La situazione dei Serbi nell'impero e l'influenza russa
Nell'impero, il quale riconosceva solo l'istituzione delle chiese, questo rafforzava il predominio della chiesa ortodossa. Importante era il ruolo dei Serbi e gli investimenti nel contesto del cappello fra Austria-Ungheria e l'impero turco-ottomano. In un primo tempo, i Serbi si dichiararono favorevoli all'Austria-Ungheria in espansione verso sud. Tuttavia, quando questa fu respinta, molti Serbi nel 1690 fuggirono oltre il Danubio in Ungheria, che concesse loro di stanziarsi nella Voivodina.
Questi Serbi divennero sudditi dell'Austria-Ungheria e subito si trovano a fronteggiare l'offensiva cattolica e la loro conversione all'autocefalismo, con ostacoli alla loro organizzazione ortodossa. Staccati dal loro territorio e soffrendo queste pressioni, i Serbi si rivolsero alla Russia per l'invio di religiosi e libri, percepiti come importanti dai moscoviti, nel 1726. Da qui, si attribuisce alla redazione serba una forte influenza della redazione moscovita.
Un effetto positivo è che in Voivodina si formò una borghesia colta, mancante in Serbia, che adottò la redazione moscovita e il russo come lingua colta. I rapporti tra Serbia e Russia erano stretti; molti Serbi migrarono in Russia e ricevettero terre da colonizzare nella Russia del sud. Nuovamente, l'influenza culturale e linguistica fu significativa, con la diffusione del russo come lingua colta.
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