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La Divina Commedia

Non si possiedono documenti precisi sui tempi di stesura della Commedia. L’ipotesi più verosimile fa risalire l’avvio della stesura agli anni 1304-1307 quando Dante lasciò incompiuti il Convivio e il De Vulgari Eloquentia. Le tre cantiche furono diffuse separatamente: l’Inferno, non contenendo allusioni a fatti successivi al 1309, fa supporre che sia stato diffuso in copie manoscritte intorno a quella data. Il Purgatorio non contiene allusioni a fatti successivi al 1313. Il Paradiso fu iniziato probabilmente nel 1316 e portato a termine negli ultimi anni di vita del poeta, mentre i canti venivano fatti conoscere man mano che procedeva la loro composizione.

Non si posseggono manoscritti autografi di Dante: a parte i canti del Paradiso inviati a Cangrande della Scala, le più antiche trascrizioni sono quelle dei Memoriali bolognesi. Alla morte del poeta cominciano ad apparire commenti al poema. Gli interventi dei copisti furono determinanti per la successiva tradizione: Francesco di ser Nardo da Barberino fu autore di un manoscritto in minuscola cancelleresca, e Boccaccio a cui si devono tre copie della Commedia che sono alla base di gran parte della tradizione quattrocentesca.

La mancanza di copie autografe ha reso difficile il lavoro dei filologi impegnati a stabilire un testo il più possibile vicino a quello originale. L’edizione critica più recente (1966-67) a cura di Giorgio Petrocchi si fonda sul testo dell’antica vulgata, su un confronto dei manoscritti che precedono quelli del Boccaccio. L’aggettivo divina fu usato per la prima volta da Boccaccio nella sua biografia dantesca, ma venne integrato nel titolo solo a partire dal ‘500. Il titolo originale è Commedia e dentro il poema viene ricordato due volte nell’Inferno, mentre nel Paradiso si parla di poema sacro, un titolo riferito al carattere composito dell’opera che mischia livelli stilistici diversi, sovrapponendo immagini basse e sublimi, accogliendo i punti di vista più contrastanti, presentando i caratteri più diversi della natura umana.

Il linguaggio deve adeguarsi alla varietà degli aspetti che vuole rappresentare. Proprio a partire dall’opera di Dante, il termine Commedia è venuto ad acquistare il significato di mondo estremamente ricco e vario. Il poema si collega alla tradizione medievale delle visioni dell’aldilà e a quella dei viaggi allegorici e morali come il Tesoretto di Latini, Il Libro de’ Vizi e delle Virtù di Giamboni. Racconta in prima persona il viaggio del poeta nei tre regni dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso.

Il viaggio di Dante

Il viaggio dura una settimana: inizia l’8 aprile 1300 nella notte del Venerdì santo e permette a Dante di capire la struttura dell’universo, conoscere la condizione delle anime dopo la morte e lo porta alla visione di Dio. Beatrice, che vive in cielo nella contemplazione di Dio, invia al poeta come guida l’anima di Virgilio, che lo accompagna per tutto l’Inferno e il Purgatorio. Sarà poi Beatrice, apparsa a Dante nel Paradiso terrestre, a condurlo nel viaggio in Paradiso.

Struttura numerica del poema

La struttura del poema si basa su rapporti numerici che prendono le mosse dal numero 3, numero della Trinità. Come nel sirventese, Dante usa il metro della terzina o terza rima: strofe ciascuna di tre endecasillabi che rimano secondo il principio della rima incatenata e ciascuna rima si ripete tre volte, un insieme continuato di terzine costituisce un canto. I canti si raccolgono in tre cantiche che constano di 33 canti ciascuna, solo l’Inferno ne ha uno in più in funzione di prologo generale. Il numero complessivo dei canti è 100, numero perfetto.

Il poema è regolato da una complessa rete di corrispondenze e da una rigorosa simmetria basata sui numeri tre, simbolo della trinità, e 10, numero perfetto, e sui loro multipli. Tre sono le cantiche di cui l’opera si compone; ogni cantica ha 33 canti più uno canto introduttivo nell’Inferno, così che il totale complessivo dà 100. Simmetrica è la tripartizione interna di ognuno dei tre regni ultraterreni: Inferno ha nove cerchi e un vestibolo = 10, Purgatorio ha nove parti spiaggia antipurgatorio sette cornici più il paradiso terrestre = 10, Paradiso ha nove cieli più l’empireo = 10. Ogni cantica termina con il vocabolo stelle.

Il canto 6 di ognuna delle tre cantiche è di argomento politico con un progressivo ampliamento di orizzonti da Firenze all’Italia all’Impero.

  • Inferno: le anime dei dannati sono riunite a gruppi di tre: incontinenti, violenti, fraudolenti.
  • Purgatorio: sono tre i gruppi delle anime dei penitenti: coloro che diressero il loro amore al male, coloro che amarono poco il bene, coloro che amarono troppo i beni terreni.
  • Paradiso: tre categorie le anime beate: spiriti mondani, attivi, contemplativi.

Le guide di Dante

Tre sono le fiere che impediscono il cammino a Dante e tre saranno le sue guide: Virgilio fino all’Eden, Beatrice fino al cielo empireo e San Bernardo alla contemplazione di Dio. Ci sono rapporti di opposizione tra Inferno e Purgatorio. La montagna del purgatorio è collocata agli antipodi dell’abisso infernale; entrambi sono originati dalla caduta di Lucifero ed è capovolta rispetto alla voragine dell’inferno.

La contrapposizione geografica e fisica si riflette anche sull’ordinamento interno che procede dalla più grave nell’Inferno al meno grave nel Purgatorio, dal cammino dei visitatori in discesa nell’Inferno e in salita nel Purgatorio. La struttura speculare è completata dalla presenza di una selva oscura all’inizio dell’Inferno parallela alla selva amena dell’Eden alla fine della salita sulla sacra montagna.

Interpretazione simbolica

Dante racconta il suo viaggio oltremondano come se lo avesse compiuto realmente, si rivolge al lettore rivendicando più volte la veridicità della narrazione. Per il poeta, il suo viaggio è un percorso di redenzione, espiazione, salvezza e riscatto che conduce all’esemplare verità secondo i canoni della letteratura morale medievale, un’immagine di ogni esperienza umana. In questo senso la Commedia è un’opera dottrinale che trasmette verità religiose morali e filosofiche secondo il modello dell’allegoria poiché le singole fasi del viaggio nascondono altri significati che non sono quelli più manifesti.

L’allegoria in senso stretto è presente solo in alcune figurazioni particolari come nell’Inferno il veglio di Creta immagine della storia umana, nel Purgatorio i sogni o la precessione del Paradiso terrestre allegoria della storia della Chiesa. La maggior parte delle figurazioni sembrano sfuggire a precise valenze allegoriche, semmai si mostrano come simboli indeterminati o richiamano per analogia episodi della storia sacra o motivi filosofici e religiosi: Virgilio rappresenta la ragione umana che guida l’uomo a un primo livello di conoscenza, Beatrice la fede e la scienza divina che consente di cogliere i misteri più impenetrabili.

Interpretazione simbolica della commedia

A partire dal lavoro del critico americano Charles Singleton, si è individuato nella struttura della Commedia un sistema religioso filosofico e morale di stampo medievale e scolastico che lega gli episodi del poema mediante una trama segreta di valori dottrinali. Ma la Commedia non realizza solo un sistema teologico-filosofico; le figure maggiormente cariche di valenze allegoriche come Virgilio e Beatrice sono anche rappresentate come figure vive.

Auerbach ha insistito sul concetto legato all’esegesi dei testi biblici: la lettura della Commedia svela un rapporto tra figure che appartengono alla realtà umana e storica e i significati ultimi che esse acquisiscono nel mondo dell’aldilà. Nell’oltretomba, la natura umana raggiunge il suo compimento e si lega in modo definitivo alla volontà di Dio; la vita terrena non è stata che un preludio a questa condizione immutabile.

Concezione dell'universo di Dante

La concezione dantesca dell’universo si basa sulla filosofia aristotelica e sull’interpretazione che ne aveva dato la scolastica del 13° secolo. Il disegno speculativo di Dante non si risolve in una diretta applicazione della filosofia di Tommaso d’Aquino, ma considera anche l’averroismo e la dottrina del domenicano Alberto Magno. Tramite Boezio e sant’Agostino, Dante si ricollega alla tradizione platonica. Dante aggiunge una prospettiva mistica al razionalismo aristotelico e mette l’accento sull’impulso dell’anima a salire verso Dio; in questo quadro risulta importante il filone religioso francescano.

Dal punto di vista della morale, è determinante l’insegnamento dei classici latini come Cicerone, mentre le cognizioni geografiche e astronomiche sono ricavate dalle scienze medievali. Dante ritiene che la conoscenza umana si compia con un processo che, partendo dall’osservazione della realtà sensibile, raggiunge i suoi livelli più alti attraverso lo strumento che rivela quelle verità a cui la ragione non è più in grado di dare spiegazione.

Dio è pura sapienza, volontà e amore, è il primo motore, fuori del tempo, contiene in sé tutto l’universo. Il movimento si propaga per impulso divino e si trasmette in modo gerarchico attraverso i nove cieli che ruotano a velocità diverse l’uno all’interno dell’altro. La trasmissione del movimento è dovuta all’azione delle intelligenze angeliche, essenze spirituali distinte in nove schiere corrispondenti ai cieli.

Geocentrismo e sistema tolemaico

I tre regni ultraterreni rispecchiano la visione geocentrica dell’universo di Claudio Tolomeo, dell’egiziano ellenizzato astronomo e geografo del 2° secolo d.C. Il sistema tolemaico accolto da san Tommaso, fonte di Dante, e dalla filosofia scolastica: la Terra è una sfera sospesa immobile al centro dell’universo e divisa in due emisferi: dell’emisfero boreale o settentrionale Gerusalemme al centro, l’unica abitato, Dante colloca equidistante dai confini estremi le foci del Gange e le colonne d’Ercole; dell’emisfero australe e ai suoi antipodi, in posizione diametralmente opposta, nell’oceano non abitato, la montagna del purgatorio e sulla sua cima il paradiso terrestre.

L’origine di questa montagna così come della simmetrica voragine infernale viene attribuita al ritrarsi delle terre per la caduta di Lucifero, che era stato precipitato dal paradiso e si era conficcato al centro del globo. La Terra è circondata da nove sfere concentriche rotanti una all’interno dell’altra e tutte contenute in una decima che è invece immobile: il cielo Empireo dimora di Dio degli angeli dei beati.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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