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L'applicazione dell'archeobotanica per la ricostruzione dei contesti preistorici

Alcuni casi archeologici

Micheli Manuela

Sommario

  • Introduzione ...................................................................................................................................................... 2
  • 1. L'archeobotanica – cenni ............................................................................................................................. 2
  • 2. Il legno e il carbone ................................................................................................................................... 3
  • 2.1. Siti palafitticoli dell'Italia Settentrionale ........................................................................................... 3
  • 2.2. Lo studio dei carboni fossili – la necropoli di S'Elighe Entosu ........................................................... 4
  • 3. Le analisi polliniche .................................................................................................................................... 5
  • 3.1. Il Sahara Verde ................................................................................................................................... 5
  • 3.2. Il territorio del Lazio .......................................................................................................................... 6
  • 4. L'archeocarpologia .................................................................................................................................... 7
  • 4.1. Wadi Kubbaniya e la dieta nella preistoria ........................................................................................ 7
  • 4.2. Raccolta e coltivazione della vite nella Toscana preistorica .............................................................. 8
  • Conclusioni ........................................................................................................................................................ 9
  • Bibliografia ....................................................................................................................................................... 10

1. Introduzione

In generale, l'archeobotanica studia i reperti fossili di origine vegetale provenienti da contesti archeologici e tenta di metterli in relazione con l'uomo. L'importanza dei dati ottenuti tramite la ricerca archeobotanica, presentati solitamente con tabelle, diagrammi, grafici, foto, disegni, liste floristiche, è data dal fatto che grazie ad essi è possibile ricavare informazioni relativamente ai cambiamenti climatici, al regime alimentare delle comunità umane, al materiale impiegato per le costruzioni, ai rituali religiosi, alle fibre utilizzate per i tessuti, etc.

Lo scopo di questo lavoro è quello di affiancare alla trattazione sintetica dei metodi di studio dell'archeobotanica alcuni esempi di contesti archeologici noti che sono stati oggetto di scavo e per i quali sono stati pubblicati i risultati delle indagini. L'intenzione è quella di illustrare le potenzialità dell'applicazione di tecniche proprie di questa disciplina durante le attività di raccolta e studio dei reperti fossili e i vantaggi dell'applicazione degli stessi al fine di ricostruire l'azione antropica sull'ambiente.

1.1. L'archeobotanica – cenni

L'archeobotanica è complessa, deve tener conto dello stato di conservazione dei reperti, della natura del ritrovamento, dello strato geologico di riferimento, e di tutto ciò che all'interno del contesto archeologico abbia la possibilità di influenzare le ipotesi ricostruttive. Un reperto può fossilizzare attraverso diverse modalità.

  • La fossilizzazione per carbonizzazione avviene attraverso la combustione da fuoco; si tratta di un processo lento, che non deve arrivare a termine altrimenti il reperto verrebbe distrutto, e permette al fossile di mantenere aspetto e forma simile all'originale.
  • La carbonificazione è generata da un aumento del carbonio all'interno dei tessuti vegetali ed è dovuta generalmente a uno schiacciamento.
  • Per mineralizzazione s'intende la sostituzione delle pareti cellulari con silicati, carbonati e altre sostanze che permettono il mantenimento dell'aspetto originario delle cellule.
  • Il processo di mummificazione può avvenire sia in presenza di acqua che in contesti molto secchi (generalmente desertici). In entrambi i casi si tratta di ambienti sfavorevoli all'azione batterica, che non permettono quindi la degradazione del reperto.
  • Anche le impronte, lasciate ad esempio su un oggetto di terracotta oppure su roccia, vengono considerate fossili (testimonianza archeologica indiretta).

In generale per fossile s'intende quindi qualsiasi resto o traccia di vita recuperata in contesto archeologico. In base alla tipologia di reperto l'archeobotanica si divide inoltre in branche:

  • Xilologia, studio dei legni
  • Carpologia, studio di semi, frutti ed annessi floreali
  • Antracologia, studio dei carboni
  • Palinologia, studio del polline
  • Analisi dei fitoliti e delle cuticole

Come per ogni ramo dell'archeologia, risulta essenziale il campionamento. In ambito botanico i fossili sono spesso molto piccoli e il campionamento il più delle volte risulta quantitativo (in alcuni casi è necessario prelevare tutti i reperti). A seconda delle dimensioni e della tipologia di sito e a seconda della distribuzione dei reperti, è possibile effettuare campionamenti in verticale o in orizzontale (per il recupero di materiale pollinico ad esempio si utilizzano campionamenti in verticale).

I fitoliti sono corpuscoli di silice presenti nelle cellule vegetali assorbiti dal terreno mentre le cuticole sono membrane protettive che rivestono le foglie.

Il materiale campionato deve essere protetto e conservato in maniera tale da poter effettuare analisi, spesso microscopiche, approfondite. Per ogni tipologia di fossile si cerca quindi di adottare la giusta modalità di campionamento, al fine di evitare che si deteriori. La flottazione ad esempio, cioè la separazione dei resti da terreno e da altri sedimenti attraverso l'utilizzo di acqua, è una tecnica che può danneggiare materiale proveniente da un ambiente arido. Generalmente la flottazione si accompagna al setacciamento (che può anche avvenire a secco). Facendo passare il materiale in setacci con maglie sempre più piccole è possibile separare i resti vegetali a seconda delle dimensioni (tramite deposito o galleggiamento). Anche i carotaggi (campionamento in verticale) possono avvenire in acqua o a secco. Quando però non è possibile utilizzare sonde vengono scavate trincee e si procede con il campionamento a parete (sulle sezioni di scavo).

I dati ottenuti dalle indagini archeobotaniche sono, come già detto, solitamente organizzati in grafici, tabelle, diagrammi. In questo modo è infatti possibile esporre i risultati in maniera sistematica e facilitarne la lettura.

2. Il legno e il carbone

Xilologia e antracologia in contesti antichi mirano alla ricostruzione dell'ambiente dal punto di vista della vegetazione arborea. La maggior parte dei reperti fossili di questo tipo raccolti durante gli scavi archeologici sono carboni recuperati in prossimità di forni o focolari. Una volta carbonizzato infatti il legno non è più soggetto al decadimento per attacco batterico. Quello non carbonizzato invece ha bisogno di un ambiente anaerobico (molto secco oppure ricoperto d'acqua) per potersi conservare. Bisogna tener presente però che comunque il legno immerso in acqua subisce un deterioramento della cellulosa e della lignina.

I frammenti vengono spezzati per studiarne le sezioni (trasversale, cioè perpendicolare all'asse maggiore, tangente, parallela all'asse maggiore e radiale, parallela all'asse maggiore, e passante per il centro) e analizzati al microscopio.

2.1. Siti palafitticoli dell'Italia Settentrionale

La dendrocronologia è un metodo di datazione del legno a partire dagli anelli di accrescimento che gli alberi producono annualmente. Gli anelli diventano più sottili con l'avanzare del tempo e il loro spessore viene influenzato dalla presenza o meno di precipitazioni (in abbondanza di piogge si hanno anelli più spessi). Il ciclo di crescita degli alberi inoltre è caratterizzato da tre periodi, di cui i primi due si presentano nello stesso anno solare: attività notevole, attività rallentata, riposo.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/01 Preistoria e protostoria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lelamic di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ecologia preistorica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Conati Barbaro Cecilia.
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