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GEOGRAFIE CULTURALI – TIZIANA BANINI

1) GLI APPROCCI STRUTTURALISTI

concetto

In geografia di cultura ha assunto diversi significati nel corso del tempo

Nascita geografia culturalecollocata negli anni 20 con pubblicazione saggi Carl Sauer e la fondazione della

Scuola di Berkeley – prima geografi soffermati su dimensione culturale di paesaggi/regioni ma non avevano

costruito epistemologia distinta da geografia umanageografia culturale è stata esercitata in maniera implicita

contenuta e sottointesa in quella umana.

Origini epistemologicheHumboldt & Ritterconsiderati precursori di modi diversi di concepire/studiare

cultura

Da metà 800 fino a anni 50 del 900racconto di come cultura sia stata studiata in geografia si snoda attorno a 2

ambienti scientifici principali

- Tedesco

- Francese

- Statunitense

Precursori

Humboldt & Rittersi devono prime organizzazioni sistematiche delle conoscenze maturate fino ad allora su

relazione tra esseri umani e ambienti naturali – risentirono del clima europeo prima metà 800 (razionalismo

illuminista – idealismo romantico)

Alexander von Humboldtincarna impostazione razionalista/empirica/analitica/fondata su dati/strumenti/carte +

su osservazione diretta e lavoro sul campo – in Kosmosdimostra di prediligere studio dei fenomeni naturali con

ausilio di strumentazioni e tecnologie dell’epoca giungendo a importanti scoperte in ambito naturalistico – sue

descrizioni associavano natura e cultura, forme del territorio e clima con usi del suolo e costumi sociali

denotando vivo interesse per questioni sociali - geografia x Humboldtequivaleva a descrivere/comparare e

classificare – intero suo operato era volto a ricercare leggi generali che governano la Terra secondo procedimento

deduttivo – descriveva paesaggi e regioni con attenzione partendo da concezione realista – cultura nella sua

impostazione andava osservata/documentata

Carl Ritterprototipo impostazione idealista e storico-umanistica fondata su sensibilità soggettiva su

interrogativi filosofici senza tempo e su visione teleologica permeata di riferimenti religiosi – in

ErdkundeRitter sembra quasi ricercare nuovo linguaggio che costituisca modo di avvicinamento al

divinorealtà per lui andava intesa in senso olistico alla luce di riflessioni sul senso del reato e sul ruolo degli

esseri umani sulla Terra – per Ritter descrizioni razionaliste e analitiche basate su ragionamenti causa-effetto non

possono essere sufficientiper descrivere la Terra nella sua complessità è necessario fondamento ideale – ricerca

geografica rispecchia una rappresentazione personale/visione del mondo soggettiva non scientifica –dimensione

immateriale della cultura assume per Ritter rilievo centrale – punta a ricondurre storia e evoluzione degli spazi

terrestri utilizzando metodo induttivo – suo approccio non-riduzionistico considera insieme delle

forme/aspetti/elementi che connotano regioni e paesaggiprecursore geografia regionale

Eventi storici e politici seconda metà 800 favorirono affermazione di ottica razionalista e scientificamente fondata

della geografia utilizzando paesaggio come strumento di transizione.

Culture e determinismo ambientale

Seconda metà 800affermazione delle scienze sociali

- -

Antropologia Psicologia

- Fisiologia

- Geografia - Scienze naturali

- Sociologia

Queste discipline sociali poterono realizzare passaggio da ambito di conoscenza a scienza grazie a avanzamenti

compiuti in ambito scienze medicali e naturali – studiano soprattutto uomo dotato di consapevolezza in grado di

rispondere in modo diverso a sollecitazioni ambientali – produzione di conoscenza era sottoposta a censure

più/meno esplicite essendo strettamente legata a strutture di potere in grado di controllare mezzi di

comunicazione per poter diffondere o meno determinati saperi

1871 Tylor Primitive Culture nascita antropologia culturale definita per I volta cultura in senso sociale e

non più individuale – cultura come connotato di specifiche collettivitàdecreta superamento di idea di cultura

illuministica acquisibili individualmente – per Tylor cultura era intera umanità e si diversificava in base a stadio

1

evolutivo in cui singole culture si trovavano in determinato momento storico – valutazione etnocentrica delle

culture rifletteva e asserviva politiche occidentali di conquista

Friedrick Ratzelgeografia assunse legittimazione scientifica – grazie a questa impostazione geografia poté

emancipare proprio mandato disciplinare passando da descrizione dei fenomeni osservati a loro spiegazione,

acquisendo legittimazione scientifica – geografia assume dignità di scienza + paradigma derivato

determinismo ambientalenatura variabile indipendente in grado di determinare azioni di uomo e connotazioni

di spazi terrestri – Ratzel osserva cultura in ottica evoluzionistica e positivistica – in Völkerkundedistingue 2

principali tipologie di gruppi umani – esito da evoluzione umanità verso stadi migliori

- Popoli primitivi dominati da ambiente naturale (naturvölker)

- Popoli evoluti in grado di gestire ambiente (kulturvölker)

Ratzel si occupòaspetti materiali e visibili di cultura con attenzione a strumenti/manufatti utilizzati x forgiare

considerato

paesaggio + pratiche abituali di comunità rurali precursore di concetto di genere di vita

Determinismo ambientaleadottato anche da geografi anglosassoniHuntington e Griffith Taylorx spiegare

differenze tra culture umane in differenti luoghi.

Per geografi deterministi culture erano prodotto di condizioni ambientali in cui si sviluppavano –

intentodefinire leggi che regolano fenomeni antropici su base di caratteristiche ambientali – geografia

determinista mostra forti legami con positivismo di metà 800 - studi offrivano descrizione delle culture su base

differenze ambientaliinterpretazione scientifica costruita su scala di riferimento di paesi europei e in termini

evoluzionisti – determinismo ambientale si dimostra funzionale a politiche di colonizzazione.

Su base premesse epistemologiche altri studiosi si occuparono di questioni culturali focalizzando attenzione su

strumenti & tecniche utilizzate x plasmare paesaggi agrari/utilizzando etnia come chiave di lettura per spiegare

assetto urbanistico di centri abitati

August Meitzenevidenziò differenze tra insediamenti tedeschi e slavi riconducendole a diversità culturali tra 2

popoli

Eduard Hahnsi occupò di tecniche coltivazione/addomesticamento animali in varie culture + diversità etniche

nelle pratiche agricoleconferivano peculiarità a singoli paesaggi + pratiche rituali legate a allevamento animali.

Otto Schlüterpose particolare attenzione su paesaggio definisce geografia come scienza del

paesaggioinsieme di forme fisiche e culturali in ottica evoluzionistica in base a cui paesaggio naturale

originario e selvaggio diventa paesaggio culturale assumendo connotazioni diverse nello spazio a seconda del

livello di sviluppo tecnologico delle singole culture.

Ernst Kappsi deve introduzione termine Kulturgeographie + avvio studi geografici sulla cultura – gruppi umani

sono condizionati da ambiente naturale in cui risiedono.

Culture, possibilismo e regionalismo

Inizi 900Paul Vidal de la Blacherovesciò determinismo ambientale sostenendo che ambiente influenza ma

non determina attività umane – in sua visione natura offre possibilità che uomo sfrutta in base a proprio genere di

vita – modello di riferimentopossibilismo geografico (Lucien Febvre) – genere di vita/regione/paesaggio

cardini attorno a cui si sviluppò pensiero possibilista

Cultura x geografi possibilisticiò che si interpone tra natura e uomo genera diversità - attenzione centrata su

strumenti e tecniche utilizzate per generare volto unico e irripetibile dei paesaggi regionali – possibilisti

abbandonarono pregiudizio superiorità/inferiorità delle culture perché diverse

Ciò comportava ritorno a catalogazione di empiristi di epoca delle esplorazioni 700/800 – obiettivo ricerca

geografica era di rilevare specificità di genere di vita e documentare artefatti materiali prodotti da culture nelle

singole regionine deriva geografia umana descrittiva che cercava di documentare e catalogare manifestazioni

materiali delle culture così da stabilire analogie e differenze tra le diverse regioni.

Geografi possibilistirovesciarono presupposti teorici deterministi + finalità implicite della ricerca

determinismo si prestava a sostenere interessi di Stati Nazionali – possibilismo si dimostrava funzionale a

obiettivi di borghesia laboriosa.

Diversi geografi possibilisti si occuparono in modo specifico di cultura

Jean Bruhnhesfocalizza attenzione su ambienti rurali dedicandosi a elementi psicologici a base di fatti

geografici e a impiego del tempo in varie culture

Demangeonsi interessa a insediamenti rurali in prospettiva storica + a forme di conduzione agraria e

strumenti/metodi di coltivazione 2

Pierre Deffontainesstudia strutture e paesaggi agrari – L’Homme et sa Maisonsi interessa a religioni come

agenti in grado di modellare paesaggi e regioni specifiche

Pierre Gouroueffettua studi su regioni e paesi tropicali rilevando che la cultura è variabile indipendente

determina paesaggi plasmando la natura

Geografi possibilististabilirono strette collaborazioni con gli storici

Fernand Braudelriferimento per geografi – parla di cultura mediterranea rintracciabile nei paesaggi agrari dove

grano/olivi/viti costituiscono segni di strutture sociali di lunga durata

Diversi geografi possibilisti mostrarono interesse per opere letterarie – la svolta delle geografie soggettive era

tuttavia ancora lontanaattenzione verso letteratura serviva ad aggiungere informazioni a descrizioni di luoghi

In Italiapossibilismo geografico fu accolto con entusiasmo e dette inizio a lunga serie di monografie regionali

centrate su descrizione puntuale di singoli territori – attenzione posta su spazi rurali ma aspetti culturali erano

trattati allo stesso modo degli altri elementi senza dar vita a epistemologia specifica

Richard Hartshone geografia è scienza della differenziazione spaziale ed è connotata dal suo metodo che

consiste nel rilevare descrivere e confrontare le specificità regionali

In InghilterraPatrick Geddesportavoce del regionalismo possibilista in versione sottesa da evidente impegno

sociale e politico volta a restituire potere alle comunità locali.

Riflessioni deterministe e possibilistematurarono in ambito della geografia umana senza dare luogo a nascita di

geografia culturale – risultato era preminentemente descrittivo si descrivevano differenze tra regioni e secondo

metodo comparativosi analizzavano relazioni tra ambiente naturale/esseri umani in logica causalistica

unidirezionale/bidirezionale – impostazione razionalistica fedelmente rispettata.

Ascesa e declino della scuola di Berkeley

USAgeografia umana nasce come disciplina istituzionalizzata fine XIX secolo su base di forte influenza di

iniziarono

scritti von Humboldt – geografia vedeva protagonisti gli allievi di Ratzel a diffondere assunti del

determinismo ambientale portando agli estremi nesso di causalità tra ambiente e uomo fino a ritenereuomo è

prodotto della superficie terrestre – determinismo USA facilmente attaccabile dal pdv scientifico + inattuale da

pdv politico – dopo fase colonialistanon interessava più motivo scientifico per giustificare politica di dominio

territoriale

Inizi XX secologeografia USA più influenteMidwest dove si privilegiavano strumenti e metodi quantitativi

nel tentativo di sostituire approccio descrittivo di matrice determinista con quello analitico ragione ambito di

studio privilegiato – espressione geografia culturale diffusa in carte geografiche simboli di artefatti umani

riuniti sotto termine cultura – aggettivo culturale associato a geografia utilizzato per delineare ambito di studi

specifico e rivoluzionario che fu proposto da Scuola di Berkeleygrazie a Carl

Carl Sauervoleva distaccarsi da determinismo ambientale che connotava ambienti scientifici del Midwest così

come da primi segnali di geografia quantitativa – mutuava da

- geografia tedescainteresse per dimensione ambientale

- geografia franceseinteresse per paesaggio e regione attribuendo ruolo centrale a cultura

stabilisce legami con antropologiaacquisisce metodo di ricerca etnografico mostrando forti perplessità nei

confronti dei metodi quantitativi.

Contrario a determinismo e volontarismo Midwestcentra attenzione su paesaggio e rovescia relazione cultura-

ambiente – intende ristabilire tradizione su studi corologici della geografia orientati a descrivere dinamiche di

interazione tra gruppi umani e ambienti naturali in prospettiva storica di lungo termine – approccio storico ma

diverso da possibilismo

- per forte attenzione attribuita a natura/risorse/specie vegetali selvatiche e coltivate

- perché cultura fu posta al centro di sua analisi

The Morphology of Landscapepaesaggio culturale è naturale forgiato da gruppo culturale – cultura è agente,

elementi naturali sono il mezzo, paesaggio culturale è il risultato – compito della geo culturale descrivere

morfologia di dato paesaggio rivelando tracce materiali lasciate da culture umane – paesaggio è oggetto di studio

della geografiadeve occuparsi come uomo modifica gli ambienti naturali

Scuola del Paesaggiosi occupò di studiare forma e storia culturale dei paesaggi con particolare attenzione a

pratiche agricole dei primi coloni – 1952 Sauer conferma sua opinione su obiettivo geografiacartografare

distribuzione spaziale di artefatti umani per 3

- -

rilevare loro origini scoprire loro diffusione

- comprendere contesto culturale e ambientale

Attenzione su

- culture narrative

- storia e evoluzione di insediamenti umani così come su spazi rurali e sviluppo storico delle pratiche agricole

negli USA con particolare attenzione a domesticazione di piante e animali e combinando minuziosa ricerca

d’archivio con dettagliato lavoro sul campo di società industrializzate - in considerazione 2 aspetti

- come esse distruggono ambiente in cui sono sviluppate

- piante e animali non autoctoni di cui si circondano

Studi ecologia culturale Scuola di Berkeley puntarono a valutare trasformazioni della natura a opera delle culture

– gestione ambiente diventa parametro di valutazione delle culture, occasione per forte critica a civiltà moderne e

per capovolgere evoluzionismo culturale – sono le culture più avanzate a essere più distruttive di ambiente – con

archeologi e agronomi Sauer condusse studi alle origini di agricoltura e preoccupazione per questioni

ambientalilo portò a ritenere che crescente diversificazione riscontrabile su scala mondiale era da attribuire a

pratiche agricole e di pascolo e non a cambiamento del clima.

Sauer abbraccia idea di cultura diffusa negli ambienti antropologici dell’epoca delineata da Alfred

Kroebercultura come entità superorganica contro idea di origine biologica fino ad allora dominante –

considerava cultura come forza superiore e esterna alla realtà/entità impossibile da descrivere e comprendere –

Sauer stabilì nesso di causalità diretta tra cultura e ambiente naturale dando vita a determinismo

culturaledefinita forza plasmante che risiede nella cultura stessa – forza causativa in grado di guidare

comportamento dei diversi gruppi umani nei diversi ambienti di vitaprincipale punto debole della Scuola di

Berkeley – anni 50 subisce rapido declino.

Sauer criticatoper idea superorganica di cultura in base a cui cultura era forza superiore e esterna a esseri umani

– critica rivolta a geografia culturale che recava in sé rischio di idea di cultura reificata e precostruita – emergono

limiti della scuola per

- radici in ambientalismo e statico e strutturale

- attenzione riposta solo su aspetti visibili e materiali

- immutabilità

- a-storicità della cultura e assenza di dimensione processuale generazione

idea superorganica di cultura in geografiaportata avanti da geografi culturali USA di studenti

addestrati a distinguere popoli della Terra in mondi culturali dando per scontato nesso cultura-luogo e

considerando regioni e culture come entità omogenee nettamente delimitabili – idea di cultura cominciò a essere

messa in discussione a partire da metà anni 70 grazie a geografi che ne presero le distanze.

Critiche Scuola Berkeley si basavano anche su:

- era geografia descrittiva basata su inventario di caratteristiche ambientali e culturali di territorio

- era puramente conoscitiva - regioni apparivano come frutto di partizioni terrestri utili per descrivere la Terra

- limitandosi a descrivere la morfologia di aree/paesaggi culturali non arrivava a comprendere vero motivo

della differenziazione tra regioni e fornire spiegazioni sul perché fatti e fenomeni accadevano in specifico

dove

Fu considerata non scientifica – si dimostrava inadeguata a contesto politico/sociale/economico anni 60-70

epoca segnata da

- crisi economiche mondiali e guerre drammatiche

- inasprimento di squilibri sociali e territoriali

- movimenti di protesta e rivendicazioni di nuovi diritti

Per questo geografia di Sauer appariva irrilevante rispetto a mondo reale

Per almeno un decennioScuola di Berkeley fu sostituita per rilievo e credibilità scientifica da geografia

regionale di Harthshorne – mentre studi di geografia culturale furono proseguiti da altre discipline.

Nodi problematici

Primo aspetto problematicoriguarda scarsa connotazione epistemiologica rispetto a geografia umana – in ottica

razionalistica tradizionale confini tra geografia umana e culturale si assottigliano.

Geografia culturalesi intende lavoro a scala nazionale/c

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