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La formazione dell’insegnante di italiano L2

Appunti di Didattica dell'Italiano come seconda Lingua del prof. Rognoni sulla formazione dell’insegnante di italiano L2: Compiti e competenze, Approcci, metodi e tecniche, redazione di testi a elevata comprensibilità, certificazioni italiane, alunni non italofoni.

Esame di Didattica dell'Italiano come seconda Lingua docente Prof. F. Rognoni

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La formazione dell’insegnante di italiano L2: compiti e competenze

Insegnare e apprendere italiano L2 oggi

Compiti e competenze dell’insegnante di italiano L2

Approcci, metodi e tecniche per la didattica dell'italiano L2

La redazione di testi a elevata comprensibilità: caratteristiche, finalità, prospettive

Le certificazioni italiane

Piano di lavoro

Una “fotografia” della situazione

• Chi sono gli apprendenti di italiano L2

• Gli alunni stranieri in classe: variabili in gioco

• “Facilitatore di apprendimento” e “mediatore linguistico/culturale”: quali compiti e quale formazione

Chi sono gli apprendenti di italiano L2?

Non solo gli immigrati costituiscono una nuova, ampia porzione di pubblico a cui si rivolgono i corsi

di italiano L2; negli ultimi anni sono aumentati anche coloro che si avvicinano all’italiano per motivi

economici e commerciali (si pensi al mondo della moda, del design o dell’enogastronomia), oppure

per motivi di studio, anche specialistico, connessi, per esempio, ai progetti di scambio europei come

Erasmus o Socrates

Fra gli studenti di italiano L2, attualmente, vi sono dunque:

• bambini, adolescenti e adulti,

immigrati, studiosi, studenti, turisti e professionisti,

che apprendono la lingua con finalità molto diversificate:

per vivere, per cultura, per lavoro,

in luoghi altrettanto diversificati:

dai corsi regionali, comunali o parrocchiali specifici per gli immigrati,

alle scuole private, alle aziende, all’università

o ancora alla scuola pubblica (DPR 394 del 1999, che apre un capitolo di fondamentale

importanza per la formazione del docente).

Soffermiamoci sugli immigrati e, in particolare, sui ragazzi delle scuole:

“Insegnare l’italiano come lingua seconda ai bambini e ai ragazzi dell’immigrazione è un compito

delicato e complesso, che chiama in causa i temi dell’integrazione e dell’identità [e rappresenta] una

sfida professionale che richiede competenza, consapevolezze pedagogiche e didattiche e strumenti da

sperimentare”.

(Favaro, 2000, p. 16)

“La diversità […] impegna l’intera scuola al rispetto delle biografie personali, alla valorizzazione

dei talenti, alla presa in considerazione dei bagagli di esperienza e di conoscenza degli studenti” .

Ricordiamo alcune premesse …

“Uno sguardo alla professione medica potrebbe essere rivelatore per un insegnante di lingue che

intenda procedere scientificamente. Il medico conosce [diverse scienze], ma nella sua attività

professionale non si trova mai ad usare una sola scienza alla volta.

Con la sicurezza che gli viene dalle medicine efficaci per ciascuna malattia, egli le impiega nelle dosi

che ritiene più adatte per ciascun paziente. Quando una medicina provoca effetti collaterali non

desiderabili, egli ne sospende la somministrazione e la sostituisce con un’altra. […]

Similmente, l’insegnante di lingue non può ignorare i risultati della linguistica […], della psicologia

dell’apprendimento e dell’età evolutiva, della pedagogia, e tantomeno può ignorare la personalità e le

capacità dello studente singolo.

Un approccio scientifico all’insegnamento linguistico impiega il meglio di quanto è noto per ogni

specifica classe e per gli allievi che la compongono”.

Chi è allora l’apprendente di italiano L2?

Caratteristiche individuali

Scolarità

Situazione linguistica

Situazione famigliare

Contesto di inserimento sociale ed extrafamigliare

1. Età diverse:

arrivo prima dei 6 anni

arrivo nella fascia d’età corrispondente all’obbligo scolastico

arrivo oltre i 15 anni

2. Percorsi di scolarizzazione diversi:

non scolarizzazione per ragioni di età

scolarizzazione coerente con l’età anagrafica

sottoscolarizzazione / non scolarizzazione

Software of the mind

3. Biografie linguistiche diverse …

monolinguismo in italiano

bilinguismo italiano/lingua materna

monolinguismo in L1

diglossia

bilinguismo tra la L1 e una lingua straniera

Traccia per la rilevazione delle B.L.

4. Progetti migratori diversi

motivi economici, asilo politico, ecc.

provvisorietà, stabilizzazione, ecc.

5. Condizioni di inserimento della famiglia diverse

lavoro, alloggio, situazione giuridica, contatti con autoctoni, ecc.

Profilo d’apprendente

La nozione di profilo […] integra […] dimensioni diverse, linguistiche, cognitive, attitudinali,

sociali, culturali, istituzionali, rendendo necessario un approccio pluridisciplinare.

(Mondada, Py, 1994, pp. 381-382)

Bisogni linguistici dell’apprendente

orientarsi o riorientarsi

• comunicare e interagire con gli altri

• studiare e apprendere le discipline scolastiche

• non perdere la propria storia e le proprie radici

Gli alunni non italofoni

devono imparare in tempi rapidi a:

comprendere e comunicare in italiano per condurre gli scambi interpersonali di base

leggere e scrivere nella nuova lingua (anche attraverso l’eventuale nuovo alfabeto)

comprendere e produrre messaggi e testi, orali e scritti, di complessità diversa e crescente

studiare le diverse discipline e seguire i contenuti del curricolo comune utilizzando la L2

riflettere sulla nuova lingua dal punto di vista metalinguistico

mantenere, valorizzare e continuare a sviluppare la lingua d’origine

Chi insegna l’italiano L2?

normativo

•Quadro

principi europei fondamentali

(direttiva 486/77 )

Inserimento nel sistema scolastico comune

Iniziative per l’insegnamento della L2

Valorizzazione L1

punti di forza normativa italiana

Inserimento – educazione interculturale

Diritto/obbligo scolastico per tutti i minori

Italiano L2 – integrazione – valorizzazione L1

punti salienti (dpr 394/1999):

a) diritto all’istruzione

b) determinazione della classe

c) ripartizione nelle classi

d) adattamento dei programmi

e) attivazione corsi intensivi italiano L2

f) individuazione criteri rapporti scuola-famiglie

g) organizzazione iniziative ed. intercult.

1. I minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno diritto all’istruzione indipendentemente

dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i

cittadini italiani. Essi sono soggetti all’obbligo scolastico secondo le disposizioni vigenti in materia

[…].

2. […] I minori stranieri soggetti all’obbligo scolastico vengono iscritti alla classe corrispondente

all’età anagrafica, salvo che il collegio dei docenti deliberi l’iscrizione ad una classe diversa, tenendo

conto: a) dell’ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell’alunno, che può determinare

l’iscrizione ad una classe, immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente

all’età anagrafica;

b) dell’accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell’alunno:

c) del corso di studi eventualmente seguito dall’alunno nel Paese di provenienza:

d) del titolo di studio eventualmente posseduto dall’alunno.

3. Il collegio dei docenti formula proposte per la ripartizione degli alunni stranieri nelle classi: la

ripartizione è effettuata evitando comunque la costituzione di classi in cui risulti predominante la

presenza di alunni stranieri.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere (BRESCIA - MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica dell'Italiano come seconda Lingua e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Rognoni Francesco.

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