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Concentrata sul secondo decennio

Ineludibile argomento di tutte le storie. Rappresenta l’incipit di tutti gli argomenti, dato per scontato, dopo la guerra mondiale. Sul tema la bibliografia è vastissima.

Ricostruzione

In molte narrazioni è l’incipit.

  • Sui possibili inizi, inizia davvero a metà degli anni '40?
  • O la prima metà degli anni '40 o anche anni '30 sono radici inseparabili dagli sviluppi del dopoguerra, sia per la cultura del progetto, sistemi edilizi e costruttivi e la grande scala.
  • L’influenza della politica su queste vicende. Quanto la scena europea è influenzata dalla ricostruzione (guerra fredda).

Il conflitto azzera l’esistente, ma quando è che la ricostruzione finisce? Si ricostruisce fino alla fine degli anni ’50 e ’60.

Le cronologie della ricostruzione

Il 1945 potrebbe essere una data ovvia. Ma l’inizio è nel '44, per Tafuri quando Roma è liberata. In realtà i singoli programmi di ricostruzione legati a finanziamenti esteri, non iniziano nel '45, ma successivi fino al '49. Esempio: il più importante (INA Casa) inizia nel '49. In alcuni casi, esempio caso svedese, la ricostruzione inizia durante la guerra grazie a congiunture particolari. La Svezia agisce quindi come modello: si possono osservare in termini operativi.

Europa

Questa è una cronologia essenziale, forse con qualche carenza anche su quello che succede dopo quel momento in cui si divide l’Europa e non solo. Continue tensioni che non interessano e non hanno come teatro l’Europa e non solo. Continua e graduale definizione della cortina di ferro. Ritornare velocemente alla Corea e alla costruzione del Canale di Suez: sfumano negli anni '50.

La ricostruzione, iniziata dopo il conflitto che azzera l’esistente, quando finisce? INA Casa dà la scansione del tempo, programma più importante in Italia. È una proposta, va messa in discussione. Alcune mappe: alcuni elementi di discontinuità sono già presenti la metà degli anni '50 ma anche negli anni '60. In molti autori pur rilevando differenze su vari livelli tra i due settenni INA Casa, si dice che questa fa parte della ricostruzione. Queste sono questioni sul tappeto.

Ricostruzione vuol dire: intervento a scala internazionale del recupero europeo e non solo. Esempio: piano Marshall: entra in funzione con dei tempi amministrazione lenti. In molti casi la ricostruzione è assente. Esempio: a Milano si comincia a liberare dalle macerie, liberare le arterie, riutilizzare il materiale edilizio etc.

Immaginario sociale e tipologia abitativa

In Italia le esperienze INA-Casa danno una certa idea della ricostruzione, sistemi costruttivi nuovi e inesistenti rispetto agli anni precedenti, prefabbricazione e industrializzazione. Per INA-Casa si intende il piano di intervento dello stato per realizzare edilizia residenziale pubblica su tutto il territorio italiano. Esempio: ricostruzione del quartiere Tiburtino. Non è un’immagine riscontrabile nel resto di Europa. Ci sono delle proposte e sollecitazioni che alludono a diversi tipi di ricostruzione: negli anni '30 questi interventi erano assenti.

  • La ricostruzione di Churchill, blocchi già pronti per essere assemblati. Casa unifamiliare composta da moduli, industrializzazione.
  • La Francia sarà casa della ricostruzione industriale pesante, governata dallo stato.

Francia

Vediamo come in questo contesto di forte presenza statale, di dirigismo dello stato sul programma di ricostruzione, esistono orientamenti diversi. Accostiamo due architetti che si conoscono: Perrault e Le Corbusier:

  • L.C. piano di ricostruzione di Saint-Dié 1944, icona della città del dopoguerra ricostruita
  • Perrault (maestro di L.C.) propone la ricostruzione del centro di Le Havre, su una tabula rasa totale prodotta dalla guerra propone un’idea diversa basata sulla città compatta. La trama ortogonale in questo caso strutturale è in qualche modo riflessa sulla pianta della città.

50 anni dopo queste città funzionerebbero ancora. In Francia c’è anche il binomio di una delle grandi icone della ricostruzione francese e un’altra esperienza, quella di Marsilia de l’Unité d’Habitation, 46-52.

La Citè Radiouse

L’unità d’habitation, che avrebbe dovuto essere una di molte, un intero quartiere composto da queste grandi strutture: isolati verticali allo scopo di liberare il suolo. L’operazione più radicale dal punto di vista tipologico: piante e sezione dell’alloggio tipo, per ogni variante di utente. Per ogni tipologia fondamentale era il doppio affaccio (salubrità). Le parole d’ordine della Ville Radiouse: sole, aria, luce, verde. Per questo le piante sono allungate, oltre le consuetudini del tempo, e per avere l’idea della doppia altezza su cui lavora. Per adattare questa spazialità agli standard della ricostruzione: porta ad avere le solette molto basse. Sono poste una vicina all’altra, sul modulo dell’unità, di 2.20 m. Sta a monte un ulteriore dato: la manica dell’edificio che con molte variazioni era sempre stata compresa nei 8-14 metri. In questo caso eccede perché ci sono strade interne che occupano la parte centrale. Si tratta di alloggi duplex, ma questo provoca parti buie: riempiti con spazi di servizio. Prototipi della ricostruzione, ha ispirato delle altre proposte: Smithson. Ma questo non è l’unico modello.

Altri modelli di ricostruzione

La ricostruzione è anche altro. Se andiamo a vedere, negli stessi anni, cosa sta succedendo intorno all’area di Marsilia, in centro, c’è un altro quartiere, ma molto differente. È una pagina della storia urbana poco raccontata. Il fronte del porto vecchio di Parillon e Perret: com’era e come viene trasformato. Questa che si percepiva come un’area compresa tra questo asse ottocentesco e il porto, per cui anche l’orografia contribuisce all’organizzazione del quartiere. Questa parte di città viene demolita in maniera consensuale tra Gestapo e polizia francese perché considerato “ribelli”: alla fine della guerra, '30-'40. Dopo il conflitto questa zona viene riedificata secondo nuovi criteri, ma molto differenti. Sono sicuramente tipologie edilizie di immediata leggibilità. Architettura in pietra: attraverso l’uso del portico, materiali del luogo in continuità visiva con la città.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Biasil94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e teorie dell'architettura del secondo novecento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Deambrosis Federico.
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