra o di legno,

che si conduca sol per maestria

e porti ne lo core una ferita

che sia, com’ egli è morto, aperto segno.

NUMERO 9 : riassume gli argomenti...

Morte: uomo come automa + sofferenza attiva (non aver pace).

Valore forte della donna amata, che distrugge il valore di colui che ama (visione fisiologica più che

spirituale).

Doppia struttura della canzone:

esperienza del dolore, del tema della morte + descrizione dei sentimenti = poesia “di lode”, strutturata

in modo simile a quella di Dante (usa le stesse parole!) ma illustra effetti diversi: qui il poeta è

sbigottito dalla bellezza travolgente della donna, lo destabilizza!

E Dante cosa ne pensava?

Forte integrazione tra i due, per voce dello stesso Dante. Nella Divina Commedia però Guido

Cavalcanti non c'è! Si fa menzione di alcuni suoi testi, ma Dante loda di più Cino da Pistoia nella Vita

Nova!

BOCCACCIO: DECAMERON VI, 9

Brigata di giovani fiorentini capitanata da Brunelleschi.

Cavalcanti = uomo di buona famiglia, ricco e generoso, filosofo naturale (fisica e medicina), sapeva

parlare bene, ma non c'è nulla che descriva la sua poesia; uomo politico o filosofico (no poesie!) → è

filosofo mormorato dalla gente, passa la vita a cercare di dimostrare che Dio non c'è → setta di epicuri:

modo particolare d'interpretare la filosofia di...

ARISTOTELE: DE ANIMA

...

L'anima è inseparabile perchè esiste sempre un corpo; L'anima razionale è propria dell'uomo per

Aristotele. Cos'è la materia senza forma?! ≠ Platone: l'anima è res.

Cultura medievale (musulmana e cristiana) alle prese con questi passi di Aristotele → Cavalcanti:

adesione ad una lettura averroistica di Aristotele.

Teoria dell'intelletto separato = teoria principale di Averroè in commento al De Anima di Aristotele, in

cui un ente metafisico, in quanto tale, gode degli attributi del divino → mente universale alla quale

ogni mente individuale si collega. Facoltà di pensare legata all'intelletto separato. Averroè restituisce il

principio di eternità!

Dante: il fedele consiglio della ragione ≠ Cavalcanti segue Averroè...

PETRARCA

♥ Estraneità da Firenze → legame che Petrarca smentisce e rinnega: non nasce a Firenze, i primi anni li

vive addirittura all'estero, poi va ad Avignone (come centro di una vita politica e attiva dell'intellettuale

che disgusta Petrarca perchè preferisce una vita di reclusione; anche se in realtà Petrarca è

attivo!) → fiorentino strapiantato! Nel 1350 è ospitato a Firenze da Boccaccio! Veneto Parma Roma

Napoli → muore in Italia. É una biografia mobile! Il Canzoniere ci giunge in lingua fiorentina.

Assoluta riconoscibilità, non appartiene a nessun luogo!

Dimensione europea: una sola religione, un solo sistema socio-economico,

una sola lingua ← sradicamento.

♥ È un chierico: nel 1330 riceve gli ordini minori. Il cristianesimo di Petrarca è profondissimo, volge

verso l'introspezione piuttosto che l'esibizione della dottrina.

♥ Dimensione umanistica: Petrarca è autore bilingue. Il latino è la sola lingua, il resto è esercizio: non

conta la quantità, ma l

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Svelo1993 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana del Medioevo e del Rinascimento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Corsaro Antonio.
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