La questione dei Germani nell'epoca di Tacito
Nel I secolo d.C., Tacito ci descrive nel suo piccolo volume sui Germani, De Origine et situ Germanorum, le varie popolazioni, ma è difficile dire quando la lingua abbia cominciato a differenziarsi: è probabile che in quest'epoca la maggior parte dei dialetti germanici non fossero considerati lingue distinte.
Ambito dei Germani e loro diffusione geografica
L'ambito dei Germani orientali è quello che poi sarà dei Goti ed è una serie di popolazioni che si trovano sempre più a est e che scenderanno verso il Danubio e non verso il Reno e la cui storia si lega un po' all'Europa dell'est e un po' all'Europa dell'ovest.
I Germani del Nord si mantengono vicini a quelle che dovevano essere le sedi originarie delle popolazioni germaniche nella penisola scandinava meridionale. È molto difficile pensare che i Germani fossero stanziati molto a nord ed infatti abbiamo attestazioni sicure solo nella parte meridionale della penisola scandinava e un po' lungo le coste, mentre l'interno (soprattutto là dove ci sono grandi montagne) e l'estremo nord sicuramente sono stati colonizzati in un secondo momento.
Queste popolazioni arrivavano sempre da est o sud-est, essendo popolazioni indoeuropee, si sono stanziate per un lungo periodo in questa zona a cavallo tra il Baltico e i Mari del Nord, tant'è vero che gli autori dell'800-900 che volevano individuare una casa ancestrale dei Germani la individuavano in questo spazio e parlavano di cerchia nordica per indicare il cerchio che sarebbe tutte le terre che circondano il Baltico.
Divisione e prestiti linguistici
Al momento sul Baltico si trovano tante popolazioni che non sono germaniche. I Germani orientali sono i primi che si staccano da questa unità germanica dell'inizio della nostra era, successivamente si staccano i Germani occidentali ed i Germani del Nord rimangono isolati nelle loro sedi e si espanderanno verso il continente seguendo le emigrazioni successive degli altri popoli.
I prestiti più antichi di parole germaniche in latino avvengono in età classica, quando le lingue germaniche non erano ancora ben distinte e sono legati a prodotti tipici delle terre del nord. Già Plinio il Vecchio, nel I secolo d.C., citava il termine ganta ''oca (bianca)'': la piuma e il piumino d'oca erano già apprezzati dai Romani. Altro prestito è sapo: Plinio ci parla di questo sapo come di un liquido che i Galli usavano per tingersi i capelli di rosso; la forma corretta del germanico doveva essere *sajpo (la liscivia è effettivamente corrosiva, per questo è usata come detergente).
- Vanga (originariamente vangare è sinonimo di ''arare'')
- Braga: Di solito si trova al plurale brache/braghe. Per i Romani, le bracae dei Celti e dei Germani erano un tipico abbigliamento da barbari, che li caratterizzava insieme alle lunghe barbe.
- Alce: Anche gli animali del nord erano noti ai Romani solo per mezzo dei Germani. Oltre alle alci, anche le renne, su cui i Romani avevano poche informazioni.
Divisione delle lingue germaniche
Nei primi secoli della nostra era comincia la divisione delle lingue germaniche nei rami:
- Orientale, che si è estinto: l'unica lingua in cui possediamo testi è il gotico.
- Settentrionale, quello delle lingue nordiche.
- Occidentale (inglese, tedesco e basso tedesco/olandese); in quest'ultimo ramo, quello del tedesco, deve essere posta anche la lingua dei Longobardi, anch'essa ormai estinta.
Le lingue germaniche orientali comprendevano, oltre il gotico (unica lingua attestata), il burgundo e il vandalo, anche altre lingue, di cui noi sappiamo molto poco. Il gotico aveva il ruolo di lingua franca, soprattutto dopo la traduzione della Bibbia nella lingua gotica di Wulfila nel IV secolo. Wulfila aveva dato una lingua liturgica alle popolazioni germaniche orientali, che si convertirono al cristianesimo di Wulfila (cristianesimo eretico-ariano) e così facendo saranno poste le basi per una duratura influenza della lingua gotica sulle altre lingue germaniche orientali e anche al di fuori di queste.
Divisioni linguistiche e sviluppo del germanico
Distinguiamo quindi il germanico orientale dal germanico nord-occidentale, che a sua volta possiamo dividere nei gruppi germanico occidentale e germanico settentrionale.
Il gruppo settentrionale, nonostante sia il gruppo di più recente attestazione, sembra essere rimasto molto conservativo. I Germani settentrionali sono rimasti più vicini a quella che è considerata la sede più antica delle popolazioni germaniche, laddove si è creata la lingua germanica come noi la conosciamo (lingua germanica comune).
Il germanico settentrionale, nella sua fase antica, è caratterizzato da un'unica lingua che oggi chiamiamo antico nordico. In realtà gli stessi parlanti, i vichinghi, la chiamavano in modi diversi: a volte lingua danese, a volte nordica. Era una lingua che gradualmente si andava differenziando nelle due aree dialettali, una occidentale e una orientale, che sono per noi molto diverse come valore, perché lo scandinavo occidentale, chiamato anche norreno, è la lingua classica che noi identifichiamo nel germanico settentrionale, molto ben attestata (abbiamo una letteratura ricca), in particolare legata all'Islanda. Avendo l'Islanda una popolazione poco numerosa, i cambiamenti che intervengono nell'uso vivo delle lingue sono stati minori.
La lingua islandese moderna è molto vicina a quello che era il norreno del periodo medievale, che a sua volta è vicino all'antico nordico. Il norvegese si è evoluto molto di più dell'islandese. Una lingua parlata nelle isole Farway (nel mare del Nord, a metà tra l'Islanda e la Norvegia) è il feringio, che occupa una posizione intermedia per quanto riguarda il carattere arcaico, cioè la conservazione della grammatica del norreno e che è una lingua piccola, con poche decine di migliaia di parlanti rispetto all'islandese (circa 600,000 parlanti solo in Islanda).
Il norvegese nynorsk è una lingua vera e propria e discende dal norvegese antico. Oggi non è parlata in tutta la Norvegia, dove si parla la lingua norvegese bokmal, che deriva dal danese e perciò si trova nel ramo dello scandinavo orientale. Il danese insieme allo svedese costituisce il gruppo scandinavo orientale, che ha le proprie isoglosse.
Il germanico occidentale
Al suo interno distinguiamo il gruppo anglo-frisio, che si identifica con i Germani del mare del Nord, e un gruppo tedesco vero e proprio, con lo spazio basso-tedesco, sassone, nederlandese che è una via di mezzo. Il sassone è una lingua antica che ha molti rapporti con l'inglese antico e con l'antico frisone, che in periodo moderno non dà origine a una lingua, ma rimane con una serie di dialetti del basso-tedesco, che hanno un'origine diversa dal tedesco.
Oggi i parlanti del frisone sono ridotti, o parlano olandese, o tedesco o danese, mantenendo accenti particolari perché hanno imparato queste lingue come L2, sovrapponendola alla loro lingua madre.
La Germania può essere divisa in una fascia settentrionale basso-tedesca, fascia centrale alto-tedesca media e una fascia meridionale che è alto-tedesca superiore. Il tedesco usa superiore-alto per indicare il sud e basso per indicare il nord, dovuto o al fatto che il sud della Germania è piatto, come l'Olanda, mentre al nord ci sono i monti, oppure al corso del Reno, fiume simbolo della Germania: l'alto corso del Reno è l'inizio, vicino alla sorgente sulle Alpi, il basso corso del Reno è dove sfocia, cioè in Olanda.
Dall'alto-tedesco superiore si dividono 2 rami: uno bavarese, che porta al tedesco-austriaca, mentre l'alemanno è un gruppo dialettale più piccolo che rimane vicino alla zona montana delle Alpi e dà origine allo Schwyzertytsch, che tutt'ora non è immediatamente comprensibile a chi ha studiato tedesco standard quando arriva in Svizzera.
All'alto-tedesco superiore possiamo ricondurre la lingua parlata dai Longobardi, popolazione poi scomparsa, ma che ha dato origine ai Longobardi in Italia, fondendosi con la popolazione italiana e creando un'identità italica. I Longobardi hanno lasciato tanti prestiti germanici, soprattutto nei nomi di persona e di luogo.
Dal basso-tedesco deriva, tramite il basso francone, quello che oggi è l'olandese. La lingua alto-tedesca si è formata nella parte centrale di quella che oggi è la Repubblica di Germania.
Isoglosse indoeuropeo – germanico
Per quanto riguarda le vocali:
- Le vocali: il passaggio a-oə > a, o, (schwa) > a (ie. *nokts > g.c. *naxtz; ie. *p 'te:r > g.c. *'faðe:r)
- a:, o: > o: (ie. *ma:'te:r > g.c. *'mo:ðe:r)
Il sistema vocalico dell'indoeuropeo è un sistema in cui oltre le 5 vocali dell'italiano nella forma ə breve (a,e,i,o u,) e lunga (a:, e:, i:, o:, u:), troviamo (schwa indoeuropeo o vocale centrale e neutra): centrale con riferimento alla sua posizione nel trapezio vocalico e neutra perché nessuna caratteristica fonetica è particolarmente rilevata: non è né molto posteriore, né anteriore, né chiusa né aperta, perché è centrale. La o breve e la vocale neutra tendono ad aprirsi e a confondersi con a breve.
Nel sistema delle lunghe, la a: si chiude in o:, con in entrambi i casi un sistema squilibrato, altamente instabile perché, come si vede nel trapezio, nel momento in cui nel sistema delle lunghe scompare la a, tantissimo spazio del trapezio resta non utilizzato, laddove invece nel sistema delle brevi succede qualcosa del genere al contrario con la scomparsa di tutte le o del sistema breve e quindi rimane molto spazio non utilizzato e ciò è antieconomico. È così che si svilupperanno forme di compenso di tale situazione.
Esempi:
| Indoeuropeo | Germanico |
| *dom- "domare" | *tam tame |
| *sal- "sale" | *sal |
| *jug-o "giogo" | *jukʰ |
| *rowd-os "rosso" | *rawð red rot |
| *dakr- "lacrima" | *taxr tear |
| *tog- "copertura" | *ak Dach |
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