Situazionismo: un movimento artistico e sociale
Fine anni '50 - anni '60. Il situazionismo è in realtà un movimento artistico e poi secondariamente una critica sociale e proposta politica. Con uno sguardo a posteriori, esce un testo degli anni '90, "The Situationist City", che guarda a queste esperienze da una prospettiva dell'architettura e della città. Sono progetti legati a New Babilon e Philling. Nel 2007 esce una monografia che considera New Babilon e il situazionismo.
Leonardo Lippoli e il situazionismo
Leonardo Lippoli è autore di questi testi e ci racconterà il situazionismo con diverse prospettive, mostrando come il situazionismo è osservabile insieme ad altre visioni. La lezione si divide in due parti:
- Il progetto situazionista in chiave delle teoria della città e dell'architettura
- Breve carrellata sull'attualità: ovvero il pensiero situazionista negli anni recenti, dimostrando che una storia poco conosciuta si sta diffondendo e vengono messe in mostra in modo sempre più diffuso.
Mappa concettuale psico geografica
Jens, fine secolo. I situazionisti vengono individuati su questa mappa come una piccola "costellazione" vicino a Utopie, Archigram, Squatters, Movimento studentesco. Gli antenati dei situazionisti vengono spostati nell’area "intuitivo attivista" (espressionisti) e ancora prima Bauhaus. Erano considerati attivisti perché critica. Ma non è solo così, infatti in realtà in origine si rifacevano a un progetto costruttivo, propositivi e costruzione. Non solo critica.
Prima fase: Quello che sanno tutti
Breve storia dell’internazionale situazionista. Comincia vicino ad Imperia. Il gruppo del Bauhaus immaginario nasce nel '57. Produrranno una rivista, 12 numeri: una rivista teorica che affrontava temi artistici, politici e critici che poi hanno contribuito al '68 in Francia. "La società dello spettacolo" di Debord. Questa è la visione più comune riguardo ai situazionisti, ridotta a questo: critica della politica e del capitalismo.
La storia vera
Invece nasce molto prima, 1936. L’origine della storia la facciamo coincidere con la storia di uno dei membri dell’internazionale situazionista, Yorg. Aveva cercato di entrare a lavorare da Kandysky e poi entra da Legier, amico di Le Corbusier. Collaborano per il progetto del padiglione dei Tempi Nuovi. Le Corbusier propose la sua idea di riorganizzazione urbanistica: è il famoso padiglione in cui Le Corbusier espone la teoria che i situazionisti prendono a cuore riguardo l’urbanistica.
Quattro bisogni:
- Lavorare
- Muoversi
- Tempo libero
- Abitare
Yorg collabora però è giovane e interessato all’arte (socialismo, comunista, partecipa alla resistenza danese); rimane affascinato dalla visione di Le Corbusier per la trasformazione della società attraverso l’urbanistica. Ma diffidente per la tipologia scelta. Yorg contesta che la città debba essere trasformata secondo un’idea di fabbrica (Ford): rispondeva al capitalismo. Funzionale solo per far funzionare meglio la macchina capitalista. Ma veniva depauperata dalla tradizione dell’uomo. L’idea di Le Corbusier (già esposta nel Plan Voisin negli anni '20) era utopica, ma non troppo perché si sono realizzate. Prevedeva uno svuotamento del centro città per trasformarlo nel cuore economico e un conseguente allontanamento della popolazione dai centri storici verso la periferia. Viene contestato.