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La formazione dell’insegnante di italiano L2 Appunti scolastici Premium

Appunti di Didattica dell'Italiano come seconda Lingua del prof. Rognoni sulla formazione dell’insegnante di italiano L2: Compiti e competenze, Approcci, metodi e tecniche, redazione di testi a elevata comprensibilità, certificazioni italiane, alunni non italofoni.

Esame di Didattica dell'Italiano come seconda Lingua docente Prof. F. Rognoni

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Similmente, l’insegnante di lingue non può ignorare i risultati della linguistica […], della psicologia

dell’apprendimento e dell’età evolutiva, della pedagogia, e tantomeno può ignorare la personalità e le

capacità dello studente singolo.

Un approccio scientifico all’insegnamento linguistico impiega il meglio di quanto è noto per ogni

specifica classe e per gli allievi che la compongono”.

Chi è allora l’apprendente di italiano L2?

Caratteristiche individuali

Scolarità

Situazione linguistica

Situazione famigliare

Contesto di inserimento sociale ed extrafamigliare

1. Età diverse:

arrivo prima dei 6 anni

arrivo nella fascia d’età corrispondente all’obbligo scolastico

arrivo oltre i 15 anni

2. Percorsi di scolarizzazione diversi:

non scolarizzazione per ragioni di età

scolarizzazione coerente con l’età anagrafica

sottoscolarizzazione / non scolarizzazione

Software of the mind

3. Biografie linguistiche diverse …

monolinguismo in italiano

bilinguismo italiano/lingua materna

monolinguismo in L1

diglossia

bilinguismo tra la L1 e una lingua straniera

Traccia per la rilevazione delle B.L.

4. Progetti migratori diversi

motivi economici, asilo politico, ecc.

provvisorietà, stabilizzazione, ecc.

5. Condizioni di inserimento della famiglia diverse

lavoro, alloggio, situazione giuridica, contatti con autoctoni, ecc.

Profilo d’apprendente

La nozione di profilo […] integra […] dimensioni diverse, linguistiche, cognitive, attitudinali,

sociali, culturali, istituzionali, rendendo necessario un approccio pluridisciplinare.

(Mondada, Py, 1994, pp. 381-382)

Bisogni linguistici dell’apprendente

orientarsi o riorientarsi

• comunicare e interagire con gli altri

• studiare e apprendere le discipline scolastiche

• non perdere la propria storia e le proprie radici

Gli alunni non italofoni

devono imparare in tempi rapidi a:

comprendere e comunicare in italiano per condurre gli scambi interpersonali di base

leggere e scrivere nella nuova lingua (anche attraverso l’eventuale nuovo alfabeto)

comprendere e produrre messaggi e testi, orali e scritti, di complessità diversa e crescente

studiare le diverse discipline e seguire i contenuti del curricolo comune utilizzando la L2

riflettere sulla nuova lingua dal punto di vista metalinguistico

mantenere, valorizzare e continuare a sviluppare la lingua d’origine

Chi insegna l’italiano L2?

normativo

•Quadro

principi europei fondamentali

(direttiva 486/77 )

Inserimento nel sistema scolastico comune

Iniziative per l’insegnamento della L2

Valorizzazione L1

punti di forza normativa italiana

Inserimento – educazione interculturale

Diritto/obbligo scolastico per tutti i minori

Italiano L2 – integrazione – valorizzazione L1

punti salienti (dpr 394/1999):

a) diritto all’istruzione

b) determinazione della classe

c) ripartizione nelle classi

d) adattamento dei programmi

e) attivazione corsi intensivi italiano L2

f) individuazione criteri rapporti scuola-famiglie

g) organizzazione iniziative ed. intercult.

1. I minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno diritto all’istruzione indipendentemente

dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i

cittadini italiani. Essi sono soggetti all’obbligo scolastico secondo le disposizioni vigenti in materia

[…].

2. […] I minori stranieri soggetti all’obbligo scolastico vengono iscritti alla classe corrispondente

all’età anagrafica, salvo che il collegio dei docenti deliberi l’iscrizione ad una classe diversa, tenendo

conto: a) dell’ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell’alunno, che può determinare

l’iscrizione ad una classe, immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente

all’età anagrafica;

b) dell’accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell’alunno:

c) del corso di studi eventualmente seguito dall’alunno nel Paese di provenienza:

d) del titolo di studio eventualmente posseduto dall’alunno.

3. Il collegio dei docenti formula proposte per la ripartizione degli alunni stranieri nelle classi: la

ripartizione è effettuata evitando comunque la costituzione di classi in cui risulti predominante la

presenza di alunni stranieri.

4. Il collegio dei docenti definisce, in relazione al livello di competenza dei singoli alunni stranieri, il

necessario adattamento dei programmi di insegnamento; allo scopo possono essere adottati specifici

interventi individualizzati o per gruppi di alunni per facilitare l’apprendimento della lingua italiana,

utilizzando, ove possibile, le risorse professionali della scuola. Il consolidamento della conoscenza e

della pratica della lingua italiana può essere realizzato altresì mediante l’attivazione di corsi intensivi di

lingua italiana sulla base di specifici progetti, anche nell’ambito delle attività aggiuntive di

insegnamento per l’arricchimento dell’offerta formativa.

5. Il collegio dei docenti formula proposte in ordine ai criteri e alle modalità per la comunicazione tra

la scuola e le famiglie degli alunni stranieri. Ove necessario, anche attraverso intese con l’ente locale,

l’istituzione scolastica si avvale dell’opera di mediatori culturali qualificati.

6. Allo scopo di realizzare l’istruzione o la formazione degli adulti stranieri il Consiglio di circolo e

di istituto promuovono intese con le associazioni straniere, le rappresentanze diplomatiche consolari

dei Paesi di provenienza, ovvero con le organizzazioni di volontariato […].

7. […] le istituzioni scolastiche organizzano iniziative di educazione interculturale e provvedono

all’istituzione, presso gli organismi deputati all’istruzione e alla formazione in età adulta, di corsi di

alfabetizzazione di scuola primaria e secondaria; di corsi di lingua italiana; […] e [di] tutte le altre

iniziative di studio previste dall’ordinamento vigente. […].

8. Il Ministro della pubblica istruzione […] detta disposizioni per attivare i progetti nazionali e locali

sul tema dell’educazione interculturale. Dette iniziative tengono conto delle specifiche realtà nelle quali

vivono le istituzioni scolastiche e le comunità degli stranieri, al fine di favorire la loro migliore

integrazione nella comunità locale.

Leggi e circolari importanti sull’integrazione e l’educazione interculturale:

le circolari ministeriali n°301 del 1989, n°205 del 1990, n°122 del 1992, n°138 del 1993, n°73

del 1994;

le pronunce del C.N.P.I. (Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione) del 24/03/1993 e del

15/06/1993;

la legge n°40 del 6 marzo 1998, articolo 36;

il decreto legislativo n°286 del 1998;

il decreto del Presiedente della Repubblica n°394 del 1999, nonché, sempre del 1999, gli

articoli n°5 e n°19 del C.C.N.I. (Contratto Collettivo Nazionale Integrativo Comparto Scuola).

Caratteristiche generali dell’inserimento

• senza interventi specifici

intervento sporadico di sostegno linguistico in L2

momenti intensivi di insegnamento/apprendimento di L2

orario fisso

orario flessibile a “scalare”

moduli intensivi


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere (BRESCIA - MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica dell'Italiano come seconda Lingua e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Rognoni Francesco.

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